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Orchestra Multietnica di Arezzo, arcobaleno di musica

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Foiano della Chiana. Val di Chiana Toscana, a pochi chilometri da Arezzo. Lunedì 18 luglio 2016. Ore 22, un po’ prima e parecchio dopo. In cielo le stelle. In Piazza Fra’ Benedetto un arcobaleno di musica. Immaginatevi un palco con venticinque musicisti provenienti da paesi diversi: ognuno con il proprio abito di scena, ognuno con il proprio fedele strumento musicale, ognuno con la propria cultura, ma tutti uniti da un filo sottile chiamato musica. È l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink. È l’arcobaleno di cui vi vado a raccontare perché ai miei occhi ogni membro dell’OMA – è…

Foiano della Chiana. Val di Chiana Toscana, a pochi chilometri da Arezzo. Lunedì 18 luglio 2016. Ore 22, un po’ prima e parecchio dopo. In cielo le stelle. In Piazza Fra’ Benedetto un arcobaleno di musica.
Immaginatevi un palco con venticinque musicisti provenienti da paesi diversi: ognuno con il proprio abito di scena, ognuno con il proprio fedele strumento musicale, ognuno con la propria cultura, ma tutti uniti da un filo sottile chiamato musica. È l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink. È l’arcobaleno di cui vi vado a raccontare perché ai miei occhi ogni membro dell’OMA – è così che chiamano, fra loro, la loro orchestra -, nella notte stellata di lunedì 18 luglio, ha rappresentato e simboleggiato un colore. E la fusione di questi molteplici colori, diversi l’uno dall’altro, ha dato forma a un incantevole arcobaleno musicale.
rid_160718-19-oma-foianodellachianaTroppo spesso, forse, tendiamo a essere pigri. Troppo spesso, forse, non abbiamo voglia di guardarci intorno perché tanto, intorno, è sempre tutto uguale. E troppo spesso, forse, siamo convinti che per scoprire il mondo occorra viaggiare e scappare lontano dal proprio nido. Ebbene, pochi giorni fa ho avuto modo di fare un viaggio lungo la Tunisia, l’Argentina, l’Italia, il Libano, il Bangladesh, la Russia, l’Albania, la Colombia, la Palestina, la Romania, la Svizzera, senza dover sprecare preziose energie, denaro o fare chilometri di distanza per entrare in contatto con altre culture. Sono partita con un piccolo zaino e sono tornata a casa con un grande bagaglio pieno di emozioni e persone meravigliose, che con delicatezza e semplicità mi hanno fatto vivere un inaspettato momento di evasione e di completo trasporto emotivo.
Me come tanti altri.
rid_160718-47-oma-foianodellachianaL’energia e l’affiatamento dell’OMA hanno trasportato letteralmente il pubblico presente in un’altra dimensione, coinvolgendolo in maniera graduale e riuscendo, nell’arco di una sola serata, a farlo affezionare alla propria esplosione di suoni, colori, voci e danze. Nell’arco di un solo, straordinario, arcobaleno. E i bambini presenti, attratti dalla musica, si sono messi a ballare in mezzo alla piazza, formando un girotondo di sorrisi e allegria come non rivedevo da tempo.
Ieri sera ho ritrovato la purezza degli anni in cui bastavano semplicemente un’orchestra, una piazza e tante persone per divertirsi ed essere spensierati.
L’Orchestra Multietnica di Arezzo regala un repertorio di tradizioni musicali adatto a qualsiasi età, con voci calde come quelle di Eli Belaj, nota cantante albanese che di recente ha pubblicato il suo nuovo disco, e di Emad Shuman, cantante dell’OMA come dei Kabìla, dall’identità multienergetica, capace di vestire i panni di vero intrattenitore e anche di “ballerino”. E ancora con voci, violini, percussioni, trombe, clarinetti, fisarmoniche, bouzouki, tabla, chitarre, bassi, viole, oboi, flauti: un’armonia multietnica di strumenti musicali diversi l’uno dall’altro, uniti dalle stesse note.
rid_160718-31-oma-foianodellachianaFoiano della Chiana. Val di Chiana Toscana, a pochi chilometri da Arezzo. Lunedì 18 luglio 2016, una giornata del Festival delle Musiche. Ore 22, un po’ prima e parecchio dopo. In una sera di stelle ho avuto modo di mettere in un angolo i pensieri e le preoccupazioni della quotidianità, gettando la maschera imposta dalle convenzioni sociali e lasciandomi andare al ritmo della musica dell’OMA assieme a quei bambini che danzavano felici. Li ho presi per mano e mi sono messa a ballare, cantare e applaudire con loro e il resto del pubblico, senza imbarazzo, senza timore. Libera e allegra come non mi risentivo da tempo.
Grazie Orchestra Multietnica di Arezzo, al prossimo appuntamento, al prossimo arcobaleno!

Inviato alle Parole di Stagione da Veronica Paggetti

[Fonte dell’immagine: www.orchestramultietnica.net]

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