Per anni ho pensato che bastassero i numeri. Ricavi, costi, margini, controllo di gestione, KPI. Il mio lavoro è entrare nelle aziende e capire cosa sta succedendo davvero. I numeri hanno una qualità che amo molto: sono spietati ma sinceri. Se un’azienda funziona lo dicono, se non funziona lo dicono ancora più chiaramente. Poi la
Per anni ho pensato che bastassero i numeri. Ricavi, costi, margini, controllo di gestione, KPI. Il mio lavoro è entrare nelle aziende e capire cosa sta succedendo davvero. I numeri hanno una qualità che amo molto: sono spietati ma sinceri. Se un’azienda funziona lo dicono, se non funziona lo dicono ancora più chiaramente.
Poi la vita ogni tanto decide di mettere una piccola incrinatura anche nelle convinzioni più solide.
È successo davanti alla sede di un’associazione, precisamente del Centro Olistico Radhadesh (sito in via Roma, 34 a Pino Torinese, costola operativa dell’Università Popolare ArtInMovimento. Io ero in macchina. Il Maestro Annunziato Gentiluomo, formatore ed esperto in discipline olistiche, stava uscendo a prendere il pane. Era in convalescenza, dopo un intervento al menisco. Ci siamo riconosciuti così, senza appuntamenti e senza programmi. Era stato mio docente all’università, Sociologia dell’Informazione e della Comunicazione Aziendale. Trenta e lode. Poi, come accade spesso, la vita prende altre strade, il lavoro cresce e le persone si perdono di vista. Fino al giorno in cui, senza cercarlo, ci si ritrova.
Ci siamo fermati a parlare pochi minuti. Ma a volte bastano pochi minuti per riaprire percorsi che pensavi archiviati.
Da quell’incontro è ripartito qualcosa: l’aggiornamento del primo livello Reiki, incontri sull’energia sottile, lavoro sulle memorie profonde e sulla consapevolezza. Se lo racconti velocemente sembra lontano dal mio lavoro. Perché io sono una donna molto concreta. Consulente aziendale. Numeri, modelli di business, strategie. Il mio lavoro è aiutare imprenditori e aziende a capire dove stanno andando.
Eppure, dopo anni passati a leggere bilanci e conti economici, avevo già iniziato a notare qualcosa. I numeri spiegano cosa succede, ma quasi mai spiegano perché. Ho visto aziende con conti perfetti fermarsi improvvisamente. Strategie corrette non applicate. Decisioni rimandate per anni senza una ragione apparente. E poi il contrario: imprese disordinate che crescono lo stesso, guidate da persone che riescono a prendere decisioni giuste anche quando i dati non sono perfetti.
A quel punto la domanda diventa inevitabile: se i numeri spiegano tutto, perché succede questo?
La risposta è semplice e allo stesso tempo complessa. Perché dietro ogni numero ci sono persone. Persone con paure, intuizioni, memorie, convinzioni profonde. Ed è proprio lì che nascono le decisioni. La psicologia economica lo spiega bene: Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia, ha mostrato come molte decisioni siano guidate da processi intuitivi e non solo razionali (Thinking, Fast and Slow, 2011). Anche la sociologia e le scienze cognitive da tempo evidenziano quanto percezione, esperienza e stati interiori influenzino il modo in cui interpretiamo la realtà.
A un certo punto ho capito che i due mondi che avevo sempre tenuto separati non erano davvero separati. Da una parte la consulenza, dall’altra il lavoro sulla consapevolezza. Numeri ed energia. Razionalità e intuizione.
Le aziende funzionano quando queste due dimensioni dialogano. I numeri raccontano cosa sta accadendo. Le persone spiegano perché.
Il percorso ripreso col Maestro Gentiluomo non ha cambiato il mio lavoro. Ha cambiato lo sguardo. Perché un’azienda non è fatta solo di fatturato e margini. È fatta di esseri umani. E forse il lavoro più vero oggi è proprio questo: imparare a leggere entrambe le cose.
Maria Giusy Rocco












