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Vincenzo Nibali vince il Tour de France ed entra nella storia

Tour de France 2014 - 21th stage

Il tedesco Marcel Kittel taglia il traguardo dell’ultima tappa del Tour de France, dopo un testa a testa in rimonta con Alexander Kristoff, ma è il nostro Vincenzo Nibali a vincere il Tour de France, dopo sedici anni da Marco Pantani, secondo Italiano a entrare nella storia vincendo Vuelta, Giro d’Italia e Tour. Prima di lui l’impresa riuscì a Felice Gimondi nel 1965. Lo chiamano “Lo squalo dello stretto” questo corridore di ventinove anni, nato a Messina e trapiantato, ancora adolescente, a Lamporecchio, in provincia di Pistoia, per coltivare la passione per il ciclismo. In Toscana impara a divorare la strada,…

161537502BL00034_Tour_of_OmIl tedesco Marcel Kittel taglia il traguardo dell’ultima tappa del Tour de France, dopo un testa a testa in rimonta con Alexander Kristoff, ma è il nostro Vincenzo Nibali a vincere il Tour de France, dopo sedici anni da Marco Pantani, secondo Italiano a entrare nella storia vincendo Vuelta, Giro d’Italia e Tour. Prima di lui l’impresa riuscì a Felice Gimondi nel 1965.
Lo chiamano “Lo squalo dello stretto” questo corridore di ventinove anni, nato a Messina e trapiantato, ancora adolescente, a Lamporecchio, in provincia di Pistoia, per coltivare la passione per il ciclismo. In Toscana impara a divorare la strada, con tenacia da tanto tempo dimenticata nello sport più compromesso di tutti, il ciclismo, lunghe tradizioni, troppi scandali. Per questo la vittoria di Nibali fa ancora più piacere, perché non del solito sciovinismo brodoso si tratta, ma di una bella soddisfazione da godersi dal divano per quest’uomo che dopo anni di inchieste sul doping, di eroi fasulli e bugiardi (ricordate un certo Lance Amstrong?), riporta un po’ di pulizia, al punto da attaccare pubblicamente il suo collega ed ex capitano Danilo di Luca, positivo all’Epo. Una ventata di verità in un sport malato da tempo, come tante altre cose di questo paese, di tanta, troppa, omertà. Un esempio di virilità, quando, durante la Vuelta in Spagna, ha deciso di non sottoporsi alla puntura di cortisone in seguito alla puntura di una vespa. E così ha corso la tappa successiva col faccione gonfio, ma una faccia più bella di quella non la vedevamo da tempo.
Premiato anche Alessandro De Marchi per essere stato il corridore più combattivo di questo Tour de France, mentre sul podio insieme a Nibali, Jean Christophe Peraud e Thibaud Pinot: erano trent’anni che due Francesi non salivano sul podio.
Elena Miglietti
[Fonte Foto: ansa.it]

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