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Biodanza con Nicola Franceschiello al Centro Olistico Radhadesh

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Sabato 18 novembre e domenica 19 novembre presso il Centro Olistico Radhadesh, sito in Corso Quintino Sella 107 a Torino, si svolgerà un seminario di Biodanza con Nicola Franceschiello,  facilitatore di gruppi di biodanza in Sudamerica e in Italia. Nicola Franceschiello ha diretto la Scuola di Biodanza di Padova dal 1994 fino al 2007. Da gennaio 2008 è codirettore della Scuola di Biodanza Sistema Rolando Toro Araneda di Vicenza e direttore della Scuola di Creatività Sistema Rolando Toro. Nato nel 1965 a partire dagli studi scientifici del prof. Rolando Toro, psicologo ed antropologo cileno, il sistema Biodanza si avvale delle ricerche in…

biodanza6Sabato 18 novembre e domenica 19 novembre presso il Centro Olistico Radhadesh, sito in Corso Quintino Sella 107 a Torino, si svolgerà un seminario di Biodanza con Nicola Franceschiello,  facilitatore di gruppi di biodanza in Sudamerica e in Italia. Nicola Franceschiello ha diretto la Scuola di Biodanza di Padova dal 1994 fino al 2007. Da gennaio 2008 è codirettore della Scuola di Biodanza Sistema Rolando Toro Araneda di Vicenza e direttore della Scuola di Creatività Sistema Rolando Toro. Nato nel 1965 a partire dagli studi scientifici del prof. Rolando Toro, psicologo ed antropologo cileno, il sistema Biodanza si avvale delle ricerche in tutti i campi scientifici, in particolare nella biologia, nella fisiologia, nelle neuroscienze. Attualmente sperimentata in tutto il mondo, aiuta numerose persone a ritrovare il proprio benessere. La Biodanza è un ottimo antistress naturale, favorisce la comunicazione interpersonale, aumenta la fiducia in se stessi e la stima di sé, facilita la scoperta e l’attivazione delle proprie risorse, migliora la relazione con il proprio corpo e aiuta sciogliere le tensioni. La Musica, il Movimento e la Vivencia sono gli strumenti che utilizza Biodanza. Biodanza è un sistema di integrazione umana, di rinnovamento organico, di rieducazione affettiva e di riapprendimento delle funzioni originarie della vita. In Biodanza il processo di integrazione si attua mediante la stimolazione della funzione primordiale di connessione con la vita, che consente a ciascun individuo di integrarsi a sé, al simile e all’universo. ll rinnovamento organico avviene in Biodanza come effetto della stimolazione dell’omeostasi, o equilibrio interno, e della riduzione dei fattori di stress. La rieducazione affettiva: Biodanza si propone come scopo essenziale di stimolare l’affettività nell’essere umano, mediante la sua applicazione nell’ambito dell’educazione fin dai primi anni di vita. Il riapprendimento delle funzioni originarie della vita: con la pratica di Biodanza aumenta la sensibilizzazione alle risposte naturali che scaturiscono spontaneamente in ogni individuo. Si stimolano le capacità di percezione delle manifestazioni naturali da una prospettiva poetica di esaltazione della vita e della grazia naturale da essa derivata. Lo sviluppo delle potenzialità genetiche umane in un contesto di gruppo affettivamente integrato stimola il coraggio e la gioia di vivere. La metodologia della Biodanza® si articola sull’integrazione tra musica, movimento e vivencia. Questi tre elementi formano una Gestalt in senso stretto, cioè un ‘insieme organizzato’ le cui componenti sono inseparabili, poiché la funzionalità dell’insieme richiede la partecipazione simultanea di ciascuna di esse. La coerenza delle relazioni tra musica, movimento ed esperienza-vivencia assicura l’efficacia del metodo. La musica è un linguaggio universale e in Biodanza ha la funzione essenziale di evocare vivencia. Le musiche utilizzate passano attraverso uno studio dei loro contenuti emozionali, prima di essere incorporate al Sistema Biodanza, finalizzato alla valutazione degli effetti organici che promuovono e del tipo di vivencia che evocano. I movimenti naturali dell’essere umano (camminare, saltare, stiracchiarsi…), i gesti connessi ai cosiddetti ‘riti sociativi’ (dare la mano, abbracciare, cullare, accarezzare…) e i gesti archetipici costituiscono i modelli naturali su cui vengono impostati gli esercizi di Biodanza.biodanza4 Tali gesti e movimenti, se realizzati