Month: November 2015

 

Un galà di beneficenza con il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli e la star Anastacia

logoIl Direttore d’Orchestra abruzzese Jacopo Sipari di Pescasseroli dirigerà la splendida star americana Anastacia, in occasione del decimo anniversario della Onlus “The Children for Peace”.
Un sogno, semplicemente un sogno!”. Con queste parole il giovane Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli commenta il concerto evento del prossimo 28 novembre, nato da un’idea di Massimo Leonardelli. “Per me è un’emozione indescrivibile. Avere la possibilità di suonare con un’autentica leggenda della musica a Roma è una delle esperienze più belle che possano capitare nella vita. Voglio per questo ringraziare Massimo Leonardelli che ha fortemente voluto questo concerto” afferma il Maestro Sipari.
La ONG fondata dalla filantropa americana Debra Mace nel 2005 spegne dieci candeline, il charity gala dinner è volto fotoquest’anno alla raccolta fondi per terminare la costruzione del poliambulatorio in Mali.
La cantante Anastacia riceverà lo Special Artist Award 2015 per il suo impegno nel sociale e la lotta contro l’HIV e si esibirà live con l’Orchestra Sinfonica Marco Dall’Aquila diretta dal Maestro Jacopo Sipari da Pescasseroli. L’evento, che già in passato ha visto esibirsi star internazionali del calibro di Michael Bolton e Liza Minelli, la cantante ripercorrerà i brani chiave del proprio successo, dall’esordio “Left outside alone” fino all’ultimo singolo “Army of me”, scritto da Christina Aguilera. Ad aprire la serata sarà una performance spettacolare, un duetto in cui la cantante americana si esibirà sulle note del pianoforte del Maestro Sipari, cantando il celebre brano “Pieces of Dream”. Il Maestro Sipari, per l’occasione, indosserà uno smoking firmato da un simbolo della moda italiana nel mondo: Carlo Pignatelli.
Jacopo sipari2Durante il charity gala dinner saranno consegnati i riconoscimenti 2015 alle personalità che durante l’anno hanno supportato la Onlus che, da un decennio, opera nei paesi disagiati del Sud del mondo (Etiopia, Siria, Libano, Mali, etc.) per accendere un faro di speranza per i bambini poveri e sieropositivi attraverso concreti piani di supporto didattico, economico e alimentare. Tra i premiati 2015 il direttore di Vanity Fair Spagna, Lourdes Garzòn, il vice-direttore del Gruppo editoriale L’Espresso Giorgio Martelli, il dott. Carlo Zappalà per il profilo medico e la responsabile Italia del Gruppo De Grisogono, Chantal Montanarella. Conduce l’evento Maddalena Corvaglia. Madrina del charity event l’attrice Sarah Felberbaum. Le sonorità swing del trio LaDyvette daranno un tocco retrò alla serata con atmosfere anni Trenta e una lotteria di beneficenza contribuirà a raccogliere fondi per sostenere i progetti in cantiere della Onlus. After party con disco music anni Ottanta a cura della dj Sonia Rondini.

Anastacia è una cantautrice, compositrice, produttrice discografica, filantropa e stilista statunitense. Consacrata trahome-slide-2 glischedule Children_2015 (4) (1) artisti di maggior successo del nuovo millennio, il suo nome figura tra i più grandi dell’industria musicale odierna. Oramai nota a livello internazionale per la sua potente voce, soprannominata “The little lady with the big voice”, ha pubblicato dal suo esordio ben sei album ed una raccolta, vendendo circa 85 milioni di dischi in tutto il mondo. Vincitrice del World Artist Award ai Women’s World Awards del 2009, come artista che ha influenzato il mondo con la sua musica, ha collezionato in tutta la sua carriera ben 226 dischi tra ORO e platino.
Jacopo Sipari di Pescasseroli – classe 1985 – è attualmente considerato uno dei più validi e brillanti direttori d’orchestra della sua generazione. Due lauree, un dottorato di ricerca, assistente universitario oltre che avvocato rotale, ha da sempre Jacopo Siparicondotto una vita strettamente legata alla musica, classica e pop. Dopo la prima mondiale di “Norma” al Teatro Greco di Siracusa, “Il Barbiere di Siviglia” al Teatro Antico di Taormina, “Il Nabucco” negli scavi di Pompei”con il soprano di fama mondiale Dimitra Theodossiou e il Concerto in Mondovisione “Pacem in Terris” dedicato al Papa dalla Basilica di San Giovanni in Laterano con i grandi della musica leggera italiana tra cui Tosca, Ivana Spagna, Grazia di Michele, Roberta Faccani, Simona Molinari, Sal Da Vinci, Ron, Mietta, Luisa Corna, Andrea Mirò e la star internazionale Amii Stewart, si tratta della consacrazione nel mondo della musica pop con una tra le più grandi cantanti del panorama musicale internazionale. Tutti gli arrangiamenti per orchestra sono curati dal compositore romano Angela Bruni.

The Children for Peace Onlus e’ una ONG fondata dalla filantropa americana Debra Mace nel 2005 che opera nelle aree più sfortunate del pianeta per portare una luce di speranza ai bambini più poveri, orfani, abbandonati, sieropositivi e alle loro famiglie. Con i fondi raccolti grazie alle donazioni, l’Associazione attua un programma di sostegno economico ed alimentare, di istruzione scolastica ed informazione su argomenti come l’HIV e la droga, dando così ai bambini e ai loro familiari nuove concrete prospettive di vita. Vanta tra i suoi sostenitori i principi Ugo e Sofia Windisch Graetz, la soprano di fama mondiale Montserrat Caballè e la contessa Marta Marzotto insieme, tra i numerosi altri, ad Alberta Ferretti, Adnan Khashoggi, Ivana Trump e Vittorio Sgarbi.

