Month: March 2017

 

Dal 2 aprile a Torino CinemAutismo: ne parliamo con i curatori Ginevra Tomei e Marco Mastino

torino-smallLa nostra testata è quest’anno tra media partner di una realtà molto importante, il festival cinematografico CinemAutismo, che proporrà la sua nona edizione a Torino dal 2 al 5 aprile.
Si tratta di un bellissimo esempio di come l’arte possa servire ad avvicinare, ad aiutare la comprensione, a diffondere conoscenza e quindi a rompere i pregiudizi, a creare reti, mettendo in comunicazione persone, associazioni e istituzioni.
Abbiamo chiesto ai curatori, Ginevra Tomei e Marco Mastino, di raccontarci qualcosa di più sulla storia del Festival, su come è nato il progetto e come si è sviluppato nel tempo.

Che cosa vi ha motivati nell’ideare CinemAutismo?Ginevra Tomei_cinemAutismo
Abbiamo constatato che le produzioni cinematografiche stavano iniziando a interessarsi sempre più e in modo sempre più approfondito al mondo dell’autismo. Non esisteva più solo “Rain Man” per intenderci, ma il panorama si stava ampliando in maniera interessante, il che permetteva di parlare di “autismi” in maniera più consapevole e da vari e nuovi punti di vista.

Quali sono stati allora i passaggi fondamentali nella storia del Festival?
È tutto iniziato in modo semplice come una giornata di proiezioni dedicate all’autismo. Poi, col passare degli anni, abbiamo affinato la selezione dei film e degli ospiti fino a raggiungere una “struttura” definita che ci ha permesso di allargare cinemAutismo fuori dalle sale cinematografiche. Infatti ora il nostro progetto non è più “soltanto” un evento di cinema limitato ai giorni attorno al 2 aprile – Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo -, ma collaboriamo con associazioni e fondazioni partecipando, ad esempio, a sensibilizzazioni nelle scuole e a mostre di dipinti e di fotografia sul mondo dell’autismo. Durante le varie edizioni siamo stati invitati anche da altre realtà festivaliere, tra le quali ad Arezzo e a Napoli, e abbiamo avviato da quattro anni un’iniziativa nella regione Marche assieme all’Associazione Omphalos “autismo e famiglie”. Importanti, poi, sono stati gli eventi cinematografici pensati assieme, tra gli altri, al Torino Gay and Lesbian Film Festival e, quest’anno, al Sottodiciotto Film Festival & Campus.

Marco Mastino - cinemAutismo

Perché avete scelto di sensibilizzare sul tema dell’autismo proprio attraverso il cinema?
Raccontare l’autismo a chi non lo conosce è difficile. È una disabilità in qualche maniera “invisibile”, complessa da comprendere poiché si tratta di capire che non tutti i cervelli funzionano allo stesso modo (si parla infatti di “neurodiversità”). Il cinema al contrario è uno strumento facile, diretto, che colpisce l’immaginazione. Riteniamo che avvicinando emotivamente lo spettatore all’autismo, questi possa provare più facilmente quella curiosità che spinge alla scoperta e alla comprensione dell’altro, al fine di abbattere pregiudizi e paure che spesso avvolgono, come un’aurea, le persone all’interno dello spettro autistico.

Come si struttura finanziariamente il festival? Ci sono sponsor o finanziamenti pubblici?
CinemAutismo è organizzato dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema che, per le proprie attività, è finanziata da Fondazione CRT e da Motore di Ricerca – Comunità attiva. Affianco a questi sostenitori, si aggiungono Fondazione Paideia Onlus, Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Piemonte sezione di Torino Onlus e il Gruppo Asperger Onlus.

In questi anni di rassegna la risposta del pubblico quale è stata? Ha rispecchiato le vostre aspettative?
In questi anni la risposta del pubblico è stata ottima. Quando abbiamo cominciato non ci aspettavamo un tale successo. Ci sono persone che ci seguono costantemente ormai da anni e al contempo, ogni volta, si aggiungono persone nuove. Negli ultimi anni abbiamo notato che è aumentato il pubblico giovane e questo, chiaramente, ci fa molto piacere.

Come hanno reagito e agito le istituzioni?Ass Museo Naz del Cinema_logo con scritta
Domandiamo e otteniamo il patrocinio da Regione, Città Metropolitana e Comune ogni anno e di conseguenza siamo in buoni rapporti con loro e confidiamo che per la prossima edizione, la numero 10, ci sia sempre maggiore collaborazione e reciprocità.

Che cosa vi aspettate da questa nona edizione?
Partecipazione e un pubblico curioso e che abbia voglia di mettersi in gioco.
Ci auguriamo che le nostre scelte siano apprezzate e che nascano dibattiti interessanti in cui i partecipanti si sentano liberi di fare domande ed esprimere i proprio punti di vista.
Inoltre quest’anno, come detto prima, c’è l’importante collaborazione con Sottodiciotto Film Festival & Campus che ci permette di parlare a un pubblico nuovo e questo è molto stimolante.

Cinemautismo_Jane-wants-a-boyfriend_3Se doveste consigliare uno o più film di quelli in cartellone ai nostri lettori, quali sarebbero e perché?
Dovremmo conoscere uno ad uno i vostri lettori perché ognuno dei nostri film ha delle caratteristiche particolari che lo “fanno parlare” ad una persona piuttosto che ad un’altra.
Il consiglio? Venite all’apertura a vedere “Jane Wants a Boyfriend”, così se – come pensiamo – resterete incuriositi, avrete ancora la possibilità di partecipare a tutte le altre proiezioni!

