Month: January 2017

 

“J.Kessels a.k.a. Road Duster” e “He and She”, i vincitori della 4ª edizione di O.I.F.F. TURIN CINEFEST

logo nuovoE la quarta edizione di O.I.F.F. TURIN CINEFEST volge al termine dopo ben dodici giorni di concorso.
Da pochissimo i giurati – gli attori romani Tommaso Setaro e Valeria Palma, il compositore siciliano Simone Cilio, il giornalista torinese e Presidente dell’Associazione Culturale ArtInMovimento, promotrice del Festival, Annunziato Gentiluomo, Jessica Adinolfi e il regista torinese Mauro Russo Rouge, ideatore e direttore artistico dell’evento – hanno decretato i vincitori del festival tra gli ottanta selezionati.
Hanno attribuito il premio del miglior lungometraggio da 300$ al film olandese J.Kessels a.k.a. Road Duster diretto da Erik de Bruyn e quello del miglior cortometraggio da 200$ al film tedesco He and She di Marco Gadge. Quest’ultimo è risultato anche il miglior regista della quarta edizione di OIFF TURIN CINEFEST.
Dimitar Nikolov è il miglior attore per la sua interpretazione nel film bulgaro Hristo diretto da Grigor Lefterov e Todor Matsanov, mentre Julia Kassar è la migliore attrice per il suo ruolo nel libanese Congratulations diretto da Cynthia Sawma.

He-and-She-800x600Petteri Sainio si aggiudica il premio della miglior colonna sonora dell’edizione invernale 2017 per Citipati (film tedesco diretto da Andreas Feix), attribuito da Simone Cilio.
Questa volta la rivista ArtInMovimento Magazine, media-partner dell’evento, ha conferito ben due menzioni.
La prima al cortometraggio spagnolo Manifacturers of Dreams diretto da Juraj Horniak perché testimonia come la cultura e il sociale rappresentino le vere leve del cambiamento, quel cambiamento che il Sud Italia, come il Sud del Mondo in geJ.-KESSELSnere, anela. Il documentario, dando forza al positivo e al bello, fotografa una realtà meridionale a cui non siamo avvezzi e riesce a trasmettere l’energia contagiosa della rivoluzione culturale che potrebbe rappresentare la rinascita della Campania, della Puglia, della Basilicata, della Calabria e della Sicilia.
La seconda al lungometraggio americano We are in it di Yehuda Sharim per il coraggioso procedere del regista che non incanta o distrae con immagini particolari ed effetti speciali, ma che punta sul potere del racconto. Le inquadrature dei volti degli intervistati e le loro espressioni danno risalto alle parole, parole che descrivono un disagio, un dolore, ma anche un sogno: la speranza di una vita migliore. Una musicalità speciale, sprigionata dalla voce di ognuno, dai gesti e dagli occhi, carichi di autenticità…
Un’edizione ricca in qualità e in quantità. Siamo soddisfatti del risultato e siamo già al lavoro per la kermesse che terremo al Cinema Classico di Torino a fine aprile, afferma il direttore artistico Mauro Russo Rouge.
Noi abbiamo seguito da vicino lo sviluppo dell’evento e possiamo solo confermare la purezza di questo Festival e la sua importante mission sociale. I film-makers indipendenti gli stanno dando fiducia a ragion veduta. A questo punto non ci resta che rimandare all’evento live e poi alla Summer edition 2017.
Chiara Trompetto

Carmen Consoli al Teatro La Fenice con “Eco di Sirene”

unnamedDomenica 5 marzo dalle ore 20:00, tappa speciale a Venezia per Carmen Consoli in occasione del suo nuovo tour teatrale “Eco di sirene”, con Emilia Belfiore (violino) e Claudia della Gatta (violoncello). La cantantessa sarà per la prima volta al Teatro La Fenice, ospite di Veneto Jazz. Un palcoscenico prestigioso per una delle interpreti italiane più amate, cantante, performer e musicista grintosa e passionale, fuori da ogni etichetta.
Eco di sirene è l’evoluzione di uno dei progetti più amati ed originali di Carmen: L’anello mancante (2008), un tour teatrale con il quale ha registrato il tutto esaurito in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, dominando la scena sola sul palco con le sue sei chitarre.
Come in quel concerto, la musica sarà la tela sulla quale tracciare riflessioni e impressioni personali; qui però i tre strumenti acustici si rimandano suggestioni diverse sugli stessi temi musicali e argomenti, dando così corpo all’ambivalenza connaturata al titolo stesso, Eco di sirene. unnamedUna sirena è infatti al tempo stesso un suono d’allarme ed una creatura magica che canta per avvisare del pericolo. Una sirena ama e custodisce, assorda e allerta. Una sirena incanta e seduce. Ma può anche urlare e proteggere. È una mostruosa chimera ed una dolce fanciulla in cerca di un’anima. Eco di sirene è quindi uno spazio nel quale accogliere e dar voce e corpo alle domande sul presente, ai piccoli momenti di gioia quotidiana, alla pluralità di risposte individuali.
Redazione ArtInMovimento Magazine