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Fonti delle immagini: thechildrenforpeace.it, anastacia.com]

Un “Thanksgiving Day” molto speciale al #TFF

27¡ Torino Film Festival© Piovanotto/Larmo/27¡ TFFnella foto:Molti festival e prestigiose istituzioni culturali hanno dato vita nel tempo a importanti riconoscimenti, destinati a premiare autori che si sono distinti per il loro contributo all’arte cinematografica.
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino istituisce quest’anno, nel 33° #TFF, il Premio “Cabiria”, che verrà annualmente assegnato a un regista, un attore o un’attrice che si siano particolarmente distinti per la loro attività nel corso dell’anno.
Il Premio prende il nome dal capolavoro del cinema muto italiano realizzato a Torino da Giovanni Pastrone nel 1914, divenuto fonte di ispirazione per innumerevoli artisti di tutto il mondo, che hanno contribuito con la loro creatività allo sviluppo del linguaggio e dell’estetica del cinema.
La prima edizione del Premio ha luogo in concomitanza con il Torino Film Festival, per evidenziarne il legame con il122633-Manifesto più importante evento cinematografico cittadino dell’anno.
A riceverlo sarà Valeria Golino, “una di quelle attrici per cui si va a vedere un film”, come ha detto di lei Emmanuel Carrère. Nella sua trentennale carriera ha dato vita a così tanti personaggi indimenticabili, che non è possibile elencare qui. Impressionanti sono il numero e i nomi prestigiosi dei registi con cui ha lavorato: da Lina Wertmuller a Citto Maselli, da Gabriele Salvatores a Silvio Soldini, da Francesca Archibugi a Ferzan Ozpetek. E ancora: Emanuele Crialese, Francesca Comencini, Antonio Capuano e Giuseppe Gaudino, per non citare che i principali. Sono loro i migliori testimoni della versatilità di Valeria, della passione e precisone con cui si dedica a costruire i personaggi a cui presta volto, voce, corpo e personalità. Poche attrici sanno trasmettere con la sua stessa intensità le emozioni, i sentimenti, la fragilità e insieme la forza dei tanti diversi ritratti femminili cui ha saputo dar vita, personaggi di finzione accomunati dalla grande umanità che appartiene all’attrice che le interpreta. Valeria Golino è anche una delle poche attrici italiane a potersi vantare di aver lavorato con numerosi, grandi registi stranieri. Margarethe Von original-300x187Trotta, Barry Levinson, Jerzy Skolimowski, John Frankenheimer, Sean Penn, Jim Abrahams, Mike Figgis e Krzysztof Zanussi sono solo alcuni degli autori che ne hanno apprezzato le straordinarie qualità personali, segno di una personalità fuori dal comune, capace di conferire tratti di assoluta originalità e spessore ai personaggi interpretati.
Il Premio “Cabiria – Museo Nazionale del Cinema” si aggiunge ai tanti riconoscimenti che Valeria Golino ha ricevuto nel corso di una carriera sfolgorante, in segno di gratitudine e riconoscenza per il suo generoso e appassionato contributo all’arte della recitazione.
Il premio verrà consegnato in occasione della cena “Stelle per Thanksgiving”, che si terrà giovedì 26 novembre al testata_festivalMuseo dell’Automobile, a partire dalle ore 20.30.

Si tratterà do una serata di beneficenza a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus organizzata al MAUTO – Museo dell’Automobile e in collaborazione con l’American Chamber of Commerce in occasione del Thanksgiving (26 novembre 2015), una delle festività nazionali più sentite negli Stati Uniti d’America, e che quest’anno cade durante il Torino Film Festival.
museocinemaProprio per entrare meglio nello spirito della festa, Mario Calabresi, scrittore e giornalista, racconterà il significato di questa ricorrenza per il popolo americano, tanto forte da far sì che una nazione si fermi per onorarla. Alla serata saranno presenti anche ospiti e componenti delle giurie del 33TFF e sarà presentata dalla madrina del festival Chiara Francini. Il ricavato verrà interamente devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus e a fine serata sarà Cristina Chiabotto, madrina della fondazione, a salire sul palco per ritirare l’assegno.
La cena, che si preannuncia di altissimo livello, sarà preparata a otto mani da quattro chef stellati: Matteo Baronetto e Fabrizio Galla del Ristorante del Cambio, Maurilio Garola del ristorante La Ciau del Tornavento e Pasquale Laera del Ristorante La Rei Il Boscareto Resort, che per l’occasione reinterpretano un menù tipico della festa del Ringraziamento. La cena sarà accompagnata da musiche cinematografiche interpretate al pianoforte dal giovanissimo Francesco Mazzonetto, affiancato per alcuni brani da Martina Tosatto e Davide Motta Frè, cantanti del Teatro Regio di Torino.

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Fonte delle immagini: torinofilmfestival.org, tg24.sky.it, museocinema.it]

Cyclee: l’innovazione che potrebbe salvare la vita ai ciclisti

Cyclee nasce in Azerbaigian da Elnur Babayev, un giovane industrial designer con il pallino per le invenzioni.

Si tratta di un dispositivo hi-tech di ultima generazione pensato per ridurre il rischio di incidenti stradali notturni in bicicletta.
Un piccolo proiettore, infatti, riproduce sul dorso del ciclista simboli luminosi che indicano le sue azioni (svolta a sinistra, svolta a destra, stop). Il dispositivo, da montare dietro il sedile della bicicletta, è collegato a un’APP che in modalità wireless consente di personalizzare i simboli.
Può essere installato su diversi tipi di bici e il montaggio cambia in base al modello.

Ciò che accade grazie a questo dispositivo, avviene tramite un minuscolo sensore, presente all’interno del dispositivo, rileva, infatti, il movimento del ciclista e lo trasforma in un segnale luminoso: di sicuro ora gli automobilisti non avranno più scuse in caso di incidenti.