Quest’ultimo consiglio lo sottoscriviamo anche noi, e lo trasmettiamo a tutti i nostri lettori.
Ringraziamo ancora Marco e Ginevra per il tempo che ci hanno dedicato, l’appuntamento è tra una settimana al Festival, domenica 2 aprile al Cinema Massimo per l’apertura, alle ore 20.30. Da non perdere!
Annunziato Gentiluomo e Chiara Trompetto

Alcune mancanze per “Manon Lescaut” al Regio di Torino

Manon_622eTorniamo a casa pensierosi dopo aver assistito a uno spettacolo con delle potenzialità evidenti che però non sono state del tutto espresse.
Questo è in sintesi il nostro vissuto dopo la prima di Manon Lescaut al Teatro Regio di Torino, l’unica opera di questa stagione che non ci ha convinto fino in fondo.
La scena si apre in un grande atrio con delle colonne. Una bottega con una fontana a destra. Banconi in legno e un piano rialzato con un tavolino e qualche sedia. Due lampadari in ferro battuto e un albero che spunta sul fondo nella parte destra del palco. Una carrucola che carichi e trascina al secondo piano dei pacchi. E gli uomini scherzano gioiosamente con le donne. Questo è lo sfondo su cui si consuma il primo atto che passa quasi inosservato, privo di una chiara idea registica, limite che rintracciamo anche nel II atto, Manon_622fambientata a Parigi, nella casa di sontuosa casa di Geronte. Ben tre servitori si occupano del trucco della protagonista, mentre due inservienti sistemano il letto. Le colonne dorate ben decorate si impongono luminose. A sinistra un separé per permettere a Manon di cambiarsi. Un bel lampadario. Tutto rimanda all’opulenza e all’eleganza, quella stessa eleganza che incarna il maestro di ballo. Dalla luce degli ori alla prigione formata da due torri e una cancellata, ubicata a sinistra, mentre destra ne fa capolino un’altra torre, mentre sulla scena pacchi, barili, sacchi pronti ad essere imbarcati nella nave di cui si intravedono dei tiranti. Il quarto atto una landa desolata, in pendenza, brulla, arida con le quinte in evidenza.
Su queste scene che portano la firma di Thierry Flamand si inserisce la regia altalenante di Vittorio Borrelli assolutamente tradizionale. I primi due atti paiono privi di una chiara idea registica. Addirittura in dei momenti le componenti dell’allestimento – musica, movimenti scenici e interpreti – sembrano essere isole separate. Dal Manon_622hterzo atto invece si impone un ensemble più chiaro capace di esprimere la forza e la passione del verismo pucciniano. Molto curata la scena del richiamo delle condannate. Buona la gestione delle luci di Andrea Anfossi e belli i costumi di Christian Gasc.
La direzione di Gianandrea Noseda nei primi due atti segue con precisione la partitura, ma dal terzo atto accade qualcosa. Il maestro esprime tutta la sua verve e il suo carattere rendendo magistralmente le ultime parti di quest’opera giovanile di Puccini, facendo emergere pienamente la sua energia, la sua freschezza e la sua drammaticità. L’Orchestra del Teatro Regio risponde con dedizione e cura alla bacchetta del maestro contribuendo significativamente all’allestimento. Pari contributo è offerto dal Coro del Regio veramente efficace, compatto, presente e in particolare nel terzo atto si esprime con determinazione e convinzione, sostenendo i solisti.
Manon_1494 III Atto.okProtagonista assoluto della serata Gregory Kunde nei panni di Renato Des Grieux. Convincente, possente, appassionato. Riempie la scena con un’energia che trascende i suoi sessantatré anni perché il canto è la sua vita. Generoso in ogni gesto e in ogni emissione vocale. Una capacità proiettiva veramente impressionante. Una robustezza e uno squillo notevoli. Conquista il pubblico torinese che lo sostiene e lo ama.
María José Siri, invece, è altalenante nell’interpretazione di Manon. Poco convincente in particolare nei primi due atti dove risulta ingessata e incapace di rendere la vezzosità e i capricci del suo personaggio. Molto scattosa nei movimenti e poco leggiadra anche quando danza.  Il soprano vocalmente si muove molto meglio, in quanto dotato di grande tecnica, di un buon controllo di emissione, di un buon timbro e di una buona elasticità, con cui passManon_622ga dal registro grave a quello acuto con una certa naturalezza. Negli ultimi due atti raggiunge pienamente il pubblico con la sua grande intensità drammatica.
Elegante l’interpretazione di Carlo Lepore che, grazie al timbro profondo, ben definito e alla sua versatilità scenica, rende con maestria e gran gusto Geronte di Ravoir;
Buona la prova di Dalibor Jenis nei panni di Lescaut. Grande musicalità la sua e buona vocalità. Tratteggia bene in particolare la spavalderia del fratello di Manon.
Valida anche la performance di Francesco Marsiglia nei panni di Edmondo, dotato di voce chiara, pulita ma poco potente.
Tra i comprimari si distinguono per eleganza e vocalità Saverio Pugliese (maestro di ballo), l’efficace versione del Musico di Clarissa Leonardi, l’autorevole Capitano di marina di Cristian Saitta, e il brillante mimo Francesco Scalas (parrucchiere). Completano il tenore Cullen Gandy (lampionaio) e il basso Dario Giorgielè (sergente degli arcieri / oste).
Annunziato Gentiluomo

