Il Teatro Rendano di Cosenza ospiterà, domani, sabato 20 dicembre, alle ore 20:30, e, in replica, domenica 21 dicembre, alle ore 18:00, l’allestimento di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Rappresentata per la prima volta al Teatro dal Verme di Milano nel 1892 con la direzione d’orchestra di un giovane e ancora poco noto Arturo Toscanini, l’opera
Il Teatro Rendano di Cosenza ospiterà, domani, sabato 20 dicembre, alle ore 20:30, e, in replica, domenica 21 dicembre, alle ore 18:00, l’allestimento di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Rappresentata per la prima volta al Teatro dal Verme di Milano nel 1892 con la direzione d’orchestra di un giovane e ancora poco noto Arturo Toscanini, l’opera è un caposaldo del repertorio verista, ispirata ad un fatto di sangue realmente accaduto a Montalto Uffugo dove Leoncavallo visse qualche anno della sua infanzia. Si tratta di una nuova sfida, considerando che il finale dell’opera tratta il drammatico tema del femminicidio, collocandosi appieno nel forte e ampio dibattito di oggi.
Pagliacci è stata programmata dal direttore artistico della stagione del Rendano, Chiara Giordano, proprio per la coerenza con il macro tema della programmazione generale triennale che la stessa ha progettato, ovvero la relazione femminile-maschile nelle dinamiche individuali e sociali, in una visione, quest’anno, dal punto di vista femminile, in una accezione popolana e popolare.
E’ un’opera – sottolinea Chiara Giordano – che ci appartiene profondamente in termini territoriali, ma è comunque fondamentale nel repertorio operistico italiano. Conoscerla in maniera più approfondita rappresenta un’occasione culturale importante, così come altrettanto fondamentale è la sua forte contemporaneità, in quanto un tema così attuale come il femminicidio costituisce un fenomeno da affrontare in ogni sede, anche quella artistica. Nedda, la protagonista di “Pagliacci” – aggiunge Chiara Giordano – potrebbe essere certamente una donna del nostro tempo. Rispetto a “Carmen” – prosegue Giordano – “Pagliacci” ha una visione più essenziale e pulita della scena, puntando sull’universalità dei profili psicologici in campo e sulla loro capacità di rappresentare dei topoi in ogni tempo, quindi ancora oggi del tutto contemporanei.
La regia dell’allestimento di Pagliacci per il Teatro Rendano è di Gianmaria Aliverta, uno dei registi italiani di nuova generazione più interessanti e con un’importante carriera in corso. Di grande valore anche il cast, in cui spiccano voci straordinarie come quella del soprano Serena Gamberoni (Nedda/Colombina) la cui carriera l’ha condotta dal Carlo Felice di Genova fino ai palcoscenici più prestigiosi al mondo (Teatro alla Scala, Covent Garden, Royal Opera House, Maggio musicale fiorentino, Opera di Roma, Arena di Verona, New National Theatre di Tokyo, e tanti altri ancora). Interprete raffinata di ruoli mozartiani, ma anche diretta da maestri del calibro di Riccardo Muti, Jeffrey Tate, Myung-Whun Chung e Antonio Pappano. All’attività artistica la cantante affianca anche un forte impegno nella formazione, guidando l’Accademia del Teatro Carlo Felice e il programma Global Lab della Andrea Bocelli Foundation. Dopo aver interpretato Nedda anche in un progetto cinematografico patrocinato dalla Rai, la Gamberoni torna ora a dare vita a questo personaggio complesso e appassionato sul palco del Teatro Rendano. Nei panni di Canio/Pagliaccio gli spettatori del Rendano potranno apprezzare il tenore venezuelano Aquiles Machado. Anche in questo caso, siamo di fronte ad una voce potente, dotata di particolare carisma scenico, con una carriera che lo ha portato sui palcoscenici più prestigiosi al mondo. Uno dei grandi tenori della scena lirica internazionale, Machado si è distinto come interprete verdiano, vincendo anche premi molto prestigiosi. Vanta significative collaborazioni con prestigiosissimi direttori d’orchestra come Riccardo Chailly, Daniel Barenboim, Riccardo Muti, Zubin Metha e Gustavo Dudamel.


Completano il cast di Pagliacci, Marcello Rosiello (Tonio/Taddeo), Stefano Colucci (Beppe/Arlecchino), Andrea Piazza (Silvio), Emanuele Collufio, Fabio Napoletani e Moustafa Mohamed Gaber. L’Orchestra Sinfonica Brutia, sempre più proiettata a raccogliere consensi, sarà diretta da Giancarlo Rizzi, già molto apprezzato alla sua guida in altre occasioni.
Il Coro lirico Siciliano sarà diretto da Francesco Costa che si è distinto, con felici esiti, nelle ultime opere del Rendano, cui si aggiunge il Piccolo Coro di voci bianche dello stesso Rendano, diretto da Maria Carmela Ranieri.
Completano il quadro, i danzatori della Compagnia Create Danza per le coreografie di Filippo Stabile, le scene di Francesca Donati, i costumi di Matteo Corsi e il Light designer Andrea Rizzitelli.
Biglietti ancora disponibili da In PrimaFila, ma anche on line sul circuito Ticket one.
Un allestimento che si preannuncia decisamente interessante.
Francesco Romeo

















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