Manca ormai pochissimo e sarà in scena l’unica opera del ricchissimo programma dell’edizione 2026 del Festival dei Teatri di Pietra, fiore all’occhiello della Sicilia tutta. Domani, sabato 18 luglio, alle ore 21:00, il festival continua al Teatro Greco di Siracusa per una monumentale messa in scena di Nabucco di Giuseppe Verdi. Si tratta di un evento di portata storica
Manca ormai pochissimo e sarà in scena l’unica opera del ricchissimo programma dell’edizione 2026 del Festival dei Teatri di Pietra, fiore all’occhiello della Sicilia tutta.


Domani, sabato 18 luglio, alle ore 21:00, il festival continua al Teatro Greco di Siracusa per una monumentale messa in scena di Nabucco di Giuseppe Verdi. Si tratta di un evento di portata storica eccezionale: sarà l’unica opera lirica della stagione estiva 2026 nel tempio aretuseo, una straordinaria prima in tempi recenti eseguita da un cast stellare con il debutto del grande soprano Elena Mosuc nell’impervio ruolo di Abigaille, affiancata da Badral Chuluunbaatar, un potente e magnetico Nabucco; da Khurelbaatar Oyunchimeg, uno Zaccaria di straordinaria autorevolezza; da Enea Scala, intenso e appassionato Ismaele; e da Anna Pennisi, una Fenena di raffinata eleganza. Completano il cast Xue Jia (Anna), Pietro Di Paola (Abdallo) e Jiajian Lin (Il Grande Sacerdote di Belo), La direzione musicale è affidata all’autorevole bacchetta di Salvador Vázquez e la regia porta la firma di Salvo Dolce, conosciuto a livello internazionale per la sua capacità di far dialogare lo spazio monumentale e l’azione drammatica.
Propongo una regia lineare rispettosa del libretto e che desidera esaltare la magnifica partitura di Verdi. Come spesso accade nel mio modus operandi, proietto la narrazione verso l’universalità atemporale, liberando l’opera del “peso” di una determinata collocazione storica e arricchendola con suggestive coreografie.
Dal punto di vista scenico, il tutto ruota attorno a una grande porta specchiata sostenuta da massi di pietra in linea con l’antica saggezza dei luoghi che ospitano la rassegna, nel cui programma è presente “Nabucco” di Verdi. Lo specchio è infranto perchè l’opera ha iniziato con la frattura del Tempio di Salomone che poi si espande alla “rottura” del popolo babilonese tutto. È uno specchio che coadiuva l’immersione del pubblico che può rispecchiarsi e che vede riflessa la propria verità. Restituisce concettualmente l’immagine del momento storico attuale, costellato da guerre, alcune delle quali fratricide. Ma è anche una fonte di luce, luce che è speranza di un futuro migliore, di un futuro di pace , precisa Salvo Dolce.



Tale imponente allestimento illuminerà il Teatro Greco di Tindari il 4 agosto e trionferà il 7 agosto al Teatro Antico di Taormina.
Quindi non bisogna attendere oltre. Ancora qualche biglietto è disponibile. Assolutamente da non perdere!
Annunziato Gentiluomo















