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A brevissimo Massimiliano Fichera nei panni di Rigoletto a Locri

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A 20 anni dal suo debutto Locri (RC) potrà godere di Massimiliano Fichera che interpreterà Rigoletto ad agosto presso la Corte del Palazzo di Città. È reduce da concerti in Israele e da Il barbiere di Siviglia ad Aqui Terme, ma si dice veramente felice di poter lavorare col regista Mario De Carlo e col direttore d’orchestra David Crescenzi, e di poter offrire la sua arte al pubblico della Locride. Una voce calda, potente, un timbro veramente interessante da baritono romantico con versatilità, elasticità e buona lama per affrontare ruoli impervi, quali sono quelli verdiani. Infatti nel suo repertorio, fra gli…

biografia-1040x400A 20 anni dal suo debutto Locri (RC) potrà godere di Massimiliano Fichera che interpreterà Rigoletto ad agosto presso la Corte del Palazzo di Città.
È reduce da concerti in Israele e da Il barbiere di Siviglia ad Aqui Terme, ma si dice veramente felice di poter lavorare col regista Mario De Carlo e col direttore Max Fichera.6d’orchestra David Crescenzi, e di poter offrire la sua arte al pubblico della Locride.
Una voce calda, potente, un timbro veramente interessante da baritono romantico con versatilità, elasticità e buona lama per affrontare ruoli impervi, quali sono quelli verdiani. Infatti nel suo repertorio, fra gli altri, rientrano Il barbiere di Siviglia (Rossini), Lucia di Lammermoor (Donizetti), Un ballo in maschera (Verdi), Nabucco (Verdi), I Puritani (Bellini), Gioconda (Ponchielli) e Rigoletto (Verdi)…
Abbiamo avuto modo di intervistarlo, sapendo che ha debuttato in più di sessanta titoli.

In primis, a 20 anni dal suo debutto, può ripercorrere con noi le tappe fondamentali della sua carriera?
Ricordo con chiarezza il mio debutto presso la Corte Malatestiana nel ruolo di Ping nella “Turandot” di Max Fichera.3Giacomo Puccini nel 2005. Affiancavo nomi molto importanti, come Patanè, Bartonini, mentre io ero un fanciullo direi incosciente, ma tanto coraggioso da poter affrontare quella che sarebbe stata poi una carriera fatta di alti e bassi ma ricca di grandi soddisfazioni. Posso affermare con schiettezza di averla percorsa solamente grazie alle mie capacità e al mio rigore, un po’ per scelta e un po’ per il rifiuto di un ambiente molto particolare. Tra i ruoli importanti e soddisfacenti non posso non citare Giorgio Germont de La traviata all’Opera giocosa di Savona. Mi sovviene con gioia il debutto di un ruolo pucciniano, quello di Sharpless in “Madama Butterfly” al Festival Puccini di Torre del Lago. Debuttarlo nei luoghi dove visse il Maestro è stato il massimo.
A Pechino ho debuttato nel ruolo di Renato di “Un ballo in maschera” al Teatro Poly.
Ho avuto l’onore e il piacere di lavorare con un direttore che cito con molta stima, il Maestro Giampaolo Max Fichera.2Sansogno, figlio del grande Direttore d’Orchestra Nino. Debuttare un ruolo impervio come Renato con una persona straordinaria come il maestro Sansogno per me è stata una vera fortuna sotto tutti i punti di vista, umani e artistici. Ricordo anche la simpatica moglie Adalgisa, molto sostenitiva.
Poi in Giappone feci un tour de Il barbiere di Siviglia esibendomi fra l’altro anche al Bunka Kaikan di Tokyo con Sonia Ganassi e Antonino Siragusa. È stata un’esperienza davvero fantastica. Vi confesso che avevo le file sterminate di persone che aspettavano per farsi dare una mia foto o farsi autografare un mio disco. Davvero molto emozionante! Nei paesi orientali ho avuto trattamenti davvero speciali. Uno che mi sta particolarmente a cuore è l’aver avuto l’onore di inaugurare la sala dei marmi del Teatro dell’Opera di Astana in Kazakistan che conteneva millecinquecento persone. Il suo direttore principale, il Maestro Abzal Mukhitdinov, mi aveva diretto a Catania ne Il barbiere di Siviglia e fatto invitare dalla direzione artistica.
Max Fichera e BocelliUn’esperienza importante che porto nel cuore è stata cantare con Bocelli e Gasdia, per l’inaugurazione della Torre di Pisa.
E ancora mi sovviene con emozione La romanziera eseguita a Rovigo e incisa per Bongiovanni, con la regia di Michele Placido.

