728 x 90

La festa di Venere: desiderio, bellezza e rinascita

La festa di Venere: desiderio, bellezza e rinascita

Il 19 agosto, secondo l’antico calendario romano, si celebravano i Vinalia Rustica, una festa agricola dedicata alla vite e alla prosperità dei raccolti, nella quale anche Venere occupava un posto significativo. Non è dunque casuale che proprio il 19 agosto ricorresse il dies natalis del tempio di Venus Obsequens. Venere, infatti, non fu sempre soltanto

Il 19 agosto, secondo l’antico calendario romano, si celebravano i Vinalia Rustica, una festa agricola dedicata alla vite e alla prosperità dei raccolti, nella quale anche Venere occupava un posto significativo. Non è dunque casuale che proprio il 19 agosto ricorresse il dies natalis del tempio di Venus Obsequens.

Venere, infatti, non fu sempre soltanto la dea dell’eros e della seduzione. Nelle sue componenti più arcaiche era legata alla fertilità, alla vegetazione, alla prosperità e alla capacità generatrice della natura. Con il tempo, la tradizione romana e poi quella occidentale l’avrebbero trasformata nella grande figura dell’amore, del desiderio e della bellezza.
La vigna diventa così una splendida metafora della nostra esistenza: ciò che coltiviamo cresce.
Una relazione, un progetto, un talento, un sogno, ma anche la nostra autostima e il modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi.
E allora questa vigilia può diventare un’occasione per fermarsi e chiedersi: Che cosa sto coltivando nella mia vita? E che cosa, invece, è arrivato il momento di lasciare andare?

La Venere contemporanea non deve necessariamente essere interpretata come colei che “porta l’amore”. Potremmo leggerla come simbolo della capacità di riconoscere il proprio valore. Questo non significa narcisismo, ma sviluppare una relazione meno ostile con se stessi e attenzionarsi maggiormente. Ciò comprende quindi prendersi cura del corpo; vestirsi in un modo che ci rappresenta, mangiare con consapevolezza; ritagliarsi tempo; dire un no; dire un sì; chiedere affetto; lasciarsi desiderare; desiderare; e soprattutto comprendere che la sensualità non coincide necessariamente con la sessualità.
Può essere anche presenza. Essere presenti al proprio corpo, alla propria pelle, al proprio respiro, alla propria vita.
Quindi tale giornata venusiana potrebbe rappresentare l’occasione per chiedersi: Quanto mi sto amando? Quanto sono realmente presente a me stesso? Da che spazio mi sto muovendo?
Potrebbe essere l’occasione per scegliere una fragranza da associare a qualcosa di piacevole: rosa, gelsomino, lavanda, vaniglia oppure semplicemente il tuo profumo preferito. Indossala lentamente, non come gesto di seduzione nei confronti di qualcun altro, ma per riconoscere pienamente te stesso. Guardati allora allo specchio e prova a formulare una frase semplice: “Mi permetto di piacermi.”
In questo modo trasformi il gesto quotidiano del profumarti in un piccolo atto di presenza, entrando simbolicamente nell’immaginario venusiano della giornata

Di seguito un rituale per vivere simbolicamente questa ricorrenza.

Il 19 agosto, ritagliati dieci minuti in un luogo tranquillo. Accendi una candela, preferibilmente bianca o rosa, e accanto metti un fiore, meglio ancora una rosa, come simbolo di bellezza e apertura.
Prendi un foglio e scrivi tre cose: una persona o relazione che desideri nutrire; un progetto che vuoi far crescere; e una parte di te che vuoi imparare ad amare di più.
Poi scrivi una quarta frase: “Lascio andare ciò che non mi nutre più.”
Rimani qualche minuto in silenzio, respirando lentamente. Immagina ciò che hai scritto come un piccolo seme che affidi simbolicamente alla terra.
Infine pronuncia: “Coltivo ciò che amo, lascio andare ciò che mi appesantisce e apro spazio a ciò che vuole fiorire.”
Non è una formula magica: è un rito simbolico di intenzione, un modo per trasformare un desiderio interiore in una scelta consapevole.
E forse è proprio questo il messaggio più bello che Venere può consegnarci ancora oggi: l’amore non è soltanto qualcosa che riceviamo. È qualcosa che coltiviamo.
E ogni tanto, proprio come una vigna, anche noi abbiamo bisogno di essere potati, nutriti, lasciati riposare. Per poi tornare a fiorire.
Annunziato Gentiluomo

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos