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Ricca rassegna alla XVIII Edizione di Sottodiciotto Film Festival

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A vent’anni dalla Palma d’oro ottenuta a Cannes con Il sapore della ciliegia (1997), la XVIII edizione del Festival rende omaggio ad Abbas Kiarostami e al suo cinema puro, visionario, pieno di invenzioni e di rigore intellettuale, di cui l’universo dell’infanzia è stato, fin dagli esordi, fondamentale e assiduo protagonista. L’iniziativa, articolata in tre appuntamenti, è organizzata in concomitanza con l’uscita di un numero speciale di Mondo Niovo – la rivista pubblicata dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema – interamente dedicato al regista iraniano scomparso la scorsa estate. Ricca di testimonianze e saggi inediti, la pubblicazione monografica ospiterà, tra gli altri,…

Vado a scuola_il grande giorno_3A vent’anni dalla Palma d’oro ottenuta a Cannes con Il sapore della ciliegia (1997), la XVIII edizione del Festival rende omaggio ad Abbas Kiarostami e al suo cinema puro, visionario, pieno di invenzioni e di rigore intellettuale, di cui l’universo dell’infanzia è stato, fin dagli esordi, fondamentale e assiduo protagonista. L’iniziativa, articolata in tre appuntamenti, è organizzata in concomitanza con l’uscita di un numero speciale di Mondo Niovo – la rivista pubblicata dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema – interamente dedicato al regista iraniano scomparso la scorsa estate. Ricca di testimonianze e saggi inediti, la pubblicazione monografica ospiterà, tra gli altri, i contributi del regista e dello sceneggiatore spagnolo Víctor Erice, del critico e direttore della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Alberto Barbera e di Marco Dalla Gassa, docente di storia e critica del cinema all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Sottodiciotto & Campus, dal canto suo, ricorderà il regista con un incontro (lunedì 3 aprile) a cui parteciperanno, tra gli altri, lo scrittore di origine iraniana e adozione torinese Hamid Ziarati (autore per Einaudi di Salam, mamam, di Il meccanico delle rose e di Quasi due) e Babak Karimi, attore, montatore e curatore dei dialoghi italiani di molte pellicole di Kiarostami, interprete anche di Il cliente, diretto da Ashgar Farhadi, recente vincitore dell’Oscar al miglior film straniero. Vado a scuola_il grande giorno (3)Nell’occasione, sarà proiettata, in collaborazione con Farabi Cinema Foundation, la prima italiana della versione restaurata di Close-Up, uno dei film di Kiarostami più conosciuti e amati dalla critica e dal pubblico internazionale, omaggiato anche da Nanni Moretti con il suo cortometraggio Il giorno della prima di Close Up. L’iniziativa di Sottodiciotto & Campus si inserisce nel solco di un lungo e consolidato rapporto tra Torino e il regista iraniano – culminato nella retrospettiva e nella personale completa, curata da Alberto Barbera e Elisa Resegotti, dedicate a Kiarostami rispettivamente dal Torino Film Festival nel 1996 e dal Museo Nazionale del Cinema nel 2003 – riproponendo al pubblico dei più giovani altri due classici, Dov’è la casa del mio amico? e E la vita continua, specificamente selezionati all’interno di una filmografia d’autore caratterizzata come poche altre dalla centralità dei personaggi bambini. Costante nella poetica del regista iraniano, lo sguardo attento sul mondo ad altezza dei più piccoli, spesso contrapposto a quello adulto, indifferente e ostile, è presente fin dai lavori d’esordio, dai primi cortometraggi di cui il Festival propone una selezione rappresentativa di temi e capacità espressive già formate e potenti, destinate a confluire e a perfezionarsi nelle opere della maturità consacrando Kiarostami come uno degli esponenti più importanti del cinema mondiale a cavallo tra i due millenni.Sing Street_21 Il programma è ricco e variegato: I. Close Up (Klūzāp, Iran 1990, 98’, HD, col.) Restituito a nuova vita dal restauro della Farabi Cinema Foundation, il film più noto del regista è un’opera che unisce i due massimi esponenti del “nuovo cinema iraniano”: Kiarostami dietro la macchina da presa e Mohsen Makhmalbaf davanti, nel ruolo di protagonista dapprima attraverso il suo “doppio” millantatore e poi realmente nella parte di se stesso.Life, Animated dogwoof documentary 3 La storia (vera) del disoccupato Ali, che, per riuscire a racimolare qualche soldo, fingendosi il famoso regista Makhmalbaf si intrufola in una famiglia benestante, coinvolgendola in un progetto cinematografico fasullo, viene arrestato, perdonato e alla fine incontra il suo mito in carne e ossa, è l’occasione per realizzare un lungometraggio che mescola documentario e poesia, fiction e vita, destinato a porsi ai vertici della filmografia di Kiarostami. Prima della proiezione, incontro con Babak Karimi, Hamid Ziarati, Marco Dalla Gassa, Matteo Pollone e Caterina Taricano. Modera Steve Della Casa. II. Cortometraggi: Due soluzioni per un problema (Do râhéhal barâyé yek massaleh, Iran 1975, 5’, col.): 1.Pane e vicolo (Nân va Koutcheh, Iran 1970, 11’, b/n); 2. Ricreazione (Zang-e tafrih, Iran 1972, 11’, b/n); 3. Anch’io posso (Man ham mitounam, Iran 1975, 17’, col.); 4. Colori (Ranghā, Iran 1976, 15’, col.); 5. Mal di denti (Dandān dard, Iran 1980, 26’, col.). Nel corso dei primi anni di carriera Kiarostami dirige numerosi cortometraggi, molti dei quali di chiara impronta pedagogica, frutto del lavoro iniziato nel 1969 al Kanun, l’ Istituto per lo sviluppo intellettuale dei giovani e degli adolescenti, il cui Dipartimento per la cinematografia diventerà negli anni successivi un centro di produzione e un punto di riferimento centrale per i giovani filmmaker iraniani. Nonostante la breve durata, le opere d’esordio del regista sono spesso all’altezza dei più celebrati lungometraggi successivi. KIAROSTAMI (Omaggio)_Dove è la casa del mio amicoIn esse, lo stile di Kiarostami appare già maturo e temi e ricorrenze del suo cinema (tra cui la scelta di privilegiare i piccoli interpreti) risultano perfettamente a fuoco fin dai primi lavori. III. Dov’è la casa del mio amico? (Khane-ye doust kodjast?, Iran 1987, 83’, col.).  