Biglietti:
55 € + diritto di prevendita: platea, palchi ordine parapetto
45 € + diritto di prevendita: palchi centrali ordine dietro, palchi laterali ordine parapetto
40 € + diritto di prevendita: galleria e loggione centrale
35 € + diritto di prevendita: ridotta visibilità
25 € + diritto di prevendita: solo ascolto

Prevendite:
www.ticketone.it
www.teatrolafenice.it
In tutti i punti vendita Venezia Unica e call center Hellovenezia 041.2424

Il fenomeno dello Street Food in Italia, ne parliamo con Maurizio Cimmino di To Business Agency

logo tobusinessDa qualche anno ha iniziato a suscitare interesse anche in Italia il cosiddetto street food, e gli eventi che lo promuovono registrano un crescente successo di presenze e partecipazione.
Il “cibo di strada” fa parte anche della tradizione gastronomica italiana, come testimoniano le specialità culinarie di varie regioni. Tuttavia il boom di questi ultimi anni è dovuto alla creazione di eventi dedicati, un format nato in California e importato nel nostro Paese da To Business Agency del 2014.
Abbiamo avuto occasione già alcune volte di parlarvi di loro e dei loro eventi, per esempio quelli organizzati al Parco Dora a Torino, ma ve ne sono stati molti di più (una trentina circa) in tutta Italia.
Ciò che caratterizza sempre queste manifestazioni è il fatto di essere organizzate in grandi spazi aperti, di affiancare al cibo anche il vino e la birra dando rilievo alle produzioni di eccellenza locali, e di unire all’aspetto enogastronomico anche l’intrattenimento musicale.Internation Street Food
Questo mix si è rivelato sino ad ora vincente, al momento gli operatori aderenti a Street Food Parade sono circa 300 e la Street Food Parade originaria è stata realizzata anche nelle varianti Truck Edition e International Street Food Parade.
Un prodotto sul quale To Business Agency ha deciso di puntare particolarmente è la birra, partendo dalla valorizzazione della grande produzione di birra artigianale in Italia. A oggi si contano infatti 600 stabilimenti artigianali, che rappresentano circa il 3% della produzione nazionale, e a questo settore si è data visibilità con l’evento World Beer, iniziato a Torino e poi portato anche a Milano.
_MP_8819Non meno importante il settore del vino, cui sono state dedicate le manifestazioni In Vino Veritas e Hallowine, in occasione di Halloween. Anche in questo caso la prima edizione si è tenuta a Torino per poi essere replicata a Milano, proponendo in entrambi i casi una formula particolarmente apprezzata dal pubblico, ossia l’acquisto di ticket per un numero a scelta di degustazioni e l’omaggio del bicchiere.
I luoghi scelti per ospitare queste manifestazioni sono stati nella maggior parte dei casi ex aree industriali, per le quali questi eventi si inseriscono in un più ampio progetto di riqualificazione delle aree stesse e dei quartieri in cui sono situati. A Torino vi sono l’area del Parco Dora e lo Spazio MRF, una volta sedi di stabilimenti di FIAT e Michelin, a Milano gli ex scali ferroviari di Viale Isonzo e Viale Valtellina, a Bologna il Parco Nord, a Napoli il Centro Direzionale, di nuova costruzione ma finalizzato alla riqualificazione dei quartieri di Napoli Est.Cimmino
Riuscire a portare centinaia di miglia di persone in piazza in zone significative di una grande città vuol dire prima di tutto creare possibilità di incontro, di integrazione, ma anche fare cultura gastronomica, da un lato riscoprendo tradizioni della propria terra e dall’altro scoprendo le usanze e i gusti di altri Paesi.
Se nelle classifiche internazionali non stupisce trovare le capitali del Sud Est asiatico ai primissimi posti, si può invece rimanere sorpresi nel trovare Palermo in quinta posizione. Sorpresa che svanisce se si ha l’opportunità di scoprire quante specialità di cibo da consumarsi in strada siano presenti nella tradizione palermitana.
Secondo uno studio dell’Università Bicocca di Milano, la grande espansione dello Street Food italiano si contraddistingue per qualità e creatività. Da un lato vi sono i mezzi, i trucks, decorati e resi accattivanti sotto il profilo estetico, dall’altro vi è l’utilizzo di ingredienti selezionati, freschi, con attenzione alla scelta di prodotti locali e stagionali. Accanto a queste qualità intrinseche vi è infine la diffusione degli eventi dedicati, che danno visibilità attraendo un numero sempre crescente di persone, e in questo To Business Agency è capofila.

