Lorenza Aimone Querio

Lorenza Aimone Querio è stata l’instancabile organizzatrice del Convegno L’invisibile ponte dell’Amore e oggi collabora con Annunziato Gentiluomo e l’Associazione ArtInMovimento per Andare Oltre. Uniti nella Luce.
Socialmente molto impegnata nel Canavese, ha vissuto diversi significati lutti, tra cui la morte dell’amato figlio Stefano, e da lì è iniziata la sua ricerca sul tema della vita oltre la vita. Sperimenta con la metafonia e offre il suo supporto a chi ne ha bisogno.
Ha all’attivo due libri.Dalla loro parte copertina
Dalla loro parte è il primo scritto dopo la morte del marito, successa, tre anni dopo, a quella del figlio. Ho scelto questo titolo perché desidero difendere la posizione di chi non è visibile ai nostri occhi, solo perché ha cambiato piano di esistenza. Chiusi nel nostro dolore, siamo troppo concentrati su di noi e non cerchiamo di sentirci. La verità è che dobbiamo comprendere che loro fanno tutto il possibile per farci percepire la loro vicinanza. Per questo sono, secondo me, incompresi e come tali da “tutelare”, afferma l’autrice.
Il volume è suddiviso in quattro parti che seguono evidentemente un chiaro fil rouge. Nei primi capitoli racconta la propria esperienza personale, concentrandosi sulla perdita del figlio e poi del marito. Perdere, precisa l’autrice, è un verbo impropriamente usato, è molto umano perché in realtà non perdiamo niente. In un’ottica più grande si continua a stare assieme in modo diverso. Quando riesci a vivere ciò, inizi a far attenzione a molti dettagli che ti rendono evidente quanto chi ha lasciato il corpo è lì con te e ti comunica moltissimo.
La seconda parte del libro, Pensieri e parole, è costellata da riflessioni sui miei personali cambiamenti evolutivi, i percorsi che l’evento morte mi ha permesso di intraprendere. Possiamo dire che tali considerazioni sono proprio il frutto della maturazione spirituale dell’autrice che forse sarebbe stata più lenta o che non avrebbe mai raggiunto.
La terza parte di Dalla loro parte è dedicata al marito e alla figlio e riporta i loro messaggi ricevuti da una sensitiva. Si tratta del racconto di prove sorprendentemente vere che rendono evidente la loro sopravvivenza. Sono pagine di speranza fattiva per chi è entrato in modo così forte in contatto con la morte, testimonianza di questo invisibile ponte con chi abbiamo amato e continuiamo ad amare.
L’ultimo capitolo è dedicato all’esperienza della metafonia, una tecnica impiegata per comunicare con l’aldilà tramite apparecchi audio-video, con risultati sconvolgenti. Mediante l’uso di un registratore o della radio, si captano parole e frasi di senso compiuto che si suppone provengano dal mondo ultraterreno.

Amati e liberi copertinaIl secondo volume di Lorenza Aimone Querio Amati e liberi riporta nel titolo due termini che meglio di tuttidefiniscono l’essenza dell’essere umano. Grazie a questa libertà nel libro viene espresso il concetto di una progettualità dello spirito prima dell’esperienza terrena, senza imputare a Dio la responsabilità degli eventi, precisa l’autrice.
Queste argomentazioni sono trattate nella prefazione mentre il volume vuole essere un esempio di come tale progetto possa essere stato concordato da una famiglia di spiriti e realizzato nella dimensione terrestre. Ogni persona fisica è accompagnata, nel romanzo, dal proprio spirito che ne segue il cammino con esiti più o meno positivi circa la realizzazione del progetto primitivo. Ma non succede nulla di grave se l’esito non è positivo: si ricomincia di nuovo nel prossimo giro qui sulla Terra o in altre dimensioni senza ansia alcuna.
Questo è il racconto di un percorso nella dimensione terrena di una famiglia qualunque che affronta alcune delle molteplici e svariate esperienze che possono presentarsi nella normalità della vita. Accettare l’ipotesi che tali esperienze siano state liberamente scelte dai loro spiriti prima d’incarnarsi nel corpo che stanno usando nella materia ed applicarla a noi stessi, vuol dire responsabilizzarsi, vuol dire comprendere che dipende dalla nostra volontà decidere se affrontare le innumerevoli opportunità che la vita ci offre in modo sicuramente meno doloroso e tormentato o far ricadere su Dio e sugli altri la “colpa” del nostro mal vivere.