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CHICO XAVIER E LA CITTA’ DI NOSSOLAR.

CHICO XAVIER E LA CITTA’ DI NOSSOLAR.

Chico Xavier è stato uno dei più famosi, influenti e amati medium del XX secolo ed è considerato una vera e propria icona spirituale, oltre che il massimo esponente del Kardecismo (lo spiritismo basato sulle opere di Allan Kardec) in Brasile. Francisco Cândido Xavier, detto Chico nasce il 2 aprile 1910 a Pedro Leopoldo in

Chico Xavier è stato uno dei più famosi, influenti e amati medium del XX secolo ed è considerato una vera e propria icona spirituale, oltre che il massimo esponente del Kardecismo (lo spiritismo basato sulle opere di Allan Kardec) in Brasile.

Francisco Cândido Xavier, detto Chico nasce il 2 aprile 1910 a Pedro Leopoldo in una famiglia numerosa e molto povera: il padre è un venditore ambulante e la madre una casalinga. All’età di 5 anni, Chico perde la madre. Il padre, non potendo mantenere da solo i nove figli, li affida a diversi parenti. Chico finisce con la sua madrina, una donna crudele che lo sottopone a frequenti punizioni corporali. È in questo periodo di profonda sofferenza che il piccolo Chico inizia a vedere e a parlare con lo spirito di sua madre, che lo conforta e gli consiglia di avere pazienza.

La svolta nella sua vita avviene nel 1927, quando una delle sue sorelle si ammala gravemente di una forma di psicosi che la medicina dell’epoca non riusciva a curare. Un amico di famiglia consiglia di rivolgersi a una coppia di spiritisti. Attraverso una sessione di preghiera e di passi magnetici, la sorella guarisce. Questo evento spinge Chico a studiare le opere di Allan Kardec e pochi mesi dopo, l’8 luglio 1927, Chico realizza la sua prima psicografia pubblica (scrittura automatica), dettata da uno spirito che esorta alla carità.

Nel 1931, mentre si trova in preghiera vicino a una diga, Chico ha il primo contatto visivo con lo spirito Emmanuel che diventerà il suo mentore spirituale per tutta la vita.

Negli anni ’40, Chico inizia a canalizzare anche lo spirito di André Luiz, un ex medico che gli detta una serie di libri di stampo scientifico e filosofico sulla vita nel mondo spirituale.

Nel 1981, Chico Xavier viene ufficialmente candidato al Premio Nobel per la Pace e si spegne il 30 giugno 2002, all’età di 92 anni, a causa di un arresto cardiaco. Per rendergli onore, il governatore del Minas Gerais proclama tre giorni di lutto ufficiale per permettere a 120.000 persone di sfilare davanti alla sua bara per l’ultimo saluto.

Il libro sicuramente più famoso lasciato da Chico Xavier è “Nos solar”, pubblicato per la prima volta nel 1944, scritto tramite psicografia (scrittura automatica) e dettato, secondo la dottrina spiritista, dallo spirito di André Luiz.

Il libro racconta il viaggio nell’aldilà di André Luiz. Dopo la sua morte fisica, l’uomo si risveglia inizialmente nell’Umbral, una zona di transizione cupa e di sofferenza, simile a un purgatorio, dove risiedono le anime legate ai rimpianti e ai vizi terreni.

Dopo questo primo periodo di difficoltà, André viene salvato dall’Umbral e portato a Nosso Lar, una vera e propria città spirituale organizzata. Qui il protagonista scopre che la vita continua: a Nosso Lar ci sono ministeri, ospedali, scuole, mezzi di trasporto e sistemi di lavoro volti alla purificazione, all’apprendimento e alla preparazione per le successive reincarnazioni sulla Terra.

Nosso Lar non è solo un racconto sull’aldilà, ma un vero e proprio testo pedagogico per lo spiritismo. Attraverso l’esperienza del medico André Luiz, il libro trasmette una serie di insegnamenti profondi su come funziona l’universo spirituale e, soprattutto, su come dovremmo vivere la nostra vita sulla Terra.

L’insegnamento più immediato è che la morte del corpo fisico non interrompe la coscienza, l’identità o i sentimenti. Cambia solo la “frequenza” dell’esistenza. Nell’aldilà si continua a studiare, evolvere, stringere relazioni e, soprattutto, a lavorare.

André Luiz scopre con grande sofferenza di essere considerato a Nosso Lar un “suicida inconscio”. Non si è tolto la vita intenzionalmente, ma l’ha abbreviata a causa dei suoi eccessi terreni: rabbia, orgoglio, cattiva alimentazione e uno stile di vita sregolato. Il libro insegna che ogni nostra azione, pensiero o abitudine ha una conseguenza diretta sulla salute del nostro corpo spirituale.

A Nosso Lar non esiste l’ozio contemplativo. La società spirituale è organizzata in Ministeri (Rigenerazione, Aiuto, Comunicazione, Elevazione) e la moneta corrente è il Bônus-Hora (buono-ora), che si guadagna solo lavorando per il bene degli altri. Più si serve il prossimo, più si accumulano crediti per studiare, evolversi e ottenere il permesso di riutilizzare le proprie facoltà.

Il motivo per cui molte anime rimangono intrappolate nell’Umbral è l’attaccamento eccessivo ai beni materiali, ai titoli nobiliari, al potere o ai rancori terreni. La sofferenza nell’aldilà non è una punizione divina, ma l’effetto automatico della mente che non riesce a staccarsi dalle vibrazioni più basse della Terra.

Il libro ridefinisce il concetto di famiglia. Quando André Luiz riesce finalmente a rivedere la sua famiglia terrena dal mondo spirituale, scopre che la moglie si è risposata. Questo gli provoca inizialmente una forte gelosia, ma poi comprende una grande lezione: l’amore vero non possiede. Le famiglie spirituali sono unite dall’affinità e dall’amore sincero, che va oltre i legami biologici e i contratti sociali della Terra.

Nosso Lar insegna che la Terra è una scuola e che la vita odierna è un’opportunità preziosa e che non c’è un “paradiso di riposo eterno” regalato, ma un cammino di auto perfezionamento continuo in cui la felicità si conquista solo attraverso l’amore attivo, l’umiltà e il servizio al prossimo.

Clara Busto

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