Month: September 2020

 

Il XXIII Religion Today Film Festival con 84 pellicole e in concorso

_DSC6190Dopo l’anteprima del 12 settembre con il pluripremiato regista pugliese Gennaro Nunziante, a cui è stato consegnato il premio speciale “La bellezza del creato”, da mercoledì 23 settembre è in essere, fino a domani 30 settembre, il XXIII Religion Today Film Festival Earth I Care, custodi della Terra, dedicata all’ambiente e al ruolo dell’essere umano come suo custode.
Si tratta di un’edizione da record con ben 84 pellicole provenienti da 44 paesi diversi e selezionate tra più di 1600. Abbiamo scelto di aumentare il numero dei film in gara  come impegno in questo momento così difficile per gli addetti ai lavori – spiega il direttore artistico della manifestazione, Andrea Morghen  è un modo per supportare gli sforzi di tanti artisti nel mondo che a causa della pandemia di questi mesi si stanno trovando in grande difficoltà.
_DSC6070Sempre al Teatro San Marco e al Cinema Modena di Trento per raccontare storie, volti, immagini alla cittadinanza trentina, divenendo portavoce del dialogo tra religioni e culture; il tutto nel rispetto delle normative di sicurezza relative all’emergenza sanitaria nazionale.
Religion Today, nella sua esperienza ventennale, ha sempre cercato di stare al passo con i tempi e di raccontare la realtà che ci circonda, partendo dal punto di vista delle diverse fedi e religioni, dando voce e opportunità di confronto a popoli vicini e lontani. Il forte richiamo che abbiamo sentito quest’anno è stato quello di parlare dell’ambiente, della nostra Terra, che giorno dopo giorno vediamo sempre più in pericolo, come dimostrato anche dall’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus. Seguendo l’esempio di Greta Thumberg, dei giovani in piazza a protestare e leggendo le parole di Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato Sii” sull’ecologia integrale – incalza Morghenè nata spontaneamente dallo staff l’idea di parlare delle nostre responsabilità in quanto custodi della Terra. Tanti sono stati gli eventi proposti per quest’edizione, anche fuori dalla città di Trento: l’apertura del Festival con la preghiera interconfessionale alla Campana dei Caduti di Rovereto e quella sul ponte di Via dei Mille 5D4_1973per la Settimana dell’Accoglienza, una giornata immersi nella natura dedicata interamente al Creato a Primiero, in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano. A questi sono seguiti anche numerose presentazioni di libri e l’atteso evento di premiazione a Madonna di Campiglio, a 1750 mt, a Malga Ritorto.
Quest’anno è stata introdotta anche una grande novità: un tendone in Piazza Fiera, che è il cuore del Festival dove poter incontrare i registi, parlare di Religion Today e visionare le numerose mostre fotografiche di questa edizione, nello specifico: Siblings in sport, con la Fondazione Sportfund di Bologna, sul tema della disabilità; una mostra inedita sul set de Le notti di Cabiria e infine la _DSC7829mostra Ecologia Integrale di Raffaele Merler, fotografo trentino. Inoltre, per dare spazio alle eccellenze trentine, sono state presentate, durante questa edizione, diverse  startup locali che mostrano particolari attenzioni all’ambiente e al nostro territorio, come la già citata Vaia. Religion Today è presieduto (di persona e/o via web) anche quest’anno da una giuria internazionale che rappresenta fedi e culture diverse, in dialogo tra loro: Galina Evtushenko, pluripremiata regista e documentarista russa; Awad Sherif, personalità eminente della scena artistica e cinematografica egiziana; Feride Funda G-Gencaslan, presidente del Sufi Centre Rabbaniyya, European Centre for Interspiritual and Interfaith Encountersre in Germania; Oscar Iarussi, giornalista professionista, _DSC6834saggista, critico cinematografico e letterario, membro del comitato espertidella Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia; Iwo Bender, Regional Director for Central and Eastern Europe per EWTN Tv. Assieme alla giuria internazionale sono stati invitati anche i direttori dei festival partecipanti al network Films for our future, di cui è membro Religion Today sin dal 2018, per presentare alla stampa i progetti per il 2021.
Si ricorda che per partecipare alle proiezioni gratuite basterà prenotarsi sul portale eventbrite o mandare una mail a segreteria@religionfilm.com.
Tutti gli eventi principali potranno essere seguiti anche tramite diretta Facebook, sulla pagina del Festival.
Sicuramente un faro per un genere così di nicchia del mondo del cinema, un momento di riflessione e di dibattito, oggi più che mai utile, doveroso e necessario.
Complimenti e vinca il migliore…
Annunziato Gentiluomo