Ne abbiamo parlato un po’ con il patron di To Business Agency, Maurizio Cimmino
Come è nata l’idea di dedicarsi al settore dello Street Food?
Come succede spesso, anche in questo caso l’idea è nata quasi per caso, più precisamente da un mio viaggio di piacere a Londra. Devo ammettere che ero già affascinato dalla tipologia di consumo street food e quindi già predisposto verso questo fenomeno, ma visitando l’immenso food market di Camden Town e quello altrettanto importante e affascinante di Portobello Road, ho scoperto un mondo che in Italia non era ancora presente. Se è vero che il nostro Paese è una delle culle del cibo da strada, soprattutto nelle regioni del Sud come la Sicilia e la Campania, è altrettanto vero che mancava un’offerta di eventi di piazza capaci di radunare proposte diverse provenienti da tutto lo Stivale e di mostrare la grande varietà enogastronomica presente sul territorio. Per questo, dopo pochi mesi dal mio ritorno da Londra, ho dato vita, a Torino, alla prima International Street Food Parade.

Ma vi aspettavate questo grande successo?
Gli italiani sono un popolo che ama mangiar bene e che si diverte a scoprire nuovi cibi e nuove tendenze e quindi eravamo convinti che la nostra idea avrebbe incontrato un ampio interesse. Tuttavia devo dire che, fin dai primi mesi, il successo è andato ben oltre le nostre più rosee aspettative. Basti pensare che nel 2015, primo anno in cui abbiamo investito con entusiasmo sul progetto, abbiamo radunato oltre 3 milioni di streetfood lover in giro per l’Italia che, grazie ai nostri eventi, hanno potuto apprezzare i diversi sapori provenienti da numerose realtà artigianali. E i numeri continuano a darci ragione, con un incremento notevole degli eventi organizzati, degli operatori street food coinvolti e dei visitatori che partecipano.

Parlando della scelta delle location, quanto è importante questo aspetto nella riuscita dei vostri eventi?
La scelta delle location è un elemento fondamentale per il successo del nostro progetto. Fin da subito abbiamo deciso di alternare location della movida con altre più periferiche, ma dal grande fascino, con l’obiettivo di supportarle nel loro percorso di riconversione. Oltre all’aspetto puramente enogastronomico e ludico, ci poniamo, infatti, l’obiettivo ambizioso di contribuire al rilancio del tessuto economico, proprio attraverso l’inclusione di queste aree da riqualificare all’interno del circuito di eventi street food. Vedere luoghi torinesi dall’immenso fascino come lo Spazio MRF, nell’ex zona industriale dismessa di Mirafiori, e il Parco Dora riempirsi di gente, musica, sapori e profumi è un’emozione che ci fa comprendere una volta di più come il cibo possa essere un grande fenomeno aggregante e offrire opportunità di crescita per il territorio.

Potete darci qualche anticipazione sui prossimi progetti?
Per il 2017 abbiamo in mente alcune novità… succulente. Sicuramente continueremo a proporre i format ormai consolidati come l’International Street Food Parade, il World Beer Festival e Hallowine ma abbiamo anche in progetto eventi legati allo street food vegano e più in generale al benessere. Inoltre ci piacerebbe coinvolgere presto anche gli chef, personaggi sempre più interessati a questa tipologia di consumo. Il 2017 sarà un anno importante per noi e per tutti coloro che amano il cibo da strada di qualità.

Novità in arrivo, quindi, e consolidamento di quanto è già stato sperimentato negli anni scorsi, sulla scia di un successo e di un interesse in crescita. Salutiamo e ringraziamo Maurizio Cimmino per questa intervista, in attesa dei primi eventi del 2017…

Chiara Trompetto

Aurore musicali, stasera un duo chitarra e flauto con Roxana Gabriela Marcosanu e Madalina Dana Smocov

Questa l’appuntamento con “Aurore Musicali” all’Auditorium Orpheus dell’Educatorio della Provvidenza di Torino propone un duo chitarra e flaudo, con una selezione di brani di Giuliani, Bartok e Pujol.
Sul palco ci saranno Roxana Gabriela Morcosanu e Madalina Dana Smocov.

Roxana Gabriela Morcosanu è nata in Romania, dove ha cominciato lo studio della chitarra, continuato poi Roxanapresso il Conservatorio di Brasov. Da Brasov, vincendo una borsa di studio nell’ambito del progetto Erasmus, è approdata al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, dove si è infine laureata a pieni voti sotto la guida del Maestro Ennio Guerrato.
Ha partecipato a vari corsi di perfezionamento con maestri di fama internazionale, tra cui Massimo Lonardi, Frédéric Zigante, Lorenzo Micheli. Vanta partecipazioni e riconoscimenti a concorsi importani, tra cui il 1° premio al Concorso Internazionale “George Georgescu” di Tulcea, (Romania); 1° premio alla Rassegna Chitarristica Nazionale di Garessio (CN); il 2° premio nella categoria Grandi Concertisti dello stesso concorso.

