Il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano presenta The Four Turandot – T4T, un progetto internazionale di perfezionamento artistico che tra febbraio e aprile 2026 porterà alla realizzazione di quattro allestimenti multimediali di Turandot in quattro diversi Paesi. Avviato nel 2024, nel centenario della morte di Giacomo Puccini, il progetto si conclude quest’anno nel centenario della prima rappresentazione dell’opera.L’iniziativa ha vinto
Il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano presenta The Four Turandot – T4T, un progetto internazionale di perfezionamento artistico che tra febbraio e aprile 2026 porterà alla realizzazione di quattro allestimenti multimediali di Turandot in quattro diversi Paesi. Avviato nel 2024, nel centenario della morte di Giacomo Puccini, il progetto si conclude quest’anno nel centenario della prima rappresentazione dell’opera.
L’iniziativa ha vinto un bando del Ministero dell’Università e della Ricerca, è finanziata dal PNRR con fondi europei NextGenerationEU ed è realizzata in collaborazione con il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze, il Conservatorio “Vecchi Tonelli” di Modena e Carpi, il Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza, il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, il Politecnico delle Arti di Bergamo, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e l’Università degli Studi di Milano.
La tappa milanese rappresenta il cuore simbolico del progetto: proprio a Milano, infatti, si svolse la prima assoluta di Turandot diretta da Arturo Toscanini e proprio al Conservatorio “Giuseppe Verdi” si formò il giovane Giacomo Puccini.
Questa produzione si distingue inoltre per la scelta musicale di eseguire il finale di Luciano Berio, a differenza delle altre versioni presentate nelle sedi internazionali del progetto.

Samuele Chino dirigerà la recita del 28 febbraio, alle 19.00 sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro dell’Opera di Parma.
«Turandot è una di quelle opere che mi accompagnano fin dall’infanzia – racconta Samuele Chino – l’ho ascoltata, studiata, interiorizzata, sognando un giorno di dirigerla e offrirne una mia lettura. Quel giorno è arrivato: il 28 febbraio debutterò con l’Orchestra Filarmonica Italiana e il Coro dell’Opera di Parma. In questo centenario, dirigere Turandot nella città in cui Toscanini ne celebrò il battesimo musicale e nel Conservatorio dove studiò Puccini ha per me un valore simbolico fortissimo. La mia idea di teatro musicale nasce da una tradizione interpretativa di rigore e analisi del dramma: l’opera è suono che dà voce alle parole e parole che diventano melodia e sentimento.»
La selezione e il debutto in questo contesto internazionale segnano un passaggio di rilievo nel percorso artistico del direttore, inserendolo tra le giovani bacchette emergenti coinvolte in una delle iniziative più innovative dedicate all’opera pucciniana.
Francesco Romeo














