Month: January 2016

 

A Torino alla Cavallerizza il Festival del Giornalismo Alimentare

Festival-gior-alim-TM_smallComune di Torino, Città Metropolitana di Torino, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino e Università degli Studi di Torino. Questi sono i patrocini importanti di cui godrà il primo Festival del Giornalismo Alimentare, che avrà luogo nel Capoluogo piemontese dal 25 al 26 febbraio, presso la Cavallerizza Reale. La manifestazione ha ricevuto inoltre ben cinque crediti formativi dall’Ordine dei Giornalisti, a testimonianza della qualità messa in campo dagli organizzatori.
12347818_1033009043389245_5791498566542547517_nIl  programma del Festival è certamente intenso e ricco di spunti. Sulla scia di Expo e dei temi che nel bene e nel male sono stati portati sotto le luci della ribalta dalla grande manifestazione dello scorso anno, questo Festival ne riprende i discorsi e cerca in un certo senso di riannodarne i fili, di proseguirne la narrazione anche se da altre angolature e prospettive.
Cominciamo a presentarvi a grandi linee ciò che sarà la manifestazione, ma avremo modo di entrare nel dettaglio nelle prossime settimane.
Biodiversità, Sicurezza Alimentare, Enogastronomia, Stili di Vita saranno i grandi temi affrontati nei tre giorni torinesi, con sessioni di lavoro che si preannunciano molto interessanti. Il 25 e 26 febbraio si svolgeranno presso gli storici locali della Cavallerizza Reale, sede della nuova Aula Magna dell’Università di Torino, mentre il 27 ci si sposterà per una serie di press trip organizzati fuori città (riservati a giornalisti e blogger), alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del territorio Piemontese.visite-guidate

L’apertura di giovedì 25 sarà con il “Convegno Nazionale sulle politiche del cibo dopo Expo” e continuerà nel pomeriggio con l’analisi del caso studio “Se la città discute di cibo: l’esperienza delle agende metropolitane”, una lezione (“Tra cancri immaginari e vermi improbabili”: quando una “bufala” sul cibo passa dai social alle redazioni) e tre dibattiti aperti, rispettivamente sui temi dell’acqua pubblica, del diritto al cibo, della critica enogastronomica.
Sabato 26 si parlerà di ricerca alimentare, di reati alimentari, di comunicazione rivolta ai bambini e di comunicazione in senso più ampio legata ai temi del cibo e dell’alimentazione.
Sembrano esserci gli ingredienti giusti per una kermesse di grande interesse, e sicuramente la seguiremo da vicino anche noi.

Chiara Trompetto
[Fonte delle immagini: festivalgiornalismoalimentare.it, cavallerizzareale.org]

Il Ponchielli cerca 40 ragazzi per “La scuola degli amanti” – Laboratori teatrali per l’opera

LA SCUOLA DEGLI AMANTI
Laboratori teatrali per l’opera
40 ragazzi CERCASI

COSÌ FAN TUTTE, ovvero la Scuola degli amanti
di Wolfgang Amadeus Mozart
Regia Francesco Micheli – Laboratori teatrali Eleonora Moro

csm_ponchielli_TEATRO_0820_753e925021“Così fan tutte” è un’opera di Mozart che ha per protagonisti 4 giovani che scoprono l’amicizia, l’amore, il sesso, l’odio, il tradimento. Non a caso il suo sottotitolo è ‘la Scuola degli amanti’: il teatro, infatti, è una grande scuola di vita.
Quest’anno OperaLombardia propone una nuova produzione di “Così fan tutte” che ambisce ad essere una Scuola di teatro e di vita. Come? coinvolgendo in ogni città che ospiterà la produzione un gruppo di giovani (tra i 18 e i 25 anni, 20 ragazze e 20 ragazzi) che abbiano voglia di entrare a far parte di questo spettacolo, vivendo così una nuova esperienza non solo artistica ma anche umana.

