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Honeck, da domani con il suo Brahms al Parco della Musica

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Dopo i brillanti concerti degli anni passati, Manfred Honeck  presenta per la Stagione Sinfonica dell’Accademia di Santa Cecilia, un lavoro di intensa spiritualità: Ein Deutsches Requiem di Johannes Brahms. Con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia, i solisti Christiane Karg e Matthias Goerne, il Direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra, oggi da annoverare tra i più grandi interpreti del podio e i più richiesti della scena mondiale, sbarca all‘Auditorium Parco della Musica per una tre giorni romana (Sala Santa Cecilia, sabato 14 marzo ore 18 – lunedì 16 ore 20,30 – martedì 17 ore 19,30) inframezzata dal solito, emozionante…

Dopo i brillanti concerti de400-manfred_honeck_bbc_proms_2011gli anni passati, Manfred Honeck  presenta per la Stagione Sinfonica dell’Accademia di Santa Cecilia, un lavoro di intensa spiritualità: Ein Deutsches Requiem di Johannes Brahms. Con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia, i solisti Christiane Karg e Matthias Goerne, il Direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra, oggi da annoverare tra i più grandi interpreti del podio e i più richiesti della scena mondiale, sbarca allAuditorium Parco della Musica per una tre giorni romana (Sala Santa Cecilia, sabato 14 marzo ore 18 – lunedì 16 ore 20,30 – martedì 17 ore 19,30) inframezzata dal solito, emozionante matinée domenicale (Sala Sinopoli, Una domenica con Bach, al pianoforte Ramin Bahrami e Stefano Greco) per l’avvio a un rapporto leggero e vivo con l’esperienza dell’ascolto musicale. Perchè – così recita lo slogan della stagione – la musica fa bene!

Il capolavoro di Brahms è un Requiem al contrario. Non liturgico come quelli di Mozart e Verdi, è destinato infJohannesBrahmsatti all’esecuzione concertistica. Il testo, che lo stesso Brahms trasse liberamente dalla Bibbia nella versione di Martin Lutero, è un messaggio consolatorio rivolto all’umanità, prefigurazione di una pace e di un dolce conforto rappresentato dal definitivo distacco dalla vita terrena. Fu grazie a questo imponente lavoro, eseguito la prima volta nel 1868, che il trentaseienne Johannes Brahms raggiunse la definitiva affermazione come compositore, candidandosi quale magnifico erede di quella tradizione musicale tedesca che affondava le radici in Bach e Händel, per continuare poi con Beethoven e Mozart.

Ospite all’Accademia di Santa Cecilia (info e prenotazione biglietti al numero: 068082058), dal 14 al 17 marzo, Manfred Honeck porta a Roma il suo Brahms.
Quel Brahms in cui sono una cosa sola la tristezza e la gioia, la vittoria e la disfatta. In cui non c’è posto né per il desiderio, né per il rimpianto. Non ci sono segreti. Non c’è bisogno di Dio – Maria Kuncewiczowa. In Brahms c’è tutto.

Giuseppe Parasporo
[Fonti delle immagini: santacecilia.it; bachtrack.com; it.wikipedia.org]

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