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Al Municipale di Piacenza “La Cenerentola” di Rossini

da sx Matteo D'Apolito (Alidoro), Teresa Iervolino (Angelina-Cenerentola) foto Andrea Simi

La Stagione d’Opera 2017/2018 del Teatro Municipale di Piacenza prosegue con La Cenerentola di Gioachino Rossini, domani, venerdì 16 febbraio alle 20.30, e domenica 18 febbraio alle 15.30. S’inaugura con quest’opera Rossini 150, il cartellone che la Fondazione Teatri di Piacenza dedica alle celebrazioni per il 150° anniversario della scomparsa del compositore pesarese. Lo spettacolo, coprodotto da Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Alighieri di Ravenna e Fondazione Teatri di Piacenza, con la collaborazione di Teatro Comunale “A. Rendano” di Cosenza, è un omaggio a Emanuele Luzzati: suoi sono gli splendidi costumi di scena risalenti alla storica edizione andata in…

teatri piacenza_logoLa Stagione d’Opera 2017/2018 del Teatro Municipale di Piacenza prosegue con La Cenerentola di Gioachino Rossini, domani, venerdì 16 febbraio alle 20.30, e domenica 18 febbraio alle 15.30. S’inaugura con quest’opera Rossini 150, il cartellone che la Fondazione Teatri di Piacenza dedica alle celebrazioni per il 150° anniversario della scomparsa del compositore pesarese.
Lo spettacolo, coprodotto da Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Alighieri di Ravenna e Fondazione Teatri di Piacenza, con la collaborazione di Teatro Comunale “A. Rendano” di Cosenza, è un omaggio a Emanuele Luzzati: suoi sono gli splendidi costumi di scena risalenti alla storica edizione andata in scena 1930-Cenerentolanel 1978 al Teatro Margherita di Genova, che recano intatta la cifra stilistica e il tratto meraviglioso e immaginifico di un Maestro indiscusso del teatro contemporaneo. I costumi originali di Luzzati giungono dopo il prezioso e appassionato restauro realizzato dalla Fondazione Cerratelli, che ha riportato ogni singolo capo sartoriale allo splendore originario; nell’operazione è coinvolto il Museo Luzzati di Genova diretto da Sergio Noberini, in virtù anche della lunga collaborazione esistente tra il Museo e la Fondazione Cerratelli.
A dirigere Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e Coro del Teatro Municipale di Piacenza, istruito dal maestro del Coro Corrado Casati), sarà la bacchetta della giovane e talentuosa Erina Yashima, tra gli allievi selezionati nella prima edizione della Riccardo Muti Italian Opera Academy (2015) e attualmente assistente del Maestro alla Chicago Symphony Orchestra, dove ha ricevuto la borsa internazionale di apprendistato Sir Georg Solti in direzione d’orchestra.
Nel cast, giovani ma già affermati interpreti: Pietro Adaini è Don Ramiro, affiancato dal complice Dandini, suo cameriere (Pablo Ruiz) e dal filosofo Alidoro (Matteo D’Apolito). Marco Filippo Romano, Giulia Perusi e Isabel al centro Teresa Iervolino (Angelina-Cenerentola) - foto Andrea SimiDe Paoli vestono rispettivamente i panni di Don Magnifico, Clorinda e Tisbe; la figliastra Cenerentola – interpretata da Teresa Iervolino – completa la famiglia.
Aldo Tarabella firma la regia dello spettacolo, al termine di un lungo periodo di ricerca svolto percorrendo a ritroso la strada che lo ha portato alla Cenerentola luzzatiana del 1978, lungo la quale ha ritrovato gli “amici di Lele”, i suoi più significativi discepoli: tra loro Enrico Musenich, che ha firmato le scenografie originali dello spettacolo, costruite e dipinte dallo scenografo-costruttore Elio Sanzogni, cui dobbiamo lo stile luzzatiano nella da sx Matteo D'Apolito (Alidoro), Teresa Iervolino (Angelina-Cenerentola) foto Andrea Simirealizzazione pittorica; la Sartoria Cerratelli, che ha dato nuova vita teatrale, con un delicatissimo e appassionato restauro, a quei costumi di Luzzati appartenuti allo storico allestimento genovese; Mario Audello, che con le sue parrucche partecipò proprio a quella storica produzione del 1978, dichiara il regista. Questo nuovo allestimento de La Cenerentola rossiniana, che coinvolge – insieme a Tarabella – Musenich, Sanzogni, Cerratelli e Audello, vuol essere quindi un omaggio a Luzzati e al suo mondo di immagini, forme e colori, senza per questo assumere il sapore del ricordo nostalgico; la via percorsa, che si snoda tra palazzi di carta e scatole magiche in continuo moto giocoso, è quella della freschezza di una messa in scena attualizzata, viva e coinvolgente, capace di disegnare uno spazio musicale, teatrale e drammaturgico inconsueto, brillante e gioioso.
Redazione di ArtInMovimento Magazine

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