“Le risonanze del cuore”. Shiatsu con Stefanini e Vitiello a Milano

hado.logoIstituto Europeo di Shiatsu Milano-Firenze propone a Milano per il week-end dell’1 e del 2 aprile 2017 il workshop Le risonanze del cuore con Patrizia Stefanini e Giuseppe Vitiello. Con questo workshop si vuole continuare a sviluppare la tematica del campo energetico. Ci focalizzeremo sulla fase di trattamento di una seduta shiatsu e svilupperemo protocolli e tecniche in coerenza con la percezione sviluppata. Approfondiremo la comprensione del patrizia_stefanini2perché, nella Via Hado, il Fuoco è l’elemento centrale, così come l’Acqua lo è in MTC e la Terra nel Keiraku Shiatsu. Che cosa intendiamo con “intelligenza del Cuore?” E con “La risonanza delle oscillazioni del Cuore con le oscillazioni dell’universo è l’essenza della bellezza”? Cosa significa che “tutti gli organi del corpo lavorano assieme, in modo armonico”? Giuseppe Vitiello, Fisico di fama internazionale, sarà una presenza straordinaria nel seminario e con lui si comprenderà chiaramente come cuore e cervello risuonino e si sincronizzino.
La sede dei lavori sarà lo stesso Istituto Europeo Shiatsu, sito in via Aristotele 39 a Milano.
Si seguirà questi orari: Sabato 10:30– 18:30 e Domenica 10:00 – 17:00. Il costo è di Euro 190,00 (iva 22% inclusa), mentre ai Soci COS sarà applicato uno sconto del 10%, e quindi il costo sarà Euro 170 (139 + iva 22%).
peppino vitielloPer informazioni si può inviare un e-mail a scuola@shiatsu.milano.it o chiamare allo 02 27001500. Bisogna affrettarsi i posti rimasti sono pochissimi, se ci sono ancora.
Questo workshop è valido per l’aggiornamento professionale del C.O.S., Coordinamento Operatori Shiatsu.
Rispetto ai conduttori del workshop, possiamo solo limitarci a ricordare chi sono nonostante siano entrambi professionisti di fama internazionale.
Patrizia Stefanini ha iniziato a studiare shiatsu nel 1983. Suoi Maestri e Guide sono stati dapprima W. Ohashi ma soprattutto Pauline Sasaki, che ha seguito per quasi un ventennio. Negli anni più recenti, ha avuto un forte impatto sulla sua crescita l’incontro e la collaborazione con il team internazionale di scienziati dell’I.I.B. (Istituto Internazionale di Biofisica), di Neuss, in Germania, dove si sviluppavano ed applicavano alcuni appassionanti aspetti della Fisica quantistica moderna. Questi frequenti “salti” fra scienza e medicina energetica, nella sua patrizia_stefaniniaccezione espressa dalla tradizione medica orientale, caratterizzano la sua vita professionale di questi ultimi anni. Alla sua attività di insegnante nelle sue scuole di Firenze e Milano alterna conferenze e seminari in Italia, Europa e negli USA.
Giuseppe Vitiello svolge, invece, attività di ricerca nella fisica delle particelle elementari, dei sistemi biologici e del cervello. Professore a contratto di Fisica all’Università di Salerno, ha collaborato per decenni con Emilio Del Giudice. Autore di circa 160 pubblicazioni e di numerosi capitoli in volumi monografici. Ha scritto Quantum Field Theory and its macroscopic manifestations (con altri), Quantum Mechanics” (con altri) e del volume My Double Unveiled – il mio doppio svelato sul modello dissipativo quantistico del cervello.
Un seminario di shiatsu assolutamente da non perdere…
Redazione di ArtInMovimento Magazine

“Aberrante”, il thriller psicologico di Mauro Russo Rouge

Aberrante.locandinaUn uomo all’interno di una stanza parla con un’altra persona, inaccessibile visivamente agli spettatori. Il suo è un lungo ed interminabile monologo, da cui si intuisce la prigionia dell’altra persona che dorme…poiché svenuta. Chi è costui? A chi si rivolge? Perché questa tortura psicologica e fisica? È questa la sinossi di Aberrante, il secondo lungometraggio di Mauro Russo Rouge, che sta cominciando il consueto processo di “vagabondaggio” ai festival del cinema di tutto il mondo.
Si tratta di un thriller psicologico della durata di 1 ora e 21 minuti, prodotto dall’Associazione ArtInMovimento e realizzato in dodici giorni, lavorando circa 10-12 ore al giorno, dalle 18.00 alle 7 del mattino successivo con il sostegno di Film Commission Piemonte, del Comune di Gassino Torinese, di San Mauro Torino e di Torino. Aberrante presenta inoltre uno dei monologhi più lunghi della storia del cinema: ben 17 minuti.
Abbiamo battuto il record dei quindici giorni del primo film Censurado. Inno all’amore. Lo affermo divertito, anche se ammetto che ci sono stati dei momenti decisamente intensi e talvolta distruttivi. Il film è quasi tutto ambientato all’interno di una casa e quesAberrante.2016-10-10 alle 11.07.28to fattore è stato l’unico positivo poiché abbiamo evitato grossi spostamenti in un periodo comunque freddo dell’anno: fine novembre 2015 nella prima cintura torinese. Sul set poi è accaduto di tutto e di più. Da una luce di scena che “magicamente” si stacca e cade al suolo dal terzo piano, per fortuna restando illesa, ad una costola incrinata ad uno dei protagonisti. Due eventi straordinari che per fortuna oggi, a distanza di tempo, ricordiamo con il sorriso, racconta il regista Mauro Russo Rouge.
Il cast artistico è Aberrante.2016-08-15 alle 08.30.50composto da Luca Ghignone, Christian Laiontini, Adolfo Fenoglio, Luciana Nigro e Valeria Tardivo. Con ciascuno di essi ho condiviso momenti bellissimi. Voglio proprio ringraziarli pubblicamente per lo sforzo sovrumano alla quale si sono sottoposti senza mai lamentarsi di nulla, comportandosi da veri professionisti quali sono, continua Russo Rouge.
Da un punto di vista tecnico il set ha coinvolto Walter Tulmen Corrado (fotografia), Serena Debianchi (costumi), Giulia Dotta (trucco e parrucco), Francesca Giai (scenografie), Elisabeth Armand (suono) e Samuele Maritan (aiAberrante.2016-10-05 alle 12.50.58uto regia).
La sceneggiatura è dello stesso Mauro Russo Rouge, il montaggio è stato curato da Laura De Francesco e le musiche originali portano la firma di Simone Cilio.
Ora siamo finalmente pronti a divulgare la storia di Aberrante, nella speranza che possa arrivare il più lontano possibile. Siamo orgogliosi del risultato. È una pellicola che, a nostro avviso, ha da dire qualcosa. Forse un genere non propriamente affine al gusto italianMauro.Russoo, non abituato ai thriller psicologici. Un film che ha un sapore d’oltralpe si potrebbe dire. Noi crediamo comunque che abbia le carte per poter ipnotizzare e tenere fissi al grande schermo coloro che avranno il piacere di andare a guardarlo, afferma Annunziato Gentiluomo, Presidente dell’Associazione ArtInMovimento, da poco impegnati nella prima edizione del Filmmaker Day a Torino.
Nel frattempo ho terminato riprese e post video del mio terzo film IRA che adesso entra in studio per il montaggio del suono che verrà realizzato nei prossimi mesi dal sound designer Paolo Armao della Zero DB Studios.
È più forte di me. Non riesco a dedicare troppo tempo ed emozioni ai film che realizzo. Me ne distacco il prima possibile. Esco da uno ed entro in un altro. Adesso per me è già tempo di commedia infatti. Quasi pronta la stesura di Io sono ipocondriaco e non vedo l’ora di iniziare a girare, conclude Russo Rouge.
Un film che seguiremo e che siamo convinti riuscirà a far smarrire” e catturare molti spettatori.

