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“Rebel Heart Tour”: lunga vita a Madonna

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Mentre tutto il mondo della musica è ancora sgomento a causa degli attentati di Parigi, Madonna, fedele alle dichiarazioni in cui ha affermato che nessuno l’avrebbe mai fatta tacere (in fin dei conti chi ci è mai riuscito in trent’anni di carriera?), con le tre date del “Rebel Heart Tour” ha portato a Torino la sua “Revolution of Love“. Forte, stabile, pienamente in forma, con oltre due ore di spettacolo, Madonna ha ripercorso gran parte della sua carriera ammaliando gli oltre 30 mila che hanno partecipato alle tre serate – non poi così blindate come era stato dichiarato – del…

IMG_20151121_210750Mentre tutto il mondo della musica è ancora sgomento a causa degli attentati di Parigi, Madonna, fedele alle dichiarazioni in cui ha affermato che nessuno l’avrebbe mai fatta tacere (in fin dei conti chi ci è mai riuscito in trent’anni di carriera?), con le tre date del “Rebel Heart Tour” ha portato a Torino la sua “Revolution of Love“. Forte, stabile, pienamente in forma, con oltre due ore di spettacolo, Madonna ha ripercorso gran parte della sua carriera ammaliando gli oltre 30 mila che hanno partecipato alle tre serate – non poi così blindate come era stato dichiarato – del Pala Alpitour.
L’intro, affidato al brano “Iconic“, ha visto Madonna entrare in scena all’interno di una gabbia, perfetta realizzazione di un pensiero/poema sul quale la cantante lavora da anni (I have a cage, It’s called the stage), fin dai tempi del “Reinvention Tour”. Il primo atto, quello dedicato ai samurai e a Giovanna d’Arco, si è snodato tra nuove madonnagabbiacanzoni come “Bitch, I’m Madonna“, “Devil Pray” e il video interlude di “Messiah” fino a “Holy Water” che Madonna ha presentato con una delle sue più grandi hit, “Vogue“. Proprio durante questa esibizione, dopo le ballerine/suore sexy che hanno ballato la pole dance, è stata inscenata una citazione del cenacolo vinciano con un meraviglioso effetto estetico.
I toni si sono fatti più romantici nel secondo atto, quello Rockabilly. Qui Madonna ci ha voluto ricordare chi è e cosa sa fare: l’esibizione di “True Blue” con l’ukulele è valsa il prezzo del biglietto (e non è cosa da poco) e aver potuto riascoltare un vero gioiello pop come “Deeper and Deeper” dal vivo è stata estasi pura. Bellissimo l’effetto della scala a chiocciola calata sul palco per l’esibizione di “HeartBreakCity” con la citazione di “Love Don’t Live Here Anymore“, probabilmente l’esibizione vocalmente più emozionante di tutto lo spettacolo. Madonna ha terminato la canzone spingendo dalla cima della scala un ballerino che è volato giù nel buio, perché, parafrasando la canzone, “l’amore non abita più qui”.
IMG_20151122_011523Living for Love” e “La Isla Bonita” hanno aperto il terzo atto, quello Gypsy Heart, con tori e costumi spagnoleggianti, mentre il medley di vecchi successi come “Lucky Star” e “Dress You Up“, grazie a costumi ipercolorati, ci ha immerso nel mondo di Frida Kahlo (non a caso una delle icone di riferimento per Madonna). Sono seguite, almeno per la data del 21 novembre, “Secret” e “Ghosttown” in versione unplugged che hanno infiammato il Pala Alpitour e con le quali viene data l’ennesima ottima prova vocale della serata. A chiudere la sezione Gypsy, una delle canzoni più belle e intime dell’ultimo album,  “Rebel Heart”, e il video interlude di “Illuminati“, durante il quale i ballerini si sono esibiti in acrobazie da circo sostenuti da aste giganti flessibili.
Durante l’ultimo atto (Party) Madonna ha coinvolto attivamente il pubblico: ha preso di mira un fan che non ha dimostrato grande dimestichezza con la lingua inglese e ha fatto poi salire sul palco un ragazzo di origini slave al quale, come da copione, ha regalato una banana. Con la rivisitazione de “La Vie En Rose“, Madonna ci ha regalato un’altra splendida prova vocale. madonnaEmozionante ed evocativa.
La chiusura è stata affidata a un suo grande cavallo di battaglia, “Holiday“, durante il quale viene issata dal palco per poi sparire dietro gli schermi delle quinte.
Il “Rebel Heart Tour” ha, per l’ennesima volta, confermato Madonna come perfetta icona pop da palcoscenico, una performer inarrestabile, che canta dal vivo e balla senza sosta. A differenza dell’MDNA tour, nel quale Madonna era apparsa meno padrona del palco, fin troppo dimostrativa e un po’ distaccata, in questo tour tutto è ritornato più fluido, anche grazie al ritrovato contatto con il pubblico. Al bando i detrattori, lunga vita all’artista pop più grande di sempre.

Mirko Ghiani

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