con una musica che intensifichi la cenestesia stimolata dalle categorie motorie in atto, divengono danze all’interno della concezione originaria della danza come movimento di vita. La vivencia è l’esperienza vissuta con grande intensità da un individuo nel momento presente, che coinvolge la cenestesia, le funzioni viscerali ed emozionali. Il termine ‘Biodanza’ fu creato per designare una disciplina dalle caratteristiche inedite. Occorreva ristabilire il concetto originale di danza nella sua più vasta accezione: come movimento di vita non assimilato né al balletto né ad altre forme di danze strutturate. Il prefisso ‘bio’ deriva dal greco bios, ‘vita’. Il senso primordiale della parola ‘danza’ è ‘movimento naturale’, connesso all’emozione e pieno di significati. La metafora è quindi: ‘Biodanza®, la danza della vita’. Il Sistema Biodanza® è aperto alla comunità: la nozione di ‘sistema aperto’ implica forme di legami con il mondo esterno che si caratterizzano per la tolleranza nei confronti della diversità, include dunque l’umanità come tale, senza discriminazioni di razza, sesso, età, stato di salute, cultura o disponibilità di mezzi economici. L’elaborazione teorica alla base della  Biodanza è iniziata a metà degli anni 60 a partire dalla ricerca e dall’esperienza personale di Rolando Toro Araneda, psicologo e antropologo cileno; egli ha tenuto la Cattedra di Psicologia dell’Arte e dell’Espressione nell’ Istituto di Estetica della Pontificia Università Cattolica del Cile. Come Docente del Centro di Antropologia Medica alla Scuola di Medicina dell’Università del Cile ha realizzato ricerche su “Espressioni dell’inconscio”, “Arte delle origini”, e sugli stati di “Espansione della coscienza”. Nel 1982 Rolando Toro fonda la prima Scuola di Biodanza del mondo, a Fortalezza (Brasile). In seguito si creano altre Scuole e il Movimento Mondiale di Biodanza si espande nel mondo. Dal 1989 al 1998 durante il suo soggiorno in Europa si dedica a un  capillare programma di diffusione del suo sistema e di pubblicazioni. Rientrato in  Cile, suo paese natale fonda la  International Biocentric Foundation (IBF), di cui è Presidente, ente proprietario del marchio “Biodanza Sistema Rolando Toro”, e di tutto il patrimonio metodologico di Biodanza. Poeta e pittore, ha pubblicato libri di poesie ed esposto i suoi lavori artistici  sia in Europa che in Sud America. Recentemente è stato nominato Professor Emerito dell’Università Aperta Interamericana di Buenos Aires (Argentina). biodanza Nel suo repertorio si annoverano:  La Noche – Poemas. Editorial Carmelo Soria – Santiago de Chile, 1952. (Español); Projeto Minotauro. Abordagem Terapéutico do Sistema Biodanza, Editora Vozes;  Petrópolis (RJ), Brasil, 1988. (Portugues);  Éxtasis del Renacido – Poemas – 2da Edición – Editorial Galac – Caracas, Venezuela, 1992. (Español);  Tras los Pasos de Afrodita – Poemas. Editorial Oasis – Oaxaca – México, 1995 (Español);  Lo Imposible Puede Suceder – Poemas. Editorial Oasis – Oaxaca – México, 1995 (Español);  Auf Den Spuren von Aphrodite. Uberstsetzung: Susanne Okotie, Melanie Delval, Gabriele Langmeyer. Lonopono – Viena, Austria, 1997.(Alemán);  L´Alfabeto della Vita – Poemas escritos conjuntamente con Giovanna Benatti y Nicola Franceschiello, Edición Privada, 1997 (Italiano);  Biodanza – Red Edizioni – Como, 2000; Milano, Italia, 2007. (Italiano); Biodanza – Editora Olavobrás / EPB – Sao Paulo, Brasil, 2002, 2005. (Portugues) – Balada del Ángel Caido – Poemas, Edición Privada, Santiago de Chile, 2005. (Español); L’homme qui parle avec les roses – Editions Imprimix – Nice, France, 2005. (Frances); Biodanza – Editions Le Vivier – Belgique, 2006. (Frances);  L’uomo che parla con le rose – Editions Imprimix – Nice, France, 2006. (Italiano); Biodanza – Editorial Cuarto Propio & Espacio Indigo – Santiago de Chile, 2007. (Español). Una proposta, quella di Franceschiello, sicuramente singolare, raffinata e tutta da scoprire. Un’occasione per confrontarsi con la propria corporeità, ma non solo. Un modo, soprattutto,  per percepire le proprie emozioni e  orientarle verso possibili direzioni e manifestazioni. Un  lavoro in gruppo, e quindi non solo individuale, ma anche e soprattutto di grande condivisione.

Odette Alloati

 

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