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“Il suono dell’alba”… quando la musica incontra il mare

“Il suono dell’alba”… quando la musica incontra il mare

Si è appena consumata la quinta edizione de Il suono dell’alba, l’appuntamento che ogni anno affida alla musica il compito di accompagnare uno dei momenti più suggestivi della giornata: il passaggio dalla notte alla luce. Sulla spiaggia di Locri, sul lungomare lato nord, nell’area pescatori, pochi minuti dopo le 5:30, il pubblico ha assistito a

Si è appena consumata la quinta edizione de Il suono dell’alba, l’appuntamento che ogni anno affida alla musica il compito di accompagnare uno dei momenti più suggestivi della giornata: il passaggio dalla notte alla luce. Sulla spiaggia di Locri, sul lungomare lato nord, nell’area pescatori, pochi minuti dopo le 5:30, il pubblico ha assistito a un concerto nel quale paesaggio e musica sono sembrati fondersi in un’unica, irripetibile esperienza.
Protagonisti d’eccezione sono stati il Maestro Gianluca Marcianò, alla guida della Senocrito Orchestra Festival, e la violinista internazionale Elly Suh, due interpreti capaci di dare all’appuntamento una precisa identità musicale e, soprattutto, una notevole intensità emotiva.

Il programma, costruito con intelligenza, ha proposto un repertorio classico assolutamente accessibile, senza rinunciare alla complessità e al virtuosismo: l’Intermezzo dalla Cavalleria rusticana di Mascagni, la Méditation di Massenet, Oblivion e Fuga y misterio di Piazzolla, fino alle Quattro Stagioni di Vivaldi. Un percorso vario, capace di alternare il lirismo alla tensione ritmica, l’abbandono melodico alla brillantezza virtuosistica.
Su tutto, però, hanno spiccato i due protagonisti.

Gianluca Marcianò ha offerto una direzione autorevole e insieme estremamente leggibile. La sua bacchetta ha mostrato un’intenzionalità precisa: ogni frase, ogni dinamica, ogni passaggio sembrava nascere da una visione musicale ben definita. Non una direzione semplicemente efficace, dunque, ma una direzione capace di costruire un racconto. Marcianò ha saputo dare all’ensemble respiro, equilibrio e tensione, valorizzando tanto le pagine più intime quanto quelle maggiormente virtuosistiche. Il risultato è stato quello di un’orchestra compatta, matura, perfettamente consapevole del proprio ruolo, nelle mani del suo nocchiere.
Accanto a lui, Elly Suh ha conquistato per qualità tecnica e soprattutto per generosità musicale. Una violinista di grande sicurezza, capace di affrontare le difficoltà del repertorio con naturalezza, ma senza mai trasformare il virtuosismo in sterile esibizione. La sua è stata una presenza espressiva, comunicativa, pienamente dentro la musica. Nel dialogo con l’orchestra ha saputo passare dalla delicatezza della Méditation alla tensione e alla brillantezza delle pagine di Vivaldi e Piazzolla, mantenendo sempre un suono riconoscibile e una forte capacità di coinvolgimento.
È proprio nell’intesa tra Marcianò e Suh che il concerto ha trovato una delle sue ragioni più forti. Da una parte una direzione capace di dare forma e respiro al discorso musicale; dall’altra una solista generosa, tecnicamente impeccabile e profondamente comunicativa. Due personalità diverse ma complementari, unite da un evidente senso del fraseggio e da una comune attenzione alla dimensione emotiva della musica.
E poi c’era il mare.
Ad ogni pausa, il rumore delle onde sulla battigia sembrava inserirsi naturalmente nella partitura. Intanto il cielo cambiava colore, la luce cresceva lentamente e il sole si innalzava sull’orizzonte. La musica non era più soltanto musica: diventava parte del paesaggio, dialogava con il mare, con il cielo, con il silenzio delle prime ore del mattino. In quei momenti era difficile stabilire dove finisse il concerto e dove cominciasse la natura. Una danza di bellezza potrebbe essere sintetizzato.
Il pubblico, numeroso e visibilmente partecipe, ha restituito con entusiasmo tutta la forza dell’esperienza, in un tripudio finale che ha certificato la piena riuscita dell’iniziativa. Migliaia di persone accorse per ascoltare musica all’alba hanno trovato molto più di un concerto: hanno trovato un rito collettivo, un incontro raro tra arte e territorio.
La quinta edizione de Il suono dell’alba conferma così la bontà di un progetto che ha saputo trasformare un’orchestra, un violino e una spiaggia in un luogo di emozione condivisa. Un progetto firmato sapientemente da Saverio Varacalli, direttore dell’Accademia Senocrito e voluto dall’Amministrazione comunale, nella figura dell’assessore Domenica Bumbaca. E se il merito è anche della suggestione irripetibile dell’alba sul mare di Locri, è soprattutto nella qualità dei suoi interpreti che va cercata la riuscita di questa edizione: Gianluca Marcianò ed Elly Suh hanno dimostrato che quando la tecnica è al servizio dell’espressione, la musica, linguaggio universale per eccellenza, può davvero diventare paesaggio, emozione e memoria…

Uno spazio di eternità da condividere con chi si ama.
Annunziato Gentiluomo

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