Nel 2013, insieme alla flautista Madalina Dana Smocov, ha intrapreso un progetto di collaborazione che va sotto il nome di Duo BraGal, anch’esso premiato in concorsi nazionali e internazionali di musica da camera, tra cui ricordiamo il 1° Premio al Concorso Nazionale
“Città di Voghera” (PV) e il 2° Premio al Concorso Internazionale di Interpretazione Musicale di Nervi (GE)
Nello stesso anno, inoltre, si è diplomata (Biennio superiore) presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, sotto la guida di Paolo Garganese.
Svolge attività concertistica sia come solista che in diverse formazioni da camera, in Italia e all’estero.

MadalinaMadalina Dana Smocov è nata in Romania, a Galati, e si è formata a Bucarest, dove nel 2011 ha conseguito il diploma di flauto traverso presso il Conservatorio “Ciprian Porumbescu”.
Ha proseguito la sua formazione in Italia, presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino, con il Maestro Antonmario Semolini, con il quale nel 2013 ha conseguito la laurea biennale con il massimo dei voti. Ha approfondito la sua formazione nei corsi di masterclass con Mario Caroli, Juliette Hurel, Pierre-Yves Artaud, Peter-Lukas Graf, Benoit Fromanger e Patrick Gallois.
Ha partecipato e vanta riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, come solista e in formazione, tra cui ricordiamo il II° Premio al Concorso Internazionale “Noche en Madrid”- Madrid (2014) e il I° Premio al Concorso Internazionale
“George Georgescu” a Tulcea (2001, 2004).
Si è esibita sia come solista sia in formazioni di musica da camera oppure in orchestra, in Romania, Italia, Spagna e Germania.
Dal 2012 insegna flauto traverso presso le scuole di Torino e provincia, collaborando inoltre con diverse orchestre ed Associazioni Musicali.

Lo spettacolo inizia alle ore 20,45, ingresso al costo di Euro 5,00, fino a esaurimento posti.
Informazioni ai numeri 011-595292 e 011-5681490; l’Auditorium Orpheus dell’Educatorio della Provvidenza si trova a Torino in Corso Gen. Govone 16/A.

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Immagine di Madalina D. Smocov: ph Sergio Motta]

Elio e la storia dell’Opera al Teatro Niccolini di Firenze dal 31 gennaio

unspecifiedUn viaggio alla scoperta dei capolavori di Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Nicola Campogrande, dei personaggi e delle storie che animano le loro opere, gli amori e i tradimenti, le passioni e i gesti eroici, gli intrighi, le gelosie, i colpi di scena. Questo è ciò che ci aspetta al Teatro Niccolini di Firenze dal 31 gennaio al 12 febbraio 2016.
Saranno Francesco Micheli ed Elio a raccontare la storia dell’Opera attraverso questi sei compositori. Elio come guida d’eccezione e Francesco Micheli come regista e direttore artistico della Fondazione Donizetti di Bergamo e dello Sferisterio di Macerata.
Per questo viaggio sul meraviglioso (e troppo spesso sconosciuto) mondo della lirica, nata proprio a Firenze e, ancora oggi, forma di spettacolo dal vivo più diffusa al mondo, in scena ci saranno anche Simone Soldati al pianoforte e i cantanti Vittoria De Amicis, Claudia Sasso, Elisa Maffi, Laura Macrì, Marika Franchino, Matteo Desole.
La genesi, la storia, il successo e le alterne vicende delle opere più celebri si alternano all’esecuzione dal vivo delle arie che fanno parte della nostra identità. Le prime cinque ‘lezioni’ sono dedicate a Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi e Puccini; la sesta racconta il “making of” di un’opera inedita ancora in gestazione: il De Bello Gallico di Nicola Campogrande su libretto di Piero Bodrato e regia di Micheli, scritta espressamente per Elio.
Redazione ArtInMovimento Magazine

INFO BIGLIETTI
Interi
I° Settore € 24
II° Settore € 20
Ridotti (over 60, under 26, soci UniCoop Firenze martedì e mercoledì, abbonati Teatro della Toscana (Pergola / Teatro Niccolini / Teatro Era), possessori di PergolaCard)
I° Settore € 21
II° Settore € 18

Biglietteria di prevendita
Teatro della Pergola
Via della Pergola 30, Firenze
055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com
Dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30
Circuito regionale BoxOffice e online su https://www.boxol.it/TeatroDellaPergola/it/advertise/cantiere-opera/177668
Biglietteria serale presso il Teatro Niccolini a partire da un’ora prima dello spettacolo.