I vincitori della terza edizione di Ortometraggi Film Festival

Copertina FB eventoIntorno alle 23.50 del 25 settembre, presso l’area all’aperto della sede dell’associazione Comala, sita a Torino, si è conclusa la terza edizione di Ortometraggi Film Festival, ideato dall’associazione Ngracalati, con la direzione artistica di Carlo Conversano. Inserito nella settimana della sostenibilità all’interno dei Festival dello Sviluppo Sostenibile, racconta il rapporto tra uomo e natura e vuole dar voce alla Terra e alle sue accorate richieste di aiuto.
Hanno presentato la serata Michele Grosso e Giorgia Cino. L’ospite principale è stato Remo Schellino, il regista cuneese, in concorso al festival col documentario Le ragioni della terra. Vincitore Ortometraggi_serata.finale.1.okdi una menzione speciale nella prima edizione del festival, lancia il teaser di “Grazie al Cielo”.
Una serata viva, entusiasmante e piena di sorprese che si conclude con la premiazione dei cortometraggi vincitori nelle differenti categorie (documentario, animazione, fiction e video arte) provenienti da ogni dove e sottotitolati dai ragazzi dell’Università del Salento con la supervisione della professoressa Francesca Bianchi. Nonostante il freddo e il vento, il nostro pubblico ha continuato a seguirci aspettando compatto l’annuncio dei vincitori, ha affermato Conversano.
Il momento della premiazione è stato introdotto dal direttore artistico e dagli organizzatori Leonardo Moiso e Matilde Ugolini che, alla fine, hanno introdotto la Giuria composta da Lucio Toma della casa di distribuzione QuasiCinema, che supervisiona il premio di distribuzione del festival, Luca Del Fuego Confortini, attore e talent-scout, Emanuela Mascherina, attrice, regista e direttrice del festival Cine Atelier, presenti al festival Neria Costa e tutto il gruppo del Food Film Festival di Milano e il presidente Annunziato Gentiluomo, tra gli organizzatori del Torino Undeground Cinefest e l’ufficio stampa del festival.
Ortometraggi_serata.finale.3.okDiversi i prodotti che abbiamo trovato interessanti. Tematiche evidentemente importanti e altamente attuali che invitano alla riflessione e richiamano alla responsabilità tutti. Data la qualità e la copiosità numerica, abbiamo deciso, accanto al vincitore di ogni sezione, ricorrere a una Menzione speciale della Giuria oltre che la mia personale AIM Mention, menzione di ArtInMovimento Magazine, la testata che dirigo e che ha curato l’ufficio stampa del festival, precisa Annunziato Gentiluomo, Presidente di Giuria.
Ecco i premi e le menzioni con le motivazioni.
La Giuria dell’Ortometraggi Film Festival 2020 assegna il Premio come Miglior Documentario a The End Of Eternity di Pablo Radice per l’originalità e il lirismo del linguaggio cinematografico Ortometraggi_serata.finale.2okall’interno del genere documentario, valore aggiunto che illustra con maestria un mondo esotico dove ancora svolgono un ruolo fondamentale la tradizione e i suoi valori più autentici. In ogni fotogramma viene sussurrato il rapporto uomo-terra e cantato il concetto di eternità.
Si attribuisce la Menzione Speciale della Giuria per Life Evolution Ecology – Genesys di Antonio Pesce per le manifattura di qualità eccelsa di tutto il lavoro. Tanto l’audio quanto la fotografia manifestano una cura maniacale del regista, da cui emerge con veemenza l’ambizione dell’approccio. Tutto ciò colpisce e valorizza il tema trattato: la genesi in cui si percepisce il pulsare della materia vivente.
The end of eternityLa testata del Presidente assegna la AIM Mention ad Artiko di Josu Venero per la capacità di far dialogare diverse arti fra loro mantenendo sempre un approccio sobrio ed equilibrato, senza perdere in efficacia. I ghiacciai vengono osservati tanto da un punto di vista materico naturale, esaltandone la bellezza e la maestosità, quanto nella problematicità ecologica e da qui la denuncia “sottile” della deriva rischiosa per l’umanità.
Nella sezione Fiction risulta il vincitore Traces di Pins Sebastien per il gusto e l’estetica con cui è stato realizzato e per il coraggio nell’utilizzo del linguaggio cinematografico con le armoniche influenze della video arte e del documentario. Pregevole la fotografia e le scelte registiche che seguono con cura l’evoluzione della narrazione. Il racconto offre sapientemente i due punti di vista presenti, nel contesto di cambiamento che inevitabilmente abbandonerà la prassi dell’antica professione, capace di tenere viva una profonda connessione con la natura.
Viene attribuita la Menzione Speciale della Giuria a Primates di Helio Valero e Artur Molina per l’originalità con cui è stato trattato il tema proposto. Si evince con vigore la forza di una primitività contagiosa. Si risolve così l’annosa querelle tra cultura-natura con la vittoria della seconda sulla prima. Il primato proclama a chiare lettere il Tracesrapporto con la terra, oggi andato perso in una deriva mentale e razionale estrema. Si è apprezzata inoltre la trasversalità del linguaggio, e si è trovata straordinaria la performance del clown professionista Johnny Melville, capace di rendere pienamente la complessità espressiva del personaggio diviso tra umanità e animalità.
La AIM Mention va, invece, a El Origen di José Antonio per l’attualità del tema proposto, per il ritmo della narrazione e per l’immediatezza e la leggerezza con cui riesce a far immergere nella storia lo spettatore. Ricorrere alla commedia brillante per presentare la dicotomia virtuale-reale è stata veramente una scelta coraggiosa.
Per quanto riguarda la sezione Animazione, vince Epirenov di Alejandro Ariel Martin per la potenza sorprendente delle animazioni che trasmettono un messaggio su vari livelli. Tra tutto emerge la ricerca dell’intimità del sentimento, la nostalgia dell’amore e la forza della frequenza del cuore che può animare anche un ammasso di latta e bulloni.
Si assegna la Menzione Speciale della Giuria a Of Sig di Vlad Bolgarin “per l’indiscutibile qualità del racconto, Epireovavvincente, elegiaco e ironico al tempo stesso, e per la semplicità e la bellezza dell’animazione. Basta poco per trasformare la nostra vita: un incontro giusto, il cambio di prospettiva e un po’ di colore…”.
Si attribuisce la AIM Mention a Obsolescence di Jesús Martínez Tormo di cui “abbiamo apprezzato il senso evocativo e poetico creato attraverso un’animazione ben congegnata, dove si canta la ritualità e la potenza dell’immaginazione che tutto può. L’intenzione diviene magia e la magia diviene azione rigenerativa. Un messaggio attuale sul quale tutti dovremmo riflettere prestando attenzione, responsabilmente, a quanto stiamo lasciando alle future generazioni”.
Rispetto alla sezione Video arte, il vincitore è Italy & (This Is) Water di Ioan Gavriel e Anja Franziska Plaschg “per la delicatezza delle immagini e la capacità d’impatto nell’espressione del significato. La musica accompagna con coerenza l’evoluzione della storia raggiungendo il suo climax nel deterioramento della protagonista che pare simbolicamente rappresentare la cacciata dall’Eden”.
Si attribuisce, invece, la AIM Mention a Mirage di Chris May per aver messo al centro l’immagine che muta, si Italy The waterdeforma e si ricompone senza mai prescindere dal valore del contenuti fortemente legati alla ricerca dell’autore di un contatto autentico con la natura.
La Giuria di Ortometraggi Film Festical 2020 attribuisce, infine, la Menzione speciale della Giuria all’attore Maxim Ivanov protagonista di Mommy’s Calf di Viktoria Runtsova per la sorprendente e deliziosa interpretazione, e per l’intensità e la naturalezza impressionanti che lo caratterizzano. È il pilastro di tutta la pellicola ed è il motore dell’avventura emotiva narrata nel cortometraggio.
Ortometraggi_1giorno_3.okSiamo soddisfatti di quanto abbiamo realizzato. Ringrazio gli intervenuti e soprattutto i partner e i volontari che ci hanno sostenuto in questa avventura. Il successo di questa edizione apre le porte ad altre novità sempre nel nome della sostenibilità e del rapporto della terra. Siamo già al lavoro, conclude Carlo Conversano.

