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“L’incoronazione di Dario”… uno spettacolo superlativo!

"INCORONAZIONE di DARIO"

Chi avrebbe pensato che un’opera barocca come L’incoronazione di Dario di Antonio Vivaldi potesse rivivere in modo così intelligente, così autentico e così esteticamente perfetto, nonostante fosse ambientata in uno spazio e in un tempo lontani da quanto racconta? E chi avrebbe pensato che sarebbe stata la sagace ironia di un regista italiano a rendere magistralmente tutto questo? Ebbene sì, il Teatro Regio di Torino con questo allestimento ha fatto proprio centro. Siamo usciti soddisfatti, nutriti e divertiti. Il potere della musica, il potere dell’arte. Difficile trovare una nota stonata in tanta brillantezza, in un ritmo trascinante, in una maniacale precisione registica e un…

incoronazione-di-Dario-Regio-muscatoChi avrebbe pensato che un’opera barocca come L’incoronazione di Dario di Antonio Vivaldi potesse rivivere in modo così intelligente, così autentico e così esteticamente perfetto, nonostante fosse ambientata in uno spazio e in un tempo lontani da quanto racconta? E chi avrebbe pensato che sarebbe stata la sagace ironia di un regista italiano a rendere magistralmente tutto questo? Ebbene sì, il Teatro Regio di Torino con questo allestimento ha fatto proprio centro. Siamo usciti soddisfatti, nutriti e divertiti. Il potere della musica, il potere dell’arte.
Difficile trovare una nota stonata in tanta brillantezza, in un ritmo trascinante, in una maniacale precisione registica e un intelligente lavoro di cesello sui personaggi,in una direzione scandita e 02_Incoronazione_0partecipata, in interpretazioni degne dell’importante teatro torinese. Per non parlare poi della precisione delle luci di Alessandro Verazzi e dei bellissimi costumi e delle singolari di sapore industriale post moderno col color oro regnante, scene firmate dagli allievi dell’Accademia Albertina. Azzeccati anche i movimenti coreografici di Alessandra De Angelis.
Ma andiamo per ordine.
La regia di Leo Muscato è stata impeccabile. L’ambientazione medio-orientale è stata assolutamente perfetta. Nel deserto arabo un re ha sfruttato a lungo le risorse della terra, il petrolio, e il lavoro dei sudditi, e a quel re defunto deve succede l’erede che sposerà la figlia maggiore. E il "INCORONAZIONE di DARIO"giacimento, realizzato senza esagerare nel dettaglio iperrealista, occupa la scena adattandosi, con una certa grazia, allo spirito barocco dell’opera. Tutto concertato al centimetro. Gli ingressi, la gestione degli spazi, le relazioni sceniche… duelli che ricordano star wars, tutto registicamente curato nel dettaglio. Inoltre la presenza in scena del gruppo di giornalisti con un microfono panoramico in diretta radio e tv rappresenta il leitmotiv che dà circolarità e attualizza quanto vediamo svolgersi.
Il direttore Ottavio Dantone dirige sapientemente l’Orchestra del Teatro Regio. Interpreta con precisione la considerevole varietà di colori e ritmi, distribuita fra molti personaggi, di questa meravigliosa opera di Vivaldi. Attento anche come accompagnatore dei recitativi al clavicembalo. L’Orchestra lo segue con enorme attenzione e tutti i solisti si distinguono per grazia e partecipazione, nonostante il ricorso a strumenti moderni sia poco adatto al repertorio in questione.
Passando ai solisti, tutti assolutamente all’altezza del ruolo sia scenicamente sia vocalmente.
"INCORONAZIONE di DARIO"Il tenore Carlo Allemano è stato un interessante Dario. Il suo timbro potente e duttile gli permettono di rendere egregiamente la scrittura vivaldiana, giocata tra virtuosismi e cantabili di alto valore espressivo.
Il contralto Sara Mingardo, grazie al suo timbro dolce, scolpito da una dizione impeccabile, un controllo vocale impressionante, una grande sicurezza tanto nel registro più grave quanto in quello acuto, e una presenza scenica di prim’ordine, interpreta magistralmente Statira, uno dei ruoli a lei più congeniali.
Delphine Galou interpreta con estrema finezza Argene rendendo l’arguzia, l’arrivismo e la stretegia perversa del personaggio. Il suo timbro graffiante è interpretata dal contralto giovane e già affermata interprete
Il baritono Riccardo Novaro è un buon Niceno, dotato di voce rotonda e potente. Esibisce le sue notevoli doti nelle arie di temperamento.
"INCORONAZIONE di DARIO"Roberta Mameli interpreta Alinda deliziandoci col suo colore, con la sua grazia e con la sua tecnica che manifesta la grande conoscenza della cantante di Vivaldi.
Il mezzosoprano Lucia Cirillo (Oronte) e il soprano Veronica Cangemi (Arpago) rimangono più in sordina. La prove delle rispettive cantanti non suscita grandi emozioni nonostante se ne apprezzi la correttezza esecutiva.
Il mezzosoprano Romina Tomasoni rende molto bene Flora grazie ai suoi buonissimi accenti e alla sua grande personalità scenica.
Ben proporzionato il contributo del tenore Cullen Gandy che interpreta l’Ombra di Ciro e l’Oracolo.

In sintesi dunque un’eccellente prima esecuzione a Torino de L’incoronazione di Dario di Antonio Vivaldi, un altro successo per il Teatro Regio di Torino che continua a collezionare allestimenti di grande spessore, creando sinergie, come quella con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino veramente significative.
Annunziato Gentiluomo

 

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