L’inventore, laureatosi in Industrial Design presso l’Università di Baku, in Azerbaigian, ha già dimostrato ottime capacità ed estro creativo. Ha ottenuto diversi premi per alcune sue invenzioni che, similarmente a Cyclee,  coniugano abilmente tradizione e innovazione: Otokar, un minibus ultra-moderno; E-Paper Google Maps, una cartina smart che unisce la forma di una cartina tradizionale alla tecnologia di Google; Shakh, un carro armato per identificare e disattivare mine antiuomo, svolgere attività di spionaggio e di soccorso.

Paolo Ernesto Sussi

[ Fonte immagini: pleosc.ro, ilfitness.com]

Plenilunio in Sagittario, “il segno del silenzio”

Sagittario-770x470Quando il Sole giunge nel settore zodiacale del Sagittario fa la sua prima apparizione il pianeta Nettuno, fin qui invisibile. Onorare questo principio solitamente incute timore, per il suo simbolismo connesso alla metamorfosi, alla visionarietà idealistica, ma anche all’illusione. Nettuno scuote dalle fondamenta il solido edificio dell’Io, ne destabilizza le certezze, contrasta – in una parola – l’energia del plesso solare, faticosamente costruita nei primi segni. Tuttavia la complessità del Sagittario si rivela – in contrasto con lo sfondo acquoso di un Nettuno proteiforme – nel suo glifo, stilizzazione dell’antica rappresentazione del Centauro armato di arco.
Il Centauro, metà uomo e metà cavallo, rappresenta certamente la lotta tra la natura umana e la natura animale, ma erc_stasarebbe banalizzante attribuire questo valore solo al segno del Sagittario, giacché tutta la corsa intorno alla Ruota dello Zodiaco da parte dell’intera umanità altro non è che questo sforzo di integrare il dualismo che ci caratterizza nella nostra essenza più profonda. In Sagittario però questa lotta si colora di una nuova energia, in quanto il Centauro qui simboleggia nella sua metà inferiore la forza del plesso solare e nella metà superiore colui che usa la forza del Le-Fatiche-di-Ercole plesso. Ma quale tipo di forza il Sagittario esattamente usa? E a quale scopo? La luce del Giorno è ormai sconfitta, la forza individualistica ha ceduto il passo a quella collettiva e sociale, ed è proprio dalla rete di scambi sociali che Sagittario ricava il proprio potere. Come spiega Dane Rudhyar nel volume I segni astrologici come ritmo della vita, il AliceBaileyCentauro lancia le frecce verso l’alto con un’angolazione di 45°, simbolo della massima mobilitazione di energie. La forza sociale deve trovare una dimensione spirituale di elevazione, una dimensione propriamente religiosa. E il Sagittario organizza i rituali, gestisce – quasi a livello procedurale e gestionale – l’idealismo collettivo, talvolta con una parvenza di arroganza che altro non è se non lo sforzo mimetico di mettere in scena una forza individualistica che di fatto non esiste più, completamente dispersa nella marea della collettività: così il facondo Giove, verboso ed espansivo, entra in rapporto dinamico con la profondità confusa di Nettuno.
La fatica di Ercole che Alice A.Bailey associa al segno del Sagittario è l’uccisione degli uccelli del lago Stinfalo. Qui l’eroe, che rappresenta il Discepolo Mondiale in cammino verso il centro energetico di assorbimento (la “casa del Padre” biblica), si trova di fronte ad una moltitudine di sgradevoli uccelli gracchianti, dal becco di bronzo, affilato come una spada. Dopovolo aver provato ad ucciderli con le frecce e a catturarli con le trappole, Ercole escogita un piano originale, frutto di una mente dal pensiero divergente e creativo: con dei piatti d’ottone, ovvero con grossi sonagli bronzei, produce un suono stridente insopportabile e alla fine la dissonanza mette in fuga gli orribili uccelli. Torna così il silenzio sulla palude.
La prova di Sagittario è possibile perché stata compiuta prima quella di Scorpione. Dopo la caduta dell’illusione, al di là della fitta coltre di forme pensiero finalmente svuotate e svanite, è possibile vedere la meta, avverte il Maestro Tibetano. Smettendo di costruire pensieri su pensieri, si può imparare semplicemente ad essere. Anticamente il Sagittario era chiamato il segno del silenzio. Controllare pensiero e parola era del resto una prova preliminare obbligatoria per accedere ai Misteri. Nel silenzio, la crisalide diviene farfalla.
Ne Le-Fatiche-di-Ercole di Alice A. Bailey si legge che nello zodiaco vi sono tre segni molto benefici che portano con sé dei doni: l’Ariete porta il dono della vita, il Leone il dono dell’opportunità e il Sagittario il dono del potere. Quale potere lunapiena-300x225sconfigge i mostri della palude, ovvero della mente inferiore e delle emozioni? Agli uccelli gracchianti Ercole contrappone un suono ancora più stridente e qui sta la lezione profonda del segno: quando il potere del discepolo aumenta, la sua parola si fa più potente e richiede maggiore controllo. I pensieri e le parole di un uomo evoluto possono fare danni maggiori di quelli di una persona che si trova indietro nel sentiero.
Sono tre gli uccelli più pericolosi: il pettegolezzo, il parlare sempre di sé e il dare le perle ai porci. Queste tre minacce riguardano soprattutto la vita di chi si è votato alle cause spirituali. E’ una triste e diffusa tentazione quella di criticare i percorsi diversi, di concentrarsi sulla propria visione, di fornire alte verità a chi non è ancora pronto a riceverle. E allora la lezione di silenzio del Sagittario giunge come un balsamo, un sigillo prezioso da porre sulle proprie labbra e sui propri pensieri. Adesso.
Durante le ore del plenilunio, e nei giorni immediatamente precedenti e seguenti, è possibile sperimentare con più forza l’energia del segno meditando sul mantra, canalizzato dalla Bailey, “Vedo la meta, la raggiungo e ne scorgo un’altra“.
Gianna Cannì
[Fonti delle megliocrudo.it, donnemagazie.it, immagini:liceogalvani.it, purocuoretranoi.com, cammianmente.it, centrometeoitaliano.it]

