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Bianca Tognocchi e Vincenzo Nizzardo, superbi ne “L’elisir d’amore” di Lucas Simon

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Abbiamo molto apprezzato L’elisir d’amore, prodotto da AsLiCo e diretto da Lucas Simon, che firma anche scene e costumi, andato in scena il giorno di San Valentino al Teatro Lirico di Magenta. Nonostante sia una versione pocket e quindi con coro e orchestra molto limitati, il melodramma giocoso in due atti, con musica di Gaetano Donizetti e libretto di Felice Romani, ha raggiunto pienamente il pubblico, strappando copiosi applausi e note di apprezzamento. Interessante l’ambientazione contemporanea di questa versione de L’elisir d’amore, calata in una realtà veloce, frammentata, consumistica, piena di ostentazione e dove lo smart-phone rappresenta uno degli elementi di potere e di onnipresenza, da ostentare. Questo…

elisir_amore02Abbiamo molto apprezzato L’elisir d’amore, prodotto da AsLiCo e diretto da Lucas Simon, che firma anche scene e costumi, andato in scena il giorno di San Valentino al Teatro Lirico di Magenta.

Nonostante sia una versione pocket e quindi con coro e orchestra molto limitati, il melodramma giocoso in due atti, con musica di Gaetano Donizetti e libretto di Felice Romani, ha raggiunto pienamente il pubblico, strappando copiosi applausi e note di apprezzamento.

Interessante l’ambientazioneIMG_7446 contemporanea di questa versione de L’elisir d’amore, calata in una realtà veloce, frammentata, consumistica, piena di ostentazione e dove lo smart-phone rappresenta uno degli elementi di potere e di onnipresenza, da ostentare. Questo strumento interrompe i dialoghi, crea pausa, immortala quanto sta avvenendo attraverso i selfie e permette ai personaggi di esserci e al tempo stesso non prendere parte alla scena, separandosi dal gruppo. Adina, ricca borghese, i suoi amici e lo stesso Belcore fanno parte del medesimo club, al cui centro vi sono il dio denaro e l’apparire. Si oppone a loro la ricerca di autenticità di Nemorino, ancora attaccato ai valori tradizionali ma comunque ben consapevole della realtà che lo circonda.

elisir_amore05 2Rispetto agli interpreti, nella replica del 14 febbraio si sono distinti senza dubbio alcuno Bianca Tognocchi (Adina) e Vincenzo Nizzardo (Dulcamara).

Il soprano ha saputo rappresentare in modo eccellente tanto scenicamente quanto vocalmente la ‘vedova nera’ mangia uomini, voluta dal regista, impegnata a tessere la propria tela per ottenere ciò che più desidera, ovvero il denaro. La Tognocchi, dalla vocalità potente e virtuosa, riesce a rendere con grande disinvoltura una grande range di comportamenti femminili ancestrali, l’ignoranza, la cattiveria e la seduzione, propri della protagonista femminile dell’opera di Donizetti e sicuramente marcati da Simon, arrivando a esprimere anche tutta la dolcezza di un cuore innamorato dell’aria Prendi per me sei libero.

Il baritono, Vincenzo Nizzardo, è stato strabiliante. È evidente un profondissimo studio del IMG_7240personaggio di Dulcamara che pareva disegnato a pennello per lui. Una vocalità piena, pastosa, capace di rispondere in modo ineccepibile anche agli incalzanti ritmi di questo personaggio. Nei suoi ingressi spaccava la scena, modificandone tratti e atmosfere. Un elemento di rottura, ma anche un trait d’union che contribuisce a risolvere, suo malgrado, i dissidi amorosi di Nemorino. Nizzardo colpisce anche per la s’a verve attoriale: si muove con destrezza, agilità e occupa la scena con pienezza e fierezza, facendo emergere la simpatia, l’ironia e la furbizia del gran medico, dottore enciclopedico. Si è fatto apprezzare in tutti i suoi interventi, e particolarmente in Udite, udite, o rustici e in Barcaruola, dove la timbrica profonda e calda ha trovato spazio per esprimersi.

IMG_7558Molto buona anche la performance di Lucrezia Drei (Giannetta), sinuosa, dalla voce pulita e ben appoggiata, un soprano che continueremo a seguire. Hanno completato il cast Giovanni Sala (Nemorino) e Paolo Ingrasciotta (Belcore), scenicamente funzionali all’allestimento.
Si è mosso con ironia e spessore il ridotto Ensemble corale AsLiCo, sostenendo molto bene i solisti. Walter Borin ha diretto in modo attento, partecipato e variegato la valida Orchestra 1813, dando colore alla pièce in linea con le scelte di impostazione registica.

La regia di Simon, quindi, non ha disatteso le nostre aspettative, offrendoci una singolare interpretazione de L’elisir e mettendo in scena la deriva contemporanea e il bisogno di rimettere al centro l’uomo, la sua autenticità e la sua essenza!

Una produzione giovane e talentuosa dunque. Uno spettacolo da vedere…
Annunziato Gentiluomo

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