Chiara Trompetto

Scheda tecnica
Aberrante.3Titolo: “Aberrante”
Italia 2017
Durata: 81 minuti
Genere: thriller psicologico
Regia: Mauro Russo Rouge
Sceneggiatura: Mauro Russo Rouge
Aiuto regia: Samuele Maritan
Montaggio: Laura De Francesco
Fotografia: Walter Tulmen Corrado
Scenografie: Francesca Giai
Costumi: Serena Debianchi
Trucco e parrucco: Giulia Dotta
Suono: Elisabeth Armand
Musica: Simone Cilio
Interpreti: Luca Ghignone, Christian Laiontini, Adolfo Fenoglio, Luciana Nigro e Valeria Tardivo
Produttori: Mauro Russo Rouge e Matteo Valier
Produzione: ArtInMovimento

Ba&Ba, AIS Piemonte presenta le nuove annate di Barolo e Barbaresco

IMG_0043L’Associazione Italiana Sommeliers Piemonte ripropone anche quest’anno ad appassionati, cultori e professionisti del settore una grande giornata dedicata ai vini Barolo e Barbaresco, evento che dai due vini prende il nome di Ba&Ba. Lunedì 27 marzo, dalle 14:30 alle 20:00, le sale di Palazzo Carignano (Museo del Risorgimento), ospiteranno i migliori produttori piemontesi per presentare in anteprima i Barolo 2013 e i Barbaresco 2014.
L’edizione 2017 avrà inoltre un respiro internazionale, infatti per la prima volta Ba&Ba ospiterà un panel selezionato di 10 top sommelier provenienti da tutto il mondo.
I responsabili delle più importanti carte dei vini di Austria, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti, saranno a Torino per degustare in anteprima le nuove annate di Barolo e Barbaresco, per incontrare i produttori e approfondire la conoscenza delle Menzioni Geografiche Aggiuntive.
IMG_7177Come spiega Fabio Gallo, presidente di AIS Piemonte: “L’obiettivo di Ba&Ba International è quello di promuovere la cultura del vino piemontese nell’alta ristorazione internazionale, offrendo così alle aziende, che partecipano da anni alla nostra manifestazione, la possibilità di entrare in contatto con i più importanti opinion leader dei mercati di riferimento. Un’occasione che i produttori non si sono lasciati sfuggire, aderendo con entusiasmo alla nostra iniziativa“.

Si tratta di un evento aperto al pubblico, ingresso al costo di 25,00 Euro. Vi saranno le degustazioni guidate “”I Momenti di Ba&Ba”, per cui è prevista la prenotazione e che sono comprensive di ingresso a Ba&Ba.
Le due degustazioni sono Barolo Duemila7 (ore 14,30), costo Euro 80,00, e Amarcord (ore 17,30), costo Euro 130,00.
Ecco le selezioni delle due degustazioni:

Barolo Duemila7
-Barolo Vecchie Viti di Monvigliero e Pisapola – Sobrino
-Barolo Cerequio – Roberto Voerzio
-Barolo Bric del Fiasc – Paolo Scavino
-Barolo Villero – Brovia
-Barolo Cannubi – Burlotto
-Barolo Sarmassa – Brezza
-Barolo San Giovanni – Gianfranco Alessandria
-Barolo Santo Stefano di Perno – Giuseppe Mascarello
-Barolo Ciabot Mentin Ginestra – Clerico
-Barolo Cerretta – Giovanni Rosso
-Barolo Vigna Rionda Riserva – Massolino
-Barolo San Rocco – Azelia

Amarcord
-Barbaresco 1990 Gaja
-Barbaresco Asili 2005 Bruno Giacosa
-Barbaresco Starderi 2001 La Spinetta
-Barbaresco Tettineive 1988 Scarpa
-Barolo Bricco Rocche 1999 Ceretto
-Barolo Cannubi 1996 Prunotto
-Barolo Runcot 1999 Elio Grasso
-Barolo Vecchie Viti di Brunate e Capalot 1999 Roberto Voerzio
-Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva 1998 Paolo Scavino
-Barolo Cascina Francia 2000 Conterno
-Barolo Cannubi 2004 Pira & figli
-Barolo Granbussia Riserva 2000 Poderi Aldo Conterno

Per informazioni e prenotazioni potete consultare il sito www.aispiemonte.it
Redazione ArtInMovimento Magazine

Terzo appuntamento di “Lirica a Corte” alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

