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75 anni di “Via col vento”, il Kolossal che rese il colore didascalico

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Il 15 dicembre, Via col vento, il capolavoro per eccellenza della Hollywood degli anni d’oro, ha compiuto 75 anni e per l’occasione è stato proiettato, con grande successo, il restauro digitale dell’opera durante la 32esima edizione del Torino Film Festival. Esattamente il 15 dicembre 1939, ad Atlanta, si svolgeva la prima del film tratto dal romanzo best seller omonimo di Margaret Mitchell. Una festa in cui erano presenti il regista Victor Fleming, il produttore David O. Selznick, e il cast, Vivien Leigh, Clark Gable, Olivia de Havilland, Leslie Howard, Hattie McDaniel. Un film che pochi mesi dopo avrebbe vinto 10…

via-col-ventoIl 15 dicembre, Via col vento, il capolavoro per eccellenza della Hollywood degli anni d’oro, ha compiuto 75 anni e per l’occasione è stato proiettato, con grande successo, il restauro digitale dell’opera durante la 32esima edizione del Torino Film Festival.
Esattamente il 15 dicembre 1939, ad Atlanta, si svolgeva la prima del film tratto dal romanzo best seller omonimo di Margaret Mitchell. Una festa in cui erano presenti il regista Victor Fleming, il produttore David O. Selznick, e il cast, Vivien Leigh, Clark Gable, Olivia de Havilland, Leslie Howard, Hattie McDaniel. Un film che pochi mesi dopo avrebbe vinto 10 Oscar dei 15 a cui era candidato, tra i quali quello conferito per la prima volta a un’ attrice di colore, Hattie McDaniel.
Oltre alla sua eccezionale lunghezza, un budget spropositato, un casting infinito con oltre 1000 attrici provinate per la scelta della protagonista e alla sontuosità di costumi e scenografie, Via col vento ha l’eccezionalità di superare la mera esigenza di realismo donata dal neonato Technicolor, portando il colore su ben altro piano: Walter Plunkette, il costumista della pellicola, affronta la caratterizzazione del personaggio della protagonista -Rossella O’Hara, interpretata da Vivien Leigh- attraverso la simbologia del colore associato al costume.
Il costume contribuisce alla costruzione del personaggio e in questo caso il colore ne dipinge lobz2gy stato d’animo. Già dalla prima apparizione, Rossella indossa un ridondante abito bianco, casto e senza scollature, bandiera della sua purezza. Il fatto che a breve la sua personalità e la sua sensualità esploderanno è ben sottolineato dagli accessori come la cintura o il ferma capelli di colore rosso.
Il primo cambiamento vero e proprio si ha con l’abito a fiori verdi che Rossella indossa in occasione del ricevimento alle Dodici Querce presso la famiglia Wilkes: il verde è messaggio di speranza, quella di far innamorare Ashley Wilkes, già promesso sposo di Melania che a causa dei suoi abiti leggermente dimessi, spenti e grigi si contrappone completamente al personaggio di Rossella. La prima è moglie devota ed innamorata, la seconda donna irrequieta e appariscente.
In molte altre situazioni nella pellicola il carattere di una viene contrapposto all’altra anche grazie alla comunicazione non verbale dell’abito come quando Rossella e Melania si recano in stazione per GWTWdressaccogliere Ashley in ritorno dalla guerra: la prima indossa un copricapo appariscente, con piume verdi che si riallacciano al messaggio di speranza, la seconda mantiene il suo basso profilo, indossando un copricapo di lana grigia.
Il momento in cui vi è un ulteriore cambiamento coincide con una tra le scene più celebri del film: Rossella, decisa e bisognosa di aiuto si convince che Rhett sia la sua àncora di salvezza e per l’occasione la tenda della sua casa diventa abito, la passamaneria accessori.
Il colore è nuovamente quello della speranza, il verde, per un aiuto da parte di Rhett Butler che tra l’altro non otterrà. Rossella vuole, con un abito improvvisato, raffazzonato ma ridondante, riaffermare lo status sociale ormai perso.
Per Rossella, grazie ad un buon matrimonio, torneranno presto i vestiti importanti e sgargianti ed i passaggi didascalici si ridurranno al susseguirsi di abiti di un rosso e di un velluto così pesante da farci percepire il suo strazio e la sua pesantezza interiore contrapposti all’ostentata ricchezza strettamente materiale.
I numerosi significanti riferiti al colore rinviano continuamente ad altrettanti significati: il costume in Via col Vento è più che mai una sorta di testo senza fine che affascina da sempre lo spettatore dall’occhio più attento.

Mirko Ghiani

 

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