artinmovimento.com

Le seduzioni del Don Giovanni di Mozart sul palcoscenico del Teatro Alighieri

60 Festival di Spoleto, Opera lirica Don Giovanni

La Stagione d’Opera 2017/18 del Teatro Alighieri riparte oggi, venerdì 12 gennaio, dal Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, “capolavoro di originalità stravolgente” come lo ha descritto il regista Giorgio Ferrara, che ha curato la co-produzione fra Teatro Alighieri, Festival di Spoleto e Teatro Coccia di Novara. Dramma giocoso in due atti, composto da Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, il Don Giovanni combina drammaticità e comicità, realismo e invenzione, ed è considerato da molti l’opera per eccellenza. La regia di Ferrara si avvale delle scene dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo e dei costumi di…

60 Festival di Spoleto, Opera lirica Don GiovanniLa Stagione d’Opera 2017/18 del Teatro Alighieri riparte oggi, venerdì 12 gennaio, dal Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, “capolavoro di originalità stravolgente” come lo ha descritto il regista Giorgio Ferrara, che ha curato la co-produzione fra Teatro Alighieri, Festival di Spoleto e Teatro Coccia di Novara.
Dramma giocoso in due atti, composto da Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, il Don Giovanni combina drammaticità e comicità, realismo e invenzione, ed è considerato da molti l’opera per eccellenza. La regia di Ferrara si avvale delle scene dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo e dei costumi di Maurizio Galante. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ci sarà inoltre Matteo Beltrami, già protagonista dell’intero percorso della trilogia andata in scena a Spoleto.
Questa partitura è una creazione che ha conservato intatto il proprio successo pur passando attraverso innumerevoli chiavi di lettura proposte, il suo protagonista è entrato a pieno diritto nella mitologia del mondo moderno. Il Don Giovanni torna ogni volta in scena mantenendo quel fascino che ha sedotto generazioni di spettatori.DonGiovanni_9273
Seconda delle tre opere italiane che Mozart scrisse su libretto di Lorenzo Da Ponte, a seguito alla grande eco che Le nozze di Figaro ebbero presso i teatri di tutta Europa, il Don Giovanni al debuttò al Teatro Nazionale di Praga nell’autunno del 1787, accolto da un grande entusiasmo, e da allora è considerato fra i massimi capolavori in assoluto di tutto il repertorio operistico. Una fortuna che si deve alla natura sfuggente dell’opera, dove elementi della Commedia dell’Arte incontrano il sovrannaturale e il lirismo propri dell’opera “seria”, per culminare con gli accenti terribili della fine di Don Giovanni. Tragico e comico convivono sullo stesso palcoscenico, come volti diversi della stessa realtà.
La regia di Giorgio Ferrara, senza apportare modifiche al libretto, affronta l’ambiguità del Don Giovanni sospendendone le vicende fra il mondo dei vivi e quello dei morti. Dopo tutto la grande sfida, l’ultima e impossibile avventura di Don Giovanni è proprio il confronto con la Morte. Così, spiega Ferrara che ha collaborato per la drammaturgia con René de Ceccatty, “per risolvere la questione problematica del conflitto tra l’apparente gioia di vivere e di amare e la minaccia tragica, tra tradimenti erotici e fatalità dell’ultima sentenza, la Morte, dovunque presente nella musica, sia nelle arie di Donna Elvira e di Donna Anna che nelle dichiarazioni amorose di Don Giovanni, abbiamo ambientato la totalità in una cripta e in un cimitero, e non solo l’unica scena che si svolge proprio lì. Tutta l’azione si vive come un sogno, forse fatto da Sören Kierkegaard”. La messa in scena è accompagnata, come fosse un nume tutelare, proprio dal filosofo danese, che ha riflettuto sulle contraddizioni implicite nell’archetipo dell’esteta rappresentato da Don Giovanni.
DonGiovanni.1515427874Nei panni di Don Giovanni troviamo il greco Dimitris Tiliakos, al suo fianco il Leporello di Andrea Concetti; Donna Anna è Lucia Cesaroni, Don Ottavio Giulio Pelligra, mentre il commendatore è Cristian Saitta. Francesca Sassu veste i panni di Donna Elvira, mentre la coppia Zerlina e Masetto è interpretata da Arianna Vendittelli e Daniel Giulianini. Sul podio il quarantenne Matteo Beltrami, direttore musicale del Teatro Coccia che già ha diretto in gran parte dei teatri italiani. Il Coro San Gregorio Magno di Ferrara è invece guidato da Mauro Rolfi. Il disegno luci è firmato da Fiammetta Baldiserri, mentre i costumi sono di Maurizio Galante, che si è lasciato ispirare dai dipinti settecenteschi di Thomas Gainsborough.

Lo spettacolo andrà in scena venerdì 12 alle ore 20,30 e in replica domenica 14 alle ore 15,30. Info e prevendite: tel. 0554 249244 – www.teatroalighieri.org
Biglietti da 14 a 45 euro. Speciale giovani: under 14 5 euro; 14/18 anni 50% tariffe ridotte.

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Immagine di copertina: ph ML Antonelli]

More in Cultura

Most popular