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La prima giornata del Fastival del Giornalismo Alimentare

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La quarta edizione del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino è iniziata ieri presso il Centro Congressi Torino Incontra. Stessa sede dello scorso anno, scelta che rafforza la sensazione di un “tornare a casa” che si sta consolidando, edizione dopo edizione, anno dopo anno, e la consapevolezza – come ha detto anche Massimiliano Borgia durante i “saluti” iniziali – che intorno e all’interno del Festival si sta creando una vera e propria comunità. Una comunità di professionisti che lavorano nel variegato mondo della comunicazione e trovano nel Festival una risposta all’esigenza di formazione continua e confronto. Il primo panel che…

28161524_2220522414841721_1730203432177100492_o-300x166La quarta edizione del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino è iniziata ieri presso il Centro Congressi Torino Incontra. Stessa sede dello scorso anno, scelta che rafforza la sensazione di un “tornare a casa” che si sta consolidando, edizione dopo edizione, anno dopo anno, e la consapevolezza – come ha detto 20190221_161218anche Massimiliano Borgia durante i “saluti” iniziali – che intorno e all’interno del Festival si sta creando una vera e propria comunità. Una comunità di professionisti che lavorano nel variegato mondo della comunicazione e trovano nel Festival una risposta all’esigenza di formazione continua e confronto.
Il primo panel che abbiamo seguito  presentava alcuni progetti molto interessanti proprio nell’ambito della comunicazione del cibo. Tra le riflessioni più interessanti del confronto tra i relatori è emersa una dicotomia ancora sentita tra editoria cartacea e digitale, dicotomia che forse non più ragione di essere. La tecnologia, nella sua evoluzione che è un percorso inarrestabile e ineludibile, fornisce strumenti nuovi sia a chi fa informazione e comunicazione, sia ai fruitori. L’editoria, così come tutti i campi delle attività umane, non può fare altro se non evolvere di conseguenza. Chi voglia avventurarsi in questo mondo deve imparare a conoscere gli strumenti (i canali social, l’interattività delle app per gli smartphone, la grafica da abbinare al testo scritto) e utilizzarli per rafforzare i contenuti, ma senza sostituirli o snaturarli. Ciò che sembra trovare comunque tutti d’accordo è che i contenuti rimangono la parte fondamentale, la forma non può sostituire la sostanza e, soprattutto, è importante che i contenuti tengano sempre di più conto del pubblico a cui si rivolgono. Gli utenti, i potenziali lettori, si affacciano al mondo della comunicazione (un giornale cartaceo, un sito web, una guida) con delle domande: la sfida è prevenire e ascoltare quelle domande e offrire dei contenuti che contengano le risposte.
20190221_104941Un progetto che si lega in parte all’esperienza vissuta al Festival lo scoroso anno è quello curato da Nadia Toppino, con le sue “Storie di Cibo“. Il suo secondo libro si intitola “Storie di Cibo dietro le sbarre”, ed è frutto di un vero e proprio viaggio in giro per l’Italia per raccontare i progetti sviluppati in ambito carcerario, che hanno utilizzato il cibo (ristorazione, produzione, lavorazione) come strumento di riscatto sociale e riabilitazione per i detenuti. Il suo progetto nuovo prevede invece di raccogliere storie in tutte le regioni d’Italia, ed è partito dalla Basilicata, per rendere omaggio a Matera che quest’anno come sapete è capitale europea della cultura.
Abbiamo poi scoperto Radio Food Live, unica emittente radiofonica specializzata nel food. La scelta un po’ fuori dagli schemi è quella di parlare di cibo rinunciando alle immagini, che sono invece uno dei punti di forza di tutto ciò che passa dal web o dai social.
20190221_103016Il cibo, si sa, è anche una delle chiavi del mondo del turismo, uno dei modi per scoprire e conoscere città e territori. In quest’ottica si inserisce il progetto di WithGusto, che ha creato delle guide online dedicate a diverse città italiane ed europee, pensate per un pubblico che predilige una fruizione “smart” e vuole usare il cibo come bussola per i propri itinerari turistici: a presentarlo al Festival c’era fondatrice Mariachiara Montera.
Infine, ma come si dice “last but not least”, c’era la food marketer (ma non solo) Nicoletta Polliotto, che ha fornito alcune linee guida per fare food marketing, ma ha anche raccontato un po’ della propria attività. Ci sembra particolarmente importante, e assolutamente in sintonia con la linea editoriale del nostro Magazine, il progetto Paroleostili, di cui Nicoletta è tra i primi firmatari (insieme a una community di oltre 300 comunicatori, blogger e influence. Si tratta di un progetto di sensibilizzazione contro la violenza delle parole, “per creare una Rete rispettosa”.

Ieri sera abbiamo sperimentato, nell’evento OFF 20190221_203134ospitato dal bellissimo Palazzo Birago, alcune specialità a base di Vermouth (ne parleremo più approfonditamente) e abbiamo avuto l’onore di assaggiare il primo Saké italiano, presentato proprio ieri per la prima volta, e possiamo anticiparvi che il prodotto è davvero sorprendente.

Oggi il Festival continua e andremo a sperimentare i laboratori pratici, opportunità per capire e apprendere aspetti un più tecnici della produzione alimentare.

Continuate a seguirci e a seguire l’hashtag #foodfest19 sui social.

Chiara Trompetto

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