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Le favole dell’abbandono: Il forno che si credeva un grande chef

C’era una volta un forno che si credeva un grande chef. Stava in cucina, proprio di fronte allo schermo della tv, ed ogni giorno, tra colazione, pranzo e cena, vedeva programmi in cui il cibo aveva sempre il primo piano. Dato che lui, di cibo, se ne intendeva, giorno dopo giorno fu cosa normale che iniziasse a pensare di poter cucinare, pure lui, piatti raffinati. Iniziò a diventare saccente. Certi piatti li cuoceva solo se erano conformi ai dettami dell’alta cucina. Il pollo arrosto? Troppo banale e lo lasciava crudo. Le patate arrosto? Troppo semplici e le bruciava. Voleva fare…

C’era una volta un forno che si credeva un grande chef. Stava in cucina, proprio di fronte allo schermo della tv, ed ogni giorno, tra colazione, pranzo e cena, vedeva programmi in cui il cibo aveva sempre il primo piano. Dato che lui, di cibo, se ne intendeva, giorno dopo giorno fu cosa normale che iniziasse a pensare di poter cucinare, pure lui, piatti raffinati.

Iniziò a diventare saccente. Certi piatti li cuoceva solo se erano conformi ai dettami dell’alta cucina. Il pollo arrosto? Troppo banale e lo lasciava crudo. Le patate arrosto? Troppo semplici e le bruciava. Voleva fare il pane ma non gli era consentito. Provò un odio profondo verso la friggitrice ad aria.

Non volendo neppure accendersi per il semplice riscaldamento di una pietanza fu presto abbandonato sul marciapiede. Lì, con la sua parlantina e il suo gusto raffinato, conquistò il favore di una poltrona. Pure lei, poltrona da salotto, di programmi realizzati da grandi chef ne aveva visti e consumati a bizzeffe. Nacque presto un’amicizia tra il racconto di profumi di spezie, paste al forno rivisitate, tacchini ripieni e quant’altro. 

Il duetto di cuochi da strada divenne un trio quando una bottiglietta d’acqua, di plastica, fu lasciata sul forno da un ragazzo distratto. Pensava fosse spazzatura. Ed invece, da quel giorno, il forno, la poltrona e la bottiglietta sono lì a ideare strabilianti ricette in cui il calore, mischiato al vapore, trasforma i cibi in sublimi pietanze che molto si avvicinano all’arte. Da gustare seduti, in poltrona, davanti alla tv.

Gianni Micheli

Della serie “Le favole dell’abbandono” è possibile leggere su questo stesso portale: “La ruota sola” e “Il buon passante“.

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