Voglio vederti danzare… chi non ricorda i dervisci rotanti che Franco Battiato evoca in una delle sue più celebri canzoni? Quest’anno – l’anno in cui il cantautore avrebbe festeggiato ottant’anni – i dervisci danzano appunto Ravenna. Difatti, sabato 27 dicembre, alle 21.00, al Teatro di tradizione Dante Alighieri, sito in via Angelo Mariani, 2, sono
Voglio vederti danzare… chi non ricorda i dervisci rotanti che Franco Battiato evoca in una delle sue più celebri canzoni?
Quest’anno – l’anno in cui il cantautore avrebbe festeggiato ottant’anni – i dervisci danzano appunto Ravenna. Difatti, sabato 27 dicembre, alle 21.00, al Teatro di tradizione Dante Alighieri, sito in via Angelo Mariani, 2, sono in scena i Dervisci Rotanti di Istanbul e il Mevlana Ensemble di Süleyman Erguner, il gruppo che collaborava stabilmente con Battiato e con cui il Maestro si è esibito in uno dei suoi ultimi concerti nella città turca.
Quella dei dervisci è una danza-cerimonia antichissima che l’Unesco ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità, un movimento mistico fatto di vorticose giravolte al suono ipnotico di flauti e tamburi per simboleggiare il moto degli astri.
Con dodici performer sul palcoscenico tra musicisti e danzatori, l’appuntamento con l’ensemble turco è un omaggio a Battiato che ne celebra la capacità di mettere in dialogo, attraverso la sua musica, culture e mondi sonori apparentemente distanti.

Il nome dell’ensemble di Süleyman Erguner si deve alla leggendaria storia di Mevlâna, ovvero Jalāl al-Dīn Moḥammad Rūmī che fu leader dei dervisci rotanti dell’ordine Mevlevi e le cui spoglie si conservano nel mausoleo di Konya, vero tempio del sufismo. Una filosofia di vita, il sufismo, all’insegna del superamento delle distinzioni di etnia, religione o lingua a favore della meditazione e della fratellanza. Lo stesso Erguner non è un monaco, ma un professore di musica che insegna ad allievi in tutto il mondo la pratica del ney, il tradizionale flauto della musica colta in molte zone del Medioriente, dalla Persia alla Turchia. Il rituale danzato dei dervisci ha il nome di samā, un percorso di ascesa spirituale attraverso la contemplazione di quanto è “perfetto”: girando su se stessi, i dervisci desiderano oltrepassare il mondo e ascendere verso l’amore. Battiato era tanto affascinato da questa pratica che realizzò alcuni quadri dedicati a loro, oggi conservati nella sua casa di Milo.

D’altronde l’album L’arca di Noè che uscì nel dicembre 1982 (sarebbe diventato il disco più venduto dell’anno seguente, secondo solo a Thriller di Michael Jackson) segnò una svolta nel percorso di Battiato: non più solo canzone d’autore o sperimentazioni elettroniche, ma una musica che mescolava suggestioni colte, spirituali e globali. Proprio come Voglio vederti danzare che, col suo ritmo elettronico slanciato e l’improvviso passaggio a un valzer viennese, costruiva un ponte sonoro tra Occidente e Oriente, tra modernità urbana e riti ancestrali, tra pop e sacro. Sorprendentemente per un brano così atipico, è diventato uno dei più noti di Battiato, capace di “abitare” nelle orecchie di generazioni di ascoltatori.
Il costo dei biglietti va da 20 a 30 euro e per info e prevendite chiamare lo 0544 249244 o consultare il sito del teatro www.teatroalighieri.org.
Sono dovuti gli omaggi a un maestro, un grande riferimento per quella musica colta e per quel codice universale, capace di portare messaggi dritti al cuore…
Francesco Romeo















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