Redazione ArtInMovimento Magazine

TEDxTorino: This must be the place

Parte in quarta il TEDxTorino: 500 posti pieni, tutto esaurito da settimane, il Lingotto in pieno struscio. Con la direzione artistica di Enrico Gentina, presentato da Matteo Caccia, il progetto è stato fortemente voluto da Elisa Vola. Ha aperto le danze Miguel Angel Belletti che, vestito rigorosamente in tuta da ginnastica, racconta la sua esperienza di vita tra Italia e Argentina: il bilinguismo, la doppia cultura come opportunità di crescita, di nutrimento. La meraviglia del confronto: “Andate, viaggiate – dice Belletti ai giovani (ma mica solo) – fate esperienza di vita all’estero”, e se non è possibile, rilancia la possibilità del vivere accanto, ai tanti stranieri nelle nostre città, ai tanti già nati dopo l’arrivo dei genitori. Perché solo da questa sfasatura può nascere la comprensione, la definizione della nostra realtà, quello spunto sorprendente che permette di intercettare quel punto di vista altro, fondamentale per intendere il nostro. E da qui, dal Lingotto di Torino, nella confortante cornice del TEDx Miguel Angel Belletti chiude raccontando una storia: alle sue spalle un quadro di Carlos Pellegrini, Presidente dell’Argentina alla fine dell’Ottocento. Aveva vent’anni Pellegrini e fu eletto presidente dopo la prima massiccia ondata migratoria di Italiani. Come se, per intenderci, oggi un ventenne albanese diventasse presidente in Italia.
Saggezza in tuta da ginnastica, a dimostrazione che il dress code comodo sia foriero di pensieri belli.
Elena Miglietti

[Fonte Immagini: TEDxTorino.com]

Pavel Žalud Orchestra. Tra musica e spettacolo il valore della storia e della vita

Di esperimenti musicali se ne compiono non pochi, ai nostri giorni. Ne esiste solo uno, tuttavia, che all’esperimento sulla musica è riuscito ad unire quello sulla storia, trasformando il ricordo in vibrante emozione, luogo del cuore e della mente, dell’infamia del secolo che ha ideato il nazifascismo e del coraggio degli uomini che l’hanno denunciato, combattuto e raccontato. È la Pavel Žalud Orchestra, un fragile e meraviglioso esperimento sbocciato dalla storia di 13 strumenti musicali realizzati, nel cuore nero del ‘900, dalla ditta Pavel Žalud di Terezin. Unico progetto italiano e non solo a tal punto ambizioso.
ZaludLNon esisterebbe nessuna Pavel Žalud Orchestra se la sensibilità di un interprete del nostro tempo, lo scrittore Matteo Corradini, non si fosse intestardita nel recuperare e restaurare, sparsi per il mondo, gli strumenti musicali di una ditta segnata dal destino impresso dalla storia nel proprio nome: Terezin. Né esisterebbe se ad Arezzo non operasse una cooperativa impegnata con tutte le proprie forze a raccontare il contemporaneo tra musica e teatro, tra i frutti dell’oggi e i semi della memoria: Officine della Cultura. Incontro doppiamente fortunato che ha portato, oltre alla fondazione della Pavel Žalud Orchestra diretta da Enrico Fink, alla produzione dello spettacolo in forma di concerto “Wiegenlied – Ninnananna per l’ultima notte a Terezin” che andrà in scena, con una dedica al Giorno della Memoria, giovedì 2 febbraio presso il Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino (AR), per gli studenti la mattina e per tutti alle ore 21:15, e venerdì 3 febbraio al Teatro Mecenate di Arezzo ancora per le scuole secondarie inferiori e superiori.

2578102Il campo di concentramento di Terezin, modello “esemplare di insediamento ebraico”, come presentato dal Terzo Reich agli occhi del mondo – cfr. il film realizzato a Terezin dal titolo Der Führer Schenkt den Juden eine Stadt -, ospitò una straordinaria presenza di intellettuali, tra questi non pochi musicisti, e numerosi bambini. Abbraccio d’umanità e compassione tra i primi e i secondi fu l’opera della poetessa Ilse Weber, internata nel campo nel febbraio del 1942 e morta ad Auschwitz nel 1944.
Tra gli artigiani che, con la presa di Terezin, furono invece costretti ad abbandonare casa e attività alla Gestapo, vi fu Pavel Žalud a cui deve il proprio nome l’ambizioso progetto della Pavel Žalud Orchestra: dare suono e colore utilizzando in concerto gli strumenti musicali originali firmati dalla ditta cecoslovacca, voce timbrica d’eccezionale resistenza al tempo della gran parte dei concerti curati dagli ebrei all’interno del ghetto di Theresienstadt.

