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Undicicontati, appunti di un terzino in cerca d’autore

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Si chiama Sergio Sorce ed è la penna felice che sforna storie di sport del blog Undicicontati. “Novarese per nascita, narratore per gioco, terzino per vocazione”, Sergio si definisce così nella didascalia sotto la sua foto, sapientemente non in homepage, ma in alto a destra in tutti gli altri capitoli del blog: Undiciracconta, Undiciritratti, Undiciconsiglia, Undicicitazioni e il buffissimo Undicicontatti. È tutta da guardare quella fotografia: mento rivolto al primo piano, naso impertinente, espressione beffarda, un paio di scarpe da calcio per collana, un campo di grano sullo sfondo e una faccia da sberle per un tipo niente male, che…

profiloTondo_800Si chiama Sergio Sorce ed è la penna felice che sforna storie di sport del blog Undicicontati. “Novarese per nascita, narratore per gioco, terzino per vocazione”, Sergio si definisce così nella didascalia sotto la sua foto, sapientemente non in homepage, ma in alto a destra in tutti gli altri capitoli del blog: Undiciracconta, Undiciritratti, Undiciconsiglia, Undicicitazioni e il buffissimo Undicicontatti. È tutta da guardare quella fotografia: mento rivolto al primo piano, naso impertinente, espressione beffarda, un paio di scarpe da calcio per collana, un campo di grano sullo sfondo e una faccia da sberle per un tipo niente male, che non indossa mai le magliette a caso.
Sfogliando le pagine del blog, dopo un paio di storie ci si scopre bulimici, perché Sergio ti trascina in un mondo nuovo, una sorta di Terra di Mezzo dove lo Sport diventa l’ingrediente principale per raccontare pezzetti di vita tratteggiati con un senso di necessità che poche altre volte. Personaggi e situazioni, colori e temperature tutto arriva addosso. Non mi credete? Proviamo così, pesco nel mucchio e riporto qui le prime dodici righe di La Sfinge postato il 25 aprile 2018:

“Se rinasco, posto che la reincarnazione esista, non voglio studiare all’università. Preferisco provare il brivido di guadagnare subito dei soldini. Magari investendo in un’attività, tipo un bar che trasmetta partite e spilli birre. Basta. Perché a Novara, un pub all’inglese fatto di sport e malto non c’è. Sembra assurdo, banale, scontato. Eppure non c’è. Così io e il mio prode amico Lorenzo, con la scusa di chiacchierare in compagnia di una partita e un boccale, ogni volta dobbiamo cambiare locale. Uno è chiuso, l’altro è occupato da un diciottesimo di compleanno, uno trasmette solo il campionato, l’altro ha i diritti per la coppa. Se rinasco apro un locale con due insegne: in una il nome, Undicicontati ovviamente, nell’altra Qui birra e tutte le partite. Stop. No scommesse, no tabacchi, no panini, no colazioni.”

No colazioni, capito? Se un giorno vorrete fare colazione a Novara, non contate su Sergio Sorce. Contate su di lui invece se dello sport non vi interessa ciò di cui parlano tutti, ma ciò che si nasconde tra le pieghe della cronaca o emerge da dietro il mero risultato.
Ieri sera gli ho teso una trappola. Contando sui suoi pochi anni (ho chiesto in giro e Liliana, dice di averne quasi 35 e siccome lui è un po’ più vecchio, quanti ne avrà? 37?) e sul fatto che ha un figlio nuovo nuovo che dorme poco, gli ho scritto ponendogli qualche domanda sulla nazionale femminile di calcio. Lui credeva fosse una chat mentre guardavamo una partita, in realtà lo stavo intervistando.

Sergio, pronostici sul risultato di questa sera (era la partita Italia vs Brasile ndr)?
Devo essere sincero: per me ci rullano. Noi siamo una compagine entusiasta e tosta, ma loro sono fortissime. Ammetto però che è la prima partita che vedo delle nostre. Ho visto solo la gara inaugurale della Francia e mi ha impressionato.
Dopo un’ora ci ripensa e…

Devo rimangiarmi TUTTO. Dopo un primo tempo del genere siamo solo un gradino sotto a Francia e USA.
Chi ti piace delle nostre?
Vince chi merita meno?
Chi fra loro ha una storia da raccontare?
Le domande galleggiano per il resto della serata e tutta la notte. Finalmente oggi…

Ieri sera non meritavano di perdere (le Azzurre hanno perso per un rigore, ma hanno vinto il girone ndr). Sinceramente conosco molto poco le ragazze e, in generale, sono molto riservate. Senza dubbio Girelli e Bonansea sono le nostre top player, la Bonansea poi ha una bella storia sportiva, cresce nel Toro, poi al Brescia, ma soprattutto Juve. Il personaggio però è Sara Gama, un po’ perché vessillo della nostra società che sta cambiando, un po’ per il look riconoscibile (ci gioca facendo la pubblicità a uno shampoo che ho visto), un po’ perché parla quattro lingue e poi, diciamolo, incarna il vecchio stopper all’italiana. L’ho guardata bene: tignosa, se c’è da spazzare spazza, concreta.

Credo di non dover aggiungere altro, eccoli qua gli appunti di un terzino in cerca d’autore. In tanti giorni a leggere pagine e pagine sulla nostra nazionale femminile, queste poche righe sono le più essenziali che abbia letto. Ora provate ad animare quella foto, inventatevi una voce bassa e un po’ roca, ma con il timbro da ragazzino e quell’accento tra Piemonte e Lombardia che hanno i Novaresi; quindi rileggete con quella voce le righe della sua ultima risposta, per sentire addosso quella malinconia volutamente fané che ha la provincia quando viene raccontata con gusto e misura, vista attraverso le maglie di recinzione di un campo da calcio con poca erba e tanta terra.

Elena Miglietti
[Fonte immagini: undicicontari.it]

[Si ringraziano Ilaria Romano per la consulenza sull’età di Sergio Sorce, il sito Undicicontati per i contenuti e le immagini e il St. Pauli per l’ispirazione]

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