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La Giornata Internazionale dell’Educazione…

La Giornata Internazionale dell’Educazione…

La Giornata Internazionale dell’Educazione, celebrata ogni anno il 24 gennaio, è una ricorrenza che nasce dall’impegno collettivo della comunità internazionale per riaffermare che l’educazione è un diritto umano fondamentale, un bene pubblico e una responsabilità collettiva e che soltanto attraverso l’istruzione si possono costruire società pacifiche, giuste e sostenibili. È stata istituita formalmente il 3

La Giornata Internazionale dell’Educazione, celebrata ogni anno il 24 gennaio, è una ricorrenza che nasce dall’impegno collettivo della comunità internazionale per riaffermare che l’educazione è un diritto umano fondamentale, un bene pubblico e una responsabilità collettiva e che soltanto attraverso l’istruzione si possono costruire società pacifiche, giuste e sostenibili. È stata istituita formalmente il 3 dicembre 2018 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con una risoluzione che ha proclamato questa data per onorare e promuovere il ruolo dell’educazione nello sviluppo globale, nella pace e nella coesione sociale. La prima celebrazione ufficiale si è svolta il 24 gennaio 2019 e da allora il mondo intero ricorda ogni anno questa giornata dedicata all’apprendimento come leva di trasformazione personale e collettiva.

La missione di questa giornata è profonda e multilivello: innanzitutto si tratta di riconoscere l’educazione come diritto umano universale, sancito dall’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che stabilisce l’accesso alla scuola primaria gratuita e obbligatoria per tutti, e dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia che chiede agli Stati di rendere l’istruzione superiore accessibile a tutti. L’educazione non è vista solo come trasmissione di conoscenze, ma come processo dinamico che sviluppa il pensiero critico, la cittadinanza attiva, la tolleranza, la capacità di innovare e di contribuire alla vita sociale.

In secondo luogo, la Giornata Internazionale dell’Educazione vuole stimolare l’azione politica e sociale su scala globale, mobilitando governi, organizzazioni internazionali, società civile, scuole e cittadini attorno alla necessità di rafforzare i sistemi educativi, rendere l’istruzione più inclusiva, equa e di qualità e garantire opportunità di apprendimento a vita per tutti. L’educazione è, infatti, al centro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare l’Obiettivo 4, che mira a garantire un’educazione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.

La Giornata Internazionale dell’Educazione serve anche a mettere in luce le grandi sfide che persistono nel mondo educativo: nonostante i progressi compiuti, centinaia di milioni di bambini, giovani e adulti restano esclusi dal sistema scolastico, con oltre 250 milioni di bambini e adolescenti fuori dalla scuola e circa 763 milioni di adulti analfabeti, soprattutto nei paesi a basso reddito. Queste barriere all’accesso all’istruzione sono spesso legate a povertà, disuguaglianze di genere, conflitti armati, povertà educativa e mancanza di risorse scolastiche adeguate. Rendere l’educazione accessibile e di qualità significa intervenire su queste disuguaglianze profonde, poiché l’istruzione è uno strumento potente per rompere il ciclo della povertà, promuovere l’uguaglianza di genere e costruire condizioni per uno sviluppo sostenibile.

La missione di questa giornata si declina in obiettivi concreti e strategici: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’istruzione; rafforzare la volontà politica di investire in sistemi educativi efficaci e resilienti; promuovere l’inclusione di gruppi vulnerabili come ragazze, bambini con disabilità e popolazioni marginalizzate; e favorire l’adozione di pratiche innovative e sostenibili nella didattica. L’educazione deve preparare le persone non solo a svolgere un lavoro, ma anche a essere cittadini informati, capaci di affrontare sfide locali e globali e di contribuire alla costruzione di comunità pacifiche e inclusive.

Pare doveroso citare le parole della Direttrice Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, l’educazione è la base su cui costruire società durature e pacifiche: quest’affermazione sottolinea come la conoscenza, la comprensione reciproca e il dialogo derivanti dall’educazione possano contribuire a ridurre conflitti, discriminazioni e intolleranza. Allo stesso modo, il messaggio dell’Organizzazione invita a considerare l’educazione come uno strumento che “trasforma vite”, non un mero obiettivo tecnico, ma un processo fondante dell’esperienza umana e sociale.

