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SHAKESPEARE GRAND TOUR a Roma il 28 febbraio e il 13 marzo

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Domenica 28 Febbraio e domenica 13 Marzo 2016, in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di William Shakespeare, il Lanificio (sito in via di Pietralata 159/A a Roma), una vecchia fabbrica industriale romana da più di 10 anni riconvertita all’arte e all’intrattenimento contemporanei, apre le sue “stanze segrete” per commemorare le opere del grande drammaturgo inglese. Tra officine inaspettate, passaggi misteriosi, scale, stanze, corridoi e loft affacciati sul fiume ci si perde in un vortice di parole, gesti, sguardi e approcci tattili che seduco, spaventano, incuriosiscono, ripugnano, affascinano, imbarazzano, rasserenano… SHAKESPEARE GRAND TOUR vede Serena Ventrella, consolidata attrice di teatro,…

Lanificio_Shakespeare_A3_newebDomenica 28 Febbraio e domenica 13 Marzo 2016, in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di William Shakespeare, il Lanificio (sito in via di Pietralata 159/A a Roma), una vecchia fabbrica industriale romana da più di 10 anni riconvertita all’arte e all’intrattenimento contemporanei, apre le sue “stanze segrete” per commemorare le opere del grande drammaturgo inglese. Tra officine inaspettate, passaggi misteriosi, scale, stanze, corridoi e loft affacciati sul fiume ci si perde in un vortice di parole, gesti, sguardi e approcci tattili che seduco, spaventano, incuriosiscono, ripugnano, affascinano, imbarazzano, rasserenano…
SHAKESPEARE GRAND TOUR vede Serena Ventrella, consolidata attrice di teatro, impegnata in una regia scoppiettante, giovane e dinamica.
In scena uno strepitoso Franco Oppini (ogni presentazione è superflua), nel ruolo di un misterioso ed enigmatico “comandante Shakespeare”, attorniato da attori e attrici provenienti dal mondo del teatro, del cinema e della televisione: Alessandro Balestrieri, Rossana Bellizzi, Ivano Calafato, Ylenya Camisa, Glenda Canino, Rosario Copioso, Stefano De Filippis, Maria Antonia Fama, Christian Laiontini, Barbara Manzato, Elisa Menchicci, Diego Migeni, Roberto Pappalardo e infine il chitarrista Gianni Trotta e i ballerini del Dance Arts Faculty.
Perché Grand Tour? Il Grand Tour fu una vera e propria moda che si diffuse in tutta Europa a partire dal XVII secolo: i giovani appartenenti per lo più all’aristocrazia si concedevano un lungo viaggio attraverso tutto il continente, che poteva durare da pochi mesi fino a svariati anni. La meta e destinazione finale per tutti era l’Italia e l’obiettivo comune era quello di arricchire il proprio bagaglio culturale e personale. È proprio da questo che il titolo dello spettacolo trae metaforicamente spunto per sottolineare il più possibile un dichiarato intento di evasione dalla quotidianità atto ad elevare e sublimare lo spirito di chi vi partecipa.IMG_0189
Il delicato momento storico che noi tutti viviamo tende ad attanagliarci dietro le quinte di ciò che ogni giorno succede (o di ciò che dovrebbe succedere e non succede mai) e a convogliare tutte le nostre energie, la nostra attenzione e le nostre emozioni in una direzione estremamente concreta fatta di paure e aride incertezze che tolgono ossigeno e spazio vitale ai sogni.
Lo spettacolo, già in scena lo scorso anno a Borgo Pio presso la sede di Fondazione Roma Solidale, è un site specific, ovvero un intervento artistico pensato per essere inserito in un preciso luogo. L’interazione tra “contenitore e contenuto”, infatti, è talmente stretta e imprescindibile che sarebbe impossibile riproporre lo spettacolo per filo e per segno in un luogo diverso senza ricorrere a stravolgimenti quasi totali della messa in scena, afferma la produzione.
Valeria Ventrella, organizzatrice dell’evento, motiva questa coproduzione con il Lanificio descrivendo il luogo come palcoscenico ideale di un teatro non convenzionale non solo grazie alla sua conformazione strategica fatta di stanze, scale, tunnel e passaggi ma anche perché portare il teatro del 500 in una delle location più cool della capitale consente di giocare su un contrasto fortissimo che IMG_0069incuriosisce e tiene alta l’attenzione dello spettatore.
Il teatro scende dunque dal palcoscenico, e invade spazi ad esso inconsueti, fonde attori e pubblico in un percorso unico e surreale, fatto di sensazioni sospese e di emozioni che arrivano dritte al cuore. “SHAKESPEARE GRAND TOUR” non è uno spettacolo a cui assistere, bensì un’esperienza fisica e tangibile a cui partecipare, non c’è sipario, non vi sono posti a sedere né platea e palcoscenico, gli spettatori sono guidati da attori e ballerini attraverso stanze, scale e corridoi dove incontreranno i personaggi più belli che abitano le opere di Shakespeare.
Il consiglio è quello di non cercare una trama vera e propria, ma di abbandonarsi dolcemente alle sensazioni, come si trattasse di un sogno, di un viaggio onirico e metafisico ai confini della realtà, spiega la produzione.
I testi e i personaggi scelti provengono da diverse opere dell’autore: ci si imbatte in un insolito Shilock (da Il Mercante di Venezia) per poi incontrare Amleto in persona, passando per Caterina de La Bisbetica Domata, si è folgorati dal fascino di un’androgina e sensuale Viola (de La Dodicesima Notte) o dall’ira dolcissima dIMG_0174i Elena (da Sogno di una Notte di Mezza Estate) e così via… ci si sentirà attratti forse da percorsi diversi, da vie parallele che probabilmente non si incroceranno mai, ma una sola è la meta finale per tutti: quello sconfinato, misterioso e infinitamente affascinate universo dell’animo umano. …bon voyage!
Lo spettacolo ha la durata di un’ora e in ognuna delle due giornate sono previste tre repliche (ore 19,00; ore 20.30; ore 22.00) per un numero limato di spettatori. Il costo d’ingresso è di € 12,00 che include un drink di benvenuto. Per informazioni, si chiami al 3494706766 o si invii un e.mail a mialab31@gmail.com.
Abbandoniamoci dolcemente all’esperienza di SHAKESPEARE GRAND TOUR, un viaggio fisico e metafisico che guida il pubblico ai confini della realtà servendosi della fugace magia del teatro ed esplorando, in un modo inconsueto e innovativo, i personaggi più belli che abitano le opere di Shakespeare.
Lasciamoci trascinare dagli stessi attori in un susseguirsi di officine inaspettate, passaggi segreti, scale, corridoi, loft affacciati sul fiume… per lasciarsi travolgere da un vortice di parole, gesti, sguardi e approcci tattili che seducono, spaventano, incuriosiscono, ripugnano, affascinano, imbarazzano, rasserenano… Allacciamo le cinture… e bon voyage!
Redazione di ArtInMovimento Magazine

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