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Uno sguardo più mirato sul Torino Underground Cinefest. Cosa non perdere…

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I 28 film selezionati per la quinta edizione del Torino Underground Cinefest, proposto da SystemOut e l’A.C.S.D. ArtInmovimento, e in scena da oggi, 25, al 27 marzo 2018, dalle ore 18.50 alle ore 01.30, presso il Cinema Classico di Torino, sono tutti di notevole manifattura. Delle quasi venti ore di programmazione, risultano imperdibili alcuni momenti. In primis tutti i Q&A (due nella prima giornata e tre per ciascuno degli altri due giorni), e poi alcuni film che hanno impressionato l’organizzazione. Domenica 25 marzo Hurry Slowly, un film drammatico norvegese la cui regia compassata riesce a enfatizzare ancor di più il…

TO_underground_2018I 28 film selezionati per la quinta edizione del Torino Underground Cinefest, proposto da SystemOut e l’A.C.S.D. ArtInmovimento, e in scena da oggi, 25, al 27 marzo 2018, dalle ore 18.50 alle ore 01.30, presso il Cinema Classico di Torino, sono tutti di notevole manifattura.
Delle quasi venti ore di programmazione, risultano imperdibili alcuni momenti. In primis tutti i Q&A (due nella prima giornata e tre per ciascuno degli altri due giorni), e poi alcuni film che hanno impressionato l’organizzazione.

HURRY-SLOWLYDomenica 25 marzo Hurry Slowly, un film drammatico norvegese la cui regia compassata riesce a enfatizzare ancor di più il legame tra fratello e sorella. Il messicano Julkita di, un film sulle donne. Sulla donna. Julkita rappresenta il coraggio femminile. Ma il messaggio che il regista messicano Humberto Busto vuole trasmettere va oltre e ci presenta un affresco del Messico e di suoi politici corrotti. Il documentario italiano La rivincita di Casale Monferrato di Rosy Battaglia, frutto di un appassionato reportage durato quattro anni sulla trasformazione della città riferimento del Monferrato che, riscattandosi dall’amianto, è tra le dieci italiane a candidarsi ad essere Capitale della Cultura.

INVISIBLE-600x800Lunedì 26 marzo, dalla programmazione si distingue Invisible di Dimitri Athanitis, con cui la cinematografia greca conferma quanto di buono abbia fatto negli ultimi anni. 84 minuti intrisi di dramma e amore verso colui che rappresenta l’unica ragione di vita del protagonista, il figlio di sei anni. Accanto a questo, indubbiamente il film danese Needle boy di Alexander Bak Sagmo. Che la cinematografia del Nord Europa fosse tanto realista, quanto spietata, lo si sapeva già dai lontani anni Novanta con l’affermarsi del Movimento Dogma 95, ma con Needle boy, il giovane regista Alexander Bak Sagmo sconvolge e ci colpisce con un vero e proprio pugno nello stomaco. Vivamente consigliato a un pubblico maggiorenne.
Non possiamo non citare il cortometraggio greco Freezer di Dimitris Nakos che racconta la disperazione di un uomo greco di mezza età, con un curriculum invidiabile e grandi competenze professionali, che, dopo essere rimasto senza lavoro, vaga inconsolabile da un colloquio all’altro nella speranza che qualcuno possa ancora credere in lui. Accanto a questo il corto tedesco “King Grandpa” di Martin Grau, delicatissimo e lirico, che ruota attorno al concetto di storia.

PHALLUS-MALUSL’ultima giornata di festival, il 27 marzo, vedrà da non perdere Phallus malus, attraverso cui la francese Claire Maugendre ci fa sorridere, ma anche riflettere su quelle che potrebbero essere le conseguenze di un’improvvisa mutazione genetica in ognuno di noi. Phallus Malus è la storia di una giovane ragazza ormai inconsolabile in seguito alla morte del padre che, un mattino, si scopre ermafrodita.
Accanto a questo, un altro film greco, Bliss di Christos Pitharas che ci presenta Anna, una donna distaccata e introversa, pronta a incontrare il suo stolker pur di riprendersi una vita e una sanità mentale che si stanno sgretolando.
E infine l’austriaco The best of all worlds di Adrian Goiginger, una sublime storia “vera” d’amore tra mamma e figlio. Lei è divisa tra la dipendenza dall’eroina e l’amore immenso Mauro.Russoper il suo bambino. Imperdibile!

Abbiamo pensato di orientare il nostro pubblico sui momenti più intensi del festival, anche se devo ammettere che, se il tempo non fosse tiranno, consiglierei ai nostri spettatori di non perdere un minuto della nostra programmazione. Ricca, interessante e capace di rendere omaggio alla grande qualità del cinema indipendente che gravita in particolare in Europa, afferma il direttore artistico Mauro Russo Rouge.

È stato veramente difficile orientarvi poiché questa quinta edizione del TUC è veramente formidabile… da non perdere!
Odette Alloati

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