Per l’edizione 2026, il tema scelto dall’UNESCO è The power of youth in co-creating education (Il potere dei giovani nel co-progettare l’educazione), un invito a mettere al centro la partecipazione significativa dei giovani nella definizione e nella trasformazione dei sistemi educativi. Questo riconosce che i giovani, pur essendo i principali beneficiari dell’istruzione, possono e devono essere attori protagonisti nel modo in cui essa viene pensata e realizzata, soprattutto in un’epoca di rapide trasformazioni tecnologiche e sociali. L’UNESCO sta organizzando un evento ibrido il 23 gennaio 2026 presso la sua sede di Parigi, con eventi collegati in tutto il mondo. Tra le iniziative si segnala anche il LearningPlanet Festival, che si svolgerà dal 21 al 28 gennaio, e attività come manuali e pratiche per “dare voce” agli studenti e promuovere il loro impegno nei processi educativi.

In Italia, la Giornata Internazionale dell’Educazione è sempre occasione di iniziative, dibattiti e momenti pubblici promossi da scuole, università, istituzioni, organizzazioni della società civile e reti UNESCO italiane. Ad esempio, nel 2025 si sono svolti convegni e incontri dedicati a temi quali Imparare per una pace sostenibile, con contributi di accademici e rappresentanti istituzionali focalizzati sull’equità, l’inclusione e l’impatto delle tecnologie nell’educazione. Queste iniziative non solo celebrano l’istruzione, ma stimolano anche riflessioni critiche sui modi in cui comunità locali possono contribuire a realizzare un sistema educativo più giusto e inclusivo.

All’estero, oltre agli eventi ufficiali UNESCO, numerose organizzazioni internazionali, ONG, partenariati educativi e scuole organizzano attività di sensibilizzazione, workshop, campagne social e progetti didattici per evidenziare l’importanza dell’istruzione come strumento di pace e sviluppo sostenibile. Le iniziative spaziano da conferenze globali con responsabili politici e leader educativi, a programmi comunitari che coinvolgono studenti e famiglie nell’elaborazione di idee creative per migliorare l’apprendimento.

In definitiva, la Giornata Internazionale dell’Educazione del 24 gennaio non è solo una ricorrenza simbolica, ma un catalizzatore di azioni concrete e di valutazioni critiche sui progressi e le lacune presenti nei sistemi educativi, con l’obiettivo ultimo di garantire che ogni persona, ovunque nel mondo, abbia accesso a un’istruzione di qualità che permetta di realizzare pienamente il proprio potenziale e di contribuire a un futuro di pace, equità e sviluppo per tutti.

Desidero concludere ricordando che momenti di confronto e occasioni di riflessioni come la Giornata Internazionale dell’Educazione sono necessari a motivare anche i docenti rispetto al loro ruolo, cruciale per una società civile. Un insegnante motivato ha una freccia preziosa al suo arco, favorisce la motivazione dei suoi discenti. Quello del docente è il mestiere che è alla base di ogni altro lavoro: è una missione che non si esaurisce col proprio lavoro settimanale. Porti a casa i problemi, le fragilità, le incomprensioni e le frustrazioni che vivi. E per il resto del mondo l’insegnante è colui che ha tre mesi l’anno di vacanza assicurati. Nessuno sa cosa significhi vivere in trincea tutti i giorni, sentirti responsabile per ogni atto o parola, confrontarti per qualsiasi azione pedagogica tu voglia effettuare. In pochi possono immaginare la precarietà economica e il livello di quasi sopravvivenza in cui un professore si trova, dato lo stipendio da fame che ricevo, privo della quattordicesima e con scatti stipendiali ogni nove anni: ma le skills richieste aumentano di anno in anno, al pari della burocrazia invasiva. E quindi un docente deve essere pedagogista, psicologo, assistente sociale, burocrate, coach, e non solo insegnante ed educatore… Non per nulla è una delle tre professioni a rischio burn-out più alto.
E concludo citando alcuni aforismi che tanto sono evocativi. Secondo François Rabelais, Il bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere. Per Edgar Morin, È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena, e concludo con le parole di Edmondo de Amicis: Coraggio… piccolo soldato dell’immenso esercito. I tuoi libri sono le tue armi, la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la terra intera, e la vittoria è la civiltà umana.
Onorato di essere un maestro che stimola, proietta, appassiona, sostiene, valorizza e, come punto di riferimento per i suoi studenti, educa alla bellezza!
Annunziato Gentiluomo


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