untitledL’avventura proposta sarà quella di esplorare e sperimentare in prima persona le peripezie dei personaggi che Mozart mette in scena nel “Così fan tutte”: Dorabella e Fiordiligi, Ferrando e Guglielmo, ma anche Don Alfonso e Despina saranno osservati, esaminati, studiati ed imitati dai ragazzi di ciascuna città coinvolta. Gli eroi mozartiani saranno alla fine modelli da seguire o cattivi esempi da redarguire? Si può davvero insegnare l’amore, e soprattutto si può imparare? Questi saranno i quesiti e le materie della scuola degli amanti.
Come in ogni vera scuola è previsto che i maestri insegnino e gli allievi imparino. Nella scuola degli amanti, però, tutto può succedere, così come l’amore può cambiare le carte in tavola da un momento all’altro, i ruoli si possono invertire, gli abiti si possono scambiare e si possono far cambiare le regole del gioco.
Maestri, allievi, uomini e donne in fondo, non son altro che esseri umani in balia di una forza più grande e più giocosa di tutti: l’amore.
E questo Mozart lo sapeva bene!

Disponibilità richiesta:
Selezione ragazzi e ragazze : 13 febbraio, ore 17.30
marzo-giugno, 1 laboratorio al mese:
13 marzo, ore 15.00-19.00
16 aprile, ore 17.00-21.00
29 maggio, ore 15.00-19.00
giugno data da confermare

da settembre: 1 laboratorio alla settimana (calendario da definire)
Antepiano: Cremona, Teatro Ponchielli 27 ottobre
Recite: 28 e 30 ottobre e 1 novembre

Tutti i laboratori e le recite avranno luogo presso il Teatro Ponchielli di Cremona.
La partecipazione è gratuita.

ISCRIZIONI
Informazioni e maggiori dettagli sul progetto su:
www.teatroponchielli.it
info@teatroponchielli.it

Redazione ArtInMovimento Magazine

I vincitori dell’edizione invernale di OIFF…

LogoOIFFWeC2E a notte inoltrata lo staff dell’edizione invernale di OIFFOnline International Film Festival – annuncia il nome dei vincitori.
Il Grand Jury, formato da Mauro Russo, Tommaso Setaro, Jessica Adinolfi, Giorgio Perno, Annunziato Gentiluomo e Chiara Trompetto, gli ultimi due Direttore Responsabile e Segretaria di Redazione di ArtInMovimento Magazine, ha decretato come vincitori della seconda edizione di OIFF:
– Hombre di Zachary Paunov (Bulgaria) con una media di voti pari a 4.95 su 5 per i lungometraggi (premio di 200 $);
– Fading Light di Mark Pagliaroli e Antonio Ienco (Canada) con una media di voti pari a 4.60 su 5 (premio di 120 $);
– Glitch di Elie Azzam come vincitore nella categoria Trailer, in una votazione postuma in quanto era in ex aequo con Sebastian: the Slumberland Odyssey (media di votHombre_locandinai pari a 4.40 su 5).
Il Grand Jury ha insignito come Migliore Regista Zachary Paunov (Hombre). La scelta del Migliore Attore è ricaduta su Brian Lutes (Prisoners of time) mentre il riconoscimento per la Migliore Attrice è andato a Constance Ejuma (Ben & Ara).
ArtInMovimento Magazine, seguendo la tradizione, ha dato la propria Menzione speciale a:
Wonderful World 3D come lungometraggio; Fading Light come cortometraggio; e Pulso come corto animato.
Ecco le motivazioni:
Wonderful World 3D riceve la Menzione ArtInMovimento Magazine per la qualità estetica e per come tratta un tema così attuale come l’ecologia. È un’ode a Gaia, alla madre terra. È uno stimolo a ritrovare le radici comuni ad ogni essere vivente che occupa il pianeta Terra in un slancio pieno gratitudine, speranza e bellezza.­
Pulso riceve la Menzione ArtInMovimento Magazine in quanto esprime, con semplicità, un messaggio transculturale e senza tempo, quello dell’amore. Fading Light_locandinaInoltre ci ricorda la magia che si cela dietro al “donare”, all’essere lì per l’altro: il dono moltiplica e non depaupera. È un film di animazione lirico, immediato e a tratti toccante.
Fading light riceve la Menzione ArtInMovimento Magazine per la delicatezza con cui affronta il tema della cecità e di riflesso della diversità dovuta a un deficit “fisico”. Il film è intenso, curato e a tratti talmente lirico da sembrare pura poesia che cela speranza e possibilità. Veramente toccante. Magnifico il protagonista e superbo il lavoro registico che sonda con grande attenzione gli scenari che cambiano davanti a una trasformazione fisica così imponente che non rappresenta la fine della vita, ma un nuovo inizio…
Poster_WW3D_English_smallPer completezza le motivazioni si riportano anche in inglese per un pubblico interessato più vasto.
Wonderful World 3D receives the Special Mention Artinmovimento Magazine for the quality of directing and editing, and for the way it approaches the topic of Ecology. It’s an ode to Mother Earth, to stimulate everyone in returning back to our common roots, being thankful and hopeful for the great beauties we share with all the inhabitants of our Planet.
Fading Light receives the Special Mention Artinmovimento Magazine, for the kind and soft way in approaching the subject of blindness and all problems related to such an important physical handicap.
Poetic and touching, it reveals the feelings of hope and possibility behind a surface of difficulties and disease.
Great changings due to blindness do not represent the end of life, but the beginning of a new one.
Pulso receives the Special Mention Artinmovimento Magazine, because it carries a simple and immediate message of love. Giving is always an action that can enrich everyone involved in it, the person who gives and the person who receives. A great animation movie, Poetic and touching.
Possiamo affermare che il Festival, ideato da Mauro Russo Rouge, stia crescendo e soprattutto che la qualità dei film pervenuti sia sicuramente sempre più alta. Reputiamo importante il lavoro svolto da OIFF in quanto sta dando voce e visibilità al Cinema Indipendente, esplorando tematiche anche di forte impatto e rilevanza sociale.
E rimaniamo in attesa della terza edizione da cui ci aspettiamo grandi cose…
Corrado Aldrisi

