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Massimo Bionda e i suoi uomini senza volto in mostra al Mausoleo della Bela Rosin

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Undici giovani artisti in mostra e un luogo evocativo alla periferia di Torino, di questo si compone fino al 23 febbraio la mostra d’arte ospitata all’interno del Mausoleo della Bela Rosin. Il tutto all’interno del progetto Marabù della pittrice Maralba Focone che ha inaugurato domenica scorsa e continuerà fino al 23 febbraio. Il giorno dell’inaugurazione abbiamo incontrato tutti gli undici artisti, la cui arte è raccontata dal critico Pasquale Di Matteo, e ogni giorno parleremo di loro, attraverso una breve intervista. Dopo Alba Abdushi, è la volta di Massimo Bionda, ventinove anni anche per lui che mi racconta di una…

biondabionda2Undici giovani artisti in mostra e un luogo evocativo alla periferia di Torino, di questo si compone fino al 23 febbraio la mostra d’arte ospitata all’interno del Mausoleo della Bela Rosin. Il tutto all’interno del progetto Marabù della pittrice Maralba Focone che ha inaugurato domenica scorsa e continuerà fino al 23 febbraio.
Il giorno dell’inaugurazione abbiamo incontrato tutti gli undici artisti, la cui arte è raccontata dal critico Pasquale Di Matteo, e ogni giorno parleremo di loro, attraverso una breve intervista.
Dopo Alba Abdushi, è la volta di Massimo Bionda, ventinove anni anche per lui che mi racconta di una poetica mista e di una attenzione profonda per i messaggi che arrivano dal suo inconscio. Sostenuto nei suoi progetti dai genitori, scrive poesie e racconta di una naturale predisposizione verso l’arte che, da un anno e mezzo, lo ha avvicinato alla pittura, mezzo per scoprire tratti di sé e quindi proiettarli su tela. Ha le idee chiare Massimo, la sua pittura vuole raggiungere un concetto di sublime, un canovaccio su cui raccontare la vita vissuta nella sua totalità, per questo la meditazione orientale è fonte continua di ispirazione. I suoi personaggi senza volto sono sospesi in questa attesa, in questo istante vissuto come infinito che spesso Massimo colora di blu, il colore che lo aiuta a raccontare la profondità e che ben avvolge le sue riflessioni.
Ogni intervista, quindi anche quella con Massimo si è conclusa con una domanda comune: in un consesso corale come questa mostra collettiva, percepisci di più il senso della compagnia o del confronto?
La sua risposta è netta: “Sicuramente la compagnia, perché l’arte non è mai il luogo della competizione”.

Orari mostra
lunedì, mercoledì, venerdì: 9.00 – 13.00
domenica: 14.00 – 17.00

Informazioni
coordinamentodonnemondo.to@gmail.com
+39 3462385110

Elena Miglietti
[Fonte Immagini – Progetto Marabù]

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