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Il fenomeno dello Street Food in Italia, ne parliamo con Maurizio Cimmino di To Business Agency

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Da qualche anno ha iniziato a suscitare interesse anche in Italia il cosiddetto street food, e gli eventi che lo promuovono registrano un crescente successo di presenze e partecipazione. Il “cibo di strada” fa parte anche della tradizione gastronomica italiana, come testimoniano le specialità culinarie di varie regioni. Tuttavia il boom di questi ultimi anni è dovuto alla creazione di eventi dedicati, un format nato in California e importato nel nostro Paese da To Business Agency del 2014. Abbiamo avuto occasione già alcune volte di parlarvi di loro e dei loro eventi, per esempio quelli organizzati al Parco Dora a…

logo tobusinessDa qualche anno ha iniziato a suscitare interesse anche in Italia il cosiddetto street food, e gli eventi che lo promuovono registrano un crescente successo di presenze e partecipazione.
Il “cibo di strada” fa parte anche della tradizione gastronomica italiana, come testimoniano le specialità culinarie di varie regioni. Tuttavia il boom di questi ultimi anni è dovuto alla creazione di eventi dedicati, un format nato in California e importato nel nostro Paese da To Business Agency del 2014.
Abbiamo avuto occasione già alcune volte di parlarvi di loro e dei loro eventi, per esempio quelli organizzati al Parco Dora a Torino, ma ve ne sono stati molti di più (una trentina circa) in tutta Italia.
Ciò che caratterizza sempre queste manifestazioni è il fatto di essere organizzate in grandi spazi aperti, di affiancare al cibo anche il vino e la birra dando rilievo alle produzioni di eccellenza locali, e di unire all’aspetto enogastronomico anche l’intrattenimento musicale.Internation Street Food
Questo mix si è rivelato sino ad ora vincente, al momento gli operatori aderenti a Street Food Parade sono circa 300 e la Street Food Parade originaria è stata realizzata anche nelle varianti Truck Edition e International Street Food Parade.
Un prodotto sul quale To Business Agency ha deciso di puntare particolarmente è la birra, partendo dalla valorizzazione della grande produzione di birra artigianale in Italia. A oggi si contano infatti 600 stabilimenti artigianali, che rappresentano circa il 3% della produzione nazionale, e a questo settore si è data visibilità con l’evento World Beer, iniziato a Torino e poi portato anche a Milano.
_MP_8819Non meno importante il settore del vino, cui sono state dedicate le manifestazioni In Vino Veritas e Hallowine, in occasione di Halloween. Anche in questo caso la prima edizione si è tenuta a Torino per poi essere replicata a Milano, proponendo in entrambi i casi una formula particolarmente apprezzata dal pubblico, ossia l’acquisto di ticket per un numero a scelta di degustazioni e l’omaggio del bicchiere.
I luoghi scelti per ospitare queste manifestazioni sono stati nella maggior parte dei casi ex aree industriali, per le quali questi eventi si inseriscono in un più ampio progetto di riqualificazione delle aree stesse e dei quartieri in cui sono situati. A Torino vi sono l’area del Parco Dora e lo Spazio MRF, una volta sedi di stabilimenti di FIAT e Michelin, a Milano gli ex scali ferroviari di Viale Isonzo e Viale Valtellina, a Bologna il Parco Nord, a Napoli il Centro Direzionale, di nuova costruzione ma finalizzato alla riqualificazione dei quartieri di Napoli Est.Cimmino
Riuscire a portare centinaia di miglia di persone in piazza in zone significative di una grande città vuol dire prima di tutto creare possibilità di incontro, di integrazione, ma anche fare cultura gastronomica, da un lato riscoprendo tradizioni della propria terra e dall’altro scoprendo le usanze e i gusti di altri Paesi.
Se nelle classifiche internazionali non stupisce trovare le capitali del Sud Est asiatico ai primissimi posti, si può invece rimanere sorpresi nel trovare Palermo in quinta posizione. Sorpresa che svanisce se si ha l’opportunità di scoprire quante specialità di cibo da consumarsi in strada siano presenti nella tradizione palermitana.
Secondo uno studio dell’Università Bicocca di Milano, la grande espansione dello Street Food italiano si contraddistingue per qualità e creatività. Da un lato vi sono i mezzi, i trucks, decorati e resi accattivanti sotto il profilo estetico, dall’altro vi è l’utilizzo di ingredienti selezionati, freschi, con attenzione alla scelta di prodotti locali e stagionali. Accanto a queste qualità intrinseche vi è infine la diffusione degli eventi dedicati, che danno visibilità attraendo un numero sempre crescente di persone, e in questo To Business Agency è capofila.