Panchine rosse a Torino

immagine25novembre201525 novembre giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Lo abbiamo detto molte volte, le date servono solo da promemoria e questo è davvero un brutto appunto sul nostro calendario. Non tenterò da questo scranno di dire qualcosa di appropriato, rischierei di scadere nell’ovvio del trito e ritrito di questi giorni, motivo per cui ho scelto un’iniziativa e ne do volentieri notizia.
Si tratta del percorso di sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne che il Comitato Pari Opportunità Rai Torino SLC-CGIL ha avviato già dal 2014 in collaborazione con la Circoscrizione 6 di Torino, su invito della coordinatrice della V Commissione. Dodici panchinapanchine rosse in altrettanti luoghi in diversi quartieri cittadini, per ricordare le donne che non ci sono più, uccise dalla violenza feroce di compagni, mariti, amici, parenti, conoscenti, a volte sconosciuti.
Un progetto di impatto visivo sul territorio, sostenuto e accolto anche da CGIL Torino che, da quest’anno ospiterà la tredicesima panchina rossa presso la sede di Via Pedrotti 5.
Di seguito i luoghi delle panchine rosse:
1. Via alla Chiesa – Via San gaetano da Thiene 6 (fronte ecomuseo)
2. Giardino Giuseppe Saragat (ex Ceat), via Leoncavallo 27;
3. Giardino Peppino Impastato (fronte Ospedale Giovanni Bosco)
4. Strada San Mauro tra i civici 34 e 42
5. Via delle Betulle
6. Via degli Ulivi civico 7-9
7. Piazza Sofia
8. Via Scotellaro angolo Via Cena – area gioco
9. Piazza Rostagni
10. Piazza Bottesini
11. Via San Benigno 29 (fronte Circoscrizione)
12. Campus Luigi Einaudi
13. Via Pedrotti 5 – sede CGIL

Elena Miglietti – vice direttrice ArtInMovimento Magazine
[Fonte immagini: cgiltorino.it, medeacontrolaviolenza.it, irma-torino.it]

Karawan Fest: il sorriso per parlare di identità, incontro, convivenza

Karawan Fest – Il sorriso del cinema migrante, in scena a Roma dal 27 al 29 novembre per la IV edizione, con K_locandina2015ingresso gratuito a sottoscrizione. Quello che si terrà a Tor Pignattara è un festival di commedie provenienti da ogni angolo del mondo, con lungometraggi e corti, focus su India e Bangladesh, un concerto, una mostra fotografica e un dibattito sulle migrazioni e la narrazione di viaggio. Karawan Fest è il primo (e unico) festival di cinema che affronta i temi della convivenza, dell’identità, dell’incontro tra culture in tono programmaticamente non drammatico, partendo dalla convinzione che il sorriso sia il terreno d’incontro naturale fra le diverse culture del mondo, il “luogo” ideale in cui scompaiono le differenze e ci si riscopre umani.

Sarà ospitato nel quartiere di Tor Pignattara presso l’ex aula consiliare del Municipio in Via dell’Acqua Bullicante 2, sotto la direzione di Carla Ottoni, Alessandro Zoppo e Claudio Gnessi, con un programma speciale che prevede un focus dedicato al cinema di India e Bangladesh, le cui comunità sono tra le più numerose a Tor Pignattara. Sarà anche allestito un Baby Point, a cura di Città delle Mamme, per cambiare e allattare i bambini.
Un’esplosione di colori, suoni e danze investirà il popolare e multietnico quartiere, dove il progetto è nato e continua a svolgersi, dum-laga-ke-haisha-35per proporre un modello di convivenza basato sul piacere della scoperta e della partecipazione e offrire un nuovo punto di vista su Paesi poco conosciuti, o rappresentati attraverso stereotipi e clichés, che non rendono giustizia a cinematografie incredibilmente intense, colorate e vitali. Il programma di venerdì 27 novembre prevede alle ore 19:30 l’inaugurazione della mostra fotografica “Sonny Story”, di Marcello Scopelliti, la vita di uno dei tanti ragazzi indiani della Pianura Pontina, un appassionante viaggio fotografico tra il Punjab e l’Italia. A seguire, il meglio della produzione indiana, con due commedie. La prima, “Aiyyaa” di Sachin Kundalkar, film pieno di umorismo, energia e passione, che esplora il tema del desiderio femminile al ritmo travolgente delle danze bollywoodiane A seguire “Sulemani Keeda”, diretto da Amit V Masurkar, eletto miglior film indipendente aiyyaa1indiano del 2014, una spassosa slacker comedy che prende in giro miti e riti di Bollywood attraverso la storia di una scombinata coppia di sceneggiatori. Quindi, sabato 28 novembre alle ore 19:00, concerto dei Moon Stars Studio, formazione di giovani musicisti di origine bengalese, con l’accento romano e il cuore a Dhaka. A seguire, il lungometraggio bengalese “Television”, di Mostofa Sarwar Farooki, astro nascente del cinema del sud-est asiatico, che racconta la reazione degli abitanti di una cittadina al divieto di ogni forma di immagine e di immaginazione in quanto potenzialmente pericolosi. Quindi, la commedia romantica “Dum Laga Ke Haisha”, di Sharat Katariya, la storia di una coppia di giovani alle prese con la tradizione, i sentimenti e il desiderio di realizzare le proprie aspirazioni.
Writers_(Sulemani_Keeda)-_Naveen_KasturiaDomenica 29, giornata conclusiva dell’evento, con una selezione di cortometraggi di animazione dalla Siria, seguita da un incontro con artisti, registi, giornalisti ed esperti del settore (da Raffella Cosentino a Carolina Popolani, da Leonardo De Franceschi, a Khalid Chaouki, ma anche Celeste Costantino e Giulia Pietroletti) e la proiezione, in chiusura, di “Andalousie Mon Amour”, commedia satirica marocchina diretta da Mohamed Nadif sull’immigrazione clandestina, un omaggio a tutti gli harragas che partono con il sogno dell’Europa. KarawanFest è un progetto sul recupero degli spazi per restituire al quartiere di Tor Pignattara il cinema di cui è orfano da oltre 30 anni. Dal 2012, schermo e proiettore in spalla, gli organizzatori trasformano spazi abbandonati e in disuso in luoghi in cui le persone possano re-Television_Film_Posterincontrarsi e godere del rito collettivo dello schermo cinematografico illuminato. Tra scorribande e improvvisazioni per i vari angoli del quartiere sono stati realizzati diversi eventi, incluso l’omaggio a Claudio Caligari a pochi giorni dalla sua scomparsa, con la proiezione del cult “Amore tossico” al Parco Giordano Sangalli cui hanno partecipato centinaia di persone.
Sottolineano i direttori artistici del festival: “In questi giorni di grande tristezza, in cui è impossibile non essere sconvolti e risulta difficile orientarsi nel mare di notizie, opinioni e punti di vista che si susseguono incessantemente sui nostri schermi, noi di Karawan ci siamo interrogati sul senso più profondo del nostro progetto, concepito come una festa che abbatte le barriere tra culture con il potere di una risata. E abbiamo deciso di andare avanti…”.
Niente è più rivoluzionario di una risata. Niente è più democratico del sorriso. Niente è più sovversivo della commedia. Ci sarà da sorprendersi, al Karawan Fest
Karawan Fest 2015 Il Sorriso del Cinema Migrante è un evento ideato e organizzato da Associazione culturale Bianco e Nero, in collaborazione con CDQ Torpignattara Onlus. Patrocinio di Biblioteche di Roma. Partners: Yalla Shebab Film Festival (Lecce), Teatro Studio Uno, TokiTitles, Associazione Commercianti di Tor Pignattara, Sultana-Abbigliamento indiano e Città delle Mamme Onlus.