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Nel Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi il Teatro Superga, con il sostegno di Fondazione CRT e in collaborazione con AsLiCo e Ordine Mauriziano, propone “Lirica a Corte” quattro appuntamenti antologici con la grande lirica. Il terzo appuntamento di “Lirica a Corte” sarà il 26 marzo con “Figaro qua, Figaro là”, concerto con le musiche da “Il barbiere di Siviglia” con Francesco Auriemma, baritono nel ruolo di Figaro, Beatrice Mezzanotte, mezzosoprano nel ruolo di Rosina e Stefano Sorrentino, tenore nel ruolo del Conte d’Almaviva, accompagnati al pianoforte da Giorgio Martano.
Il programma musicale “Figaro qua, Figaro là” vede in rassegna Ecco ridente in cielo eseguita da Stefano Sorrentino; Largo al factotum eseguita da Francesco Auriemma; Se il mio nome saper voi bramate eseguita da Stefano Sorrentino; Una voce poco fa eseguita da Beatrice Mezzanotte; Dunque io son… Tu non m’inganni? eseguita da Beatrice Mezzanotte, Francesco Auriemma; Sinfonia eseguita da Giorgio Martano; All’idea di quel metallo eseguita da Stefano Sorrentino, Francesco Auriemma; Contro un cor che accende amore eseguita da Beatrice Mezzanotte; Ah! Qual colpo eseguita da Beatrice Mezzanotte, Stefano Sorrentino, Francesco Auriemma. L’ultimo appuntamento di “Lirica a Corte” sarà domenica 2 aprile con “Madama Butterfly” una silloge del capolavoro di Puccini, con le più toccanti arie e duetti del celebre titolo che vi trasporterà nell’esotico Giappone della tragica Cio-Cio-San. Concerti lirici in una location esclusiva dedicati non solo agli appassionati di lirica ma anche a coloro che desiderano fare un’esperienza nuova e di grande pregio. Il mezzosoprano Beatrice Mezzanotte, intrapresa fin dall’infanzia la formazione musicale, si è diplomata in canto a soli vent’anni e con il massimo dei voti presso il Conservatorio ‘G. B. Pergolesi’ di Fermo. Si è perfezionata presso l’Opera Studio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la guida di Renata Scotto, laureandosi inoltre con lode in lingue e letterature moderne presso l’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’. Dopo numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali, si è imposta come vincitrice del 69° Concorso per giovani cantanti lirici ‘A. Belli’ di Spoleto. Ha interpretato La Cenerentola (ruolo eponimo) presso il Teatro Argentina di Roma, Verdi di Firenze, Del Monaco di Treviso; Suor Angelica (Suor Osmina/Novizia) al Teatro dell’Opera di Roma; Die Zauberflöte (zweite Dame) al Teatro Duse di Bologna, Comunale di Modena e Teatro dell’Aquila di Fermo, Rosicca e Morano di Feo (Rosicca) al Teatro Melisso di Spoleto. Attualmente sta cantando nel progetto AsLiCo Opera domani Il barbiere di Siviglia (Rosina). È anche attiva interprete del repertorio novecentesco e contemporaneo. concorso-2017-AsLiCo Il tenore Stefano Sorrentino nasce a Napoli e già in tenera età mostra uno spiccato talento per il canto. Nel 2008 si iscrive al Conservatorio di Napoli ‘San Pietro a Majella’, dove studia fra l’altro con Raffaele Passaro e Bruno Praticò, conseguendo il diploma con Anna Vandi Gaggiotti. Nel 2012 frequenta l’Opera Studio dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma con Renata Scotto. Nel giugno 2013 si classifica terzo al Concorso internazionale ‘Salice d’Oro’. Nel dicembre dello stesso anno debutta nel ruolo di Lindoro (L’Italiana in Algeri) al Teatro Marrucino di Chieti. Nel gennaio 2014 è impegnato nel progetto AsLiCo Pocket opera come Conte d’Almaviva (Il barbiere di Siviglia), ruolo che tra l’altro sta ricoprendo in questo periodo per Opera domani AsLiCo. Nel luglio 2014 vince il concorso a ruoli ‘ArteinCanto’ e debutta in agosto Le astuzie femminili di Cimarosa (Filandro). Il baritono Francesco Auriemma, nato nel 1996, inizia i suoi studi con Francesco Fortunato, studiando parallelamente pianoforte e armonia. Nel 2014 viene ammesso al corso accademico di canto lirico presso il Conservatorio ‘San Pietro a Majella’ di Napoli, dove attualmente studia con Emma Innacoli. Ha preso parte a diverse masterclass con Adi Bar, Antonio Maione, Maria Luisa Bigai e Antonio Florio. Ha vinto una borsa di studio come miglior interprete maschile di arie di Paisiello, il Premio Sofia e il primo premio assoluto al Concorso nazionale ‘Giovani in Musica’ di Napoli. Grazie all’intensa attività musicale del Conservatorio di Napoli, ha potuto prendere parte a diverse produzioni in forma di concerto: Il barbiere di Siviglia (Figaro), L’elisir d’amore (Belcore), Il barbiere di Siviglia di Paisiello (Figaro/Bartolo), La bohème (Marcello/Schaunard), Don Giovanni (ruolo eponimo). Come solista ha inoltre cantato nella Nona sinfonia di Beethoven, Requiem di Mozart e Misa criolla di Ramirez. Ha vinto recentemente il ruolo di Figaro al 68° Concorso per giovani cantanti lirici d’Europa, ruolo che sta cantando per il progetto AsLiCo Opera domani. Il pianista Giorgio Martano si diploma in pianoforte col massimo dei voti e lode presso il Conservatorio di Lecce sotto la guida di Francesca Mammana. Si distingue fin da giovane in diverse competizioni nazionali e internazionali, sia come solista che nel repertorio cameristico, conseguendo borse di studio e premi speciali. Nel 2010 consegue presso il Conservatorio di Parma l’abilitazione all’insegnamento del pianoforte e successivamente si perfeziona come maestro collaboratore nel 2012 presso l’Accademia per maestri collaboratori del Teatro alla Scala di Milano e nel 2014 presso la Riccardo Muti Opera Academy. Nel 2012 lavora come pianista accompagnatore presso l’Accademia di Ballo del Teatro alla Scala e nello stesso anno vince l’audizione per Maestri collaboratori presso il Teatro Sociale di Como, presso il quale collabora come maestro preparatore e di sala per la stagione di OperaLombardia e diversi altri progetti. Da diversi anni è chiamato come maestro accompagnatore e vocal coach presso enti lirici, operastudio e masterclass di canto. Da due anni collabora con il Teatro Stanislavskij di Mosca come vocal coach e consulente per il repertorio lirico italiano. Nel 2015 è maestro preparatore per Il flauto magico, progetto Opera domani presso la Royal Opera House di Muscat, in Oman. Nella corso della sua carriera ha collaborato con artisti di fama internazionale, quali Riccardo Muti, Jessica Pratt, Michele Pertusi, Anita Rachvelishvili, Gregory Kunde, Alfonso Antoniozzi, Hibla Gerzmava, Graham Vick, Johnatan Miller, Ugo Benelli e molti altri.
Prezzo unico 27 € comprensivo di aperitivo all’inizio del concerto. Biglietteria: Teatro Superga, Via Superga 44 | Nichelino (To)
011.6279789 | biglietteria@teatrosuperga.it | aperta dal lunedì al venerdì 15-19 e da un’ora prima dell’inizio del concerto presso la biglietteria della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Biglietti in vendita anche nel circuito Ticketone e su www.teatrosuperga.it
Redazione Artinmovimento Magazine