7301491_origQuesti dunque gli elementi fondanti del progetto della Pavel Žalud Orchestra in scena il 2 febbraio a Castiglion Fiorentino: una fabbrica storica di strumenti musicali costretta a interrompere la propria produzione; gli strumenti musicali divenuti strumenti di racconto della speranza che gli internati, musicisti e non, bambini e non, riescono a tenere in vita; le canzoni di Ilse Weber vibranti come fiaccole di una memoria che è indispensabile continuare a raccontare anche al di là del Giorno della Memoria. Elementi di un progetto unico e imperdibile che, attraverso il racconto degli anni del ghetto, interroga tutti noi “sul senso della verità e sulla sua ricerca, quando tutto intorno crolla, quando la vita è in fortissimo pericolo”.

pavelzaludorchestraFanno parte della Pavel Žalud Orchestra (da sinistra a destra – foto di Vanessa Vespertini):
Seduti: Massimo Greco (mandolino), Lea Mencaroni (oboe), Lavinia Massai (ottavino), Alessandra Andreani (clarinetto), Massimo Ferri (tambura e bouzouki).
In piedi: Luca Roccia Baldini (contrabbasso), Mariel Tahiraj (violino), Massimiliano Dragoni (percussioni), Leonardo Morella (tromba), Matteo Corradini (voce narrante e fondatore), Enrico Fink (direzione e flauto), Gianni Micheli (clarinetto), Gabriele Coen (clarinetto), Riccardo Battisti (fisarmonica), Saverio Zacchei (flicorno basso).

[fonte immagini: www.officinedellacultura.orgwww.terezin.itilseweber.weebly.com]

“Luce sui Bronzi”, arte divinatoria islamica al MAO per il ciclo “Mille e una Storia”

Luce sui Bronzi MAO Torino

Luce sui Bronzi MAO TorinoIl MAO sorprende per la bellezza e raffinatezza delle opere che espone. All’interno dell’area espositiva verranno esposti sei manufatti bronzei della collezione islamica del MAO mai esposti prima.

La collezione dei bronzi islamici del MAO, seppur esigua rispetto al corrispettivo patrimonio ceramico, rappresenta un focus sulle caratteristiche peculiari e sulle evoluzioni nella tecnica e nello stile della creazione e produzione di recipienti in metallo nel mondo islamico dal VII al XVII secolo.
Queste opere, provenienti dall’odierno Iraq, Iran, Anatolia, Centro Asia, Siria ed Egitto, saranno visionabili dal pubblico, dal 19 gennaio al 12 marzo 2017. Dai depositi del Museo sarà ammirabile una particolare coppa divinatoria in ottone del XVII secolo proveniente dall’Iran: è un manufatto di epoca safavide con ricche decorazioni e iscrizioni calligrafiche con simboli astrologici e astronomici; vi si identificano costellazioni e pianeti, con la presenza del sole e della luna, disposti in cerchio intorno ad una protuberanza che si presume possa essere la Terra.
Rara e interessante è inoltre la rappresentazione di una sorta di quadrato magico sulla base della coppa stessa: tali quadrati venivano costruiti nell’antichità con lettere e numeri e l’armonia della somma complessiva o la leggibilità dei testi nella varie direzioni era simbolo di consonanza con le leggi universali.

Luce sui Bronzi MAO TorinoLa pratica divinatoria, alla quale la coppa si riferisce, è un’antichissima eredità preislamica, proveniente dal mondo mesopotamico e greco con un forte influsso persiano. Alcuni testi relativi all’argomento della divinazione furono tradotti in arabo e veicolati nella dār al-Islām (Casa dell’Islam). Secondo le tradizioni musulmana, le origini della coppa magica risalgono ai ginn, spiriti che popolano la natura e che esercitano un influsso benefico o malefico sull’evoluzione della vita umana.
A questa straordinaria coppa saranno affiancati altri cinque oggetti in ottone, rame e bronzo: un mestolo egiziano del IX-X secolo, una coppa indiana del XVII sec. e ancora un versatoio e un boccale con coperchio iraniani del XII-XIII sec. e un vassoio siriano o egiziano della fine XV-inizi XVI sec.
Su tutti questi manufatti sono realizzati ricchi apparati iconografici e molteplici decorazioni calligrafiche.
Per informazioni contattare il numero 011.4436927 oppure via email mao@fondazionetorinomusei.it.
Il MAO è aperto dal martedì al al venerdì dalle 10 alle 18, il sabato e la domenica dalle 11 alle 19 e ha chiusura settimanale il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.

La mostra è aperta dal 19 gennaio al 12 marzo 2017.
Tariffe: Intero € 10, ridotto € 8, gratuito fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte.