 

Ecco il programma del Festival

VENERDI 27 NOVEMBRE

ore 19.30: Inaugurazione mostra fotografica di Marcello Scopelliti
SONNY STORY La vita di Gurjeet Singh, per gli amici Sonny: uno dei tanti ragazzi indiani della Pianura Pontina. Dal mercato ortofrutticolo dell’Agro al Gurdwara, il luogo di preghiera della comunità Sikh, un viaggio appassionante tra il Punjab e l’Italia, alla scoperta dell’altro e di noi stessi.

ore 20.00 proiezione AIYYAA
Sachin Kundalkar, India, 2013, 145’, V.O. (Hindi) sott. ITA
Meenakshi è una giovane marathi che vive sulle nuvole tra sogni e fantasie ad occhi aperti in cui immagina di essere una famosa attrice di Bollywood. In realtà abita con la famiglia in un appartamento a pochi passi da un grande cassonetto della spazzatura, usato da tutto il quartiere come discarica. Dotata di un potentissimo olfatto, un giorno Meenakshi è colpita dal profumo intenso che sembra provenire dall’affascinante Surya, un pittore schivo di origini tamil, di cui s’innamora all’istante. Mentre i suoi genitori le hanno finalmente trovato un marito dolce e premuroso, Meenakshi passa le sue giornate a inseguire la scia del profumo di Surya per scoprirne la misteriosa origine, fino al rocambolesco finale. Un film pieno di umorismo, energia e passione, che esplora il tema del desiderio femminile al ritmo travolgente delle danze bollywoodiane.

ore 22.30: proiezione SULEMANI KEEDA (Writers)
Amit V Masurkar, India, 2014, 89’, V.O. (Hindi) sott. ITA
Il miglior film indipendente indiano del 2014 è una spassosa slacker comedy che prende in giro miti e riti di Bollywood. Dulal e Mainak sono una coppia scombinata di sceneggiatori: il primo è timido e impacciato, il secondo eccessivo e pasticcione. Il loro sogno è sfondare a Bollywood e pare realizzarsi quando vengono ingaggiati da Gonzo, figlio di un potente producer che ama Tarkovsky e punta a conquistare pubblico e critica con il suo esordio da attore. Tra i complicati brainstorming per lo script e la caccia continua alla donna giusta, i due dovranno fare i conti con gli imprevisti dell’amicizia e dell’amore.

SABATO 28 NOVEMBRE
ore 19.00: Moon Stars Studio in concerto
Contaminazioni di generi e suoni da tutto il mondo con questi giovani musicisti di origine bengalese, con l’accento romano e il cuore a Dhaka.

ore 20.00: proiezione TELEVISION
Mostofa Sarwar Farooki, Bangladesh, 2013, 106’, V.O. (Bengali) sott. INGLESE
Il sindaco di una cittadina immaginaria nel Bangladesh rurale bandisce ogni forma di immagine dal paese e ogni forma di immaginazione come potenzialmente pericolosa. Ma una giovane ragazza non si rassegna e con un gruppo di abitanti è intenzionata a far soffiare il vento del cambiamento, che non si può sperare di arrestare chiudendo le finestre e che alla fine coinvolge tutti gli abitanti del paese, compreso il sindaco. L’opera che ha portato alla ribalta internazionale Farooki, definito da Variety “un astro nascente del cinema del sud-est asiatico” e rappresentante di punta della nuova generazione del cinema bangladese.

ore 22.00: proiezione DUM LAGA KE HAISHA (My Big Fat Bride)
Sharat Katariya, 2015, 110’, India, V.O. (Hindi) sott. ITA
Una commedia romantica, intensa e divertente, che ritrae una coppia di giovani alle prese con la tradizione, i sentimenti, e il desiderio di realizzare le proprie aspirazioni, sullo sfondo di alcuni importanti cambiamenti sociali per l’India. Nei primi anni ’90, il giovane Prem porta avanti una polverosa bottega di cassette musicali, mentre l’avvento del CD sta per sconvolgere la sua routine. Costretto dai genitori a sposare la timida Sandhiya, che è qualche taglia più in là del suo ideale femminile, Prem si ritrova sempre più stretto tra una moglie che non desidera e l’incapacità di affrontare la situazione. Sull’orlo dell’autodistruzione, troverà proprio in Sandhiya una complice inattesa per decidersi a realizzare qualcosa di buono e scoprire che l’amore, quando arriva, trova sempre la taglia giusta.