Sappiamo che si divide professionalmente tra l’Italia e l’estero, anche se è spesso fuori dal bel paese. Ci può raccontare quali sono stati gli ultimi teatri che ha calcato?
Ultimamente vado spesso in Israele, uno stato dove sono stato accolto con grande stima e ammirazione. A Tel Aviv ho avuto l’onore di lavorare con la Jerusalem SMax Fichera e Placidoymphony Orchestra sotto la direzione del celebre Maestro Amos Talmon, il quale recentemente mi ha diretto nel Rigoletto. Dovrei tornarci a Dicembre per il “Requiem” di Faurè e il “Te Deum” di Brukner. A Febbraio per debuttare Dandini in “La Cenerentola” di Rossini.
Ultimissimo mio lavoro è stato presso il Festival delle Undici Lune a Peccioli ne La traviata. Per la prima volta, dopo dieci anni circa di attività del festival, è stata messa in scena un’opera, operazione eseguita con grande successo da parte di tutti.

Oltre a La romanziera, sappiamo che ha inciso importanti opere in prima mondiale. Cosa significa questo per un artista?
discografia-1040x400Ammetto di essere una persona molto fortunata anche da questo punto di vista. Ho avuto la fortuna e l’onore di incidere alcune opere in prima assoluta come, per esempio, “Pasqua Fiorentina” di Isodoro Capitanio, “In Filanda” e “Alla Gioia” di Pietro Mascagni, “Elvida” di Gaetano Donizetti e “Messa Solenne” di Alberto Mazzuccato.
Max Fichera.1Incidere è fondamentale per noi cantanti perché è un modo per lasciare traccia di noi nel mondo della lirica, e diventa fondamentale soprattutto per quei melomani che pretendono avere tutte le edizioni possibili delle opere dei compositori che amano. Devo aggiungere che ci vuole anche molto coraggio soprattutto quando ci si misura con una prima incisione di un’opera. Non hai in quel caso nessun riferimento a cui ispirarti e soprattutto senti la responsabilità di divenire tu il riferimento per chi ti succederà.

Max Fichera.7Qual è l’esibizione in cui si è piaciuto di più e perché? Ha trovato corrispondenza di questo Suo sentire nella risposta del pubblico?
Avendo cantato parecchie volte il ruolo di Figaro ne “Il barbiere di Siviglia” di Rossini, direi che è proprio questo personaggio ad avermi dato maggior soddisfazione, in particolare modo nelle produzioni di Spoleto e nelle trasferte in Giappone e a Doha.

A suo avviso, quanto è importante per un’artista essere seguito da un agente famoso?
LOGO.I.U.M.A.Essere seguiti da un’agenzia è importante e direi indispensabile per lavorare in modo costante. Io personalmente ho iniziato recentemente a collaborare con la I.U.M.A Management, rappresentata da Chistian Francesconi, figlio del celebre Tenore Renato. Trovo queste persone sincere e soprattutto competenti. Certamente deMax Fichera.8ve venir fuori un’ottima sinergia per instaurare un rapporto di fiducia.
Un grande artista prima di tutto, però, deve trovare la determinazione, la forza e il coraggio in sé, dettate dalla passione e dalla volontà per sostenere un lavoro così faticoso e difficile. Ma le soddisfazioni arrivano…

Parlando del Rigoletto, sappiamo che ha accolto l’invito del regista De Carlo con molto piacere. A che cosa si deve questa Suo entusiasmo?
Ho accettato di buon grado e con entusiasmo, prima di tutto, perché quest’opera permette al baritono di dare il meglio di se stesso e poi perché la reputo una buona occasione per maturare il ruolo con il direttore David Crescenzi e il regista Mario Max Fichera.4De Carlo, insigni professionisti che stimo moltissimo tanto umanamente quanto artisticamente. Sono contento e onorato di poter lavorare con loro e prendere parte a un progetto così ambizioso che potrebbe essere esportato in altre piazze del Mezzogiorno, creando un circuito d’opera o un festival nella stessa Locri.

Che pubblico si aspetta nella Corte del Palazzo della Città di Locri?
Mi aspetto un pubblico appassionato, variegato e attento a tutte le sfumatuMax Fichera.5re. Del resto questa è una delle tre opere che formano la trilogia popolare di Verdi insieme a Trovatore e Traviata, un titolo del grande repertorio lirico che richiamerà gente da tutta la Calabria.

Parlando del Meridione, da siciliano doc, cosa si augura per la ripresa culturale del Mezzogiorno?
Mi auguro che sempre più iniziative del genere vengano organizzate e finanziate, coinvolgendo le giovani leve e rendendo popolare sia l’opera lirica sia altre forme di cultura classica e moderna. Bisogna investire nella cultura e rieducare il pubblico alla bellezza e all’arte in genere. È indispensabile, a mio avviso, per la crescita armoniosa e globale dell’uomo e per tutto il Mezzogiorno in generale.
Annunziato Gentiluomo

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