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Il 31simo TGLFF si conclude con una serata piacevole e intima

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E il 31simo TGLFF si è concluso lunedì sera con una piacevolissima serata di premiazione che ha dato spazio ai vincitori, alle giurie, a due donne della politica, Monica Cerutti (Regione Piemonte) e Ilda Curti (Comune di Torino), al TorinoPride e a tutti i collaboratori di questo magnifica. Ha allietato la serata l’esibizione musicale di Rachele Bastreghi, cantautrice e musicista toscana, voce femminile del gruppo italiano Baustelle. Tutto è filato liscio e ancora sono vivi dentro di me i volti soddisfatti di Giovanni Minerba e Angelo Acerbi, il sorriso radioso di Paola Turci e la gioia dei rappresentanti del Torino…

tglff_31_ultimogiornoE il 31simo TGLFF si è concluso lunedì sera con una piacevolissima serata di premiazione che ha dato spazio ai vincitori, alle giurie, a due donne della politica, Monica Cerutti (Regione Piemonte) e Ilda Curti (Comune di Torino), al TorinoPride e a tutti i collaboratori di questo magnifica. Ha allietato la serata l’esibizione musicale di Rachele Bastreghi, cantautrice e musicista toscana, voce femminile del gruppo italiano Baustelle. Tutto è filato liscio e ancora sono vivi dentro di me i volti soddisfatti di Giovanni Minerba e Angelo Acerbi, il sorriso radioso di Paola Turci e la gioia dei rappresentanti del Torino Pride. E alle 22.00 circa ci siamo immersi nell’anteprima italiana, Baby Steps di Barney Cheng, il film di chiusura dell’edizione 2016 del TGLFF, e con questo su un tema toccante e che molto fa discutere: la paternità di due gay attraverso una maternità surrogata.
Barney Cheng, che rimanda intenzionalmente a Il banchetto di nozze, modellandolo sulle problematiche dell’oggi, in questa sua opera prima si focalizza sulla storia di Danny, di origini taiwanesi, Tate, che vivono a Los Angeles. Quando la coppia decide di avere un bambino con la maternità surrogata, a complicare la faccenda s’intromette con invadenza la madre di Danny, possessiva e risoluta, che salta sul primo volo da Taipei verso gli States per assicurarsi che il figlio faccia tutto quello che vuole lei. La situazione, ovviamente, ci mette poco a complicarsi: la donna (l’attrice Grace Gui, famosissima in patria), che non ha mai accettato l’omosessualità di Danny, cerca di imporsi a tutti i costi. Per i tre inizia un viaggio alla ricerca della mamma adatta a procreare che li porterà prima a Mumbai, poi a Bangkok e, infine, a Taiwan.

Ben interpretato, ben diretto, curata la fotografia e piacevoli le musiche. Dopo un inizio solido, ad un certo punto la narrazione diventa iperbolica, poco credibile: i protagonisti non lavorano più, non hanno impegni professionali di sorte, e trascorrono il tempo in un andirivieni di voli internazionali e sui portali riguardanti le madri surrogate. Addirittura in unsito_138_two_dadsa delle visite che la madre fa per assicurarsi le migliori condizioni per il futuro nipote è vittima del furto dell’auto che non intacca per nulla le ricerche e soprattutto non influenza il temperamento della donna e tanto meno le dinamiche di controllo che agisce su tutti. Sicuramente c’è un’intenzione chiara di estremizzare quanto viene passato in rassegna dinnanzi ai nostri occhi, ma il rischio in cui il film incorre è una banalizzazione della questione che a nostro avviso è molto delicata. Per fortuna spesso si torna alla realtà attraverso le questioni quotidiane, relative ai costi dell’operazione, a come differenti Paesi vivono e gestiscono questo fenomeno, a cosa significa avere un figlio. Inoltre il finale di questo dramedy riesce efficacemente a risollevare le sorti della pellicola, accarezzando il cuore dei presenti e riuscendo a strappare qualche lacrima. Chiude il cerchio facendo emergere la fragilità e la carica affettiva di una donna che ha cresciuto da sola due figli e per cui la “normalità” sembrava essere l’unica strada; e permettendo finalmente al figlio di emanciparsi e iniziare a costruire un rapporto con la genitrice e col suo contesto di origini autentico. E tra i petali di rosa una bellissima bambina muove i primi passi verso i suoi papà che stanno finalmente celebrando il loro matrimonio…

Scheda tecnica di Baby Steps
Taiwan/USA, 2015, HD, 102′, col.
regia: Barney Cheng
sceneggiatura: Barney Cheng
montaggio: Hsiao-Yun Ku
fotografia: Kenneth Yeung
scenografia: Ai-Yun Cheng, Anthony Stabley
costumi: Yen-Chun Huang, Stephanie McNair
trucco: Jeremy Bramer
suono: Rebecca Chan, Duu-Chih Tu
musica: George Shaw
interpreti: Tzi Ma, Michael Adam Hamilton, Meera Simhan, Nadège August, Elizabeth Ann Koshak, Jason Stuart, Jillian Peterson, Stephanie Garvin, Lauryn Nicole Hamilton, Ellie Jameson, Barney Cheng
produttore: Stephen Israel, Ta-Peng Lan, Li-Kong Hsu
produttore associato:Anabela Voi You
produzione: School Pictures, Tang Moon, Zoom Hunt International Productions
Annunziato Gentiluomo

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