Mercoledì 10 dicembre alle ore 20.30, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, Andrea Lucchesini torna ospite dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un recital dedicato a Luciano Berio, Franz Liszt e Fryderyk Chopin.Il concerto si colloca nel centenario della nascita di Berio, con il quale Lucchesini intrattenne un intenso rapporto artistico e umano fin dagli anni Ottanta, divenendone interprete di riferimento
Mercoledì 10 dicembre alle ore 20.30, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, Andrea Lucchesini torna ospite dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un recital dedicato a Luciano Berio, Franz Liszt e Fryderyk Chopin.
Il concerto si colloca nel centenario della nascita di Berio, con il quale Lucchesini intrattenne un intenso rapporto artistico e umano fin dagli anni Ottanta, divenendone interprete di riferimento e dedicatario della revisione della Sequenza IV, che Berio adattò appositamente al suo pianismo nel 1995.

L’apertura della serata è affidata ai Six Encores, brevi pagine pianistiche composte fra il 1965 e il 1990, concepite come piccoli epigrammi sonori che condensano in pochi minuti alcuni tratti tipici del linguaggio di Berio. Tra figurazioni ossessive, bruschi cambi di prospettiva e raffinate sovrapposizioni timbriche, questi brani anticipano o riecheggiano idee presenti nelle opere maggiori del compositore, configurandosi come veri e propri “micro-ritratti” della sua poetica. In continuità con questo percorso, Lucchesini affronta la Sequenza IV, che Berio descriveva come “un viaggio di esplorazione attraverso le regioni sconosciute e conosciute del colore e dell’articolazione strumentali”: un’indagine sulle possibilità timbriche del pianoforte, che alterna masse sonore dense a sezioni rarefatte, in costante tensione fra libertà percettiva e rigore strutturale.
A questa prima sezione, dedicata a Berio, si affiancano due capisaldi del grande repertorio romantico. La Sonata in si minore di Liszt, composta nel 1853 e pubblicata l’anno successivo, rappresenta uno dei vertici del pianismo ottocentesco. Il programma si conclude con i 24 Preludi op. 28 di Chopin, composti a Maiorca nel 1838-39 e pubblicati nel 1839.
Lontani dall’essere semplici esercizi introduttivi, i Preludi costituiscono una sorta di diario poetico in cui stati d’animo contrastanti si susseguono in rapida successione: miniature fulminee, meditazioni liriche, slanci drammatici e sospensioni enigmatiche. L’intero ciclo, organizzato secondo la successione di tonalità del Clavicembalo ben temperato bachiano (tonalità maggiori seguite dalle relative minori), offre un percorso musicale di straordinaria varietà espressiva.
Il ritorno di Andrea Lucchesini sul palcoscenico ceciliano assume così il valore di un duplice omaggio: da un lato alla figura di Luciano Berio, maestro e riferimento fondamentale nella sua formazione, dall’altro al pianismo romantico di Liszt e Chopin.


Andrea Lucchesini
Andrea Lucchesini si impone all’attenzione internazionale vincendo nel 1983, a soli diciotto anni, il Concorso Internazionale Dino Ciani del Teatro alla Scala di Milano e la sua vittoria segna l’inizio dell’attività internazionale e della produzione discografica. Figlio d’arte, Andrea Lucchesini era stato accolto a soli sei anni nella classe della celebre pianista Maria Tipo al Conservatorio di Firenze, ricevendo una severa formazione musicale grazie al magistero della grande artista napoletana. La collaborazione con importanti orchestre di tutto il mondo è costante negli anni, e così Lucchesini suona con alcuni tra i più celebri direttori del nostro tempo: Claudio Abbado, Semyon Bychkov, Daniele Gatti, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Gianandrea Gavazzeni, Dennis Russell Davies, Charles Dutoit, Zubin Mehta, Yehudi Menhuin, Giuseppe Sinopoli e Theodor Guschlbauer. La sua attività pianistica è ampia e festeggiata, ed è contrassegnata dal desiderio di esplorare la musica senza limitazioni: per questo riceve il riconoscimento dei musicologi europei, che nel 1994 gli assegnano – unico musicista italiano – il Premio Internazionale Accademia Chigiana. All’inizio degli anni ’90 data l’incontro con Luciano Berio, che offre a Lucchesini il debutto ai PROMS di Londra con il suo Concerto II Echoing curves per pianoforte e due gruppi strumentali, con la BBC Symphony Orchestra. Seguono concerti nei principali teatri del mondo, e infine la registrazione per BMG con la London Symphony Orchestra e Berio sul podio. La collaborazione con il compositore prosegue fino alla morte di Berio: accanto a lui Lucchesini vede nascere Sonata, che esegue in prima mondiale nel 2001 alla Tonhalle di Zurigo e in prima italiana all’Accademia Chigiana di Siena. L’omaggio alla memoria del grande compositore è l’incisione integrale delle opere pianistiche di Berio per AVIE Records. Accademico di Santa Cecilia dal 2008, Lucchesini assume nello stesso anno la direzione artistica della Scuola di Musica di Fiesole. Dal 2018 al 2021 dirige l’Accademia Filarmonica Romana che nel 2023 lo nomina Accademico. Dal 2022 è direttore artistico degli Amici della Musica di Firenze.
Francesco Romeo

















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