Un piccolo grande festival che emoziona e che con delicatezza ci porta a conoscenza di fatti e misfatti che stanno realmente distruggendo il nostro pianeta. Ortometraggi Film Festival in tre giorni ci ha permesso un’immersione a 360° sul nostro rapporto con la terra e con i suoi prodotti e ci ha invitato tutti alla responsabilità e a fare ciascuno la propria parte, senza voltare le spalle a una situazione che si fa sempre più urgente. Bravi, ragazzi! Continuate così!
Chiara Trompetto

Successo per la prima giornata del terzo Ortometraggi Film Festival 2020 a Torino

Ortometraggi_1giorno_2La serata di apertura di Ortometraggi Film Festival di ieri, 23 settembre, suscita l’interesse e la curiosità del pubblico torinese accorso copioso. Le proiezioni presso l’area all’aperto della sede dell’associazione culturale Comala, , sita a Torino, in corso Francesco Ferrucci 65/a, hanno creato un’atmosfera magica in un ambiente giovane e culturalmente attivo.
Gli Ortometraggi del festival selezionati dal direttore artistico Carlo Conversano, raccontano il rapporto uomo-natura nella varietà dei generi filmici di documentari, animazioni, fiction e videoarte.
Il primo intervento della serata è stato quello di Elena Ferrero e Sara Secondo, le fondatrici della start-up Atelier Riforma che hanno raccontato la loro soluzione innovativa sul riutilizzo di abiti usati, Ortometraggi_homeseguito dalla presenza del regista del video arte Asinara Reframe, Mattia Meloni.
Ortometraggi Film Festival, proposto dall’Associazione ‘Ngracalati e la cui direzione artistica porta la firma di Carlo Conversano, è un evento facente parte dei Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020, che organizza, in collaborazione con il Green Team ed il gruppo studentesco di Ecopoli del Politecnico di Torino, una raccolta di RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) per  Ortometraggi_1giorno_1.okcui tutti i partecipanti all’evento possono lasciare i rifiuti elettronici di piccole/medie dimensioni (PC, telefoni cellulari, fili, etc), presso il punto di raccolta presente durante le serate del festival.
I cortometraggi del festival selezionati sono provenienti da 24 paesi diversi e sono sottotitolati dagli studenti dell’Università del Salento, e raccontano le diverse sfaccettature della Terra.
Tra i molti film proiettati nella prima serata si annoverano: “The end of the eternity” di Pablo Radice, documentario supervisionato dal regista Herzog; e “Pipo et l’amour aveugle”, delicato cortometraggio francese, ambientato in un mondo grigio e completamente industrializzato, che racconta Carlo Conversanopoeticamente cosa significa essere felici.
La serata odierna del 24 settembre, invece, si aprirà col cortometraggio di animazione Molehill e il documentario Terraria mentre gli ospiti della serata saranno il produttore di Rivoluzione Gentile, Giancarlo Spinelli; il coautore di Rare, Roberto Tarallo Giovando; e il regista di ‘L Prascondù Loris Di Giovanni.
Siamo soddisfatti del successo di questa prima serata. La scelta di spostare la location a Torino ci pare per il momento vincente. Vedremo cosa ci riserverà la serata di questo 24 settembre, sempre all’insegna della sostenibilità, della musica, del cinema e dell’amore per la terra, nell’attesa che venerdì 25, la giuria, presieduta dal giornalista Annunziato Gentiluomo, proclamerà i vincitori di questa terza edizione, afferma Carlo Conversano.
Il programma di Ortometraggi Film Festival 2020 è scaricabile sui social ufficiali di Ortometraggi Film Festival e sul suo sito web..
Chiudiamo precisando che la nostra testata è il media-partner dell’evento e assegnerà per ogni categoria una sua menzione speciale.
Vi consigliamo di non perdere la serata di oggi e di domani…
Chiara Trompetto