DOMENICA 29 NOVEMBRE
ore 17.30: proiezione HUMANS, NOT NUMBERS: SKETCHES OF SYRIA, V.O. sott. ING
13 cortometraggi, 13 stili differenti, una rivoluzione: il cinema siriano resiste alle barbarie della guerra e ci ricorda come la nuova vita nasce dalle macerie della Storia.
War on Famous Canvas, Amjad Wardeh, 2014, 2′
Canvas on Mixed Media, Jalal Maghout, 2013, 5
A Spring Tale, Dani Abo Louh e Mohamad Omran, 2011, 5′
Suleima, Jalal Maghout, 2015, 15′
The Wind, Lina Ghaibeh, May Ghaibeh, Sawsan Nourallah e Ibrahim Ramadan, 2015, 4′
Fade to Black, Majoneeh, 2015, 1′
Goal to Syria, Amjad Wardeh, 2014, 4′
No Difference, Wael Toubaji, 2014, 3
Metaphor, Wael Toubaji, 2015, 3′
Silent Thoughts, Waref Abu Quba, 2009, 6′
Survival, Yamen Alkhatib, 2015, 4′
Garbanzos, Ammar Nassri, 2014, 3′
In Damascus, Waref Abu Quba, 2014, 4′

A seguire, “Immaginario delle migrazioni e narrazioni del viaggio”, Incontro con:
Raffella Cosentino, giornalista, regista
Carolina Popolani, regista, giornalista
Leonardo De Franceschi, ricercatore Università Roma Tre
Khalid Chaouki, deputato
Celeste Costantino, deputato
Giulia Pietroletti, Assessore Municipio V

ore 20.00: proiezione ANDALOUSIE MON AMOUR
Mohamed Nadif (Marocco, 2011, 86′, V. Arabo, Sott.ITA)
Deliziosa e satirica commedia sull’immigrazione clandestina e omaggio a tutti gli harragas, l’esordio di Mohamed Nadif racconta la storia di Said e Amine, due studenti di Casablanca che sognano l’Europa. A bordo di una piccola barca e con l’aiuto di un maestro di scuola, i due partono dal loro villaggio verso le coste spagnole. Un naufragio li separerà. Mentre Amine torna nuovamente in Marocco, Said è convinto di essere approdato su una spiaggia dell’Andalusia dove però accadono cose piuttosto strane…

Per informazioni
www.karawanfest.it
info@karawanfest.it
www.facebook.com/karawanfest

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Immagini tratte dai film: Dum Laga ke haisha, Aiyyaa, Sulemani Keeda (Writers), Television]

Yuri Temirkanov Direttore Onorario dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

RM__0466L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha nominato Yuri Temirkanov Direttore Onorario.
Sono particolarmente onorato e felice di ricevere il titolo di Direttore Onorario dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia” dichiara con soddisfazione il celebre Maestro russo. “Ho sempre lavorato proficuamente con queste compagini, per tanti anni, molti di più che con la Filarmonica di San Pietroburgo. E per me ogni volta è stato un grande piacere”.
Il Sovrintendente dall’Ongaro afferma: “La nuova ed entusiasmante qualità raggiunta dai complessi ceciliani rafforza un antico rapporto di affetto e di stima tra l’Accademia e un grande Maestro come Yuri Temirkanov”.
Il Maestro Temirkanov è salito per la prima volta sul podio dell’Orchestra e del Coro ceciliani nel 1979, per essere presente successivamente in quasi tutte le Stagioni Sinfoniche.
Questa è la prima volta che a Santa Cecilia è nominato un Direttore Onorario a vita. Unico illustre predecessore è stato Leonard Bernstein quando nel 1983 gli fu conferita la carica di Presidente Onorario dell’Orchestra di Santa Cecilia.
Dopo il concerto del 31 ottobre scorso, Yuri Temirkanov è atteso nuovamente a Santa Cecilia il 30 gennaio per dirigere un programma dedicato ai compositori russi (Glazunov, Šostakovič, Rachmaninoff) che vedrà il debutto, con l’Orchestra di Santa Cecilia, della giovane violinista Anna Tifu.
Un’occasione unica per festeggiare la nuova nomina di uno dei più grandi direttori al mondo.

