Beinasco: Dai muri vandalizzati della Scuola Gobetti ad un’opera d’arte collettiva. I giovani protagonisti di un percorso di rigenerazione urbana e civica. A pochi mesi dagli atti vandalici che, il 9 dicembre 2024, hanno colpito la scuola Gobetti con scritte volgari e intimidatorie a sfondo no-vax, il Comune di Beinasco risponde con un gesto concreto,
Beinasco: Dai muri vandalizzati della Scuola Gobetti ad un’opera d’arte collettiva. I giovani protagonisti di un percorso di rigenerazione urbana e civica.
A pochi mesi dagli atti vandalici che, il 9 dicembre 2024, hanno colpito la scuola Gobetti con scritte volgari e intimidatorie a sfondo no-vax, il Comune di Beinasco risponde con un gesto concreto, simbolico e potente: restituire bellezza e senso di appartenenza proprio dove si è cercato di seminare odio e paura.
È quanto accaduto grazie al progetto StreetLAB, parte del più ampio Giovani Lab 10092, promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Cooperativa Madiba. Un percorso laboratoriale rivolto ai giovani tra i 15 e i 25 anni, che ha visto la partecipazione attiva di 30 ragazzi impegnati in azioni di riqualificazione urbana e cittadinanza attiva.
Nella prima settimana di attività (23–27 giugno), i ragazzi si sono concentrati proprio sul muro laterale dell’Istituto Gobetti, imbrattato durante gli atti vandalici. Guidati dagli educatori e da un’équipe artistica, hanno realizzato un murale collettivo ispirato alla frase di Nelson Mandela: “L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo.”
Durante la seconda settimana (30 giugno–7 luglio), i partecipanti si sono spostati presso la casetta dell’Associazione Marinai d’Italia di Beinasco. Qui hanno lavorato a un secondo intervento di riqualificazione urbana, accompagnati dal racconto e dall’esperienza dei soci dell’associazione, in un prezioso scambio tra generazioni. L’intervento è stato guidato dall’artista Bernardo Scursatone (in arte Berny), che ha coordinato la realizzazione dell’opera.
Quando un luogo educativo viene colpito, è tutta la comunità a essere ferita ma è proprio con l’educazione, il rispetto e la creatività che possiamo rispondere. I nostri giovani, hanno trasformato un gesto distruttivo in un messaggio di responsabilità condivisa, dichiara il Sindaco Daniel Cannati.
Un percorso che dimostra come anche dagli atti più bassi si possa ripartire, se a reagire è una comunità viva, capace di mettere al centro i suoi giovani e il valore dell’educazione.
Francesco Romeo

