Il sedicesimo Concerto Aperitivo domenicale al Carlo Felice di Genova

LogoCarloFeliceDomani, domenica 31 gennaio, alle ore 11.00, il sedicesimo appuntamento della domenica mattina con i Concerti Aperitivo, sarà realizzato nel foyer del Teatro con Patrizia PRIARONE al pianoforte che accompagnerà la soprano Annarita CECCHINI, il mezzosoprano Simona MARCELLO, il tenore Antonio MANNARINO e il baritono Matteo ARMANINO, tutti facenti parte del Coro del Teatro Carlo Felice.
Il programma prevede l’esecuzione di celebri pagine sinfonico-corali composte da alcuni dei maggiori compositori quali Schubert, Mozart, Schumann, Liszt e Brahms.
L’iniziativa dei concerti aperitivo, da quest’anno con la partecipazione di CARISPEZIA quale main sponsor della rassegna, conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo nel primo foyer, ambiente suggestivo e raffinato a cura di Mentelocale.
Redazione di ArtInMovimento

Il “Don Giovanni” al Carlo Felice secondo la regista Rosetta Cucchi

don giovanniDa oggi, 30 gennaio, al 7 febbraio, è in scena al Teatro Carlo Felice di Genova Don Giovanni, dramma giocoso in due atti di Lorenzo Da Ponte su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, una delle opere più problematiche e discusse dell’intera storia del teatro lirico. L’allestimento è frutto della collaborazione di Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza, Teatro del Giglio di Lucca e Opera de Tenerife.
Presentiamo l’opera attraverso le riflessioni della regista Rosetta Cucchi: Ho voluto scegliere come tema conduttore non un tempo ma un luogo ben preciso che sono gli Stati Uniti d’America dove lo stesso Da Ponte trascorse l’ultima parte della sua esistenza morendo a New York e dove si spese tanto fino a riuscire a metter in scena nel 1825 proprio il Don Giovanni nella speranza di far nascere un primo teatro d’opera. Perché l’America del Novecento? Perché più che in altri paesi è lì che l’uomo ha avuto la possibilità e la forza di costruire il proprio futuro – il famoso self made man dove si scommette sull’essere umano e non sulla predestinazione e dove naturalmente il fallimento è ancora più cocente e inaccettabile. Questo Don Giovanni si posiziona, come periodo storico negli anni ottanta: l’America e i suoi miti hanno ricevuto una batosta notevole, il Vietnam, la contestazione giovanile e le politiche corrotte hanno incrinato il “sogno americano”. E’ a questo punto che Reagan viene eletto e promette fine alla deriva nelle politiche estere e in quelle interne, quindi ancora una volta si crede a ervìwin schrottun’America ottimista e proiettata verso il futuro ma dove ormai il germe della paura aveva cominciato a roderne le fondamenta e il moralismo borghese si contrapponeva alla crescente voglia di libertà di una parte della società, dove le grandi star del rock facevano impazzire i giovani e venivano seguite nelle mode e nei costumi morali e sessuali. In questo contesto ho immaginato un Don Giovanni star di uno dei locali alla moda newyorkesi, come poteva essere il mitico Studio 54, locale frequentato da ogni tipo di artisti, da Andy Warhol, a Truman Capote a Jean-Michel Basquiat, un Don Giovanni amato da tutte le donne e da esse odiato quando stanco e annoiato le rifiuta. Un uomo mito che vive sopra le righe forse conscio di dover brucare tutto e subito, rifiutando un futuro di decadenza fisica e sperando in una fine spettacolare. Un uomo che vive la sua intera esistenza camminando sul bordo del baratro, raffinato, cinico, dissacrante, in aperta opposizione con le convenzioni sociali, empio e pronto a burlarsi di tutto e di tutti persino della sua stessa vita. Qualsiasi sua forma diviene un eccesso, dalla vitalità che lo contraddistingue e attira gli altri personaggi sono delineati in modo realistico e credibile, Don Giovanni non si lascia definire è sfuggente; Kierkegaard lo paragona ai flutti del mare. E ancora alla solitudine: nella sua delirante compulsione psico – motoria; Don Giovanni sembra volersi auto – distruggere. L’invito al godimento forse ha origine dal tedium vitae ma soprattutto dal quel senso di vuoto interiore che lo fa rischiare ogni giorno un po’ di più.
La premiere diretta dal M° Christoph Poppen, prevede un cast eccezionale: Erwin Schrott, considerato l’interprete di riferimento nel ruolo di Don Giovanni, sarà affiancato da Alex Esposito, Serena Gamberoni, Maija Kovalevska e Patrick Vogel.
Decisamente interessante…
Redazione di ArtiInMovimento Magazine

La musica sacra per celebrare Sant’Agata a Catania: stasera sul podio Jacopo Sipari di Pescasseroli

mANIFESTO CORRETTO S AGATA In concomitanza con le festività dedicate alla Patrona della Città Etnea, l’Arcidiocesi di Catania in collaborazione con il Coro Lirico Siciliano ha ideato una prestigiosa kermesse musicale incentrata sulla grande musica sacra con diverse prime esecuzioni.

Il 30 gennaio ci sarà la “Petite Messe Solennelle” di G. Rossini diretta dal Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli mentre il 4 febbraio si potrà ascoltare il “Vespro agatino” con musiche di G. Geremia sotto la bacchetta di Francesco Di Mauro il 4 Febbraio). Entrambi i concerti avranno inizio alle ore 20.00, e saranno accessibili con contributo di 10 euro finalizzato all’ampliamento del percorso artistico delle terrazze della Monumentale Chiesa della Badia di S. Agata all’interno del progetto “Un balcone sul barocco di Catania”.

