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Un vivace e ben costruito “Caravaggio – A Rebel Rock Musical”

Un vivace e ben costruito “Caravaggio – A Rebel Rock Musical”

Ieri, 20 febbraio, al Teatro Alessandrino di Alessandria, abbiamo assistito a un musical viva e ben costruito. Caravaggio – A Rebel Rock Musical, prodotto dalla Golden Ticket Compan, non ha deluso le nostre aspettative. Nonostante i problemi di audio, probabilmente dovuti ai limiti della struttura o al mal funzionamento degli apparecchi della produzione, lo spettacolo è fluito naturalmente,

Ieri, 20 febbraio, al Teatro Alessandrino di Alessandria, abbiamo assistito a un musical viva e ben costruito. Caravaggio – A Rebel Rock Musical, prodotto dalla Golden Ticket Compan, non ha deluso le nostre aspettative. Nonostante i problemi di audio, probabilmente dovuti ai limiti della struttura o al mal funzionamento degli apparecchi della produzione, lo spettacolo è fluito naturalmente, sostenuto dal piacevole consenso del pubblico che si è fatto sentire con copiosi applausi. Ciò che colpisce dello spettacolo sono principalmente i testi di Fulvio Crivello e Fabrizio Rizzolo. Tanto il libretto quanto le liriche sono intrise di potenti suggestioni. Viene tratteggiata, con cura, pertinenza e dovizia di particolari, aderenti alla realtà storica, la figura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi, detto “il Caravaggio”, che sfida la Roma Papalina del ‘600, covo di intrighi, contrasti, gelosie, segreti inconfessabili. Un artista imprevedibile e istintivo, con un carattere che crea scompiglio tanto fra i suoi nemici quanto tra i suoi protettori. Il Potere non può far altro che tremare davanti ad un uomo che rifiuta le rappresentazioni false, che non accetta compromessi o soprusi, che dipinge i poveri nei panni dei Santi e le prostitute nelle vesti della Vergine Maria. Il potere vacilla davanti al suo sbandierare una verità scomoda e autentica allo stesso tempo: C’è più Dio in terra di quanto ce ne sia in cielo.

La regia, firmata dagli stessi Crivello e Rizzolo, segue la narrazione, evocando l’evoluzione circolare, intrecciando con intelligenza le scelte stilistiche di Caravaggio con la sua speculazione filosofica e politica; evidenziando tutti i momenti scenici con sagacia e precisione; caratterizzando in modo maniacale i personaggi nelle loro luci e nelle loro ombre; curando la gestione degli spazi e organizzandoli per evocare, con gusto, le tele del grande artista. Tra tutte ci colpisce la Morte della Vergine, un ritratto crudo ispirato dal cadavere dell’amica Anna (Annuccia) Bianchini, una prostituta fatta annegare nel Tevere: Maria è rappresentata non come una figura divina trasfigurata, ma come donna del popolo, giovane e morta, colpita da un dolore realistico, il cui corpo, vestito solo di una tunica rossa, giaceva disteso su una panca. In quel modo rendeva la sua amica, con l’unica colpa di essere rimasta incinta di un potente, immortale. Molto ben realizzato il duello fra Michelangelo e Ranuccio Tomassoni che si conclude con la morte di quest’ultimo per dissanguamento, fatto che decreta la pena di morte per il pittore. Simbolico il doppio livello della monumentale struttura scenica, quasi a evidenziare la separazione di una politica e di una religione totalmente separati dal popolo e dai loro bisogni: solo all’artista è permesso di convertirsi nel trait d’union tra i due mondi.

Funzionali risultano i movimenti coreografici affidati all’estro di Fabio Liberti mentre intense risultano le musiche, incalzanti in particolare quelle del secondo tempo, frutto della collaborazione di Rizzolo con il maestro Sandro Cuccuini. Di pregio il Sound Engineering curato da Fabrizio Argiolas come anche la direzione musicale di Tony De Gruttola, accompagnato negli arrangiamenti da Daniel Bestonzo. Il concept ricavato dalla sinergia di tutti è uno stile musicale Rock incisivo e allo stesso tempo melodico, indissolubilmente legato alla tradizione del Musical Theater e assolutamente pertinente per la valorizzazione della storia.

Quindi un CARAVAGGIO in chiave di musical rock veramente ben costruito, ottenuto dal lavoro di valide maestranze. La musica dal vivo poi è il cameo dello spettacolo. La rock band è composta, oltre che dagli stessi De Gruttola e Bestonzo, anche da Ciro Iavarone, Angelo Viviani ed Enzo Vince” Degioia ha dato prova di grande valore e precisione.

Qualche limite però lo si trova nelle interpretazioni canore, in particolare nella qualità di alcune voci e soprattutto nelle parti corali, a nostro avviso, poco incisive.
Convincente la performance di Jacopo Siccardi nei panni di Caravaggio. Riesce a restituire l’irruenza, l’aderenza alla giustizia, la fierezza dell’artista con grande naturalezza, come se quelle caratteristiche gli si fossero disegnate addosso. Eccellente espressività, grande destrezza scenica e bello il colore della voce: peccato che non sia stato sempre preciso nel registro acuto. Marianna Bonansone, probabilmente la più bella voce della serata, interpreta in modo credibile tutte le sfaccettature del ruolo di Lena Antognetti. Sono palpabili la sua veracità, il suo amore verso Michelangelo che difende costantemente, il suo desiderio di proteggere il figlio e garantirgli un futuro migliore del suo, la sua voglia di cambiare. Luminosa e ben proiettata la sua vocalità sopranile. Abbiamo molto apprezzato la grande presenza scenica e l’arte declamataria di Fabrizio Rizzolo che veste, con grazia e attenzione, il personaggio di Don Fernando: il performer è dotato di una vocalità luminosa e di una buona tecnica, anche se non sempre risulta preciso nel sostenere le note. Sebastiano Di Bella (Giovanni Baglione) non si distingue per bellezza del timbro vocale, anche se dal punto di vista scenico funziona: il suo piglio è chiaro. Buona nel complesso la prova di Isabella Tabarini (Annuccia Bianchini), con tinte malinconiche e nostalgiche, mentre a tratti monotona appare la performance di Giorgio Menicacci (Cardinale Del Monte), che anche vocalmente non sfoggia grandi doti.

Molto valida l’interpretazione di Costanza Colonna Sforza, resa con devozione da Susi Amerio: sempre composta, pertinente in ogni suo gesto e sempre precisa nell’esecuzione dei suoi brani. Ci colpisce Nicolas Franzin che veste i panni di Ranuccio Tomassoni, con convinzione e determinazione: luminoso il suo incedere, molto espressivo il suo stare sul palco, piacevole vocalità ben proiettata. Buone anche la prova di Emanuele Franco (Notaio Pasqualone), Diana Bragadin (Laura Della Vecchia) e Lorenzo Neri (Boia) che offrono il loro contributo alla riuscita dello spettacolo.

In sintesi, dunque, consigliamo la visione di CARAVAGGIO, A REBEL ROCK MUSICAL che non è solo il resoconto dei momenti più importanti della vita e della misteriosa fine del pittore, ma è uno spettacolo travolgente e incalzante, ben realizzato scenicamente, che celebra l’eredità inestimabile contenuta nei dipinti di Caravaggio, la sua Arte, ma soprattutto la sua continua ricerca della Luce e di Dio.
Annunziato Gentiluomo

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