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La Grande Invasione, un viaggio tra musica e parole

La grande Invasione

Racconto della seconda serata de La Grande Invasione. Racconto di altri racconti e di belle emozioni. Niccolò Fabi, intervistato da Valerio Corzani , ha colorato l’atmosfera del cortile del Museo Garda di quei colori tenui e soffusi che ricordano una chiacchierata tra amici. Ha parlato di sé, del suo rapporto con le parole e la musica, del modo in cui nascono le sue canzoni. Per attrazione magnetica tra parole e armonia, dice lui, perché c’è una scintilla come accade nei rapporti tra le persone. E poi ha giocato un po’ con la chitarra, provando a incastrare frasi e giri armonici,…

DSCN3259Racconto della seconda serata de La Grande Invasione. Racconto di altri racconti e di belle emozioni.
Niccolò Fabi, intervistato da Valerio Corzani , ha colorato l’atmosfera del cortile del Museo Garda di quei colori tenui e soffusi che ricordano una chiacchierata tra amici. Ha parlato di sé, del suo rapporto con le parole e la musica, del modo in cui nascono le sue canzoni. Per attrazione magnetica tra parole e armonia, dice lui, perché c’è una scintilla come accade nei rapporti tra le persone. E poi ha giocato un po’ con la chitarra, provando a incastrare frasi e giri armonici, facendo divertire un pubblico ammirato. Interessanti DSCN3263digressioni sul senso dello scrivere e della parola stessa, sul rapporto tra forma e contenuto, la differenza tra uno scritto lungo, come un romanzo, e una canzone o una poesia, nelle quali già solo due parole in rima hanno un senso compiuto, hanno in sé un inizio e una fine. E poi le note, lo sposalizio tra parole e armonia che conferisce senso (o ne toglie) alle une quanto all’altra. Un equilibrio delicato su cui poggia tutto il meraviglioso castello del lavoro di musicista e autore. I libri, infine, visto che siamo in un festival di letteratura. Niccolò Fabi è tra quelli che sottrae volentieri parole e concetti ai libri per trasporli nelle sue canzoni. “quelle frasi sottolineate” su un libro che si sta leggendo “che ci ricordano come eravamo mentre lo leggevamo” o che semplicemente risuonano con qualcosa di noi, anche se non capiamo precisamente perché. Tutto questo è materiale per costruire, le canzoni e, una canzone dopo l’altra, i propri album. Costruire seguendo il ritmo e assecondando il movimento che avvicina “naturalmente” melodia e parole e anche un po’, citando uno dei suoi brani più famosi “rinunciando alla perfezione”. Anche se è l’imperfezione che DSCN3292conferisce personalità e umanità a tutte le opere, siano esse libri, canzoni, quadri o progetti di vita.
Il secondo appuntamento è stato con Fabio Stassi e il suo “È finito il nostro carnevale”. Un racconto che ha molto di musicale, per come è scritto e per ciò che racconta. Rigoberto Aguyar Montiel è il protagonista di una storia avventurosa e malinconica, che attraversa il Novecento, due guerre, cinque continenti, che si addentra nei vicoli dei sentimenti e dei desideri e in egual modo nelle strade di Parigi, di Rio de Janeiro, di Montevideo. Molto Sud America, jazz, calcio e arte messi insieme in una girandola incredibile. Il suo obiettivo, infine raggiunto, è la Diosa de la Victoria, la DSCN3267Coppa Jules Rimet, per un intreccio infinito di motivi che nulla hanno a che fare con il valore economico del trofeo. Le letture scelte hanno avuto la voce fuori campo dell’autore stesso e la voce in scena di Neri Marcorè. La musica dal vivo, emozionante tanto da contendersi il palco con il racconto, ha avuto la chitarra di Federico Ferrandina e la voce di Pilar, che riesce con la stessa facilità e con la stessa intensità espressiva a cantare in italiano, in spagnolo, in francese, in portoghese. Nell’insieme uno spettacolo davvero ben riuscito, in grado di catturare il pubblico dall’inizio alla fine, una estrema valorizzazione di un testo che fornisce una base di partenza ideale.
“È finito il nostro carnevale” è edito da Minimum Fax.
Noi salutiamo per quest’anno La Grande Invasione, che però ha ancora due giorni, oggi e domani, ricchissimi di appuntamenti, che vi invitiamo a seguire se ne avete la possibilità. Ne vale davvero la pena.
Chiara Trompetto
[Fonte delle immagini: ArtInMovimento Magazine]

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