Paolo Ernesto Sussi
[Fonte immagini: maotorino.it]

Arezzo Wave Band, dal 23 gennaio al 28 febbraio 2017 sono aperte le iscrizioni per il concorso di musica live per i nuovi talenti

Arezzo Wave Love Festival 2017

arezzo waveDal 23 gennaio le migliori band emergenti italiane si affronteranno in un lungo percorso che le porterà poi a giugno a Milano all’Arezzo Wave Love Festival. L’Arezzo Wave è ormai un brand nazionale e internazionale riconosciuto per la ricerca di nuovi talenti della musica italiana.
Iscriversi è semplice e c’è tempo fino al 28 febbraio. L’iscrizione è gratuita, recandosi sul sito www.arezzowave.com. Seguiranno le selezioni regionali da marzo fino al 7 di maggio e poi la selezione finale a Milano presso il Parco Forlanini venerdì 23 e sabato 24 giugno.

L’iniziativa è stata resa possibile quest’anno grazie al supporto di DOC Servizi, cooperativa nell’ambito dello spettacolo con più di 6000 soci DOC Serviziin tutta Italia. DOC Servizio organizzerà le serate di Milano che partiranno con la Festa della Musica il 21 giugno. Attraverso le sue strutture KeepOn e Freecom metterà a disposizione delle band assistenza, servizi, comunicazione e premi, sia in denaro che con tournèe e produzioni discografiche.
L’altro partner di Arezzo Wave è Skuola.net, il sito leader degli studenti italiani che conta quasi 4 milioni di utenti unici al Arezzo Wave Love Festival 2017mese: dalla loro sinergia è nato Arezzo Wave Music School, rivolto a tutte le band giovanili under 35 con almeno un componente che frequenti le scuole medie superiori italiane. Il sito metterà in palio la diffusione di un contenuto video della band vincitrici sul proprio portale o un’ospitata presso la loro videochat settimanale.

A fare da corollario come sponsor ci saranno inoltre Smemoranda e la SIAE, che offrirà 1000 euro alla migliore proposta tra le band studentesche.
Per maggiori informazioni e per trovare il form di iscrizione gratuita potete visitare il sito www.arezzowave.com

Paolo Ernesto Sussi
[Fonte immagini: allmusicitalia.it – docservizi.it]

Oblivion, con “the human jukebox” al Teatro Superga domenica 29 gennaio

OblivionIl Teatro Superga di Nichelino domenica 29 gennaio ospiterà gli Oblivion con “The Human Jukebox”. un spettacolo unico nel suo genere, in cui la musica è protagonista, rielaborata e riproposta da questo vero e proprio mangianastri umano. Gli Oblivion hanno nel loro repertorio tutti i grandi della musica, sia italiana che internazionale,  pronti ad affrontare anche le sfide più difficili, tra parodie, duetti, mashup, canzoni strampalate, e le richieste impossibili del pubblico.

Il quintetto riesce a dar vita a uno spettacolo che non si ripete davvero mai, ogni serata è una storia a sé, e anche le associazioni tra artisti e canzoni sono sempre diverse. Dai classici della canzone italiana dei vecchi San Remo fino ai rapper, da Morandi ai Queen, dai cori gospel a Ligabue, mischiare insieme tutte le canzoni senza farne praticamente nessuna, passando su generi, stili, epoche diverse.
“Oblivion: the Human Jukebox” è un po’ come uno Spotify vivente, che conquista il pubblico con il ritmo, l’ironia e la fantasia esplosiva.

Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli, sono i 5 componenti del gruppo. Incontratisi nel 2003 a Bologna, hanno iniziato approcciandosi a maestri come il Quartetto Cetra, Giorgio Gaber, i Monty Python  per arrivare infine a creare uno stile loro, personale e ormai riconoscibile.
Si dedicano per alcuni anni spesi al di rivista e al musical, poi la svolta nel 2009, grazie a un video su YouTube “I Promessi Sposi in 10 minuti”, che li lancia nell’orbita della rete e li fa conoscere a un pubblico che subito si innamora di loro.

Da quel momento iniziano un lungo tour teatrale con lo spettacolo Oblivion Show, regia di Gioele Dix, in co-produzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia-Giulia, che li porta nei principali teatri d’Italia.
Il debutto su piccolo schermo arriva a “Parla con me” di Serena Dandini e segue poi l’invito nel cast di Zelig in prima serata su Canale 5 nel 2011.
OblivionTheHumanJukebox©AngeloRedaelli (5)Oltre a I Promessi Sposi in 10 minuti, per la gioia dei fan più giovani, ci sono “L’Inferno in 6 minuti” e “Pinocchio in 6 minuti“.
Nel maggio 2011 pubblicano su YouTube anche “Obliviatar – Avatar in 6 minuti” con la collaborazione di Video Italia e la regia di Michele Ferrari.
Continuano le collaborazioni e i progetti, e nel 2013 debutta al Ravello FestivalOthello, la H è muta“, spettacolo l’ironia irriverente degli Oblivion prendi di mira sia l’Othello di Shakespeare che l’Otello di Verdi, in uno show che vede la consulenza di Giorgio Gallione per la regia, e che inizia da Ravello una lunga tournée..
Nel 2014 gli artisti presentano “Oblivion.zip“, in cui per la prima volta è prevista la partecipazione attiva del pubblico, un po’ come accade nei match di improvvisazione teatrale.
Nel febbraio del 2015 debuttano sul web anche i mashup, in cui vengono letteralmente shakerati insieme due artisti, e anche stavolta conquistano subito il favore del pubblico.
A gennaio 2016, in occasione della festa dei 40 anni del quotidiano La Repubblica, presentano il nuovo singolo Evolution of Sanremo, tutte le canzoni vincitrici delle precedenti 66 edizioni del Festival in soli 5 minuti.