Ne abbiamo parlato un po’ con il patron di To Business Agency, Maurizio Cimmino
Come è nata l’idea di dedicarsi al settore dello Street Food?
Come succede spesso, anche in questo caso l’idea è nata quasi per caso, più precisamente da un mio viaggio di piacere a Londra. Devo ammettere che ero già affascinato dalla tipologia di consumo street food e quindi già predisposto verso questo fenomeno, ma visitando l’immenso food market di Camden Town e quello altrettanto importante e affascinante di Portobello Road, ho scoperto un mondo che in Italia non era ancora presente. Se è vero che il nostro Paese è una delle culle del cibo da strada, soprattutto nelle regioni del Sud come la Sicilia e la Campania, è altrettanto vero che mancava un’offerta di eventi di piazza capaci di radunare proposte diverse provenienti da tutto lo Stivale e di mostrare la grande varietà enogastronomica presente sul territorio. Per questo, dopo pochi mesi dal mio ritorno da Londra, ho dato vita, a Torino, alla prima International Street Food Parade.

Ma vi aspettavate questo grande successo?
Gli italiani sono un popolo che ama mangiar bene e che si diverte a scoprire nuovi cibi e nuove tendenze e quindi eravamo convinti che la nostra idea avrebbe incontrato un ampio interesse. Tuttavia devo dire che, fin dai primi mesi, il successo è andato ben oltre le nostre più rosee aspettative. Basti pensare che nel 2015, primo anno in cui abbiamo investito con entusiasmo sul progetto, abbiamo radunato oltre 3 milioni di streetfood lover in giro per l’Italia che, grazie ai nostri eventi, hanno potuto apprezzare i diversi sapori provenienti da numerose realtà artigianali. E i numeri continuano a darci ragione, con un incremento notevole degli eventi organizzati, degli operatori street food coinvolti e dei visitatori che partecipano.

Parlando della scelta delle location, quanto è importante questo aspetto nella riuscita dei vostri eventi?
La scelta delle location è un elemento fondamentale per il successo del nostro progetto. Fin da subito abbiamo deciso di alternare location della movida con altre più periferiche, ma dal grande fascino, con l’obiettivo di supportarle nel loro percorso di riconversione. Oltre all’aspetto puramente enogastronomico e ludico, ci poniamo, infatti, l’obiettivo ambizioso di contribuire al rilancio del tessuto economico, proprio attraverso l’inclusione di queste aree da riqualificare all’interno del circuito di eventi street food. Vedere luoghi torinesi dall’immenso fascino come lo Spazio MRF, nell’ex zona industriale dismessa di Mirafiori, e il Parco Dora riempirsi di gente, musica, sapori e profumi è un’emozione che ci fa comprendere una volta di più come il cibo possa essere un grande fenomeno aggregante e offrire opportunità di crescita per il territorio.

Potete darci qualche anticipazione sui prossimi progetti?
Per il 2017 abbiamo in mente alcune novità… succulente. Sicuramente continueremo a proporre i format ormai consolidati come l’International Street Food Parade, il World Beer Festival e Hallowine ma abbiamo anche in progetto eventi legati allo street food vegano e più in generale al benessere. Inoltre ci piacerebbe coinvolgere presto anche gli chef, personaggi sempre più interessati a questa tipologia di consumo. Il 2017 sarà un anno importante per noi e per tutti coloro che amano il cibo da strada di qualità.

Novità in arrivo, quindi, e consolidamento di quanto è già stato sperimentato negli anni scorsi, sulla scia di un successo e di un interesse in crescita. Salutiamo e ringraziamo Maurizio Cimmino per questa intervista, in attesa dei primi eventi del 2017…

Chiara Trompetto

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