La ritualità in Giappone… con Luigi Gatti stasera a Torino…

Locandina_Luigi Gatti ToOggi, giovedì 24 settembre, alle ore 20:15, l’Università Popolare ArtInMovimento, presso la Scuola di Danza Relevé, sita a Torino, in via Lessolo, 19, proporrà la conferenza di Luigi Gatti Il Giappone, tra ieri e oggi. Un’immersione nella ritualità, moderata da Annunziato Gentiluomo. L’evento prenderà spunto dal libro Il cammino del Giappone (Mursia Editori).
Luigi Gatti è un bergamasco che, dopo una vita lavorativa passata tra Italia, Spagna e Giappone, ha iniziato a insegnare lingua e cultura giapponese, prima nella sua città, poi in giro per l’Italia. Appassionato di viaggi a piedi, ha percorso le Vie per Santiago nelle varianti francese, primitivo, portoghese e della Costa.  Ma è stata soprattutto la scoperta del Paese del Sol Levante e del Cammino del Giappone, un percorso circolare di 1200 chilometri nell’isola di Shikoku, che lo hanno ispirato. Lungo questo itinerario, che si snoda tra cil-cammino-del-giappone-148113-1ittà e zone rurali, tra risaie e foreste di cedri secolari, si incontrano gli 88 templi del Buddhismo della «Parola Vera», il Buddhismo Shingon. Il diario di questo viaggio, diventato tra i libri di viaggi più venduti in Italia (Il Cammino del Giappone: Shikoku e gli 88 templi), ripercorre tutta l’avventura, il viaggio dentro il viaggio, di un pellegrino, un Ohenro, sulle tracce di Kōbō Daishi, il monaco asceta che divulgò la nuova religione segnando radicalmente storia e cultura dell’intero Paese.
Quella di stasera sarà una serata ricca, emozionante e che si focalizzerà sulla ritualità di cui è palpitante il Giappone, ritualità riletta in termini sincronici e diacronici.
_DSC7363Per noi, è un onore poter avere come ospite Luigi Gatti. Uomo attento, spiritoso, preciso e amante di ciò che insegna. Stiamo organizzando con lui un percorso di formazione sugli ideogrammi del Reiki. Sarà un momento di approfondimento unico, mai proposto prima, afferma Annunziato Gentiluomo.
Quindi non mancate per un’immersione a tutto tondo nel mondo giapponese e nella sua tradizione.
Chiara Trompetto

Stappatincasa, Luca Balbiano e i suoi “racconti di vino in lockdown”

StappatincasaPochi giorni fa, il 17 settembre, attraverso la pagina ufficiale di Stappatincasa, Luca Balbiano ha annunciato di avere appena potuto effettuare il primo bonifico alla Croce Rossa di Bargamo, con i proventi della vendita del libro.
Prima di essere raccontato e messo “nero su bianco”, Stappatincasa è stata una reazione al lockdown, un progetto nato dalla creatività e dalla passione di Luca Balbiano e realizzato attraverso l’unico strumento allora disponibile per restare in contatto: i social media.
Sono state realizzate così una serie di dirette facebook quotidiane, durante le quali lo stesso Balbiano ha dialogato con oltre 25 ospiti, tutti legati in qualche modo al mondo del vino.

Luca Balbiano, per chi non lo conoscesse (di lui vi avevamo parlato qui), è un imprenditore piemontese, attualmente alla guida della casa vinicola di famiglia legata al Freisa, vitigno autoctono delle aree che vanno sotto il nome di Collina Torinese. Negli ultimi anni l’azienda Balbiano ha preso in consegna lo storico vigneto urbano di Villa della Regina, creando addirittura un’associazione, Urban Vineyards Association, per mettere in rete i vigneti urbani presenti in Europa, in cui figurano tra gli altri il Clos Montmartre di Parigi e le Vigna di Leonardo a Milano.

Tornando a Stappatincasa, per chi ha seguito un po’ l’iniziativa online in primavera, poterne rileggerneStappatincasa copertina i contenuti richiama alla memoria gli stati d’animo di quel momento. Si può dire che rappresenti una sorta di diario collettivo di una esperienza che ci accomunati davvero tutti, anche se ognuno l’ha vissuta in modo personale, e in queste pagine vi è anche condivisione di emozioni, preoccupazioni per il presente, idee e desideri per il futuro. Ciò intorno a cui ci si è ritrovati è una comune passione, quella per il vino.
La domanda che Balbiano ha posto a tutti i suoi ospiti è “cosa stappi con noi questa sera?”. Scorrono così nomi altisonanti e tanti altri poco noti a chi non sia davvero esperto, in un libro da sottolineare e tenere a portata di mano per prendere spunto per i propri acquisti o per una gita fuori porta con visita in vigneto o in cantina. Non sono vere e proprie interviste, ma dialoghi a cui è stato scelto di dare un tono molto informale, come quello di una chiacchierata tra amici, attraverso il quale il pubblico prima, e i lettori adesso, hanno modo di conoscere personaggi di assoluto rilievo nel mondo del vino e non solo.
Ci si sorprende a leggere le storie personali e professionali dell’ex calciatore della Juventus e della Nazionale Claudio Marchisio, che si è reinventato come imprenditore e ha aperto la catena di ristoranti fusion “Legàmi”, oppure quella di GianMarco Tognazzi, attore ma anche proprietario dell’azienda vitivinicola “La Tognazza”, ereditata dal padre Ugo, che la fondò come azienda agricola nel 1969, con spirito assolutamente visionario e controcorrente per la sua epoca.
Con lo psicologo Andrea Nardi si è poi approfondito il legame tra vino e emozioni, percezioni olfattive, ricordi, ma anche una importante riflessione sulla dipendenza e sull’educazione al bere che si può dare alle giovani generazioni. Ma gli ospiti di Balbiano sono davvero tutti interessanti, e con ognuno di essi si affrontano diverse sfaccettature legate al vino, al mondo produttivo e alla comunicazione di tutto ciò che sta dietro e dentro una bottiglia. In molti concordano sulla necessità di trovare un linguaggio meno autoreferenziale per parlare di vino a un pubblico più vasto, sebbene sia difficile trovare una equilibrio ed evitare la banalizzazione. Chi ha dedicato buona parte della propria vita professionale allo studio in questo settore ci ricorda che per apprezzare e riconoscere un buon vino serve averne un po’ di conoscenza, così come per apprezzare e riconoscere un buon libro o un’opera d’arte. Forse, e questa è la criticità sottolineata dallo stesso Balbiano in apertura del volume, per arrivare al grande pubblico servirebbe cambiare il tema della narrazione, lasciando in secondo piano i dati tecnici sul prodotto e dando spazio alle storie dei produttori e dei territori.
Significa andare diretti alla ragione per cui il vino non è una bevanda qualsiasi ma è, come disse Galileo Galilei 500 anni fa, un composto di umore e luce”.

