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Händel in concerto con il Messiah

Händel in concerto con il Messiah

L’ultimo appuntamento della stagione da camera, prima del nuovo anno, è dedicato a un capolavoro assoluto del repertorio barocco: il Messiah di Händel, previsto domenica 14 dicembre alle ore 20.30, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica.  L’esecuzione è affidata al Monteverdi Choir e agli English Baroque Soloists, due realtà musicali che da anni collaborano con successo. Ma con loro sul palco saranno presenti alcuni

L’ultimo appuntamento della stagione da camera, prima del nuovo anno, è dedicato a un capolavoro assoluto del repertorio barocco: il Messiah di Händel, previsto domenica 14 dicembre alle ore 20.30, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica.  
L’esecuzione è affidata al Monteverdi Choir e agli English Baroque Soloists, due realtà musicali che da anni collaborano con successo. Ma con loro sul palco saranno presenti alcuni solisti, tra i più apprezzati sul panorama internazionale: il soprano Ana Vieira Leite, il mezzosoprano Sarah Connolly, il tenore Andrew Staples e il basso William ThomasMaestro del coro è Jonathan Sells.

Il Monteverdi Choir è considerato uno dei migliori cori barocchi al mondo, apprezzato per la purezza del suono e la chiarezza della dizione. Anche gli English Baroque Soloists, nati nel 1978, sono celebri per l’uso di strumenti originali e per un approccio filologico che ha contribuito a ridefinire gli standard esecutivi della musica del Settecento.

Il Messiah nacque in appena tre settimane nel 1741, regalando fama imperitura al suo compositore, che da allora viene associato emblematicamente a questo oratorio. La composizione dell’opera andò incontro a diverse fasi di riscrittura: già durante le prove iniziò un lavoro di assestamento e riduzione di alcune parti, ampliamento di altre, trasporto di arie in voci diverse da quelle previste, cambiamento dell’orchestrazione, che fecero di Messiah una specie di opera aperta, continuamente rimessa a punto anche in seguito, negli anni delle sue riprese a Londra. A questo genere di interventi, d’altra parte, Messiah si prestava facilmente, dato che non segue il filo di una narrazione ma giustappone in sequenza una serie di singole immagini o riflessioni offerte alla meditazione.
Il risultato è un oratorio suddiviso in tre parti che raccontano rispettivamente l’avvento del Messia, la sua Passione e Morte e la Resurrezione. Celebre per il suo “Hallelujah”, è un’opera che ancora oggi emoziona per la solennità delle pagine corali, la varietà dei numeri solistici e la ricchezza dell’orchestrazione. Un appuntamento imperdibile che celebra la bellezza della musica sacra.

Fondatore dell’ensemble Les Talens Lyriques e clavicembalista di fama internazionale, Christophe Rousset è un direttore e musicista animato da una profonda passione per l’opera e per la riscoperta del patrimonio musicale europeo. Formatosi in clavicembalo alla Schola Cantorum di Parigi e poi al Conservatorio Reale dell’Aia, a soli 22 anni ha vinto il Concorso Internazionale di Bruges. Nel 1991 ha fondato Les Talens Lyriques, con cui da oltre trent’anni esplora i repertori barocco, classico e primo romantico – spesso riportando alla luce opere rare o dimenticate – esibendosi sui palcoscenici più prestigiosi del mondo. Nella stagione 2025/26, alla guida di Les Talens Lyriques, dirigerà Ifigenia in Tauride di Traetta, Orlando di Händel, Cadmus et Hermione di Lully, Ascanio in Alba e La clemenza di Tito di Mozart, e L’Opera Seria di Gassmann. Ha inciso su strumenti d’epoca integrali di riferimento delle opere per tastiera di Louis e François Couperin, Rameau, Scarlatti e J. S. Bach. Come direttore ospite, ha collaborato con il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, La Scala di Milano, il Teatro di San Carlo di Napoli, l’Opéra Royal de Wallonie, il Royal Opera House di Londra, l’Orquesta Nacional de España, la Hong Kong Philharmonic Orchestra, l’Orchestra of the Age of Enlightenment e, più recentemente, con il Monteverdi Choir & Orchestras, con cui ha avviato una collaborazione stabile. Studioso e autore, ha pubblicato edizioni critiche e monografie dedicate a Rameau (2007) e François Couperin (2016, Actes Sud). Il suo libro di interviste L’impression que l’instrument chante (2017) offre ulteriori riflessioni sulla sua visione interpretativa. Tra le sue recenti registrazioni figurano le Toccate complete di J. S. Bach (Aparté, 2024), Portraits de François Couperin (MarchVivo, 2025) e Cublai Can di Salieri (Aparté, 2025). In uscita anche A Baroque Christmas around M. A. Charpentier con il Monteverdi Choir & Orchestra (Soli Deo Gloria, 2025). È Chevalier de la Légion d’Honneur, Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres e Officier de l’Ordre National du Mérite, e nel 2024 ha ricevuto il prestigioso Premio Händel dalla Fondazione Händel-Haus e dalla Città di Halle.

Da oltre quarant’anni, gli English Baroque Soloists (EBS) sono tra gli ensemble su strumenti originali più innovativi al mondo. Il loro suono, caldo e incisivo, è immediatamente riconoscibile in repertori che spaziano da Monteverdi a Mozart. La stagione 2025 vede l’ensemble ampliare repertorio e collaborazioni: Mozart con Marc Minkowski, Bach con Masaaki Suzuki, Händel con Christophe Rousset. Insieme al Monteverdi Choir, gli EBS hanno inaugurato il Festival di Edimburgo 2025 con Sing to the Lord a New Song, una selezione di Purcell, Bach e Händel (Dixit Dominus), diretta da Jonathan Sells. Nel dicembre 2024 hanno portato in tournée un programma di musiche di Bach e Charpentier in sale come La Scala di Milano, la Alte Oper di Francoforte, la Elbphilharmonie di Amburgo e St Martin-in-the-Fields a Londra, diretti da Rousset. Il disco che ne è nato, per Soli Deo Gloria, è stato acclamato dalla critica. Fondati nel 1978 da John Eliot Gardiner, gli EBS hanno preso parte a produzioni operistiche di Händel, Purcell e Monteverdi, e sono celebri anche per il Bach Cantata Pilgrimage del 2000 e per la prima registrazione completa dei concerti per pianoforte di Mozart su strumenti d’epoca.

La missione del Monteverdi Choir & Orchestras (MCO) è di offrire interpretazioni storicamente ispirate che uniscano rigore, vitalità e intensità drammatica. MCO comprende tre ensemble di fama mondiale – il Monteverdi Choir, gli English Baroque Soloists e l’Orchestre Révolutionnaire et Romantique – protagonisti da oltre sessant’anni delle scene internazionali. Organizzazione benefica senza sovvenzioni pubbliche, MCO si sostiene grazie alla generosità dei suoi sostenitori, che rendono possibili progetti artistici ambiziosi, produzioni audiovisive di alta qualità e programmi di sviluppo.
Francesco Romeo

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