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Morire lontano

nuvole

Si chiamava Fabiano Antoniani ed era bellissimo. Era tante altre cose, bravo, talentuoso, un Dj in gamba, sicuramente aveva la sua rete di affetti e frequentazioni per cui era importante e tante persone cui lui teneva molto. Era un uomo, una persona di 40 anni, compiuti da poche settimane, con vita, interessi, social su cui postava pensieri, storie e foto, uno di noi. In tanti lo conoscevamo come Dj Fabo. Alle 11.40 di questa mattina Dj Fabo è morto, come desiderava. Desiderare la morte è il fardello di chi è in trappola, privato della libertà, in qualsiasi modo. La sua…

Si chiamava Fabiano Antoniani ed era bellissimo. Era tante altre cose, bravo, talentuoso, un Dj in gamba, sicuramente aveva la sua rete di affetti e frequentazioni per cui era importante e tante persone cui lui teneva molto. Era un uomo, una persona di 40 anni, compiuti da poche settimane, con vita, interessi, social su cui postava pensieri, storie e foto, uno di noi. In tanti lo conoscevamo come Dj Fabo.
Alle 11.40 di questa mattina Dj Fabo è morto, come desiderava.
Desiderare la morte è il fardello di chi è in trappola, privato della libertà, in qualsiasi modo. La sua libertà Fabiano l’aveva persa in seguito a un incidente stradale che lo aveva privato di tutto, rendendolo cieco e tetraplegico, “immobilizzato in una notte senza fine”. Provo pietà e rispetto per quest’uomo che ha mosso le coscienze di tanti con un’ultima disperata denuncia del lassismo vigliacco, scialbo e insopportabile, l’ennesimo, di questo paese, che continua a non dare risposte di civiltà alla possibilità delle persone di scegliere di morire.
Ha dovuto emigrare in Svizzera Dj Fabo, un emigrante spinto dal dolore insopportabile di chi anela a un luogo in cui poter, finalmente, chiudere gli occhi in pace e smettere di soffrire. Accanto a lui la compagna di una vita, Valeria, amore e coraggio che scavano il volto e Marco Cappato, dell’Associazione Luca Coscioni. Poi basta, inutile scrivere altro, aspettiamo le risposte del nostro paese, ripostiglio inaccettabile di cose lasciate, mai portate a termine e che obbliga una brava persona a essere un esule per morire, esule per decidere della propria vita, l’unica cosa che ci appartiene veramente.
Elena Miglietti, Vice Direttore ArtInMovimento Magazine

[Fonte Immagini: digilander.it]

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