Ritrovarsi, anche se virtualmente, davanti a un calice di vino, è stato un modo per reagire allo shock della pandemia, e per questo è importante ricordare ancora lo scopo benefico di questa iniziativa. I proventi della vendita del libro, infatti, saranno devoluti a favore di Croce Rossa Italiana – Comitato di Bergamo, e sia l’autore che i suoi ospiti invitano a fare la propria parte attraverso una donazione, anche piccola, a favore di chi opera in quella che è stata forse la zona maggiormente colpita dall’emergenza sanitaria dei mesi scorsi.

Chiara Trompetto
[Fonte immagini: pagina facebook Stappatincasa; autore copertina: Massimiliano Sticca]

Al via la il terzo Ortometraggi Film Festival 2020 a Torino

Logo Ortometraggi 2020L’associazione ‘Ngracalati presenta, a Torino, nei giorni 23, 24 e 25 settembre 2020, la terza edizione di Ortometraggi Film Festival presso l’associazione culturale Comala, sita in corso Francesco Ferrucci 65/a, uno degli spazi di incontro e socializzazione più vivi della capoluogo piemontese.
Le tre serate saranno all’insegna della sostenibilità, della musica, del cinema e dell’amore per la terra.
Curato dalla direzione artistica di Carlo Conversano con Leonardo Moiso e Matilde Ugolini, il festival evento ha l’obiettivo di far percepire l’importanza di cura e attenzione da dedicare alla terra che ci circonda, innalzando i valori di sostenibilità, ecologia, coltura sana e genuina e si inserisce all’interno dei Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020, l’iniziativa italiana che riunisce tutti i festival sostenibili per sensibilizzare e mobilitare sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale.
Dopo le prime due edizioni (2018 e 2019) a Borgagne, borgo autentico nella meravigliosa costa Carlo Conversanoorientale della provincia di Lecce, per l’edizione 2020 si è scelta come cornice Torino, città vivace, multietnica ed elegante, città del cinema e delle arti.
L’accesso al festival è gratuito e avviene tramite registrazione in loco.
La selezione ha visto lo scremarsi di 720 cortometraggi in 60 finalisti provenienti da 24 Paesi diversi che racconteranno la terra, il cibo e il rapporto che oggi si ha col nostro pianeta. I sottotitoli dei film stranieri sono stati realizzati dagli studenti di Traduzione Tecnico-Scientifica ed Interpretariato grazie alla partnership con l’Università del Salento sotto la cura della professoressa Francesca Bianchi.
Nella programmazione troviamo preziosi documentari come Following Life con la regia di Pietro Belfiore del Terzo Segreto di Satira, e imponenti cortometraggi di animazione come Obsolescence del regista spagnolo Jesùs Martìnez Tormo e delicate fiction come Corri fratello corri di Pietro Cinieri.
Il festival si aprirà alle 19.00 con i live musicali selezionati dalla cura di Luca Costanzo e GigiBandini. A partire dalle 20.30, invece, si darà spazio ai “corti della terra” di Ortometraggi Film Festival: animazione, documentari e fiction. Una specifica sala sarà, invece, dedicata alla fruizione della sezione video-arte. Durante le serate interverranno registi e ospiti del festival per parlare di cinema, sostenibilità, slow fashion, ecologia e ruralità. I protagonisti della serata del 24 settembre saranno il regista Furio Busignani che si presentaOrtometraggi_home in concorso con Rare, il documentario dedicato alle donne imprenditrici e rurali; Giancarlo Spinelli, produttore del documentario Rivoluzione Gentile; Loris Di Giovanni, giovane regista piemontese del cortometraggio L’Prascondù e infine Remo Schellino, regista affezionato e vincitore di una menzione speciale nella prima edizione del festival, che si presenta in questa terza edizione con Le ragioni della terra.
Elena Ferrero e Sara Secondo illustreranno invece la startup innovativa a vocazione sociale Atelier Riforma, che ha l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale del settore della moda attraverso l’economia circolare e la creatività sartoriale, sensibilizzando a un consumo consapevole e aiutando le fasce più in difficoltà della popolazione.
La sera del 25 dicembre saranno annunciati i vincitori della terza edizione ai quali verranno donati i premi in terracotta dell’artista salentino Lucio Conver_DSC7363sano. A decretare i vincitori di Ortometraggi 2020, una prestigiosa giuria composta da Annunziato Gentiluomo, Presidente di giuria, uno degli organizzatori del Torino Underground Cinefest e direttore della testata ArtInMovimento Magazine, Lucio Toma, della casa di distribuzione QuasiCinema, Neria Costa, referente del gruppo del Food Film Festival @ParcoAgricoloSudMilano, Emanuela Mascherini, attrice, autrice e regista e Luca Del Fuego Confortini, attore e talent manager.
Il programma di Ortometraggi Film Festival 2020 è scaricabile sui social ufficiali di Ortometraggi Film Festival e sul suo sito web.
Un evento sicuramente interessante e dalla rilevanza sociale evidente…
Noi ci saremo anche perché il nostro direttore è presidente della Giuria… e tu?
Chiara Trompetto

