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Frida – Un’icona dei giorni nostri vista dall’obiettivo di Nickolas Muray

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La nostra redazione è un luogo aperto di informazione e confronto, per questo ci fa piacere quando persone di cui in passato abbiamo già scritto, diventino nostri redattori per un giorno. Oggi, con piacere, ospitiamo Daniele Pivato, allenatore di pallavolo, ora in forze al CUS Torino, che ha visitato per noi la mostra di Frida Kalo a Torino. Dopo aver visitato, negli scorsi anni, le mostre “La Collezione Gelman: Arte messicana del XX secolo” (Bologna 2016) e “Frida. Oltre il mito.” (Milano 2018), non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di partecipare, nel weekend inaugurale, alla meravigliosa mostra Frida Kahlo through the…

La nostra redazione è un luogo aperto di informazione e confronto, per questo ci fa piacere quando persone di cui in passato abbiamo già scritto, diventino nostri redattori per un giorno. Oggi, con piacere, ospitiamo Daniele Pivato, allenatore di pallavolo, ora in forze al CUS Torino, che ha visitato per noi la mostra di Frida Kalo a Torino.

Dopo aver visitato, negli scorsi anni, le mostre “La Collezione Gelman: Arte messicana del XX secolo” (Bologna 2016) e “Frida. Oltre il mito.” (Milano 2018), non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di partecipare, nel weekend inaugurale, alla meravigliosa mostra Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray in programma, per la prima volta in Europa, presso la Palazzina di Caccia di Stupingi fino al 3 maggio 2020.
Il cinguettio degli uccelli.
Il sibilo del vento.
Il suono di un clacson e del motore di un autobus che rallenta fino a fermarsi.
Pioggia, tuoni e l’avviso sonoro di un tram in avvicinamento.
LO SCHIANTO!
Rumore di vetri che si infrangono e lamiere che strisciano sull’asfalto.
Una risata satanica che risuona nell’aria come triste presagio.
Grida strazianti di dolore.
Le sirene di una ambulanza.
Il ritmo incalzante di un battito cardiaco.
Rosso… Blu… Bianco accecante…
Ci accoglie con questa toccante introduzione la mostra evento dedicata a Frida Kahlo; un cazzotto nello stomaco che ci ha presi per mano e portati alla scoperta della parte più intima della straordinaria artista messicana.
Sessanta immagini, catturate da Nickolas Muray, capaci di mettere a nudo l’infrangibile fragilità di una delle donne più iconiche del nostro tempo.
Fragilità che spesso traspare dalle sue opere, come l’Autoritratto con collana di spine, e da alcune sue frasi celebri:
Importazioni-1-di-1-11-scaled“La morte può essere crudele, ingiusta, traditrice…
Ma solo la vita riesce a essere oscena, indegna, umiliante.”
[Frida Kahlo]

Oltre alle foto che compongono la collezione completa dell’artista, amante della passionale Frida, ci siamo immersi nella coinvolgente storia che ruota attorno a Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón catturati e coinvolti dalle varie installazioni, video e audio, che arricchiscono questa esposizione.

Tutte le foto consentono di scoprire il lato privato della pittrice, ritratta da sola oppure al fianco del marito Diego Rivera, della sorella Cristina, dell’amico Nickolas e di Mimì, la figlia di quest’ultimo morta poco dopo il suo viaggio in Messico.
Aggirandoci tra le sale allestite per la mostra, ci siamo trovati ad ammirare alcune delle immagini che l’hanno resa celebre in tutto il mondo: Frida Kahlo on White Bench, realizzata a New York nel 1939 divenuta anche immagine della copertina di Vogue, è una di queste.
A conclusione del percorso verrà proposto il famoso video Artists in Love, prodotto da Sky Arte, incentrato sul tormentato rapporto tra Frida e Diego.
Nella stessa sala, inoltre, si potrà ascoltare la prima registrazione contenente la vera voce della protagonista di questa mostra evento; si tratta di un saggio intitolato Ritratto di Diego riguardante il suo amato “El panzón”, da lei scritto e letto durante un programma radio andato in onda un anno dopo la sua morte.
La mostra termina con un allestimento dove si potranno ammirare alcuni suoi abiti, la fedele riproduzione del famoso letto a baldacchino “compagno di vita” della sfortunata pittrice durante i lunghi periodi di convalescenza a causa dei circa 30 interventi chirurgici a cui dovette andare incontro e, soprattutto, la corrispondenza d’amore tra i due artisti e amanti.
Prima di lasciare definitivamente Frida e il suo mondo, non perdetevi l’installazione che vi consentirà di visualizzare i contenuti video esclusivi della mostra in realtà aumentata, attraverso l’utilizzo dell’app Wow Network, che darà quel tocco in più di sensoriale ad un’esposizione in grado di stimolare quasi tutti i vostri sensi.

Daniele Pivato

[Fonte immagini: Daniele Pivato ph]

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