Il 1 Febbraio alle ore 20.00, il gioiello barocco del Vaccarini ospiterà un evento unico: la prima esecuzione nazionale della “Missa Brevis Sanctæ Ceciliæ” composta da Francesco Costa per la ventinovesima edizione del blasonato Festival Internazionale della Musica di Macao (Cina) e trasmessa in mondovisione dalla televisione cinese.
Le musiche partorite dal direttore stabile del Coro Lirico Siciliano avranno quali interpreti: Giulia Mazzara, Miriam Carsana, Antonella Arena, Antonella Leotta, Daniela Calcamo, F. CostaAlberto Munafò e Daniele Cannavò.
La composizione musicale di Francesco Costa, per soli, coro e pianoforte concertante, partendo dal tema gregoriano dell’antifona “Cantantibus Organis”, tratta dai Vespri in Onore di Santa Cecilia, giunge a vette di virtuosismo tecnico, mai fine a se stesso, che valorizzano la duttilità e le capacità vocali degli Artisti del Coro Lirico Siciliano.
L’opera è composta di cinque movimenti (Introitus; Kyrie Eleison; Offertorium; Sanctus; Agnus Dei) che si basano sulla elaborazione motivica dell’Antifona gregoriana, in cui si uniscono armonie arcaizzanti d’ispirazione modale e contrasti ritmici tra la componente vocale e quella Il barbiere di Siviglia Jacopo.10strumentale. Va poi sottolineato l’ampio ventaglio delle voci solistiche tra cui spicca la presenza del particolare registro di sopranista (Alberto Munafò) nel terzo movimento dell’Offertorium.
L’evento concertistico di giorno 1 Febbraio sarà poi arricchito dalla speciale partecipazione del soprano di fama internazionale Chiara Taigi. Sarà, inoltre, dato ampio spazio alla musica liturgica e devozionale composta da insigni autori catanesi dei secoli XIX e XX dedicata al culto della Santa Patrona Agata.
La partecipazione a tutte le manifestazioni della Settimana Musicale Agatina darà diritto a una visita guidata della cupola e delle terrazze barocche della Monumentale Chiesa della Badia di S. Agata e l’omaggio di un CD con musiche di autori catanesi dedicate alla Martire Etnea “Agatha Lætissime”.

Per info e prenotazioni:
badia@diocesi.catania.it
grancoro@hotmail.it
348 79 67 711 / 338 14 41 760
347 51 55 833

A Catania la “Settimana Musicale Agatina”

dsc_0402-1600x1200Dopo il grande successo della Edizione del 2015, ritorna presso la chiesa catanese della Badia di Sant’Agata, il gioiello barocco del Vaccarini, la “Settimana Musicale Agatina”, prestigioso evento musicale organizzato dal Coro Lirico Siciliano e dall’Arcidiocesi di Catania, sotto il Patrocinio del Pontificium Consilium de Cultura della Città del Vaticano e dell’Associazione Santa Cecilia di Roma.
L’edizione 2016 vanterà un ricco e variegato programma con diverse prime esecuzioni assolute, caratteristica e segno che contraddistingue la ricerca musicologica e artistica della compagine corale diretta da Francesco Costa e presieduta da Alberto Munafò.
L’evento musicale dedicato alla martire catanese sarà inaugurato, il 30 Gennaio, dal capolavoro rossiniano “Petite Messe Solennelle” per soli, coro, pianoforte e armonium; sul podio il brillante direttore abruzzese Jacopo Sipari di Pescasseroli.
La Settimana Musicale Agatina sarà inoltre arricchita da due prime esecuzioni: il primo Febbraio, alle ore 20, nella monumentale Chiesa della Badia di S. Agata sarà presentata , in12400932_1057029674342382_2293302825452890096_n prima nazionale, la “Missa Brevis Sanctae Ceciliae” di Francesco Costa, composta in occasione della XXIX edizione del blasonato Festival Internazionale della Musica di Macao e trasmessa, lo scorso ottobre, dalla televisione cinese; l’evento concertistico sarà poi impreziosito dalla partecipazione speciale del soprano di fama internazionale Chiara Taigi che incanterà l’uditorio con le più emozionanti e spirituali scene operistiche intrise di forte intimismo religioso. Sarà, inoltre, dato ampio spazio alla musica liturgica e devozionale composta da insigni autori catanesi dei secoli XIX e XX dedicata al culto della Santa Patrona Agata. Un paziente lavoro di ricerca ha permesso la riscoperta di un patrimonio musicale caduto in oblio da oltre un secolo che potrà essere finalmente restituito alla fruizione del pubblico catanese: i preziosi manoscritti sono stati reperiti tra i cimeli musicali custoditi in collezioni private ed in biblioteche di istituzioni musicali e religiose. Un particolare contributo alla ricerca è stato fornito dal Seminario arcivescovile di Catania che ha messo a disposiziongiuseppe-priviterae il proprio archivio musicale.
Infine, il 4 Febbraio, sotto la bacchetta di Francesco Di Mauro, il Coro Lirico Siciliano e orchestra eseguiranno musiche in prima esecuzione di Giuseppe Geremia. Un evento imperdibile nella viglia della grande festa: la ricostruzione storica di una liturgia vespertina in onore di S. Agata secondo le fonti catanesi del secolo XVIII
Tutti gli eventi musicali, che avranno inizio alle ore 20, saranno accessibili con contributo di 10 euro finalizzato all’ampliamento del percorso artistico delle terrazze della Monumentale Chiesa della Badia di S. Agata all’interno del progetto “Un balcone sul barocco di Catania”.
La partecipazione a tutti gli eventi della Settimana Musicale Agatina darà diritto a una visita guidata della cupola e delle terrazze barocche della Monumentale Chiesa della Badia di S. Agata e l’omagio di un CD con musiche di autori catanesi dedicate alla Martire Etnea “Agatha Laetissime”.
Redazione ArtInMovimento Magazine