Il primo Concerto a Reggio Calabria dell’Orchestra del Tetro Cilea dopo il lockdown

Locandina_Concerto_19 settembre RCDomani, sabato 19 settembre 2020, alle ore 20.00, presso l’Auditorium U- Zanotti-Bianco, sito in via G. Melacrino, 34 a Reggio Calabria, l’Orchestra del Teatro Cilea proporrà il primo Concerto della stagione, dopo il lockdown, con la partecipazione straordinaria di Franz Schottky sul podio e con Jördis Bergmann come Violino Solista.
Il programma della serata prevede quattro brani: On Hearing the first cuckoo in spring di Frederik Delius; Ouverture in Do min per archi di Franz Schubert; Poeme op.25 per violino e orchestra di Ernst Chausson; e Sinfonia nr 5 in Sib magg. di Franz Schubert.
Questo è il primo concerto post lockdown dell’Orchestra del Teatro Cilea a Reggio Calabria, e per dare un importante avvio ha scelto un direttore e una solista ospite di fama internazionale.
Il M° Schottky è, infatti, il direttore principale della Kammerphilarmonie Dacapo di Monaco, mentrePasquale Faucitano la Bergmann è una delle più promettenti soliste del violinismo europeo.
Il concerto, dalla scelta di brani raffinata ed elegante, è una sorta di data zero che fa da preludio a una stagione di concerti che partirà a fine ottobre e si protrarrà fino a dicembre, sempre presso l’Auditorium Zanotti – Bianco di Reggio Calabria e che vedrà impegnati come partner sia l’Accademia del Tempo Libero sia il Circolo Culturale Rhegium Juli. A breve uscirà il programma completo della Stagione
, afferma Pasquale Faucitano, Presidente dell’Orchestra del Teatro F. Cilea di Reggio Calabria.
Si prospetta veramente un evento interessante con tutti gli ingredienti per trasformarsi in una serata magica…
Redazione di ArtInMovimento Magazine

“Rechazados” e “Redline”: i vincitori del NIF CONTEST 2020

1Si è conclusa alle 23.45 di ieri, 16 settembre, presso il Cinema Verdi di Candelo (BI) la seconda edizione del NIF Contest, rassegna di cinema indipendente, proposta dall’Università Popolare Artinmovimento e dall’Associazione Systemout, e satellite del Torino Underground Cinefest.
Buona l’affluenza di pubblico, nonostante i condizionamenti dati dallo stato di emergenza in essere.
La giuria ha decretato come Miglior Lungometraggio il film argentino di Ivan Noel, Rechazados (Drammatico – Fantasy, 2019), ambientato in un futuristico mondo medievale, tempo in cui l’uomo, ripetendo gli stessi errori del passato, crea una nuova struttura morale superstiziosa e opprimente per la sua società. La peggiore di tutte le colpe è quella di consumare, o addirittura toccare, il fiore ‘Chisa’, che sono convinti contenga il sangue del diavolo. Un crimine che porta ad essere banditi dal 5villaggio. I più inclini a questa devianza sono i bambini che, a causa della loro naturale propensione a nuove esperienze, hanno più probabilità di cadere in tentazione. Così un gruppo di bambini ripudiati impara a vivere in isolamento in montagna, apprendendo a usare le piante, gli animali e gli elementi per sopravvivere. Così facendo scopre anche la Chisa che contiene ciò che la maggior parte delle persone teme: la visione della verità. I bambini, così facendo, crescono acquisendo abilità e conoscenza, distinguendosi dalla massa e portando alcuni abitanti del villaggio ad accusarli di stregoneria.
Si attribuisce, invece, il premio come Miglior Cortometraggio all’ungherese Redline di Kiliána Kilián (Drammatico, 2019) che inizia con una strana chiamata ricevuta dal protagonista da un telefono Rechazados-Rejected-posterd’epoca rotto. L’interlocutrice l’ha invitata a un appuntamento. Lei non sapeva chi fosse, ma da quel momento ha inizio un’avventura che non si sarebbe mai aspettata di vivere.
Grande soddisfazione per le innumerevoli esternazioni di apprezzamento ricevute dagli accorsi e per il sodalizio siglato col Cinema Verdi e con l’Amministrazione, rappresentata dall’Assessore Lorena Valla, che ha lodato l’iniziativa e l’interessante programmazione. Ci sono tutti gli ingredienti per rendere questo appuntamento a cadenza annuale e per ipotizzare di trasformarlo in uRedline-postern evento di più ampio respiro. Intanto stiamo aprendo delle sezioni speciali per la prossima edizione legate al cinema femminile e al cinema storico in costume, afferma Annunziato Gentiluomo, Presidente dell’Università Popolare ArtInMovimento.
Solo tanta gratitudine per quello che abbiamo realizzato e per l’attestazione di stima che le organizzazioni mi hanno dato nel curare la selezione e la direzione artistica del NIF Contest 2020. In gruppo si cresce sempre e gli stimoli non si fanno attendere. I margini di crescita sono evidenti e a noi l’entusiasmo, la voglia di mettersi in gioco e di rischiare certo non ci mancano, conclude il direttore artistico David Alfano.
E continuano i successi per il team del Torino Underground in tour, un progetto ambizioso e autofinanziato che sta facendo parlare di sé, sta diffondendo cultura e sto avvicinando un pubblico sempre più numeroso al prolifico cinema indipendente.
Chiara Trompetto

Da domani il NIF Contest al Cinema Verdi di Candelo (BI)