La Bohème al Teatro Regio di Parma

0869_bohe¦Çme2017_1Venerdì 10 marzo alle ore 20.00 ha debuttato al Teatro Regio di Parma La Bohème di Giacomo Puccini, nell’ambito della Stagione Lirica 2017. L’opera, la cui trama è ambientata nella Parigi del 1830, è stata messa in scena nello storico allestimento del Teatro Regio firmato da Francesca Zambello, di cui Ugo Tessitore riprende la regia, con le scene e i costumi di Nica Magnani e le luci di Andrea Borelli. Sul podio Valerio Galli, al suo debutto al Teatro Regio, dirige l’Orchestra dell’Opera Italiana, il Coro del Teatro Regio di Parma e il Coro di voci bianche e giovanili Ars Canto “Giuseppe Verdi”, preparati rispettivamente da Martino Faggiani e Gabriella Corsaro. In scena i soprani Valeria Sepe (Mimì) e Cinzia Forte (Musetta), il tenore Stefan Pop (Rodolfo ), il baritono Sergio Vitale (il pittore Marcello), il baritono Andrea Vincenzo Bonsignore (il musicista Schaunard), il basso Dario Russo (il filosofo Colline), il basso Marco Camastra (nei panni di Benoît e di Alcindoro), il tenore Enrico Cossutta (il venditore ambulante Parpignol), il basso Roberto Scandura (Sergente dei doganieri), Matteo Mazzoli (Doganiere), Giovanni Gregnanin (Venditore).0955_bohe¦Çme2017
Ispirate alle Scènes de la vie de Bohème, romanzo dello scrittore francese Henry Murger, le scene liriche composte da Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, hanno debuttato il 1 febbraio 1896 al Teatro Regio di Torino, sotto la direzione del giovane Arturo Toscanini. Dopo un discreto successo alla prima, l’opera ha progressivamente raccolto un sempre più crescente favore ed entusiasmo da parte del suo pubblico, fino ad essere riconosciuta come uno dei melodrammi più amati e popolari di tutti i tempi.0948_bohe¦Çme2017
Semplici ed essenziali le scenografie, pochi gli oggetti sul palco a definire gli ambienti. Una soffitta, nel primo e nel quarto atto, con pochi arredi, un cavalletto da pittore, una scrivania, una stufa che rendono il senso dia povertà e precarietà della vita dei giovani protagonisti. In forte contrasto con questo spaccato di interno si pone la piazza con lo storico “Cafè Momus” frequentato da facoltosi e raffinati clienti. Delicata e romantica la nevicata in un parco che fa da cornice al dialogo tra Rodolfo e Marcello sulle cagionevoli condizioni di salute di Mimì.  La direzione d’orchestra è discreta anche se talvolta si impone con eccessiva presenza a sovrastare e indebolire le voci degli attori protagonisti. Ben equilibrato il coro del Teatro Regio, diretto da Martino Faggiani, un po’ immaturo ed incerto invece il Coro di Voci Bianche. 1731_bohe¦Çme2017
Valeria Sepe interpreta in modo convincente il ruolo di Mimì, la sua vocalità è intensa e ben modulata, il registro timbrico tecnicamente sicuro e consapevolmente drammatico, a rendere con efficacia la semplicità e fragilità del personaggio che interpreta.
Stefan Pop rende con grande bravura Rodolfo, una voce potente e intensa, un coinvolgente dinamismo, il pathos e l’espressività corporea attraverso cui egli rappresenta in modo pertinente e fortemente emotivo il suo personaggio.  Anche Cinzia Forte interpreta Musetta con grande intensità, vivacità, a volte esagerata, ma vocalmente apprezzabile. Sergio Vitale nei panni d Marcello è convincente per la sua resa drammatica e la vocalità intensa e sostenuta.
Un particolare apprezzamento alla regia che ha sapientemente coordinato i personaggi e ambientato con pertinenza e consapevole gusto, ora minimal ora raffinato, ogni momento scenico. Molto curati i costumi, altrettanto adeguate e calibrate le scenografie. Nulla viene lasciato al caso. Le luci, anche se non sempre precise, hanno dato colore ai personaggi e agli ambienti talvolta 1698_bohe¦Çme2017volutamente pallidi e scarni. Un’impalcatura tradizionale, classica, rispettosa del tempo storico di cui si fa portavoce, ma capace di incorniciare, accompagnare e sostenere i personaggi nella loro narrazione.
La Stagione 2016-2017 del Teatro Regio di Parma è realizzata con il sostegno di Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Emilia Romagna. Major partner Fondazione Cariparma, Main partner Cariparma Crédit Agricole. Il Teatro Regio di Parma è sostenuto anche da Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte Parma, Ascom. Main sponsor Iren, Cedacri group. Sponsor Cepim, Parmalat. Advisor AGFM. Sponsor tecnici Step, MacroCoop. La Stagione è realizzata in collaborazione con Complesso Monumentale della Pilotta, Fondazione Arturo Toscanini, Società dei Concerti di Parma, Rinascimento 2.0, ATER Associazione Teatrale dell’Emilia-Romagna, Arci Caos, Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Comunale di Bologna, Comune di Busseto, Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto”, Opera Europa, The Opera Platform.
Odette Alloati

