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I puritani, nuovo allestimento del Regio di Torino per il duo Rousseau-Lanzillotta

I puritani, nuovo allestimento del Regio di Torino per il duo Rousseau-Lanzillotta

Mercoledì 6 maggio alle ore 19.30 va in scena, presso il Teatro Regio di Torino, per sei recite fino al 17 maggio la nuova produzione del teatro torinese de I puritani, l’ultimo capolavoro di Vincenzo Bellini, la partitura più romantica tra le gemme del compositore siciliano, vertice assoluto del belcanto italiano. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio è Francesco Lanzillotta, grande interprete del suono belliniano, già

Mercoledì 6 maggio alle ore 19.30 va in scena, presso il Teatro Regio di Torino, per sei recite fino al 17 maggio la nuova produzione del teatro torinese de I puritani, l’ultimo capolavoro di Vincenzo Bellini, la partitura più romantica tra le gemme del compositore siciliano, vertice assoluto del belcanto italiano. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio è Francesco Lanzillotta, grande interprete del suono belliniano, già apprezzato nella Norma (oltre che nella Rondine di Puccini); il Coro è preparato da Gea Garatti Ansini.
In scena protagonisti fuoriclasse del calibro di John OsbornGilda FiumeNicola Ulivieri e Simone Del Savio, che assicurano un’esecuzione musicale di primo livello: agiranno nel nuovo allestimento firmato da Pierre-Emmanuel Rousseau, che torna al Regio per raccontare a modo suo la storia di Elvira e Arturo nel tempo sospeso della guerra civile inglese: un conflitto tra amore e dovere, tra fedeltà privata e responsabilità pubblica. Nel gesto di Arturo, che salva una regina condannata sacrificando la propria felicità, si consuma una frattura irreparabile; Elvira, smarrita, sprofonda nella follia, mentre il mondo attorno a lei si disgrega. Solo il ritorno, la verità e una grazia inattesa ricompongono l’ordine infranto.

Pierre-Emmanuel Rousseau porta a Torino una nuova creazione di cui firma regia, scene e costumi. Le luci della produzione sono Gilles Gentner, la coreografia è di Carlo d’AbramoAchille Jourdain è assistente alla regia e Guillemine Burin des Roziers è assistente alle scene.
Artista dalla forte impronta visiva, Rousseau propone una lettura elegante e intimista, sospesa tra neoclassicismo e romanticismo. Al centro della sua interpretazione si colloca la figura di Elvira, sola e smarrita in un mondo dominato dal conflitto: Una donna sola, Elvira, al centro di una guarnigione di soldati… La ragione vacilla. Ama perdutamente Arturo, il rivale politico. Si sente abbandonata, lotta contro le allucinazioni. I puritani è la storia di questa donna, preda della follia, racconta il regista. L’Anteprima Giovani dell’opera — dedicata al pubblico under 30 — è giovedì 30 aprile alle ore 19.30.

Ritornando ai solisti, il cast riunisce voci in grado di restituire la purezza e la vertiginosa difficoltà della scrittura belliniana: Gilda Fiume interpreta Elvira, tornando al Teatro Regio dopo La traviata del 2021 e Norma del 2022; nel ruolo di Arturo, cavaliere e partigiano degli Stuart, il grande tenore statunitense John Osborn, specialista del repertorio belcantistico e romantico e dalla straordinaria intensità espressiva, nuovamente al Regio dopo il trionfo personale in Hamlet (recentemente premiato con l’“Abbiati” per le scene e costumi) e in Fille du régiment. Accanto a loro, Nicola Ulivieri, tra i più autorevoli bassi della scuola italiana, che riprende Sir Giorgio Valton — lo stesso ruolo con cui aveva conquistato il pubblico torinese undici anni fa — protagonista sui principali palcoscenici internazionali, da Salisburgo a New York. Nel ruolo di Riccardo spicca il baritono Simone Del Savio, orgoglio della scuola di canto del Conservatorio di Torino, applaudito in tutto il mondo (al Regio in Don Pasquale e Turandot). Completano il cast: Andrea Pellegrini (Gualtiero), Chiara Tirotta (Dama di Villa Forte) e Saverio Fiore (Bruno).

Rispetto all’opera, composti nel 1834 su libretto di Carlo Pepoli (dal dramma storico Têtes rondes et Cavaliers di Jacques-François Ancelot e Joseph-Xavier Boniface “Saintine”) e rappresentati per la prima volta a Parigi nel 1835, I puritani rappresentano la quintessenza del linguaggio belliniano: una partitura di estrema raffinatezza, costruita su equilibri sottilissimi tra voce e orchestra, in cui tensione e abbandono, estasi e tormento si fondono in un canto di straordinaria purezza. La guerra civile inglese fa da sfondo al più classico dei triangoli amorosi: Elvira, figlia del governatore puritano, ama il cavaliere Arturo, sostenitore degli Stuart, suscitando la gelosia di Riccardo. Il giorno delle nozze, Arturo sceglie di salvare la regina Enrichetta di Francia, prigioniera dei puritani, fuggendo con lei e compromettendo il proprio destino. Convinta di essere stata tradita, Elvira sprofonda nella follia, mentre Arturo viene condannato a morte. Solo il loro ricongiungimento e l’amnistia proclamata dal vittorioso Cromwell scioglieranno il conflitto, restituendo ai due amanti la speranza e la felicità.

Uno spettacolo che, dati i nomi, si preannuncia veramente di livello con una direzione che sarà sicuramente superba… Da non perdere!
Francesca Lucà

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