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Dal Grande Fratello al Nepal, buon compleanno “Guerriero”

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Avrebbe compiuto 40 anni tondi proprio oggi, Pietro Taricone. Rimasto nel cuore dei suoi tanti fan come ‘O Guerriero, ricordato da tutti come il concorrente anomalo della prima edizione italiana del Grande Fratello, che si fece notare non per i muscoli, benché avesse il fisico scolpito in palestra in sala pesi, e nemmeno per gesti eclatanti. Una volta uscito dalla Casa evitò la luce troppo forte dei riflettori già pronti a puntarsi su di lui, studiò recitazione per poi entrare più tardi nel mondo della fiction e del cinema. Ha recitato per “Distretto di polizia 3”, “Codice rosso” e “Tutti pazzi…

Archivio - Terni: Pietro Taricone si lancia con il paracadute e rimane gravemente feritoAvrebbe compiuto 40 anni tondi proprio oggi, Pietro Taricone.
Rimasto nel cuore dei suoi tanti fan come ‘O Guerriero, ricordato da tutti come il concorrente anomalo della prima edizione italiana del Grande Fratello, che si fece notare non per i muscoli, benché avesse il fisico scolpito in palestra in sala pesi, e nemmeno per gesti eclatanti. Una volta uscito dalla Casa evitò la luce troppo forte dei riflettori già pronti a puntarsi su di lui, studiò recitazione per poi entrare più tardi nel mondo della fiction e del cinema.
Ha recitato per “Distretto di polizia 3”, “Codice rosso” e “Tutti pazzi per amore”, nei filmRicordati di me” di Gabriele Muccino, “Radio West” di Alessandro Valori, e “Maradona – la mano de Dios” di Marco Risi.
Sul set di “Radio West” ha conosciuto l’attrice Kasia Smutniak, diventata poi la sua compagna. Mustang 1
È proprio lei a tenere vivo il ricordo di Pietro, con l’associazione Pietro Taricone Onlus, fondata nel 2011 per sostenere progetti che si occupano di sostegno all’educazione e all’infanzia. Intelligente e impegnato, curioso e appassionato, amante delle emozioni forti e del rischio fino all’estremo, la storia è andata come sappiamo, ma parliamo d’altro, di ciò che ha contribuito a costruire.
La curiosità e la voglia di conoscere ha portato Kasia e Pietro nella regione del Mustang, in Nepal, prima della nascita della loro figlia Sophie. Da quel viaggio è nato il desiderio di fare qualcosa per la piccola comunità, quel desiderio che Kasia ha portato avanti dopo la scomparsa del compagno.
È bello leggere, sul sito dell’associazione, il racconto che lei fa di quel primo viaggio, l’emozione suscitata dai paesaggi ai confini del mondo, letteralmente sospesi tra la terra e il cielo.
bandiere tibetaneTraspare la sincerità del legame creato con le persone coinvolte fin dall’inizio nel progetto, tra questi Pema e Tenzin, una coppia del luogo. Kasia racconta che fu proprio Tenzin a telefonarle per dirle che al villaggio “avevano saputo” e che avevano fatto la puggia (una preghiera speciale dei monaci tibetani) per lo spirito di Pietro.
Da lì una rinnovata spinta e il susseguirsi di altri viaggi e di una intensificata attività. Lo scopo è la costruzione e l’avvio di una scuola per il villaggio di Mustang, per garantire l’istruzione a tutti i bambini della comunità e fare in modo che, grazie a ciò, essi possano mantenere viva la loro millenaria cultura e farla conoscere al resto del mondo.
In una lontana intervista rilasciata a Curzio Maltese per Repubblica, Pietro Taricone ragionava sul Grande Fratello e su ciò che avrebbe potuto fare dopo, riflettendo sul fatto che la vita non sia un gioco in cui per forza si debba vincere, chiedendosi quale avrebbe potuto essere il prezzo di tanta celebrità. Diceva che non voleva diventare una marionetta, che sì, i soldi in più andavano bene, ma quello che voleva soprattutto era il rispetto, la dignità. Interessato di politica, iscritto alla facoltà di giurisprudenza, non si è mai sottratto alle esperienze della vita, ben cosciente del fatto che solo la conoscenza può aiutare a costruirsi occasioni in più, specialmente quando il contesto da cui si parte è svantaggiato. Lo è stato per lui nel Sud Italia e la scelta di aiutare i bambini di Mustang si pone in una linea di continuità con tutto questo.bambini-del-Mustang-1024x680
La celebrità l’ha avuta, la dignità certamente anche. Il modo in cui Kasia Smutniak lo ricorda testimonia di un amore vero, appassionato, non patinato come lo sono spesso i rapporti tra i protagonisti del jet set. A chi non lo conosceva restano il messaggio e l’impegno dell’associazione, è già molto ed è questo il “film” più bello.
Buon compleanno, Guerriero.
Chiara Trompetto
[fonti delle immagini: pietrotaricone-onlus.org, ilmonasterotibetano.it, corriere.it – Milestone Media]

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