E la vita continua (Zendegi va digar hich, Iran 1992, 95’, col.). Con Dov’è la casa del mio amico?, la micro-odissea da un paesino all’altro del piccolo Ahmad, alla ricerca disperata dell’abitazione sconosciuta del compagno di scuola a cui vuole restituire un quaderno finito per sbaglio nella sua cartella, Kiarostami incomincia ad affermarsi come uno dei più interessanti autori di fine secolo. Dopo il tragico terremoto del 1990, il regista torna sui luoghi in cui il film precedente è stato girato (in particolare al villaggio di Koker, nell’Iran settentrionale) alla ricerca dei giovani protagonisti. È questo il punto di partenza di E la vita continua, secondo capitolo di un’ideale trilogia, dedicata all’Iran rurale, che si concluderà nel 1994 con Sotto gli ulivi.CAPTAIN FANTASTIC Sottodiciotto & Campus diventa maggiorenne e per festeggiare l’importante anniversario propone un programma speciale di sei serate per raccontare come, in questi diciotto anni di Festival, i ragazzi hanno portato sul grande schermo il loro mondo e la nostra società. Ogni evento è dedicato a un tema (sentimenti, scuola, società, devianza, tempo libero, cinema) e prevede la partecipazione di una personalità del mondo culturale o della società civile, di un giovane regista e di operatori ed esperti impegnati sul territorio. Per introdurre di volta in volta il tema della serata, verranno inoltre proiettati alcuni brevi montaggi costruiti a partire dai film premiati in questi diciotto anni che saranno analizzati e discussi dagli ospiti con il pubblico in sala. I curatori Dario Basile, Michele Marangi e Umberto Mosca ci raccontano il significato di questa rassegna. Il cinema come racconto di una generazione, in prima persona e in tempo reale, senza filtri e oltre ogni ovvietà o stereotipo: è questa l’idea di base del programma che festeggia il diciottesimo compleanno di Sotto18, in cui si propone un confronto sulle caratteristiche e sulle mutazioni dei bambini e degli adolescenti protagonisti del nuovo millennio, a partire dai film presentati in tutte le edizioni del Festival. Il cinema realizzato in prima persona diventa così una finestra sul mondo giovanile, ma anche uno specchio, personale e sociale, degli aspetti meno evidenti ma spesso più significativi che caratterizzano i ragazzi e le ragazze di oggi. A partire dal consistente archivio di video presentati nelle edizioni dal 2000 a oggi, formato da circa 6.000 titoli, emerge infatti una sorta di osservatorio permanente sull’infanzia e sull’adolescenza, che proponiamo di declinare a partire da sei aree tematiche, strettamente intrecciate tra loro: sentimenti, scuola, società, devianza, tempo libero, cinema. Oltre l’idea puramente antologica e celebrativa, la rassegna vuole proporre uno sguardo inedito e creativo, prodotto dai protagonisti stessi, sui cambiamenti generazionali avvenuti in questi due decenni, dalle trasformazioni tecnologiche alle relazioni con i pari e con il mondo, dai linguaggi comunicativi allo stile espressivo, dalla percezione della propria identità al rapporto con l’ambiente circostante, vicino e lontano. Il tutto con un filo conduttore trasversale: il fare cinema come occasione di crescita e di cittadinanza attiva, espressione creativa e riflessiva capace di documentare e raccontare le molte sfaccettature della propria età e della realtà fisica, culturale e sociale, in cui si vive. Per ciascuna area tematica sono stati preparati montaggi antologici, a partire dai film premiati nelle varie categorie in tutte le edizioni, facendo in modo che in ciascun elaborato siano sempre rappresentate sia le scuole primarie sia le secondarie.Appena apro gli occhi_3 Dario Basile, antropologo urbano, collabora con l’Università degli Studi di Torino. Conduce ricerche riguardanti la marginalità urbana, la devianza e l’immigrazione, con una particolare attenzione verso le nuove generazioni. Di recente ha pubblicato il libro Le vie sbagliate. Giovani e vita di strada nella Torino della grande migrazione interna (Unicopli). Michele Marangi, media educator e formatore, insegna all’Università Cattolica di Milano. Progetta e conduce percorsi formativi e di supervisione che prevedono l’utilizzo dei media in ambito sociale, culturale, pedagogico, didattico e sanitario. Dal 1990 collabora con Aiace Torino. Ha pubblicato Insegnare cinema. Lezioni di didattica multimediale (Utet). Infine, Umberto Mosca, media educator e formatore, insegna al Dipartimento di Management dell’Università di Torino. Progetta e conduce percorsi didattici e formativi sul prodotto audiovisivo nell’ambito della Film Literacy, della Media Industry e dello Storytelling digitale d’impresa. Dal 1991 collabora con Aiace Torino. Ha pubblicato François Truffaut (Il Castoro), Gioventù catodica (Celid), Cinema e Rock (Utet), Orizzonti della Media Literacy (Media Program).
Redazione Artinmovimento Magazine

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