Schoo01, la scuolamuseo di Roma aperta al pubblico sabato 25 marzo

school01-1Come ogni ultimo sabato del mese, sabato 25 marzo sarà aperta al pubblico School01, la scuolamuseo nel quartiere Monteverde a Roma. Dalle 15.00 alle 19.00, su appuntamento, sarà possibile visitare questo luogo speciale, con tre visite guidate in programma, a distanza di un’ora l’una dall’altra. Le guide saranno gli stessi alunni della Scuola Media F. De André, tra le cui pareti, dal 2014 a oggi, hanno realizzato più di sedici opere, installazioni e murales, coordinati da Andrea Biavati.
School01 è davvero museo tra le aule e i corridoi, sui muri dell’Istituto Comprensivo situato in via Fabiola. Tutti i ragazzi delle media hanno contribuito all’ideazione, alla progettare, alla realizzazione delle opere, così come alla comunicazione, alla valorizzazione e al loro mantenimento.
Rispetto a modelli analoghi di didattica sperimentale, questo progetto risulta innovativo per lo sconfinamento in pratiche extra artistiche. Oltre alla realizzazione dell’opera, vi è infatti uno studio approfondito dei materiali, grazie anche alla school01-2collaborazione di uno specialista del British Museum, tenuto a selezionare i più idonei. Ogni “Wall” si documenta e si mette in rete, e qui entra in campo l’uso consapevole dei social network, delle dirette streaming, e dei canali di divulgazione. Si fa fundraising per acquistare i prodotti per i muri in cantiere, e le aperture di sabato sono uno dei modi per farlo. Si eseguono lavori di restauro sui graffiti eseguiti dalle classi precedenti, si creano audio guide, si rilasciano interviste, si partecipa a conferenze e seminari. Infine, si coopera con associazioni presenti sul territorio per migliorare il quartiere.
school01-3Nell’ultimo mese, oltre a proseguire nella realizzazione del Wall Sconfiniamo, i ragazzi hanno strutturato e consegnato un progetto a una Fondazione privata, con l’obiettivo di creare una collezione permanente di sculture e dipinti di altri artisti. Nella medesima logica rientrano le mostre temporanee, chiamate “Confronti”, che hanno già ospitato Stefano Bolcato e da sabato 25 daranno spazio a un’opera di Sonia Cipollari. L’opera esposta è incentrata sul ritratto, tematica cara all’autrice e che si ricollega al programma “Junior street art” seguito insieme agli studenti della scuola “Franceschi” nel giugno 2016. Sonia racconterà il proprio percorso espressivo e professionale, a partire dagli studi accademici, per proseguire con le esperienze nel campo della decorazione fino a giungere all’attuale ricerca pittorica.school01-4

Che cosa potrete trovare in questa visita?
Il “Wallout03” accoglie all’ingresso passanti e curiosi, il “Wall02 Processo Elementare” è quello da cui è partita l’intera esperienza della scuolamuseo, ma c’è anche il “Wall13 Carta Velina – cancellazione di dipinti già esistenti”. C’è il “Wall05 INKiesta Macchia o Segno?”, sul quale campeggia, ingigantita, una macchia di inchiostro. Il “Wall09 De Andrè” è un mosaico di tessere grigie che riproducono un’immagine di Fabrizio De André, a cui la scuola è intitolata. Il “Wall10 Paper 6×3” è un norme foglio/aeroplanino eseguito in sei mesi, c’è il “Wall11 Chewing gum” con tanto di banco e sedia raffigurati. Il “Wall12 Informativo” è stato costruito con Arduino (vi ricordate cos’è? Ve ne abbiamo parlato qui). Il “WALL15 Black stars” è stato realizzato in sinergia school01-5tra le quinte elementari e le terze medie, è una “lavagna nera” costellata di piccoli oggetti e connessioni delebili. Con il “WALL16 All Colors”, ultimo terminato, si può addirittura interagire attraverso il tatto.
In questi tre anni sono stati anche molti i progetti collaterali, che hanno preso vita, installazioni sorte spontaneamente con pile di libri, la ciclabile light, i Brainphone e le maschere del corso di ceramica.
L’ingresso alle visite prevede una donazione di 5 euro, per raccogliere fondi da destinare all’acquisto dei nuovi materiali. Anche i biglietti sono stati pensati dai ragazzi, sono diversi l’uno dall’altro e sono concepiti come piccoli oggetti da collezione, come ricompensa ai visitatori per la loro generosità.

Sabato 25 marzo 2017 ore 15.00-19.00 solo su prenotazione
Per prenotare scrivere a schoolzerouno@gmail.com
Ingresso con donazione di 5 € e gratis per i minori
Orari visite guidate:
1) inizio tour 15:30 > fine tour 16:45
2) inizio tour 16:30 > fine tour 17:45
3) inizio tour 17:30 > fine tour 18:45
Si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’inizio visita

Scuola Media F. De André, via Fabiola 15, Roma
Per scoprire qualcosa di più potete visitare il sito www.school01.org oppure la pagina dell’evento su facebook.