L’appuntamento è per domenica 29 gennaio, inizio spettacolo alle ore 21,00.
Costo dei biglietti: per la platea Euro 23,00 e ridotto 21,00 – per la galleria Euro 18,00 e ridotto 16,50.
Informazioni e prevendite biglietti: Teatro Superga, Via Superga 44 – Nichelino (To). Prenotazioni: biglietteria@teatrosuperga.it oppure al numero 011.6279789. Acquisto online su www.teatrosuperga.it e prevendite abituali del Circuito Ticketone.

Redazione ArtInMovimento Magazine

“Sorelle Materassi”, in scena al Teatro Fraschini dal 27 al 29 gennaio

logoFraschini2016La stagione di Prosa del Teatro Fraschini di Pavia propone, dal 27 al 29 gennaio, il capolavoro di Aldo Palazzeschi “Sorelle Materassi”, interpretato da Lucia Poli, Milena Vucotic e Marilù Prati, per la regia di Geppy Gleijeses.
L’omonimo romanzo del poeta e scrittore Aldo Palazzeschi fu scritto nel 1934. L’autore aveva raccolto le istanze più innovative agli inizi del secolo, aderendo al Futurismo, rompendo con esso quando il movimento si schierò apertamente a favore degli interventisti bellici. “Sorelle materassi” è un’opera che appartiene proprio questa fase di rottura, e ha goduto di una fortuna letteraria consolidatasi nel tempo, attraversando tutto il sorelle-materassiNovecento anche grazie ai suoi molti adattamenti. Prima nel cinema, nel 1944, con il film di Ferdinando Poggioli e l’interpretazione delle sorelle Irma ed Emma Gramatica. Poi con la prima versione televisiva, nel 1972, regia di Mario Ferrero, con un’altra coppia rimasta negli annali, Sarah Ferrati e Rina Morelli. Si sono susseguite nel tempo varie versioni teatrali, fino a questo spettacolo diretto Geppy Gleijeses attore, regista e produttore, basato sulla riduzione del drammaturgo Ugo Chiti.

La vicenda è ambientata ai primi del ‘900 e racconta la vita di due sarte, Teresa e Carolina, entrambe nubili, la cui vita scorre tranquillamente in un sobborgo di Firenze. Insieme a loro c’è una terza sorella, Giselda, respinta dal marito, e la fedele domestica Niobe. L’ambiente è quello borghese fiorentino, le due donne ricamano e cuciono corredi da sposa e biancheria di lusso per le signore benestanti. Invece Giselda, profondamente delusa, si è isolata dal mondo, mentre Niobe incarna la figura di sana saggezza popolaresca. Ciò che arriva turbare la tranquillità è Remo, giovane figlio di una quarta sorella morta ad Ancona. Il nipote è un bel ragazzo e si fa subito ben volere, ma approfitta della situazione quando capisce di poter condizionare le sue zie. Egli ottiene praticamente tutto ciò che desidera, sperpera grandi quantità di denaro per i sui capricci e divertimenti, e alla fine Teresa e Carolina perdono tutto ciò che possiedono mentre Remo, dilapidato il patrimonio, convoglia felicemente a nozze con una ereditiera americana.Sorelle-Materassi_04
Il testo risulta al tempo stesso ironico e malinconico, la storia dei personaggi si espande nel racconto più ampio dell’epoca in cui la narrazione è ambientata. “Sorelle materassi” è una commedia nella quale, nonostante tutto il finale prospetta un epilogo di ritrovata serenità. Sotto la direzione di Gleijeses, ci sono le due protagoniste principali Lucia Poli e Milena Vukotic, affiancate da Marilù Prati che interpreta la terza sorella, Gabriele Anagni nei panni di Remo, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini e Roberta Lucca.

I biglietti sono in vendita al Teatro Fraschini, costo tra gli 8 e i 20 Euro. Lo spettacolo sarà in scena il 27 e il 28 serate alle ore 21,00 e domenica 29 alle ore 16,00.
Informazioni al numero 0382/371214 oppure sul sito www.teatrofraschini.org

Redazione ArtInMovimento Magazine
[immagine copertina libro: 900letterario.it]

Questo è il testo del banner.
Maggiori informazioni