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“Forza Venite Gente” entusiasma anche il pubblico astigiano

“Forza Venite Gente” entusiasma anche il pubblico astigiano

Si conclude oggi, 1 settembre, alle ore 21.00, presso il Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano, il tour estivo del celeberrimo musical Forza Venite Gente che abbiamo avuto il piacere di vedere al Teatro Alfieri di Asti ieri sera e che il prossimo anno compie ben 45 anni. Forza Venite Gente continua a emozionare e a entusiasmare: il

Si conclude oggi, 1 settembre, alle ore 21.00, presso il Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano, il tour estivo del celeberrimo musical Forza Venite Gente che abbiamo avuto il piacere di vedere al Teatro Alfieri di Asti ieri sera e che il prossimo anno compie ben 45 anni.

Forza Venite Gente continua a emozionare e a entusiasmare: il pubblico in sala ha, infatti, partecipato travolto dall’intensità drammaturgica della pièce musicale. Copiosi gli applausi e grande la partecipazione, oltre che per la messinscena, sicuramente all’altezza, per la forza, la poesia e la spiritualità della storia senza tempo di San Francesco d’Assisi, testimone del messaggio evangelico più puro, quello dell’amore universale, e di conseguentemente di pace, fratellanza e umanità.

La sceneggiatura, curata da Mario e Piero Castellacci (con la collaborazione di Renato Biagioli e Pietro Palumbo), mette al centro il dramma del padre di Francesco, un genitore che non aveva strumenti per capire quanto stava avvenendo nel profondo dell’erede, un padre che aveva fatto di tutto per poter garantire una vita agiata al suo amato rampollo. Non dorme, si dispera, denuncia pubblicamente il figliolo, appellandolo pazzo: non riesce a interagire e non comprende perché lo chiama fratello e non più babbo. Aspetto questo che ci mette di fronte al tema della diversità e della non accettazione da parte di alcune famiglie di tale status quo. Precisa e avvincente la ricostruzione della vita del frate, del candore della sua anima, di come avvicina a sé i suoi primi “amici”, di come si trasforma il rapporto con Chiara e di come è capace di resistere alla tentazione del diavolo. Stimolante la figura di trait d’union di Cenciosa che rappresenta il popolo che è colpito dalla figura del giovane, ma anche un ponte col padre di quello che, due anni dopo la morte, sarà proclamato santo. Azzeccatissima la scelta di tenere l’accento umbro che localizza la vicenda, offrendole autenticità.

Le musiche di Michele Paulicelli, Giampaolo Belardinelli e Giancarlo de Matteis (con la collaborazione di Achille Oliva, Aldo Tamborrelli e Carlo Giancamilli) sono quelle che hanno fatto sognare diverse generazioni: sempre belle, alcune incalzanti e altre intimiste.

La regia di Ariele Vincenti è assolutamente convincente. Cura magistralmente la gestione dello spazio, confrontandosi con chiarezza con la presenza delle magnifiche coreografie di Dalila Frassanito, ben eseguite dal corpo di ballo del musical; le interazioni tra gli attori e i movimenti delle scene firmate da Alessandro Chiti, e le caratterizzazioni dei vari personaggi. Assolutamente pertinenti i costumi di Daniele Gelsi mente la gestione delle luci segue con precisione la storia, dando profondità ai momenti più intimi e rotondità a quelli corali.

Passando al cast, un grande plauso va a Mauro Mandolini che veste con coscienza e sapienza il ruolo del Pietro di Bernardone: tratteggia tutte le sfumature della, sua malgrado, vittima di tutta la divina vicenda. Una minima facciale impressionante e una presenza scenica ipnotica.

Eccellente è stata la prova di Benedetta Iardella che interpreta magistralmente La Povertà. Non le servono effetti speciali, giacché la sua energia arriva e riempie. Inoltre è dotata di una vocalità luminosa e ben proiettata, e una tecnica solida: questi ingredienti le permettono di muoversi agilmente anche nel registro acuto.

Ottima la performance di Giulia Gallone che ha “naturalizzato” con maestria il ruolo de La Cenciosa, esprimendo un verve scenica imponente, un notevole controllo dell’emissione e una limpida e bella vocalità.

Michelangelo Nari segue con grande cura l’evoluzione di Frate Francesco. Soprattutto nel secondo tempo, la sua energia e la purezza del suo agire accarezzano il pubblico. Bella vocalità anche se spicca per espressività corporea e mimica facciale.

Francesco Boschiazzo veste i panni de Il Diavolo con intensità. Si muove bene sul palco, interagisce con destrezza con i suoi compagni di viaggio e si distingue per una buona vocalità.

Luca Bacci convince molto nel ruolo de Il Lupo. Plastico nel suo agire scenico, risulta totalmente nella parte, svettando per bellezza e per la potenza della sua voce, di cui ha un ottimo controllo.

Giulia Cecchini è apparsa sotto tono e fuori contesto. L’interpretazione di Santa Chiara è apparsa gessata e ripetitiva. Anche vocalmente non l’abbiamo trovata all’altezza del resto del cast.

Sarebbe bello goderlo con la musica dal vivo e con i cori eseguiti in presenza, giacché le registrazioni, a volte, “sporcavano” le esecuzioni dei solisti.

In sintesi un gran bello spettacolo. Due ore di nutrimento, con atmosfere di un vero e proprio Musical di immagine nord-europea. Un viaggio introspettivo e spirituale per molti con la giusta leggerezza, capace di includere proprio tutti e farli sognare.

Annunziato Gentiluomo

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