[Immagini da badiasantagata.wordpress.com]

Florim Age, il primo pavimento “touch” che permette di rilevare movimenti e abitudini di chi ci cammina

Florim Age

Florim AgeSembra un comune pavimento in ceramica, ma in realtà la sua superficie è dotata di una struttura sensoriale altamente sensibile, in grado di rilevare ogni movimento, un sistema di monitoraggio che individua i movimenti e traccia il traffico dello spostamento di chi lo utilizza. Si chiama Florim Age ed è stato brevettato da un’azienda modenese, la Florim Ceramiche in collaborazione con il centro Softech-ICT dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Questo pavimento funziona esattamente come un dispositivo touch: percepisce pressione e vibrazione con una precisione molto elevate ed elabora i dati grazie ad un software di visione.
il pavimento Florim Age è composto da lastre in ceramica aventi uno spessore di circa quattro millimetri ed è Florim Ageinstancabile su qualsiasi rivestimento grazie ad una guaina coperta di moltissimi sensori: un sensore ogni 12 centimetri quadrati, spazio necessario per percepire il movimento di un piede. Questi punti sensoriali, disposti in righe e colonne come fossero dei pixel consente di rilevare immagini e in futuro video di come varia la pressione di chi che calpesta il pavimento.

Il software di visione, invece, mantiene lo storico aggiornato ogni due secondi e ne aggrega i dati ogni minuto, al fine di rilevare tutte le statistiche e comprendere chi è passato, come e quanto si è fermato.

L’applicazione di Florim Age è molteplice: dall’installazione in strutture museali, per definire, rispettando la privacy, i percorsi di spostamento dei visitatori ai fini della sicurezza; nella domotica e nel monitoraggio di anziani e persone con difficoltà motorie; nella sorveglianza in appartamenti e edifici o anche nei flussi pedonali.

Paolo Ernesto Sussi

[Fonte immagini: slim4plus.it – fanpage.it]

Continua il programma per i ragazzi al Teatro Superga

Teatro SupergaNews_teatro_ragazzi-1200x525
Domenica 31 gennaio ore 16

Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte presenta
Compagnia dei Ciarlatani
COFFEE SCIOC
3 CLOWN E 1 CAFFE’
di e con Mirco Gennari, Alex Gabellini e Francesco Tonti
scene Keiko Shiraishi
costumi Paul Mochrie
con la collaborazione di Marco Mantovani
assistenza alla Regia Fabio Magnani
regia Andrea Lupo

Spettacolo vincitore del “Premio Gianni Battilà” al Festival Internazionale di Teatro per Ragazzi I TEATRI DEL MONDO – XXIV edizione 2013

CoffeeScioc01_phMarcoMontanariIl secondo appuntamento con il teatro ragazzi della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte al Teatro Superga sarà domenica 31 gennaio ore 16 con “Coffee Scioc – 3 clown e 1 caffè” della Compagnia dei Ciarlatani.
Un “caffè” gestito da un padrone cinico e senza scrupoli, che anche se non ha il cappello bianco è cattivissimo come solo i clown “bianchi” sanno essere. In questo caffè altri due clown, senza il naso rosso ma la stessa stupidità che ci si può aspettare da un clown, fanno i camerieri, tanti camerieri, perché come potete immaginare è molto facile essere licenziati in questo bar, ma è anche vero, purtroppo, che c’è sempre un disoccupato pronto dietro la porta. Aggiungiamo al quadro un bel gruppo di clienti, dal padre sbadato al “matto del villaggio”, dal depresso cronico al turista invadente. Interessante, vero? Questo “caffè” risulta essere davvero una metafora del nostro tempo, dove tutti si affannano a fare non si sa bene cosa, e per potere andare avanti hanno bisogno di uno stimolo, un caffè insomma! Corto? Lungo? Macchiato? Americano? Senza dubbio “Scioc”!

