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Michele Campanella con la JuniOrchestra di Santa Cecilia

Michele Campanella con la JuniOrchestra di Santa Cecilia

Questa sera, domenica 25 gennaio, le giovani e i giovani interpreti della JuniOrchestra di Santa Cecilia suoneranno assieme a un musicista d’eccezione: il solista di questo concerto sarà infatti Michele Campanella, noto pianista dalla lunga e fortunata carriera.L’appuntamento, previsto alle ore 16.30 in Sala Santa Cecilia, prevede un concerto rivolto al pubblico di ogni età, con musiche di Schubert, Weber e Liszt. Obiettivo

Questa sera, domenica 25 gennaio, le giovani e i giovani interpreti della JuniOrchestra di Santa Cecilia suoneranno assieme a un musicista d’eccezione: il solista di questo concerto sarà infatti Michele Campanella, noto pianista dalla lunga e fortunata carriera.
L’appuntamento, previsto alle ore 16.30 in Sala Santa Cecilia, prevede un concerto rivolto al pubblico di ogni età, con musiche di Schubert, Weber e Liszt.

Obiettivo dell’incontro è addentrarsi nella musica, scoprirne ogni aspetto, all’interno di un viaggio coinvolgente. Sono infatti previste anche brevi introduzioni che renderanno l’ascolto più consapevole e accessibile, per vivere un’esperienza unica tra semplicità, emozione e virtuosismo. Dirige la JuniOrchestra Simone Genuini.

Il concerto si apre nel segno di Franz Schubert con l’Ouverture di Die Zauberharfe (L’arpa magica), un titolo che porta con sé il fascino e il mistero del teatro romantico viennese. Un brano di grande suggestione orchestrale, capace di evocare mondi fiabeschi e atmosfere leggendarie pur nella brevità di una pagina sinfonica. Dal mondo incantato di Schubert, il programma prosegue con Carl Maria von Weber, compositore con una particolare predilezione per il teatro, al quale resta legata la sua fama di musicista romantico. Nel suo Konzertstück op. 79, la musica abbandona la pura astrazione per farsi racconto, quasi un piccolo dramma messo in scena dal pianoforte e dall’orchestra. Infine, l’atmosfera muta radicalmente con Totentanz di Franz Liszt, una delle pagine più cupe e suggestive della letteratura per pianoforte e orchestra. Liszt ci trascina in una danza macabra che affonda le radici nel Medioevo e nel misticismo gotico.

Il solista Campanella si presenta: «sono napoletano di spirito, di famiglia, di scuola. Tendo al pessimismo ma mi salva l’autoironia. Già a cinque anni cercavo la Musica, improvvisavo da autodidatta, poi ebbi la straordinaria fortuna di incontrare un grande maestro; concluso il liceo classico, ho incominciato a fare sul serio: ho partecipato a un solo concorso pianistico internazionale e l’ho vinto. Per cinquant’anni ho cercato il Suono e ancora sono per strada. Ho molti autori “preferiti” eppure mi definiscono “specialista” di Franz Liszt. Non amo questa etichetta, naturalmente, ma stimo altamente l’uomo. Ecco una sua sentenza che potrei prendere in prestito: “Tutto quello che si può fare è camminare diritto in tutta semplicità senza tanto spiegare agli altri il come e il perché…”. Nella mia vita ho incontrato persone meravigliose, non necessariamente musicisti. Vivo in Italia nonostante numerose controindicazioni me lo sconsiglierebbero. Insegno musica al pianoforte da quando avevo 37 anni, perché credo sia possibile farlo seriamente. Non mi chiamate pianista, preferisco il termine “musicista”: con il primo si pensa alle mani, con il secondo al cuore e al cervello. La cosa più bella che possa capitarmi è incontrare persone che ricordano un mio concerto di 40 anni fa: qualcosa è rimasto, dunque. Non intendo considerare la mia carriera terminata, credo invece che il meglio debba ancora arrivare e lavoro affinché ciò avvenga. Oltre alla musica mi bastano pochissime cose: la mia famiglia, la lettura di tanti libri, le belle arti, le passeggiate nei boschi. Sono un discreto micologo e non ho mai avvelenato nessuno con i funghi. Ho dovuto arrendermi al computer, ma non possiedo un tablet»

La JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è la prima orchestra giovanile creata nell’ambito delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane. In vent’anni è diventata una delle compagini giovanili più interessanti nel panorama italiano. L’orchestra è stata diretta, tra gli altri, da Antonio Pappano, Mario Brunello, Steven Mercurio, Yoel Levi, Fabio Biondi, Salvatore Accardo, Giovanni Sollima, Nicola Piovani e Stefano Bollani. Insignita di prestigiosi premi, quali il Premio Anima, il Praemium Imperiale e il Premio Internazionale Guido d’Arezzo, la JuniOrchestra ha suonato anche alla presenza del Presidente della Repubblica.

Simone Genuini è direttore, dalla sua fondazione, della JuniOrchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, alla guida della quale ha diretto più di trecento concerti e ha vinto, nel 2013, il Praemium Imperiale delle Arti per la sezione giovani. Con la JuniOrchestra si è esibito, tra l’altro, per il Ravello Festival, per la Stagione dell’Orchestra da Camera di Mantova, più volte alla Camera dei Deputati, per la RAI, collaborando con numerosi solisti. È stato direttore ospite dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Bucarest, dei Solisti del Teatro dell’Opera di Roma, dell’Orchestra della Toscana e di molte altre. Attualmente è docente di Esercitazioni orchestrali al Conservatorio “Licinio Refice”.
Francesco Romeo

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