NIF_POSTERDa ieri è online il programma del NIF – New Indie Film Contest, rassegna gratuita di cinema indipendente proveniente da ogni parte del mondo, che andrà in scena mercoledì 16 settembre, dalle ore 17.30 alle ore 23.30, presso le due sale di Cinema Verdi di Candelo (BI), sito in via Senatore M. Pozzo, 2.
L’evento, patrocinato dal Comune di Candelo, è organizzato, promosso e curato dalle associazioni ArtInMovimento e SystemOut, e rappresenta uno dei satelliti del Torino Underground Cinefest, facente parte del progetto TUC in tour.
La direzione artistica è firmata da Davis Alfano che ha attinto per la programmazione di questa edizione, in cui si succedono corti e lungometraggi provenienti da diverse nazioni, alcuni dei quali extraeuropei, dalla selezione del TUC 2020.
Nella Sala 1 si potranno visionare, in ordine, “Observance” di Maël G. Lagadec (Belgio), “Enter nirvana” di Lindsay Bennett-Thompson (Regno Unito), “Pay phone” di Yurugu Matsumoto (Giappone), “Anna” (7° TUC) di Dekel Berenson (Regno Unito), “Antilope” (7° TUC) di Diego Murillo (Venezuela), “Felix in wonderland” (7° TUC) Davis Alfanodi Marie Losier (Svizzera), “Il sistema sanità” di Andrea De Rosa e Mario Pistolese (Italia), “Doubtful” (7° TUC) di Eliran Elya (Israele), “Figurant” (7° TUC) di Jan Vejnar (Repubblica Ceca), “Ashmina” (7° TUC) di Dekel Berenson (Nepal), “Redline” di Kiliána Kilián (Ungheria) e “Bertin” (7° TUC) di Elise Lausseur (Francia).
Nella Sala 2 si incalzeranno “Le travail du castor” (Beaver at work) di Steed Cavalieri (Francia), “Ce qui reste” (All that’s left) di Salvaire Hugo (Belgio), “The wrong barber” di Dean Ganter (Australia), “Tattoo” (7° TUC) di Farhad Delaram (Iran), “Doubtful” (7° TUC) di Eliran Elya (Israele), “Rechazados” di Ivan Noel (Argentina), “Felix in wonderland” (7° TUC) di Marie Losier (Svizzera), “L’oro di famiglia”  di Emanuele Pisano (Italia), “My kingdom” (7° TUC) di Guillaume Gouix (Francia) e “De-feet” (7° TUC) di Vittoria Campaner (Stati Uniti).
Tra le pellicole provenienti dalla scorsa edizione del Torino Underground Cinefest, sono godibili in entrambe le sale i premiati “Felix in wonderland” (Miglior Regia) e “Doubtful” (Miglior Attore).
_DSC7363Si ricorda che l’ingresso al NIF Contest è gratuito al pubblico anche se si richiede la prenotazione del proprio posto in sala sulla piattaforma Eventbrite cliccando qui.
È tutto pronto per il NIF 2020. Veramente fluida ed efficiente la sinergia con Arrigo Tomelleri, proprietario del Cinema Verdi, e con l’Amministrazione comunale di Candelo. L’unico ingrediente ancora mancante è il pubblico che ci aspettiamo numeroso e con cui amereLOGO_TUCmo interagire e raccogliere osservazioni necessarie per farci crescere e per la realizzazione di un festival di più ampio respiro per l’anno prossimo, afferma Annunziato Gentiluomo, Presidente dell’Università Popolare ArtInMovimento.
Lavorare col team del Torino Underground Cinefest è nutriente. I confronti sono sempre costruttivi ed è veramente alta la professionalità. La selezione di questo NIF prevede tantissimi film europei affiancati da un giapponese, un venezuelano, due israeliani, un argentino e un americano, espressione che evidenzia la capillarità e la prolificità del genere indipendente. Auguro a tutti un’immersione totale nella ricca programmazione che spero soddisfi l’attento pubblico del Cinema Verdi, conclude il direttore artistico Davis Alfano.
Evento da non perdere!!!
Redazione di ArtInMovimento Magazine

Domani a Torino… la lectio di Annunziato Gentiluomo sulle relazioni, l’educazione e la preghiera

Presentazione_Come cavalcare spiritualmente la pandemia_Torino_locandinaDomani, martedì, 15 settembre, alle ore 20.15, presso la Scuola di Danza Relevé di Torino, sita in via Lessolo, 19, Annunziato Gentiluomo col pretesto della presentazione del suo ultimo libro Come “cavalcare” spiritualmente la pandemia (Agosto 2020, Edizioni Psiche 2), parlerà principalmente delle relazioni, dell’educazione delle giovani leve e della preghiera.
Nella serata, proposta in sinergia dall’Università Popolare ArtInMovimento e dalla Scuola di Danza Relevé, l’autore condividerà con i presenti il proprio lockdown che ha vissuto in modo trasformativo e proattivo, senza lasciarsi paralizzare dalla paura.
Approfondirà, quindi, le nuove forme di didattica che ha potuto sperimentare durante la Didattica a Distanza, buttando le basi di quella che ha battezzato didattica olistica; le relazioni, al contempo occasione di crescita personale e cartina tornasole per comprendere dove si è in un’ottica evolutiva; il ruolo dei social network durante il lockdown e la nascita e l’attività di ArtInMovimento web radio; e la preghiera, potente antidoto a quanto stava occorrendo.
Nunzio_01Racconterà dunque, in modo coinvolgente, tre mesi di vita “speciali” che hanno rappresentato, per certi versi, un privilegio, un’occasione per compiere un salto coscienziale. Nella narrazione, a tratti autobiografica, emergerà il concetto di antifragilità – che trascende quello di resilienza – e faranno capolino una peculiare visione dell’esistente e i cardini del percorso spirituale, tra i quali l’ascolto interiore, il dialogo con l’Assoluto, il perdono, gli incontri karmici e l’importanza delle relazioni nell’evoluzione individuale.
Come “cavalcare” spiritualmente la pandemia” è un testo complesso, ispirato direi, dove ho finalmente preso la parola su argomenti su cui rifletto da anni e su cui ho espresso pubblicamente carmelo spotoil mio punto di vista. È un volume corale arricchito dai contributi preziosi di grandi ricercatori di livello internazionale e di livello nazionale, e dai vissuti e dalle riflessioni di amici a me molto cari. È un libro ricco di emozioni e storie, che guida il lettore in una visione multidimensionale e ampia di un momento che, dolente o nolente, ha segnato la nostra vita e che scriverà pagine della storia attuale, precisa Annunziato Gentiluomo.
La serata sarà arricchita dalla presenza del M. Carmelo Spoto che proporrà dei brani solistici al pianoforte.
Si ricorda che Annunziato Gentiluomo, ricercatore spirituale, operatore olistico, formatore, giornalista, oltre ad articoli scientifici, ha pubblicato La qualità televisiva. Definizioni sociali e prospettive di analisi (Aracne Editrice), Sapere, Saper Fare e Saper Essere nel Reiki e Dialoghi con un Arconte, editi questi ultimi da Psiche 2. Sto concludendo il secondo volume di Dialoghi con un Arconte
Evento da non perdere… Gradita la prenotazione chiamando al + 39 3663953014.
Redazione ArtInMovimento Magazine

