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La Contea di Nizza campione del mondo delle Nazioni senza Stato

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Nella Fifa, la Federazione internazionale delle associazioni calcistiche, non sono ammesse le squadre che rappresentano aree territoriali, regioni o gruppi etnici perciò la Confederazione delle associazioni di calcio indipendenti (Conifa) ha organizzato, per gli abitanti di questi territori che non rinunciano alla propria identità e hanno le loro squadre, una Coppa del mondo alternativa. La prima edizione di questo campionato si è svolto a Östersund, in Svezia, dal 31 maggio all’8 giugno 2014, ed è stata vinta dalla Contea di Nizza che ha sconfitto in finale l’Isola di Man, mentre la Padania, dove gioca Enoch Barwuah, fratello minore di Balotelli,…

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La contea di Nizza vincitrice del torneo

Nella Fifa, la Federazione internazionale delle associazioni calcistiche, non sono ammesse le squadre che rappresentano aree territoriali, regioni o gruppi etnici perciò la Confederazione delle associazioni di calcio indipendenti (Conifa) ha organizzato, per gli abitanti di questi territori che non rinunciano alla propria identità e hanno le loro squadre, una Coppa del mondo alternativa.
La prima edizione di questo campionato si è svolto a Östersund, in Svezia, dal 31 maggio all’8 giugno 2014, ed è stata vinta dalla Contea di Nizza che ha sconfitto in finale l’Isola di Man, mentre la Padania, dove gioca Enoch Barwuah, fratello minore di Balotelli, si è fermata ai quarti di finale.

Le 12 squadre che hanno disputato il torneo, in rigoroso ordine alfabetico sono: Abkhazia (area caucasica), Aramean Suroye (l’antica Mesopotamia), Contea di Nizza (sud-est della Francia e estremo ponente ligure italiano), Darfur United (Sudan), Ellan Vannin (Regno Unito), Kurdistan (Turchia, Iran, Iraq, Siria), Nagorno Karabakh (Azerbaigian), Occitania (sud della Francia), Ossezia del Sud (area caucasica), Padania (Italia del Nord), Sápmi (la squadra di casa) e Tamil Eelam (Sri Lanka). (Tra parentesi la collocazione geografica n.d.r.).

La squadra Darfur United durante un allenamento

La squadra Darfur United durante un allenamento

Se in alcuni casi le questioni in campo sono prettamente storico – culturali, come nel caso di Nizza, che rivendica una sua identità nazionale, per altri la presenza è una richiesta di attenzione, un richiamo a situazioni drammatiche di guerra e persecuzione. Ne è esempio la Selezione di calcio del Darfur, fondata da un gruppo umanitario nel 2012, i cui giocatori vivono in un campo profughi nel Ciad. Giovani ragazzi che, grazie a questo campionato, hanno giocato per la prima volta su un campo con terreno erboso, vissuto un’esperienza unica e hanno portato per qualche giorno l’attenzione dei media sul loro paese.
Mirko Ghiani

[immagini di Lavinia Parlamenti e Manfredi Pantanella da internazionale.it]

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