Esiste una dimensione spirituale capace di comunicare con la realtà terrena? Sì: questa è la risposta e la ragion d’essere a fondamento della Medianità, ma ti sei mai fermato a riflettere sulla storia e sul significato della parola Medium? Su che cosa comporti esserlo, su cosa voglia dire farsi tramite del Mondo dello Spirito o
Esiste una dimensione spirituale capace di comunicare con la realtà terrena?
Sì: questa è la risposta e la ragion d’essere a fondamento della Medianità, ma ti sei mai fermato a riflettere sulla storia e sul significato della parola Medium? Su che cosa comporti esserlo, su cosa voglia dire farsi tramite del Mondo dello Spirito o cercare un contatto con l’Oltre nella vita di tutti i giorni?
L’essere umano è sempre stato attratto dal desiderio di trovare un significato alla sua esistenza attraverso il contatto con l’Aldilà e la Medianità si è sviluppata proprio per colmare questo bisogno: per sperimentare e stabilire un legame con i Trapassati, i Maestri e le altre figure spirituali.
Per approfondire questo discorso, affrontiamo insieme alcuni passi fondamentali della storia dello Spiritismo moderno, nato a metà del XIX secolo proprio con lo scopo di gettare un ponte tra la scienza e la fede, e per provare l’immortalità dell’anima attraverso il metodo sperimentale.
Tutto ha inizio a Hydesville, nello stato di New York, quando il caso delle sorelle Kate e Margaret Fox esplode nel 1848 diventando poi famoso come fenomeno medianico e religioso a livello mondiale. Le sorelle Fox sostenevano di riuscire a comunicare col Mondo dello Spirito grazie a dei colpi capaci di rispondere in modo pertinente alle domande poste durante le sedute spiritiche, fenomeno che, qualche anno dopo essere diventate famose, una delle due sorelle ha confessato essere prodotto dallo scrocchiare delle dita dei piedi. Questa confessione ha profondamente minato la loro credibilità agli occhi del pubblico, non cancellando però l’interesse per l’argomento che avevano portato all’attenzione del mondo, tanto da portare anche Allan Kardec ad approcciarsi all’argomento in modo empirico e strutturato.
Allan Kardec è lo pseudonimo scelto da Hippolyte Léon Denizard Rivail (1804 – 1869), figura di spicco nel mondo dell’istruzione a Parigi, discepolo del celebre pedagogista svizzero Pestalozzi e autore di numerosi trattati di aritmetica, grammatica e riforme educative. Inizialmente incuriosito, ma, come molti altri, scettico, Kardec si avvicina allo Spiritismo nel 1854 dopo aver sentito parlare dei tavoli rotanti e delle sorelle Fox. Via via, con l’aumentare del suo interesse per l’argomento e stimolato dal fatto di volerlo comprendere, come dicevamo, attraverso l’uso del metodo scientifico nella sua analisi, Kardec giunge alla conclusione che se c’è un effetto intelligente (cioè se si ottengono risposte sensate a domande complesse) allora deve esserci anche una causa intelligente da cui derivano le risposte date nelle sedute spiritiche. In altre parole, per deduzione logica, Allan Kardec definisce l’esistenza degli Spiriti e la loro capacità di interagire con la dimensione terrena grazie proprio alle risposte ottenute tramite il Medium che si fa canale tra i due mondi.
Per Kardec, il Medium è una persona dotata della facoltà naturale di fungere da intermediario tra il mondo fisico e quello spirituale: il ricercatore francese non tratta questa peculiarità umana come un potere soprannaturale, ma piuttosto come una predisposizione organica che quasi tutti possiedono, anche se in misura diversa.
Secondo Kardec, il lavoro che un buon Medium è chiamato a compiere per coltivare una connessione qualitativamente elevata nei suoi contatti è quello di interessarsi costantemente alla materia per comprendere i meccanismi del Mondo Spirituale. Oltre a questo, un buon Medium è anche designato a coltivare pensieri elevati, a dedicare tempo alla preghiera e ad applicare una analisi critica ai messaggi ricevuti nelle sedute per non accettare qualunque verità proveniente dal Monde dell’Oltre senza che prima la stessa sia stata passata al vaglio della ragione e della logica.
Nel coltivare quotidianamente la qualità delle proprie percezioni, la definizione di Medium data da Kardec lentamente si modifica arrivando a porre le basi negli anni al concetto di Spiritualità per come oggi viene intesa: una connessione quotidiana e profonda capace di avvenire in chiunque e in qualunque contesto della vita. Avvicinarsi alla Spiritualità, in altre parole, significa ricercare dentro di sé la connessione con qualcosa di più grande del singolo essere umano (che sia il divino, l’universo, la natura o la propria interiorità) passando dall’essere una paura degli dei nell’Antichità, a una sottomissione a Dio nel Medioevo, fino a diventare una scoperta del potenziale umano nei giorni nostri.
Lo scopo della Medianità nella Spiritualità non è quello di fare esperimenti o di cercare una spiegazione razionale all’esistenza della vita oltre la vita, ma piuttosto quello di trovare un quotidiano rapporto con la parte divina dell’essere umano. Il contatto con l’Oltre diventa quindi un rapporto intimo e diretto con la parte spirituale dell’esistenza e la Medianità è da intendersi come la capacità che ogni essere umano ha di ascoltare sé stesso e di ricercare dentro di sé e nella vita di tutti i giorni un contatto con la dimensione spirituale da cui sente di arrivare e dove sa che un giorno ritornerà. Nella Spiritualità, essere Medium significa anche accettare di farsi ponte tra la dimensione terrena e quella spirituale, essendolo prima di tutto per sé e solo successivamente per le altre persone.
Applicando il concetto di Spiritualità nella vita di tutti i giorni, l’esistenza diventa quindi una palestra, una scuola, un palcoscenico dove l’essere umano non è soltanto un corpo fisico chiamato a sopravvivere, ma prima di tutto un essere spirituale che ha scelto di incarnarsi in questa dimensione per fare esperienza: camminando su questo piano materiale e dicotomico, non è mai abbandonato dal Mondo dell’Oltre, presente e disposto a comunicare per essergli di aiuto e di sostegno.
Il Mondo dello Spirito, in conclusione, offre all’essere umano la capacità di farsi tramite di messaggi sottili destinati ad aiutare le altre persone e se stesso nelle prove di ogni giorno.


Che tu sia interessato all’aspetto fenomenologico oppure a quello della crescita personale, che tu sia alla ricerca di una guida, di un consiglio dall’alto o di risposte capaci di dare un senso a quello che a volte percepisci e che non arrivi a comprendere, sappi che la capacità di percepire la dimensione spirituale è un piccolo seme piantato nel cuore di ognuno di noi. Coltiva la tua Medianità ogni giorno e ne vedrai i frutti.
Clara Busto





