“Nonne on the road”, alla conquista dell’America con la cucina italiana

44319773_352296638839498_5963968677870043136_nUn libro di ricette itineranti, una piccola guida agli States visti sotto la lente d’ingrandimento del tema centrale del libro, ossia il cibo, con alcune riflessioni sulla società nel suo insieme. Questo è, in estrema sintesi, il libro “Nonne on the road” di Stefani Barzini, pubblicato da Guido Tommasi Editore.
Scritto in modo semplice e diretto, è un libro che si legge con curiosità e simpatia per le due protagoniste, l’autrice e la sua consuocera Paolina. Due nonne, donne over 60 da sole in America, per un coast to coast dai ritmi serrati, scanditi da una miriade di appuntamenti per tenere corsi di cucina. Proprio così, eventi e corsi di cucina italiana agli americani. Il racconto è un addentrarsi nelle contraddizioni di un popolo che ha con il cibo un rapporto non proprio idilliaco, ma che stravede per il cibo e la cucina italiani. Si vince facile, verrebbe da dire, ma Stefania Barzini ha una missione un po’ diversa: da amante della cucina, il suo intento è quello di far avvicinare i suoi “studenti” non solo al mangiare bene, ma di appassionarli anche alla preparazione del cibo. Giocare con pentole e ingredienti, divertirsi nell’atto creativo del cucinare, e poi abituarsi a un mangiare che non sia solamente ingurgitare energia per sopravvivere, ma un momento di socialità e di piacere a tutto tondo, in cui a essere nutrito non sia solo il corpo ma anche lo spirito.
è questa forse la differenza maggiore tra l’Italia e l’America” – scrive Barzini – “noi mangiamo con gioia, loro trattano il cibo come se fosse una medicina: basti pensare al Department of Food and Drugs Administration, l’ente che si occupa di cibo e di medicine allo stesso tempo. Da qui a credere che i supermercati possano diventare cliniche della salute il passo è brevissimo”. Si genera allora il paradosso di una società che sacrifica la qualità del cibo in nome della produttività, costringendo le persone a ritmi vertiginosi in cui non vi è tempo per fare la spesa o cucinare, ma poi è dedita al culto di pillole, erbe e bacche “miracolose” per integrare tutto ciò che il cibo ha perso nel processo di produzione e conservazione.
Stefania Barzini, nel viaggio raccontato in queste pagine, si muove abbastanza disinvolta in un Paese che conosce bene, avendoci vissuto diversi anni, trova conferme ma annota anche i cambiamenti, incontra vecchi amici e soprattutto cerca di aprire delle crepe, degli spiragli, di invogliare i propri interlocutori a cambiare un po’ il proprio approccio con il cibo e l’alimentazione. Ci riuscirà alla fine? Non è dato saperlo con certezza, ma non ci si può che augurare di sì.
Le ricette sono inserite alla fine di ogni tappa, e comprendono i piatti proposti per ogni evento, più le specialità locali apprezzate dalle due protagoniste. Così si trovano l’una a fianco all’altra le ricette del burrito e delle busiate con il pesto trapanese, degli gnocchi alle susine e del Neua Nam Tok, delle Buffalo Wings e delle polpette di pesce spada, in una sorprendente carrellata multiculturale che fa venire voglia di assaggiare tutto, ma soprattutto di mettersi ai fornelli.
Un messaggio forse non esplicito di questo libro, ma che a chi scrive è parso evidente, è che non sia davvero mai troppo tardi per realizzare un sogno, piccolo o grande che sia. Decidere di fare un viaggio come quello raccontato è una piccola follia che solo la spinta di una grande passione è in grado di sostenere, ed è quella passione che l’autrice ha coltivato per tutta la vita, facendola diventare il proprio lavoro.
Stefania Barzini ha una scuola di cuina a Roma, che si chiama “Tutti a scuola con folle casseruola”; insegna scrittura creativa in master e corsi di giornalismo enogastronomico e ha collaborato, tra gli altri, con il Gambero Rosso; negli anni in cui ha vissuto negli Stati Uniti ha tenuto corsi di cucina e si è occupata di eventi per la promozione della cultura italiana, in cui il cibo era sempre l’elemento chiave.
Con Guido Tommasi Editore ha già pubblicato altri quattro volumi (li trovate qui), mentre on line trovate anche il suo blog www.follecasseruola.com

Chiara Trompetto
[immagini: pagina facebook NONNE on the ROAD]

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