Biglietto d’ingresso prezzo unico 5,00 €
Ingresso omaggio per i bambini al di sotto dei 3 anni
Informazioni e prevendite biglietti: Teatro Superga, Via Superga 44 – Nichelino (To)
Orario di biglietteria: dal martedì al sabato dalle ore 15 alle ore 19 – domenica 31 gennaio dalle 15 alle 16.

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Immagini: teatrosuperga.it, Marco Montanari ph]

Dal 30 gennaio al 7 febbraio “Don Giovanni” al Carlo Felice di Genova

don giovanni4Dal 30 gennaio al 7 febbraio 2016, Don Giovanni, dramma giocoso in due atti di Lorenzo Da Ponte su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, una delle opere più problematiche e discusse dell’intera storia del teatro lirico, torna dopo quattro anni al Teatro Carlo Felice di Genova. L’allestimento è frutto di una collaborazione nazionale e internazionale: Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza, Teatro del Giglio di Lucca e Opera de Tenerife.
Ho pensato all’America reaganiana degli anni ’80, ottimista e proiettata verso il futuro, ma dove il moralismo borghese si contrapponeva alla crescente voglia di libertà di una parte della società. Dove le grandi star del rock facevano impazzire i giovani e venivano seguite nelle mode e nei costumi morali e sessuali. Ma anche all’America dove l’ombra dell’AIDS iniziava a prendere forma e c’era chi la giudicava come una giusta punizione divina della corruzione dei costumi. In questo don giovannicontesto, ho immaginato un Don Giovanni star di uno dei locali alla moda newyorkesi, come poteva essere il mitico Studio 54, amato da tutte le donne e da esse odiato quando stanco e annoiato le rifiuta. Un uomo mito che vive sopra le righe, forse conscio di dover bruciare tutto e subito rifiutando un futuro di decadenza fisica e sperando in una fine spettacolare, precisa la regista Rosetta Cucchi riguardo la sua messa in scena.
Le scene sono state realizzate da Andrea De Micheli, i costumi sono curati da Claudia Pernigotti e le luci sono firmate da Luciano Novelli.
La direzione dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice è affidata a Christoph Poppen, più volte applaudito dal pubblico genovese e che ritroveremo nel prossimo concerto sinfonico del 5 febbraio, che si alternerà con Pablo Assante nelle recite del 2 e 6 febbraio, mentre il Coro è guidato Patrizia Priarone.
27 don giovanni ( m.patti )-700Il cast che affronterà il settecentesco capolavoro mozartiano è composto da nomi di spicco come quello del protagonista Erwin Schrott che si alternerà con il genovese Michele Patti e Alessandro LuongoSchrott, una delle più grandi star della lirica della sua generazione, considerato dalla critica internazionale l’interprete di riferimento nel ruolo di Don Giovanni, ritorna a Genova dopo 10 anni e dichiara: Non vedo l’ora di tornare al Carlo Felice dopo così tanto tempo. La tormentata Donna Elvira sarà interpretata da Maija Kovalevska e Raffaella Lupinacci; due fascinose Donna Anna saranno Serena Gamberoni e Alfiia Karimova; Alex Esposito e Luciano Leoni interpreteranno il servo Leporello; Francesco Verna e Roberto Maietta Masetto; Sophie Gordeladzee e Lilia Gamberini si alterneranno nel ruolo di Zerlina; Graeme Broadbent sarà il Commendatore; e Patrick Vogel Don Ottavio.

