artinmovimento.com

Al Cine-Teatro la brillante messinscena di “Romeo e Giulietta. Una storia di banditi”

ROMEOGIULIETTA-7266

Ieri ci si trova, per una serie di combinazioni fortuite, al Cine-Teatro Corallo di Bardolino attratti da un sottotitolo particolare associato al celeberrimo dramma shakespeariano Romeo e Giulietta: Una storia di banditi. Sarà la solita provocazione con cui si è soliti “sporcare” i drammi senza tempo oppure l’esaltazione creativa di un regista che vuole mettersi in mostra, pensiamo. Nulla di tutto questo. Chiaramente non abbiamo assistito alla tragedia shakespeariana, ma a una sua metariflessione in forma scenica. Un copione ricco di riferimenti che ci ha fatto scoprire piacevolmente il prologo dell’opera, come realmente era la vita veronese del Cinquecento, come…

ROMEOGIULIETTA-7144Ieri ci si trova, per una serie di combinazioni fortuite, al Cine-Teatro Corallo di Bardolino attratti da un sottotitolo particolare associato al celeberrimo dramma shakespeariano Romeo e Giulietta: Una storia di banditi.
Sarà la solita provocazione con cui si è soliti “sporcare” i drammi senza tempo oppure l’esaltazione creativa di un regista che vuole mettersi in mostra, pensiamo.
Nulla di tutto questo. Chiaramente non abbiamo assistito alla tragedia shakespeariana, ma a una sua metariflessione in forma scenica.
Un copione ricco di riferimenti che ci ha fatto scoprire piacevolmente il prologo dell’opera, come realmente era la vita veronese del Cinquecento, come agivano le faide e come le due fazioni si offendevano pubblicamente.
RomeoGiuliettaeNunzioLa tormentata vicenda dei giovani amanti si converte quindi nel pretesto per raccontare antiche storie di crimine e giustizia, riemerse dagli archivi della Serenissima e rimaneggiate con cura nell’elaborazione del copione volutamente aperto dove ampio spazio si e’ dato all’improvvisazione e dove era ricercata l’interazione col pubblico che pareva un altro attore effettivo o il sostituto della moltitudine necessaria dei figuranti. Addirittura uno dei presenti, il sottoscritto, è stato coinvolto in una gag per dimostrare che il regista era lo stesso William Shakespeare facendo riferimento a una ricerca ROMEOGIULIETTA-7409letteraria che attribuiva la paternità di gran parte delle opere ambientate in Italia del genio senza tempo inglese a John Florio. Il regista, autore e attore si chiama niente poco di meno che Giovanni Florio. Forse era già tutto scritto nei suoi registi akashici.
Nel complesso Romeo e Giulietta. Una storia di banditi si conferma una messinscena intelligente e coraggiosa. Uno spettacolo divertente, ben costruito, arricchito da un vivace accompagnamento musicale che ha visto attivi Nicola Rossin e Marcel Frumusachi rispettivamente al violino e al contrabbasso. Interagiscono con gli attori e divengono elementi colorati di una scena essenziale dove spicca solamente un’asta appendiabiti con cui i quattro protagonisti si trasformano in banditi appunto.
ROMEOGIULIETTA-7410Attorialmente il livello è stato buono nonostante la Compagnia teatrale Archibugio sia amatoriale, anche se sono necessari dei distinguo.
Abbiamo trovato delizioso Giuseppe Balduino. Dotato di una vis comica coinvolgente, di una mimica facciale ricca ed efficace e di una vocalità proiettata e consapevole, è stato un innovativo Romeo.
Ben impostato e convincente nell’essere il deus ex machina e nel ruolo di Tebaldo Giovanni Florio che ha ben tenuto insieme la struttura drammaturgica, dimostrando un’impeccabile dizione e un grande dominio del suo strumento vocale.
Consapevole e plastica la performance di Umberto Peroni, nei panni di Mercuzio, che poi è arrivato a sorprenderci con sonorità spagnole con l’ukulele e col monologo di Amleto.
Discontinua invece l’interpretazione di Claudia Schiavoi (Giulietta) che abbiamo trovato a tratti non allineata all’energia dei suoi compagni di viaggio.
Due limiti che è doveroso segnalare. Il primo è dovuto forse alla voglia di dare a piene mani al pubblico presente, aspetto che ha allungato lo spettacolo. Per eccesso di generosità artistica e zelo, alcune parti sono state riprese, a nostro avviso, troppo. Tali ripetitività hanno rischiato di rendere, a volte, farraginosa una drammaturgia brillante. E, in secundis, in alcuni momenti la musica si imponeva sulle voci.
Alla fine comunque la Compagnia è riuscita a convincerci che Romeo e Giulietta, oltre a essere una storia d’amore, è anche una storia di banditi ambientata in una bella Verona in cui il sangue dei cittadini imbratta impunemente le mani di altri cittadini. Una bella pièce di cui consigliamo la visione.
Annunziato Gentiluomo

 

 

Foto di Paolo S. Borgato.

More in Cultura

Most popular