RM__0867Dal 1988 Yuri Temirkanov ricopre la carica di Direttore Artistico e Direttore Principale dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Tra gli altri incarichi ricoperti, segnaliamo quello di Direttore Ospite Principale del Teatro Bol’šoi. Dopo la vittoria del prestigioso Concorso Nazionale di Direzione d’Orchestra nel 1966, Temirkanov viene invitato da Kiril Kondrašin a partecipare a una tournée in Europa e negli Stati Uniti con il leggendario violinista David Oistrakh e l’Orchestra Filarmonica di Mosca. Il suo debutto con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo – all’epoca Filarmonica di Leningrado – risale agli inizi del 1967, a cui seguì l’invito a far parte dell’orchestra come assistente del direttore Evgenij Mravinskij. Nel 1968 fu nominato Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica di Leningrado, con la quale rimase sino alla nomina di Direttore Musicale del Teatro Kirov (ora Teatro Mariinskij) dal 1976 al 1988 realizzando produzioni di Evgenij Oneghin e della Dama di picche che sono diventate leggendarie nella storia del teatro. Ha diretto le principali orchestre europee, inclusi i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la London Philharmonic Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa fotogaller2012orchestra_x5xCecilia. Dopo il suo debutto londinese, nel 1977, Temirkanov è stato nominato Direttore Ospite Principale e poi Direttore Principale (dal 1992 al 1998) della Royal Philharmonic Orchestra. Dal 1992 al 1997 è stato inoltre Direttore Ospite Principale della Dresdner Philharmonie e dell’Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese (dal 1998 al 2008). Ospite fisso negli Stati Uniti, dirige le maggiori orchestre di New York, Philadelphia, Boston, Chicago, Cleveland, San Francisco e Los Angeles. Dal 2000 al 2006 e stato Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Baltimora e dal 2010 al 2012 Direttore Musicale del Teatro Regio di Parma. Le sue numerose registrazioni includono collaborazioni con la Filarmonica di San Pietroburgo, la New York Philharmonic, l’Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese e la Royal Philharmonic Orchestra con la quale ha inciso tutti i balletti di Stravinskij e le Sinfonie di Čajkovskij. In Russia ha ricevuto molti premi importanti. Nel 2003 il presidente Vladimir Putin gli ha conferito la Medaglia del Presidente. Accademico Onorario di Santa Cecilia, in Italia ha ricevuto il Premio Abbiati come Miglior Direttore nel 2002 e successivamente la nomina di Direttore dell’anno 2003. Nel 2012 e stato nominato Cavaliere dell’Ordine della Stella della solidarietà italiana. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Arturo Benedetti Michelangeli e nel 2015 l’Ordine del sol levante e il premio “Una vita nella musica”.

Questa nomina è il riconoscimento a una grande carriera e a un bel rapporto che dura da moltissimi anni e non si è mai interrotto.
Redazione ArtInMovimento Magazine

Batterie dai funghi champignon: quando la natura aiuta a creare l’energia

funghi-batterie-androidianiIonobell è una giovane startup nata dalla collaborazione di scienziati e ingegneri con lo scopo di realizzare batterie economiche e eco-friendly basate sulle biomasse, come ad esempio i funghi champignon.

“Attualmente si lavora con materiali molto costosi, come la grafite sintetica, che per essere lavorata ha bisogno di passare attraverso processi chimici che richiedono molta energia”, spiega Brennan Campbell, PhD alla University of California Riverside e Chief Technological Officer di Ionobell “Noi siamo convinti che la natura possa essere un’ottima ispirazione per lavorare a tecnologie che migliorino il modo in cui utilizziamo l’energia”.

Una biomassa come quella dei funghi sembra un’ottima alternativa alla grafite sintetica, soprattutto grazie all’elevato funghi-greenstylecontenuto di carbonio e alla sua ecosostenibilità. La chiave del processo, come riportato sulla rivista Nature Scientific Reports è l’elevata porosità dei funghi: tutti questi pori permettono all’aria e ai liquidi di passare rapidamente e, nel caso di una batteria, permettono altresì all’energia di fare lo stesso. Grazie a questa porosità una batteria a biomasse ha maggiore spazio per accumulare e trasferire energia con risultati decisamente superiori rispetto alle batterie sintetiche.

funghi-smartworldLe prime sperimentazioni con anodi creati a base di champignon, la specie Agaricus bisporus, destinati a batterie agli ioni di litio hanno fatto vedere inoltre che la concentrazione di sali di potassio negli champignon fa sì che nel tempo la porosità aumenti, incrementando la durata della batteria: batterie che dopo due anni di utilizzo, durano il 20% in più, non in meno.

Nel futuro della Ionobell entra in gioco il crowdfunding con Kickstarter: la startup vuole costruire un primo prototipo, ottimizzare i materiali per costruire le batterie e cercare anche biomasse alternative, oltre a valutare una fase di testing avanzata sul funzionamento delle batterie. Vedremo le fungo-batterie sul mercato fra qualche anno?

Paolo Ernesto Sussi

[Fonte Immagini – Greenstyle.it, Smartworld.it, androidiani.com]