Dopo la prima, si potrà gustare Don Giovanni: domenica 31 gennaio alle 15.30; martedì 2 febbraio alle 15.30; mercoledì 3 febbraio alle 20.30; sabato 6 febbraio alle 20.30; e domenica 7 febbraio alle 15.30.
Redazione di ArtInMovimento Magazine

Intesa per il futuro di Torino Esposizioni

33a8015b_fullIl Ministro Stefania Giannini, il Sindaco Piero Fassino e il Rettore del Politecnico Marco Gilli hanno firmato pochi giorni fa, al termine della cerimonia per l’avvio dell’anno accademico del Poli – il 156°dalla fondazione della Scuola di applicazione per gli ingegneri di Torino – il protocollo d’intesa “per il recupero e la rifunzionalizzazione” di Torino Esposizioni, il complesso progettato da Ettore Sottsass e Pier Luigi Nervi.
L’obiettivo è di realizzare uno spazio pubblico e culturale in grado di integrare attività di formazione e ricerca avanzata nel campo dell’architettura, della pianificazione e del design, integrato dalla presenza di un nuovo ed evoluto modello di Biblioteca Civica. Il Campus è concepito come uno spazio aperto alla Città e alla molteplicità dei suoi fruitori: cittadini, turisti, giovani, anziani, studenti e famiglie. Un luogo in cui la sperimentazione dei nuovi modi di vita, della comunicazione, della mobilità e dei servizi sia tangibile e fruibile da tutti.

33a7988b_fullIl Ministro ci tiene a sottolineare: “Non la solita dichiarazione di intenti e poi si vedrà, ma un preciso progetto che mira a riqualificare la zona”. La Giannini ha anche assicurato l’impegno del Ministero e di tutto il Governo “a far sì che questa Città possa diventare un esempio di come il collegamento strutturale tra l’Amministrazione Centrale e le amministrazioni locali con gli Atenei, che naturalmente ne sono protagonisti, diventi la chiave semplice, ma non sempre ovvia, non sempre scontata di soluzione dei problemi”.
Sarà anche un veicolo incredibile per poter attrarre più studenti internazionali nella nostra scuola di Architettura. Un progetto che 12243310_10208169347742536_5598586539988531001_nvalorizza due delle opere più belle dello scorso secolo e che va nel senso di una profonda integrazione della Città con gli Atenei: il modello di un po’ tutte le Città Universitarie“ ha ribadito il Rettore del Politecnico Marco Gilli.
Così il Sindaco Piero Fassino: “Una cooperazione costruita in modo sempre più forte e intenso. Sono in questa direzione una serie di scelte che sono state fatte volte ad ampliare gli spazi a disposizione del Politecnico e a crearne contenuti. Penso all’Energy Center o alla realizzazione dell’ incubatore delle tecnologie sanitarie al Moi. Così come è parte di una strategia il supportare e sostenere la struttura di servizio a disposizione della popolazione studentesca e di tutti coloro che ruotano nella loro attività intorno all’università: mi riferisco agli interventi per far crescere l’offerta di residenzialità, migliorare la qualità della vita e rendere l’attrattività della città ancora più forte”.
Torino Città Universitaria si sta rivelando un asset strategico. Sono aumentati in questi anni gli iscritti agli atenei torinesi, soprattutto quelli stranieri. Questo cambiamento sta contribuendo a trasformare la città rendendola nuovamente produttive delle aree che erano stati dismesse, convertiti in spazi di innovazione e di ricerca. Tra questi spazi vi è l’Energy Center, struttura che è stata concepita con un vero e proprio Distretto tecnologico, un centro a sostegno dell’innovazione in campo energetico e ambientale. In questo, come negli altri progetti di trasformazione urbana, è fondamentale la relazione e la collaborazione dell’Ente pubblico con il mondo dell’Università.
Come ricorda l’Assessore all’Urbanistca Stefano Lo Russo: “I grandi progetti di trasformazione urbana passano dalla relazione con l’Università e il Politecnico. A partire dal raddoppio della Cittadella Politecnica, il grande progetto di Torino Esposizioni con il campus dell’architettura e del design e fino all’’ampliamento del sito TNE a Mirafiori, il Politecnico si conferma essere un player importante nella strategia di sviluppo di Torino già concretamente oggi e di sicuro nei prossimi anni”.

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Fonti delle immagini: politocomunica.polito.it, ]

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