Redazione ArtInMovimento Magazine

Lettere di un amore americano… a Torino

Locandina trenoIdeateatro presenta, in doppia recita, LETTERE DI UN AMORE AMERICANO, atti unici di Tennessee Williams, per la regia di Sandro Calabrò, affiancato da Giorgio Fissore (Aiuto regia), Dorella Apa (Assistente alla regia), con le scenografie firmate da Rosita Ginger Mezzela. Quattro storie americane – una ambientata a fine ‘800 e le altre nella prima metà del ‘900 – dove le protagoniste si trovano a fare i conti con amori non ricambiati, immaginari o impossibili. Un medesimo destino di solitudine e follia accomuna le loro esistenze, che restano tuttavia irriducibili l’una all’altra. Uniche e differenti, come i colori dalle campiture nette che ne accompagnano il racconto e ne rivelano i motivi dominanti. Giallo per la nostalgia di un’estate di luce abbagliante, unica testimone di un amore tanto più presente quanto mai esistito. Rosso per la passione soffocata nel disincanto di un bordello. Azzurro per la fugacità di un incontro – reso eterno nelle parole di una lettera – con l’eroe poeta venuto dal mare. E rosa, infine, simbolo per eccellenza, colore fiore e donna insieme, Rosa – riferimento forse a un affetto caro all’autore, la folle sorella: per dire che la bellezza abita in ciò che è fragile e caduco e in questo vuole essere amata. Finali struggenti e romantici accompagnano le quattro donne alla conclusione delle loro esistenze. Il cast è formato da: Sandra Pecoraro, Maria Elvira Rao, Mariagrazia Graziano, Franca Scoppa, Tiziana Romano, Paolo Agazzi, Alberto Palma, Malvyna Lasepo, Arianna Zucco, Michela Vitale, Piero Ribiscini, Sabrina Morrone, Antonello Driutti, Paola Di Bernardo, Sandro Calabró, Guido Traversa, Matteo Paradiso, Cesare Succo, Giorgia Pansa, Serena Attanasio, Pia Molinari, Flavia Moschetto, Alex Bar, Riccardo Battaglia, Gianni Comite, Gianluca Mellia.
Lo spettacolo andrà in scena a Torino il 26 Marzo 2017 presso il Teatro Giulia Di Barolo (piazza santa Giulia 2 Bis) e il 2 Aprile 2017 presso il Piccolo Teatro Comico (via Mombarcaro, 99).
Redazione di ArtInMovimento Magazine

30 anni di Edizioni AMRITA: dal 24 al 26 marzo eventi, tavole rotonde, spettacoli e incontri con gli autori

Edizioni AMRITA

Nati nel 1986 con il nome di Edizioni Arista, hanno come marchio il “soffione” e una dicitura che lo accompagna, “un soffio di luce”: si rifanno ad un’antica meditazione di tradizione essena in cui viene visualizzato questo fiore, che cresce ovunque, con i suoi piccolissimi semi portato di qualità di cui ha bisogno il pianeta: pace, tolleranza, bellezza, intelligenza, amore.

In Oriente indica ancora oggi lo stato più elevato della materia e nella cultura tibetana è il medicinale sacro per eccellenza, indica una visione dualistica che separa la mente e il corpo, la materia e lo spirito.

30 anni di Edizioni AMRITAPer festeggiare i suoi 30 anni di vita ha organizzato 3 giorni di attività, alcune gratuite e altri a pagamento, con eventi, tavole rotonde e incontri con gli autori.

Da venerdì 24 marzo fino a domenica 26 marzo, sono molteplici gli eventi, molti dei quali ad ingresso libero. La sera del 24 a partire dalle 18.30, Rudy Carone e Francesca Tuzzi presentano “Reiki: ritorno alle fonti” presso la libreria Arethusa di via Giolitti 18 a Torino e sempre alle 18.30, Michele Caffin presenta “Dentosofia: quello che i denti raccontano di te” in un’altra location,  Libreria Fenice di via Porta Palatina 2 a Torino.

Sabato 25 marzo gli eventi si spostano presso l’Hotel Atlantic di Via Lanzo 163  a Borgaro Torinese nella Sala Conferenze del Teatro. Saranno presenti diversi autori, come Anne Givaudan, Daniel Meurois, Claudia Rainville, Silvia Di Luzio e Sergio Magaña Ocelocoyotl e a seguire tavole rotonde, sempre aperte al pubblico, con Fabrizio Camilletti, Enzo D’Antoni ed Erika Mainardi, Diego Divenuto, Antonio Origgi, Stefano Cattinelli e molti altri.

Sarà possibile inoltre provare in prima persone alcune terapie descritte nei libri, dalle 10:00 alle 19:00, sempre presso l’Hotel Atlantic di Borgaro Torinese al piano primo.

Dalle 19:00 alle 20:45 apericena con gli autori sempre presso l’Hotel Atlantic di Borgaro Torinese e a seguire lo Spettacolo “Alleanze Sonore” dalle 21:00 alle 22:30: la serata sarà aperta da Anne Givaudan con una meditazione guidata e a seguire mantra, musiche e danze in un giro intorno al mondo. L’ingresso è a offerta libera.

Domenica 26 marzo aprono invece gli eventi a pagamento sempre presso l’Hotel Atlantic, con incontri con Anne Givaudan, Claudia Rainville e Sergio Magaña Ocelocoyotl.

Per informazioni e prenotazioni si può visitare il sito www.amrita-edizioni.com

Paolo Ernesto Sussi

“Rivoluzioni”, il progetto itinerante della scuola di filosofia “Mario Alcaro”, presenta “Democrazia e rivoluzione”, nuovo incontro pubblico formativo

Rivoluzioni - Incontri

Valentina PazéLa promessa della democrazia rappresentativa, sin dal ‘900, è stata quella di legalizzare la rivoluzione, ovvero di trasformare la società attraverso riforme del Parlamento, togliendo così terreno all’azione politica che sovverte l’ordine costituito al fine di rendere il mondo più gentile e più giusto.

Da questa intuizione parte l’analisi di Valentina Pazè, professore associato dell’Università di Torino, che si riconduce all’opera di Norberto Bobbio, e che vuole ragionare sul rapporto tra “Democrazia e Rivoluzione”. L’incontro pubblico, organizzato dall’Associazione Culturale Scholé nell’ambito della V Scuola di Altra Formazione in Filosofia “Mario Alcaro”, si 17361805_1283383885042809_3662762068342469316_nsvolgerà mercoledì 22 marzo alle 18, nel salone dell’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica.

L’evento è un’occasione per discutere in una prospettiva storica e politica i limiti e i vantaggi delle forme della democrazia e della rivoluzione e sui punti di contatto tra due categorie omogenee.

L’iniziativa è la sesta proposta alla Scuola “Alcaro” nel 2017 del ciclo “Rivoluzioni“, sotto la direzione di Arianna Fermani (Università di Macerata) e con il coordinamento di Alessandra Mallamo e Angelo Nizza, è organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, l’IISF Scuola di Roma e il Comune di Roccella. Il calendario completo degli incontri filosofici serali è disponibile sul sito www.filosofiaroccella.it.

Paolo Ernesto Sussi

[Fonte immagini: telemia.it]

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