“Rebel Heart Tour”: lunga vita a Madonna

IMG_20151121_210750Mentre tutto il mondo della musica è ancora sgomento a causa degli attentati di Parigi, Madonna, fedele alle dichiarazioni in cui ha affermato che nessuno l’avrebbe mai fatta tacere (in fin dei conti chi ci è mai riuscito in trent’anni di carriera?), con le tre date del “Rebel Heart Tour” ha portato a Torino la sua “Revolution of Love“. Forte, stabile, pienamente in forma, con oltre due ore di spettacolo, Madonna ha ripercorso gran parte della sua carriera ammaliando gli oltre 30 mila che hanno partecipato alle tre serate – non poi così blindate come era stato dichiarato – del Pala Alpitour.
L’intro, affidato al brano “Iconic“, ha visto Madonna entrare in scena all’interno di una gabbia, perfetta realizzazione di un pensiero/poema sul quale la cantante lavora da anni (I have a cage, It’s called the stage), fin dai tempi del “Reinvention Tour”. Il primo atto, quello dedicato ai samurai e a Giovanna d’Arco, si è snodato tra nuove madonnagabbiacanzoni come “Bitch, I’m Madonna“, “Devil Pray” e il video interlude di “Messiah” fino a “Holy Water” che Madonna ha presentato con una delle sue più grandi hit, “Vogue“. Proprio durante questa esibizione, dopo le ballerine/suore sexy che hanno ballato la pole dance, è stata inscenata una citazione del cenacolo vinciano con un meraviglioso effetto estetico.
I toni si sono fatti più romantici nel secondo atto, quello Rockabilly. Qui Madonna ci ha voluto ricordare chi è e cosa sa fare: l’esibizione di “True Blue” con l’ukulele è valsa il prezzo del biglietto (e non è cosa da poco) e aver potuto riascoltare un vero gioiello pop come “Deeper and Deeper” dal vivo è stata estasi pura. Bellissimo l’effetto della scala a chiocciola calata sul palco per l’esibizione di “HeartBreakCity” con la citazione di “Love Don’t Live Here Anymore“, probabilmente l’esibizione vocalmente più emozionante di tutto lo spettacolo. Madonna ha terminato la canzone spingendo dalla cima della scala un ballerino che è volato giù nel buio, perché, parafrasando la canzone, “l’amore non abita più qui”.
IMG_20151122_011523Living for Love” e “La Isla Bonita” hanno aperto il terzo atto, quello Gypsy Heart, con tori e costumi spagnoleggianti, mentre il medley di vecchi successi come “Lucky Star” e “Dress You Up“, grazie a costumi ipercolorati, ci ha immerso nel mondo di Frida Kahlo (non a caso una delle icone di riferimento per Madonna). Sono seguite, almeno per la data del 21 novembre, “Secret” e “Ghosttown” in versione unplugged che hanno infiammato il Pala Alpitour e con le quali viene data l’ennesima ottima prova vocale della serata. A chiudere la sezione Gypsy, una delle canzoni più belle e intime dell’ultimo album,  “Rebel Heart”, e il video interlude di “Illuminati“, durante il quale i ballerini si sono esibiti in acrobazie da circo sostenuti da aste giganti flessibili.
Durante l’ultimo atto (Party) Madonna ha coinvolto attivamente il pubblico: ha preso di mira un fan che non ha dimostrato grande dimestichezza con la lingua inglese e ha fatto poi salire sul palco un ragazzo di origini slave al quale, come da copione, ha regalato una banana. Con la rivisitazione de “La Vie En Rose“, Madonna ci ha regalato un’altra splendida prova vocale. madonnaEmozionante ed evocativa.
La chiusura è stata affidata a un suo grande cavallo di battaglia, “Holiday“, durante il quale viene issata dal palco per poi sparire dietro gli schermi delle quinte.
Il “Rebel Heart Tour” ha, per l’ennesima volta, confermato Madonna come perfetta icona pop da palcoscenico, una performer inarrestabile, che canta dal vivo e balla senza sosta. A differenza dell’MDNA tour, nel quale Madonna era apparsa meno padrona del palco, fin troppo dimostrativa e un po’ distaccata, in questo tour tutto è ritornato più fluido, anche grazie al ritrovato contatto con il pubblico. Al bando i detrattori, lunga vita all’artista pop più grande di sempre.

Mirko Ghiani

WineAround-vini e dintorni: la seconda edizione a Saluzzo

WineAround – vini e dintorni torna a Saluzzo (CN) per la seconda edizione, che si svolgerà all’interno delle Antiche winearound-locandinaScuderie della Fondazione Amleto Bertoni in piazza Montebello 1, dal 27 al 29 novembre.
Il wine, food & beer festival è realizzato da FoodAround in collaborazione con la guida ViniBuoni d’Italia, edita dal Touring Club Italiano, e Slow Food Condotta del Marchesato, e con la partecipazione della Fondazione Amleto Bertoni e il patrocinio della Città di Saluzzo.

La mostra mercato offrirà la possibilità di degustare oltre 500 vini provenienti da tutta Italia, una selezione di birre artigianali e una ricca offerta di ristorazione e gastronomia del territorio.
La guida Vinibuoni partecipa con il suo banco di degustazione, Enoteca Italia, un vero e proprio percorso all’interno della produzione vitivinicola di qualità della penisola, con più di 350 etichette selezionate. Un banco già conosciuto ed apprezzato da winelovers ed operatori del settore, che ogni anno lo visitano nelle maggiori fiere sul vino italiane, come il Merano WineFestival, Vinitaly ed Ein Prosit.

Ad affiancare la proposta di Vinibuoni d’Italia le aziende presenti nella sezione Vigneto Italia, provenienti da Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Abruzzo.
L’offerta del festival è arricchita dalla presenza del Prosciutto Crudo di Cuneo DOP, che proporrà i suoi taglieri e primi a base di salumi della Salumeria Grandock, della Corporazione dei Mastri Oleari che in sinergia con l’Istituto Culinario IFSE propone il suo fritto gourmet, e da altre prelibatezze come lo stinco alla birra Baladin, la focaccia Fa Croc e le tapas di pizza di Gusto Divino, i formaggi dei caseifici Rabbia e Valvaraita e ed altro ancora.
Lo spazio Birroteca Italia ospiterà una selezione di birre artigianali a cura di C’è Fermento, l’appuntamento saluzzese diventato un punto di riferimento negli eventi birrari.
Non mancheranno inoltre degustazioni guidate e laboratori del gusto curati da sommelier e giornalisti enogastronomici qualificati, e uno spazio ludico/educativo dedicato ai bambini.

Depositphotos_37598091_mbwIl programma della manifestazione prevede venerdì 27 novembre dalle 19.30, SPARKLING FEVER, una serata di apertura dedicata esclusivamente agli spumanti, con una degustazione/evento di più di 70 etichette accompagnate da street food di qualità e dalle note del Caligola Dj set.
L’ingresso è libero su prenotazione. Iscrizioni con degustazione omaggio su winearound.it

Sabato 28 novembre, dalle 16 alle 24, e domenica 29 novembre, dalle 12 alle 22, sarà invece aperto il SALONE DI DEGUSTAZIONE / MOSTRA MERCATO.
L’ingresso è libero, i visitatori potranno acquistare le degustazioni per Enoteca Italia e per i vini e le birre artigianali dei produttori presenti, i piatti proposti per la parte di ristorazione e street food, e partecipare ai laboratori e alle degustazioni guidate.
Sarà inoltre possibile acquistare i prodotti enogastronomici presenti alla manifestazione.
Per gli operatori del settore (sommelier, ristoratori, gestori di enoteche…) è possibile acquistare un biglietto che consente l’assaggio libero dei vini presenti.
Degustazioni omaggio e promozioni per chi si registra sul sito winearound.it

Il programma completo ed ulteriori informazioni sono disponibili sul sito winearound.it e sulla pagina facebook www.facebook.com/winearounditaly

Redazione ArtInMovimento Magazine

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