Conosci Santa Teresa d’Avila e il suo “Castello interiore”? Suora dell’Ordine delle Carmelitane, Teresa (1515 – 1582) è stata non solo una mistica, ma soprattutto una donna d’azione e dal carattere d’acciaio che ha saputo diventare una delle psicologhe dell’anima più acute della storia. A Santa Teresa viene anche riconosciuto il merito di una comunicazione
Conosci Santa Teresa d’Avila e il suo “Castello interiore”?
Suora dell’Ordine delle Carmelitane, Teresa (1515 – 1582) è stata non solo una mistica, ma soprattutto una donna d’azione e dal carattere d’acciaio che ha saputo diventare una delle psicologhe dell’anima più acute della storia. A Santa Teresa viene anche riconosciuto il merito di una comunicazione diretta e spesso ironica, arrivare al cuore della gente comune e non soltanto a quello delle alte sfere ecclesiastiche, a dimostrazione di quanto per lei la connessione con Dio fosse una questione di crescita individuale al di là delle classi sociali e delle convenzioni.
Ne “Il castello interiore”, considerato tra le vette più alte e prestigiose della letteratura mistica mondiale, Santa Teresa d’Avila paragona l’anima umana a un edificio fatto di un solo diamante e suddiviso in sette stanze.
Per raggiungere la stanza centrale dove dimora Dio, l’anima deve decidere di entrare nel castello accettando di distaccarsi dalle distrazioni terrene grazie alla preghiera e alla meditazione.
Soltanto con un esercizio costante e attento, l’essere umano sviluppa un rapporto consapevole con Dio grazie al quale l’anima ha la possibilità di tornare a comprendere la sua vera natura, il motivo del suo viaggio terreno e la sua intima e personale appartenenza al mondo spirituale.
Una volta varcata la porta d’ingresso del castello, Teresa racconta il proseguimento del viaggio che l’anima fa attraverso le sette stanze per raggiungere la comunione con Dio e la dimensione spirituale.
Le prime tre stanze del castello sono dedicate alla via purgativa dell’anima umana che è desiderosa di trovare il centro della dimora, ma che allo stesso tempo si rende conto di quanto sia facile perdere la concentrazione e cadere nelle distrazioni di ogni giorno. Con impegno e costanza, l’anima cerca di ascoltare la chiamata di Dio nonostante le sue lotte interiori e soprattutto mantenendo l’umiltà di chi si sente una piccola briciola di luce rispetto alla grandezza del Creato.
La quarta stanza rappresenta la vera svolta e, per certi versi, il passaggio consapevole e costante fatto dall’anima verso l’area centrale del castello. Arrivata a questo punto e consolidata la forza della ricerca interiore, l’anima si sente connessa al punto da abbandonare lo sforzo umano fatto di preghiera. Presa coscienza del suo stretto legame con Dio, da questa stanza e fino alla settima che è quella centrale e ultima, l’anima perde sempre di più l’interesse per gli aspetti futili e transitori della vita terrena ritrovando e stringendo in modo indissolubile il suo legame con il Cielo.
La settima stanza è la meta finale del viaggio spirituale all’interno del Castello. Qui l’anima raggiunge una pace profonda e costante in comunione con Dio, cancellando ogni distinzione fra ciò che appartiene alla vita quotidiana e ciò che invece riporta alla dimensione spirituale. Tutto è Dio, tutto è Spirito: anche la vita terrena. Questa è l’attualissima verità descritta da Santa Teresa d’Avila e questa è la via della spiritualità per come anche oggi viene intesa.
Anche noi, quindi – in questo tempo fatto di frenesia e materialismo dove pare che soltanto ciò che si tocca abbia un valore – possiamo tendere alla settima stanza del nostro castello interiore?
SI, perché per dirla come risponderebbe Teresa con il suo linguaggio semplice: “Non siamo vuoti dentro”. Occorre cercare dentro di noi, certo. Occorre pregare e ascoltarsi davvero, ma Dio è nel nostro cuore in ogni passo, anche se spesso ce lo dimentichiamo.
Nel cuore di ognuno di noi esiste la fiammella di Dio che, con la sua presenza, rinnova il nostro legame con il Mondo dello Spirito e allo stesso tempo ci ricorda la nostra provenienza e la dimensione a cui apparteniamo.
Ci sono momenti della vita che ci distraggono e ci fanno perdere la connessione con Dio. Spesso accade quando gli impegni, le preoccupazioni, i pensieri, le emozioni e mille altre illusioni prendono il sopravvento e ci distraggono dalla nostra parte spirituale.
Quando siamo nella difficoltà può sembrare complicato mantenere l’attenzione ferma sulla preghiera e la meditazione, ma questa è la strada per imparare dalle prove che la vita ci presenta e io ti auguro di riuscire a percepire la presenza di Dio in te quando ti sentirai spaesato e solo. Nessuno di noi lo è mai davvero e nessuno è soltanto materia. Il cuore ci ricorda che la vita è un cammino dove spiritualità e dimensione terrena possono viaggiare in equilibrio e armonia: ascolta il tuo cuore ogni giorno e troverai il tuo castello interiore.
La Medianità è come un muscolo che ha bisogno di un costante esercizio di ascolto, connessione e appartenenza: curala ogni giorno e lei fiorirà.
Clara


















